{"id":384699,"date":"2026-03-07T10:30:15","date_gmt":"2026-03-07T10:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/384699\/"},"modified":"2026-03-07T10:30:15","modified_gmt":"2026-03-07T10:30:15","slug":"private-credit-boom-di-riscatti-perche-i-prestiti-nati-dalla-crisi-2008-ora-spaventano-wall-street","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/384699\/","title":{"rendered":"Private credit, boom di riscatti: perch\u00e9 i prestiti nati dalla crisi 2008 ora spaventano Wall Street"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesco Bertolino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">I finanziamenti privati sono un\u2019industria da 2000 miliardi di dollari: hanno coperto lo spazio scoperto dalle banche dopo la crisi finanziaria, erogando denaro a imprese e fondi. Ma ora emergono dubbi sulla qualit\u00e0 del credito<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il private credit \u00e8 nato dalle ceneri della grande crisi finanziaria del 2008, ma ora <b>Wall Street teme che possa provocarne un\u2019altra. <\/b>Nelle ultime settimane, infatti,<b> un\u2019esplosione di richieste di riscatto<\/b>\u00a0ha colpito i fondi di giganti come Blackstone, BlackRock e Blue Owl.<b>\u00a0\u00ab\u00c8 un canarino nella miniera di carbone\u00bb di un\u2019industria da quasi 2000 miliardi di dollari,<\/b> ha detto Mohamed El-Erian, capo-consigliere economico del gruppo assicurativo tedesco Allianz.\u00a0<\/p>\n<p>    Cos\u2019\u00e8 il private credit<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma facciamo un passo indietro. <b>Il private credit<\/b> (o private debt, a seconda che si guardi dalla prospettiva di chi presta o di chi riceve i soldi) <b>\u00e8 un tipo di finanziamento che ha preso piede all\u2019indomani della crisi del 2008.<\/b> L\u2019aumento della regolamentazione e dei requisiti di capitale ha infatti spinto le banche a ridurre il credito alle imprese, specie nei settori considerati pi\u00f9 rischiosi.<b> In questo\u00a0\u00abvuoto\u00bb di credito si sono inseriti i private equity, fondi specializzati nella compravendita di aziende, che hanno iniziato anche a fare finanziamenti, prestando direttamente il denaro raccolto dai loro investitori agli imprenditori e ad altri fondi. <\/b>I finanziamenti di private credit comportano tassi di interesse pi\u00f9 elevati rispetto alle banche ma hanno anche con procedure pi\u00f9 snelle, minori richieste di garanzie e, in definitiva, sono concessi con maggior\u00a0\u00ablarghezza\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La crescita dei prestiti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il private credit \u00e8 cos\u00ec cresciuto in fretta,<\/b> attraendo capitali da assicurazioni, enti previdenziali e altri investitori istituzionali alla ricerca di rendimenti interessanti e, almeno in apparenza, a minor rischio del private equity. <b>Negli ultimi anni, per\u00f2, i fondi di settore si sono aperti anche al retail, ossia a investitori individuali con orizzonti di investimento pi\u00f9 brevi e resistenza allo\u00a0\u00abstress finanziario\u00bb inferiori rispetto ad assicurazioni e fondi pensione. <\/b>Per venire incontro a queste esigenze, BlackRock, Blackstone, Ares e altri big di settore hanno lanciato\u00a0\u00abevergreen fund\u00bb che, <b>a differenza dei fondi tradizionali, consentono agli investitori di riscattare i loro soldi durante alcune finestre temporali ed entro determinati limiti<\/b>, di norma fissati al 5% del valore complessivo del loro portafoglio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 ha funzionato a meraviglia, portando a una moltiplicazione di veicoli di private credit che sono arrivati a gestire quasi 2000 miliardi di dollari. <b>I private credit sono diventati una sorta di banca senza per\u00f2 i limiti, la vigilanza e la burocrazia che comporta lo status di istituto bancario.<\/b> Sul finire del 2025 sono per\u00f2 emersi i primi fallimenti di alcune aziende fortemente indebitate con i fondi\u00a0\u00abprivati\u00bb: <b>prima l\u2019azienda di ricambi d\u2019auto First Brands, poi la societ\u00e0 di prestiti per auto Tricolor e infine l\u2019azienda di mutui Mfs. <\/b>Fallimenti da miliardi, ma comunque contenuti nell\u2019ammontare rispetto alla dimensione dei fondi. Il problema \u00e8 che <b>alcune delle aziende coinvolte nei crac sono sospettate di frodi flagranti che sembrano adombrare una valutazione dei rischi piuttosto superficiale da parte dei creditori<\/b>.\u00a0\u00abQuando succedono cose del genere, la mia antenna si alza\u00bb, ha avvertito Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan, la prima banca americana, a proposito del collasso di Tricolor e First Brands. <b>\u00abProbabilmente non dovrei dirlo, ma quando vedi uno scarafaggio, probabilmente ce ne sono altri<\/b>&#8230; Tutti dovrebbero essere all\u2019erta\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Il panico da intelligenza artificiale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La tensione generata dai crac si \u00e8 acuita fortemente dopo che Anthropic e OpenAi hanno presentato a inizio 2026 nuove soluzioni di intelligenza artificiale<\/b> che minacciano di fare concorrenza agli sviluppatori di software. Secondo le stime di Bank of America, <b>circa il 20% dei denari gestiti dai fondi di private credit (ossia circa 400 miliardi) sono stati prestati ad aziende del settore tecnologico<\/b>, spesso per finanziare le acquisizioni da parte di fondi di private equity. Sono quindi indirettamente esposti agli effetti dirompenti dell\u2019Ai. <b>Si \u00e8 insomma creato un circolo di denaro fra private equity e private credit che potrebbe rivelarsi molto vizioso qualora l\u2019Ai dovesse davvero ridurre rapidamente il valore &#8211; anche solo percepito &#8211; degli sviluppatori di software<\/b> e, di riflesso, la garanzia di chi ha fatto loro credito.\u00a0<\/p>\n<p>    Il boom dei riscatti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questo timore ha spinto diversi investitori individuali &#8211; il famoso retail &#8211; a chiedere di riscattare in tutto o in parte i loro soldi<\/b> dai fondi evergreen alla prima finestra utile. <b>Blackstone ha ricevuto, per esempio, richieste per 3,7 miliardi di dollari per il suo fondo di private credit da 82 miliardi<\/b>, il pi\u00f9 grande di settore. Nonostante le domande eccedessero il limite del 5%, <b>Blackstone ha deciso di esaudirle attraverso fondi propri e dei propri dipendenti in modo da placare le ansie degli investitori<\/b>. BlackRock ha invece imposto il limite per il suo fondo da 26 miliardi, restituendo solo 620 milioni contro gli 1,2 miliardi richiesti. <b>Blue Owl, societ\u00e0 diventata celebre per i finanziamenti multimiliardari alla costruzione di data center per l\u2019Ai, ha invece deciso di bloccare permanentemente i riscatti <\/b>da uno dei suoi fondi di private credit dopo che le domande avevano superato il 20% degli attivi gestiti.\u00a0<\/p>\n<p>    Il circolo vizioso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il boom dei riscatti sta mettendo sotto pressione anche le azioni dei gestori di fondi di private credit.<\/b> Da inizio anno, cio\u00e8 nel giro di tre mesi, Blackstone ha perso quasi il 30% a Wall Street, Apollo il 25%, BlackRock il 12%, Kkr il 30% e Blue Owl addirittura il 35%. <b>Il timore \u00e8 che la somma di fallimenti fraudolenti, panico da Ai e guerre possa innescare una spirale di riscatti tale da mettere in difficolt\u00e0 il private credit<\/b>, un settore che non \u00e8 mai stato messo alla prova da una crisi finanziaria. Che non brilla per trasparenza quanto ai legami con gli altri settori della finanza. E che, <b>a differenza delle banche, non gode del paracadute della Federal Reserve, della Bce e delle altre banche centrali.<\/b>\u00a0Non \u00e8 cio\u00e8 \u00abtoo big to fail\u00bb, troppo grande per fallire; a meno che, ovviamente, non dovesse rivelarsi un rischio sistemico in grado di destabilizzare l\u2019intero sistema finanziario.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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