{"id":386213,"date":"2026-03-08T09:40:14","date_gmt":"2026-03-08T09:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/386213\/"},"modified":"2026-03-08T09:40:14","modified_gmt":"2026-03-08T09:40:14","slug":"il-fertilizzante-come-arma-geopolitica-il-golfo-in-guerra-minaccia-il-prezzo-globale-del-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/386213\/","title":{"rendered":"Il fertilizzante come arma geopolitica: il Golfo in guerra minaccia il prezzo globale del cibo"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Pane, pasta e carne: il rischio rincari. La guerra nel Golfo e la paralisi dello Stretto di Hormuz colpiscono il mercato dei fertilizzanti: i prezzi volano e cresce il rischio di un nuovo choc globale sui generi alimentari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era successo dopo l&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina nel 2022, rischiando di tornare adesso che la guerra infuria sul Golfo. <b>Nel giro di pochi giorni gli analisti sui mercati internazionali aprono gli occhi su interdipendenze che prima passavano inosservate<\/b>, perch\u00e9 nessuno credeva si sarebbero mai interrotte. Poi nel giro di pochi mesi, o poche settimane, la rottura di quelle relazioni innesca le sue conseguenze a cascata: la pi\u00f9 visibile per i cittadini di Paesi lontani, un&#8217;improvvisa accelerazione dei prezzi alimentari.<\/p>\n<p>    L\u2019effetto domino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si tratta di un effetto domino inevitabile di questa guerra. Essa va avanti da appena una settimana e potrebbe concludersi la prossima; <b>oppure potrebbe concludersi anche molto pi\u00f9 tardi, ma con un governo a Teheran che controlla il Paese <\/b>e accetta una distensione dei rapporti con le monarchie del Golfo ei governi occidentali. Tuttavia le esperienze in Iraq, <b>in Afghanistan o nella strozzatura permanente di Suez imposta dagli Houthi dello Yemen<\/b> indicano che potrebbe finire in modo diverso, almeno per un po&#8217;: un quadro di guerra civile o instabilit\u00e0 cronica in Iran, unito al rischio di minacce sulla navigazione nel Golfo, pu\u00f2 generare una fiammata nel costo del cibo in tutto il mondo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il nodo dello Stretto di Hormuz<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le citazioni sul mercato portano gi\u00e0 i segni di questi fantasmi. L&#8217;intera regione fra l&#8217;Iran e la penisola araba esporta il 14,4% in valore di tutti i fertilizzanti in offerta nel mondo, secondo dati dell&#8217;International Trade Center elaborati da Divulga. <b>Il centro studi diretto da Felice Adinolfi segnala che l&#8217;area \u00e8 seconda esportatrice di questi prodotti dopo la Russia (che ha una quota del 22,4% del mercato mondiale)<\/b>. Attraverso lo Stretto di Hormuz, in uscita dal Golfo persico fra l&#8217;Iran a Nord e l&#8217;Oman a Sud, passano quote vitali dei prodotti pi\u00f9 importanti per l&#8217;agricoltura: circa un terzo dell&#8217;urea, quasi met\u00e0 del fertilizzante azotato e quote elevatissime del fosfato di ammonio.<b> Si tratta di derivati del gas, nei quali l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;Oman e il Qatar sono fra i grandi produttori al mondo<\/b>. Fra i compratori &#8211; stima Divulga &#8211; i grandi granai dell&#8217;economia globale: India, Stati Uniti, Brasile e Australia per primi.<\/p>\n<p>    Export paralizzato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo mercato oggi \u00e8 colpito da un infarto. L&#8217;export \u00e8 paralizzato dalla strozzatura di Hormuz, lo stretto di accesso o uscita dal Golfo divenuto in pochi giorni pericoloso e dunque costosissimo da varcare. <b>Anche se le Guardie rivoluzionarie non dovessero attaccare le navi, il costo dei noli e delle assicurazioni rende le operazioni proibitive<\/b> e molto sporadiche.<br \/>Il sistema dei prezzi si \u00e8 immediatamente adattato al nuovo scenario. Al Chicago Board of Trade l&#8217;urea, molto usata per favorire la fotosintesi delle piante grazie al suo alto contenuto di azoto, <b>\u00e8 rincarata del 26% in una settimana; ma del 64% da dicembre, quando hanno iniziato a spirare i venti di guerra. <\/b>Oggi \u00e8 ai livelli del novembre 2022, dopo la spaventosa impennata seguita all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e alle relative sanzioni sulla Russia (che tuttavia non hanno mai toccato i prodotti della filiera alimentare).<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    Le quote di fertilizzanti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se le quote attuali dei fertilizzanti saranno confermate nei prossimi mesi, diventa inevitabile un nuovo ciclo di rincari in tutta la catena del cibo: cereali, latte e derivati, carne prodotta con bestiame nutrito da granaglie. <b>Gli idrocarburi infatti oggi pesano per circa met\u00e0 del costo di produzione di grano o mais: un terzo per i fertilizzanti e il resto in trasporti. <\/b>Se l&#8217;attuale blocco di Hormuz perdurasse, sarebbe un ritorno al 2022. <b>Allora le tensioni per la guerra scatenata dalla Russia portarono il fertilizzante da gas a livelli di prezzo quasi doppi rispetto agli attuali<\/b> e il grano segu\u00ec immediatamente. Oggi la materia prima da cereali \u00e8 molto meno cara di allora, ma solo nell&#8217;ultimo mese si \u00e8 gi\u00e0 apprezzata del 15%. Il ciclo dei rincari sui beni alla fine della filiera &#8211; pane, pasta, carne &#8211; segue a distanza quando saranno pi\u00f9 chiare le ricadute della guerra.<\/p>\n<p>    Opportunit\u00e0 di Mosca<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Chi spera di trarne un vantaggio, ancora una volta, sta a Mosca. Il governo russo \u00e8 consapevole che ora il suo ruolo per la sicurezza alimentare di molti Paesi pu\u00f2 diventare decisivo perch\u00e9 &#8211; a differenza di quanto accade con il petrolio &#8211; non esistono al mondo riserve strategiche di fertilizzanti.<br \/>L&#8217;aggressione all&#8217;Ucraina del 2022 \u00e8 il grande precedente: innesc\u00f2 il primo panico e il primo effetto di scarsit\u00e0. Ma nessun Paese \u00e8 agitato di conseguenza e oggi alcuni Paesi reagiscono gi\u00e0 per anticipare la corsa delle economie concorrenti. <b>La Nigeria e il Ghana hanno gi\u00e0 piazzato ordinativi anticipati per fertilizzanti russi in consegna in autunno<\/b>, accettando il rischio di pagare di pi\u00f9 pur di avere la certezza del prodotto. Altri altri grandi Paesi cerealicoli si muovono senz&#8217;altro in modo simile, <b>cercando di sostituire con le forniture di Mosca l&#8217;urea del Qatar o il fosfato di diammonio dell&#8217;Arabia Saudita. <\/b>Vladimir Putin era a un passo da una crisi economica, ma ora torna di colpo ad avere in mano alcuni livelli della globalizzazione. Anche per questo far\u00e0 quanto pu\u00f2 per aiutare gli ayatollah di Teheran, dopo aver massacrato il loro popolo di dissidenti, a danneggiare la catena del cibo in tutto il resto del mondo.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-08T09:41:36+01:00\">8 marzo 2026 ( modifica il 8 marzo 2026 | 09:41)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Fubini Pane, pasta e carne: il rischio rincari. 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