{"id":38684,"date":"2025-08-10T05:54:11","date_gmt":"2025-08-10T05:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38684\/"},"modified":"2025-08-10T05:54:11","modified_gmt":"2025-08-10T05:54:11","slug":"i-suoi-scatti-documento-e-opera-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38684\/","title":{"rendered":"I suoi scatti, documento e opera d&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bergamo<\/strong>. La sua eredit\u00e0 si compone di centinaia di migliaia di scatti, inestimabile fonte per ricostruire la storia del territorio bergamasco e le sue trasformazioni nel tempo. Il <strong>10 agosto 1931<\/strong>, esattamente 94 anni fa, a <strong>Caravaggio<\/strong> nacque <strong>Pepi Merisio<\/strong>, uno dei fotografi italiani pi\u00f9 apprezzati del Novecento.<\/p>\n<p>Si avvicina alla fotografia per passione, ispirandosi alle fotografie del realismo americano che documentarono la societ\u00e0 rurale durante la Grande Depressione. Vent\u2019anni pi\u00f9 tardi intuisce che anche in Italia qualcosa di profondo sta cambiando. I vecchi mestieri scompaiono: avanza la plastica, l\u2019automobile, il consumismo. I suoi scatti diventano la testimonianza di un Paese in trasformazione.<\/p>\n<p>\u201cMio padre era sempre parte di quello che fotografava \u2013 racconta il figlio, <strong>Luca Merisio<\/strong> -. Non era visto come un intruso, la gente era colpita dal suo lavoro. Di lui ho tanti ricordi, alcuni rappresentati anche dai suoi scatti alla Fara e nei pascoli dell\u2019Alta Val Seriana\u201d.<\/p>\n<p>Dal 6 giugno nel Convento di San Francesco in Citt\u00e0 Alta, negli spazi del <a href=\"https:\/\/museodellestorie.bergamo.it\/museo-della-fotografia-sestini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Museo della Fotografia Sestini<\/a>, \u00e8 ospitata la mostra <a href=\"https:\/\/www.bergamonews.it\/2025\/06\/05\/lo-sguardo-poetico-e-neorealista-di-pepi-merisio-attraverso-litalia\/808235\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>\u201cAttraverso l\u2019Italia. Fotografie di Pepi Merisio\u201d<\/strong><\/a>. In esposizione <strong>136 scatti<\/strong>: un\u2019Italia in bianco e nero, attraversata da uomini e donne, paesaggi e tradizioni. Un omaggio a un maestro del Novecento e al suo modo unico di raccontare la nostra penisola.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/mostra-pepi-merisio-805302.jpg\" alt=\"mostra Pepi Merisio \"\/><br \/>\n            La mostra<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tra gli insegnamenti forse pi\u00f9 grandi lasciati dal maestro di Caravaggio la sua definizione di paesaggio: \u201cIl risultato della vita di una comunit\u00e0 in un certo luogo nei secoli\u201d. La sua \u00e8 una fotografia contemplativa, lontana dalla celebre idea bressoniana dell\u2019attimo decisivo. \u201cIn fotografia \u2013 diceva spesso \u2013 decisivo non \u00e8 l\u2019attimo, ma lo sguardo di chi sa cogliere l\u2019irripetibile\u201d.<\/p>\n<p>Il \u2018<strong>63<\/strong> \u00e8 l\u2019anno della svolta: si conquista la copertina della rivista svizzera <strong>Du<\/strong> e inizia a collaborare con <strong>Epoca<\/strong>. \u201cI lavori di Merisio sono segnati da una volont\u00e0 documentaristica in un tempo universale \u2013 spiega <strong>Roberta Frigeni<\/strong>, direttrice del Museo delle Storie di Bergamo -. La sua geografia \u00e8 tridimensionale, il paesaggio \u00e8 reso alla terza: naturale, umano, antropizzato. Il filo rosso \u00e8 la figura umana, sempre al centro dello scatto anche quando sembra non esserci\u201d.<\/p>\n<p>Nel<strong> \u201964<\/strong> pubblica il celebre reportage <strong>\u201cUna giornata col Papa\u201d<\/strong>: nasce cos\u00ec il lungo sodalizio con <strong>Paolo VI<\/strong>, con cui instaurer\u00e0 un rapporto personale e duraturo. Inizia a collaborare anche con la Famiglia Cristiana e l\u2019Osservatore Romano,\u00a0documentando la vita del sacro con sguardo laico ma profondamente rispettoso.<\/p>\n<p>Dai paesaggi della Val d\u2019Aosta ai mestieri della Sicilia, Merisio ha attraversato l\u2019Italia intera catturandola con i suoi obiettivi. \u201cCi ha lasciato un doppio patrimonio \u2013 sentenzia<strong>\u00a0Frigeni<\/strong> -. Da un lato la sterminata documentazione archivistica, dall\u2019altro la testimonianza di un linguaggio visivo unico. La sua \u00e8 una fotografia documento, ma insieme preziosissima opera d\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p class=\"single-copyright\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p> Iscriviti al nostro canale <a style=\"color:#EF5C3B;font-weight: bolder; font-style: normal; font-size:20px; word-break:break-word;\" href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/channel\/0029VaDsRSCB4hdR5jiRWO3w\" target=\"_BLANK\" rel=\"nofollow noopener\">Whatsapp<\/a> e rimani aggiornato. Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicit\u00e0?\u00a0\u00a0 <a style=\"color:#EF5C3B;font-weight: bolder; font-style: normal; font-size:20px; word-break:break-word;\" href=\"https:\/\/www.bergamonews.it\/abbonati-a-bergamonews\/\" target=\"_BLANK\" rel=\"nofollow noopener\">Abbonati!<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bergamo. 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