{"id":38697,"date":"2025-08-10T06:04:07","date_gmt":"2025-08-10T06:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38697\/"},"modified":"2025-08-10T06:04:07","modified_gmt":"2025-08-10T06:04:07","slug":"le-bombe-le-rovine-i-sogni-di-ricostruzione-ma-adesso-gaza-city-teme-lassalto-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38697\/","title":{"rendered":"Le bombe, le rovine, i sogni di ricostruzione. Ma adesso Gaza City teme l&#8217;assalto finale"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Greta Privitera<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La citt\u00e0 sarebbe la prima a essere occupata. Le voci degli abitanti: \u00abAbbiamo paura, ma preferiamo morire che andarcene. Vivremo tra le rovine\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I<\/b><b>l ristorante preferito<\/b> <b>di Yousra Elhalees<\/b> si chiama Mazaj. Si trova, o forse si trovava \u2014 Yousra non sa se \u00e8 ancora in piedi \u2014 all\u2019incrocio tra via Al-Nasr e via Al-Thawra, a <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_agosto_08\/offensiva-su-gaza-city-poi-controllo-della-striscia-un-piano-in-cinque-punti-248a0070-9a2c-468f-90a1-deb0bfa9axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaza City<\/a>. Ogni mercoled\u00ec ci andava a cena con gli amici \u00abperch\u00e9 al Mazaj si mangiano sia piatti della tradizione che piatti occidentali: <b>le loro patatine fritte sono squisite<\/b>. Si potevano ordinare anche bibite italiane\u00bb, dice la giovane ingegnera al telefono. Da tre mesi vive con la famiglia in una tenda nel campo profughi di <b>al-Mawasi<\/b>, \u00abma sono di Gaza City, il posto pi\u00f9 bello del mondo\u00bb. Fino a novembre 2023 abitava a Rimal, un quartiere benestante al centro della citt\u00e0, a trecento metri dal mare. A Rimal c\u2019erano centri commerciali, ristoranti, alberghi, uffici delle organizzazioni umanitarie. <\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cambiato<\/p>\n<p>    Di tenda in tenda<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma dopo il 7 ottobre \u00e8 stata una delle prime zone bombardate perch\u00e9 \u00abun punto di appoggio di Hamas\u00bb, diceva l\u2019esercito israeliano. \u00abIl nostro palazzo \u00e8 stato colpito da un missile e da 21 mesi ci spostiamo di tenda in tenda, con mio nonno in sedia a rotelle. <b>Se penso che la mia citt\u00e0 potrebbe scomparire del tutto, mi viene voglia di tornarci a piedi e difenderla con il corpo<\/b>\u00bb, continua la ragazza, che ha 25 anni. Invece le sue amiche \u2014 Sarah e Aisha \u2014 sono tornate da sei mesi, dall\u2019ultimo cessate il fuoco. Vivono in una villetta \u00absopravvissuta\u00bb, a qualche metro da Al Rashid street, la via del mare. \u00abE non staremo mai pi\u00f9 in una tenda: meglio le macerie\u00bb, affermano, perentorie, con una convinzione che deve essere figlia della giovinezza. Mohammed Rajab, anche lui di Gaza City, e anche lui che dice \u00abnon mi sposteranno da qui, preferisco morire\u00bb, racconta per\u00f2 che la notizia di un\u2019imminente <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_agosto_08\/piano-netanyahu-gaza-76bfbae7-1e1f-4c15-8eaa-268dbfae0xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">occupazione<\/a> della citt\u00e0 da parte dell\u2019esercito israeliano e il nuovo piano di evacuazione hanno creato panico: \u00abSpero sia un bluff negoziale per fare pressione su Hamas\u00bb, continua. <b>Tra gli ottocentomila abitanti di Gaza City<\/b>, molti dei quali tornati durante la tregua iniziata a gennaio, <b>pi\u00f9 del 70% ha meno di 25 anni<\/b>. \u00abI giovani \u2014 continua Rajab \u2014 pensano che troveremo la forza di ricostruire, nonostante tutt\u2019intorno sia morte e fame. Ma chi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 grande ha meno speranza. Dove ci infilano questa volta? Ci deportano?\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Fragole e alberghi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima che la guerra si mangiasse ogni cosa, <b>Gaza City<\/b> era uno degli insediamenti urbani pi\u00f9 densamente popolati del pianeta, con oltre 700 mila persone in un\u2019area di 45 chilometri quadrati, suddivisa in 14 quartieri con un consiglio comunale formato da altrettanti membri, quasi tutti legati ad Hamas. <b>Unico porto della Striscia<\/b>, l\u2019economia della citt\u00e0, segnata da decenni di conflitti e da un blocco imposto da Israele, si basava sulle piccole industrie, laboratori artigianali di tessuti, ceramiche, mobili, e la coltivazione di fragole, agrumi e olive. Anche Rajab dice che Gaza City \u00e8 il posto pi\u00f9 bello del mondo: \u00abSulla costa c\u2019erano ristoranti e alberghi meravigliosi\u00bb. Fa l\u2019elenco: l\u2019al Dira Hotel, il Commodore, il Routes, l\u2019al Amal, il Gaza. \u00abQuando parlo con le persone che non ci sono mai state, ho la sensazione che ci pensino un villaggio antico, poverissimo. So che \u00e8 difficile da immaginare, ma c\u2019erano bar, sale giochi, due centri commerciali come i vostri: si stava bene. <b>Nessuno lo sa, ma siamo tra le popolazioni con il tasso  di analfabetismo pi\u00f9 basso del mondo<\/b>\u00bb. La disoccupazione arriva al 40%, ma  c\u2019\u00e8 un\u2019alta scolarizzazione. Le scuole, cos\u00ec come gli ospedali oggi a pezzi, sono gestite anche dalle organizzazioni umanitarie come l\u2019Unrwa \u00abe tutti parliamo un ottimo inglese\u00bb, continua fiero Rajab, che spiega: \u00abFacciamo fatica con l\u2019acqua e l\u2019elettricit\u00e0 perch\u00e9 sono gestite da Israele, ma per sopravvivere abbiamo pannelli solari e generatori\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Quattromila anni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sami Abu Omar non \u00e8 di Gaza City, ma ci lavorava. Racconta i suoi ricordi della citt\u00e0 vecchia, <b>\u00abquando avevo i figli ancora piccoli\u00bb<\/b>. Con la moglie passeggiava per il mercato dell\u2019oro, e andava a pregare alla moschea El Omary.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La citt\u00e0 esiste da oltre quattromila anni, nel corso dei secoli \u00e8 stata <b>porto mercantile nel mondo romano<\/b>, luogo di devastazioni e rinascite. Omar \u00e8 convinto che solo il popolo palestinese pu\u00f2 sopportare tutto il dolore di questi mesi. Dice che rinascere \u00e8 la cosa che sanno fare meglio.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-09T23:13:19+02:00\">10 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Greta Privitera La citt\u00e0 sarebbe la prima a essere occupata. 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