{"id":387132,"date":"2026-03-09T00:06:12","date_gmt":"2026-03-09T00:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/387132\/"},"modified":"2026-03-09T00:06:12","modified_gmt":"2026-03-09T00:06:12","slug":"trasparenza-salariale-entro-il-7-giugno-stipendio-negli-annunci-e-piu-controlli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/387132\/","title":{"rendered":"Trasparenza salariale entro il 7 giugno, stipendio negli annunci e pi\u00f9 controlli"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>trasparenza salariale<\/strong> si avvicina a passi veloci: entro il <strong>7 giugno 2026<\/strong> gli Stati membri dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong> dovranno recepire la nuova <strong>direttiva comunitaria<\/strong> che introduce una serie di obblighi per le imprese con l\u2019obiettivo di garantire trasparenza negli annunci e pari retribuzione per pari lavoro.<\/p>\n<p>La normativa rappresenta uno degli interventi pi\u00f9 incisivi degli ultimi anni contro il <strong>gender pay gap<\/strong>, il divario salariale tra uomini e donne.\n<\/p>\n<p>Stipendio negli annunci di lavoro e nuove regole nelle assunzioni<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della direttiva \u00e8 trasformare l\u2019equit\u00e0 salariale da semplice principio a <strong>obbligo verificabile<\/strong>. Uno dei cambiamenti pi\u00f9 rilevanti riguarda il processo di <strong>selezione del personale<\/strong>.<\/p>\n<p>Con il recepimento della direttiva, gli <strong>annunci di lavoro<\/strong> dovranno indicare la <strong>retribuzione iniziale<\/strong> oppure la <strong>fascia salariale<\/strong> prevista per la posizione offerta.<\/p>\n<p>La norma introduce inoltre il <strong>divieto<\/strong> per i datori di lavoro di <strong>chiedere<\/strong> ai candidati <strong>informazioni <\/strong>sugli <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/aumento-stipendi-italia-2026\/960450\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stipendi<\/a> percepiti nei precedenti impieghi, una pratica considerata uno dei fattori che contribuiscono a perpetuare disuguaglianze salariali pregresse.<\/p>\n<p>I lavoratori avranno anche il diritto di conoscere:<\/p>\n<ul>\n<li>i criteri utilizzati per determinare le retribuzioni;<\/li>\n<li>i livelli salariali medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o mansioni equivalenti;<\/li>\n<li>dati disaggregati per genere relativi alla distribuzione degli stipendi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La direttiva introduce anche nuovi obblighi di rendicontazione per le imprese.<\/p>\n<p>Report obbligatori per le aziende sopra i 100 dipendenti<\/p>\n<p>Le aziende con <strong>oltre 100 dipendenti<\/strong> dovranno infatti presentare <strong>rapporti periodici<\/strong> sul divario retributivo di genere. Tra le informazioni richieste figurano:<\/p>\n<ul>\n<li>il divario retributivo complessivo tra uomini e donne;<\/li>\n<li>le differenze nelle componenti variabili della retribuzione;<\/li>\n<li>la distribuzione dei lavoratori nei diversi livelli salariali;<\/li>\n<li>la percentuale di uomini e donne che ricevono bonus o altre componenti accessorie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando emergono divari retributivi superiori al 5% non giustificati, l\u2019azienda sar\u00e0 tenuta ad avviare una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori e adottare misure correttive entro sei mesi.<\/p>\n<p>Inversione dell\u2019onere della prova nei contenziosi<\/p>\n<p>Un altro elemento chiave della direttiva riguarda le controversie legate alla discriminazione salariale.\u00a0Dal momento dell\u2019entrata in vigore delle nuove regole, spetter\u00e0 al <strong>datore di lavoro dimostrare<\/strong> di non aver violato il principio di parit\u00e0 retributiva, e non pi\u00f9 al lavoratore dimostrare il contrario.\u00a0Questo meccanismo rafforza la tutela dei dipendenti e rende pi\u00f9 efficace l\u2019applicazione delle norme contro il divario salariale.<\/p>\n<p>Trasparenza salariale in Ue<\/p>\n<p>Nonostante la scadenza del 7 giugno si avvicini, il recepimento della direttiva procede a velocit\u00e0 diverse nei vari Paesi dell\u2019Unione.\u00a0Tra gli Stati pi\u00f9 avanti nel percorso figurano <strong>Malta<\/strong> e <strong>Polonia<\/strong>, mentre il <strong>Belgio<\/strong> dispone gi\u00e0 di sistemi di rendicontazione salariale con sanzioni specifiche per le imprese che non rispettano gli obblighi.<\/p>\n<p>Un caso particolare \u00e8 quello dei <strong>Paesi Bassi<\/strong>, dove il governo aveva inizialmente proposto di rinviare il recepimento al 2027. La Commissione europea ha per\u00f2 respinto la richiesta, avvertendo che un ritardo potrebbe portare a una procedura di infrazione.<\/p>\n<p>Tra i grandi Paesi europei, la\u00a0<strong>Francia<\/strong> ha presentato una bozza di legge che rafforza la <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/trasparenza-salariale-annunci-lavoro\/957952\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trasparenza retributiva<\/a> e rivede l\u2019indice di parit\u00e0 professionale e in <strong>Germania<\/strong> una commissione di esperti ha elaborato proposte legislative che includono la valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori. La <strong>Spagna<\/strong> parte da una base normativa avanzata grazie al registro retributivo e agli audit salariali introdotti nel 2021.<\/p>\n<p>Anche l\u2019<strong>Italia<\/strong> si sta adeguando alle nuove regole europee: il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso febbraio uno schema di decreto legislativo per recepire la direttiva Ue sulla trasparenza salariale.\u00a0Il provvedimento introduce:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019obbligo di indicare lo stipendio o la fascia retributiva negli annunci di lavoro;<\/li>\n<li>il divieto di chiedere lo storico degli stipendi ai candidati;<\/li>\n<li>nuovi diritti sull\u2019informazione per i lavoratori;<\/li>\n<li>sistemi di monitoraggio del gender pay gap nelle imprese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019Italia parte da una base normativa gi\u00e0 esistente grazie alla legge sulla parit\u00e0 retributiva del 2021, ma restano da integrare alcune disposizioni, soprattutto in materia di diritto all\u2019informazione e tutela dei lavoratori.\u00a0Il Parlamento avr\u00e0 tempo fino al 18 marzo per esprimersi sul testo, che successivamente torner\u00e0 al Consiglio dei ministri per l\u2019approvazione definitiva.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DQ3_n0Jis1i\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La trasparenza salariale si avvicina a passi veloci: entro il 7 giugno 2026 gli Stati membri dell\u2019Unione europea&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":387133,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,190,7,15,9236,11,84,91,12,85,92,3713],"class_list":{"0":"post-387132","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-lavoro","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-retribuzioni","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","20":"tag-ultime-notizie-italia","21":"tag-ultimenotizie","22":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","23":"tag-ultimenotizieitalia","24":"tag-unione-europea"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116196303607525405","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/387132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=387132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/387132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/387133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=387132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=387132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=387132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}