{"id":38746,"date":"2025-08-10T06:35:09","date_gmt":"2025-08-10T06:35:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38746\/"},"modified":"2025-08-10T06:35:09","modified_gmt":"2025-08-10T06:35:09","slug":"cosi-le-ferie-diventano-un-miraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38746\/","title":{"rendered":"cos\u00ec le ferie diventano un miraggio"},"content":{"rendered":"<p>                <img itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/ef1e55dce8a4473c9e42c4c6ee9e5d83\/ragazzo-connesso.jpg?width=1024\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/ef1e55dce8a4473c9e42c4c6ee9e5d83\/ragazzo-connesso.jpg\" title=\"Reperibili anche sul bagnasciuga: cos\u00ec le ferie diventano un miraggio\" alt=\"Reperibili anche sul bagnasciuga: cos\u00ec le ferie diventano un miraggio\"\/><\/p>\n<p>Pu\u00f2 succedere ovunque: <b>in spiaggia<\/b>, sul divano, allacciandosi gli scarponi. Una breve vibrazione, a volte accompagnata dalla suoneria. D\u2019improvviso spariscono la sensazione della sabbia tra le dita dei piedi, le scene della serie tv o la grandiosit\u00e0 delle sedimentazioni delle ere geologiche. <b>Con un tocco sullo schermo del cellulare si torna in ufficio<\/b>. Ogni email, messaggio o chiamata sembrano connotati dall\u2019urgenza finch\u00e9 non vengono visualizzati.<\/p>\n<p>A quel punto non rispondere diventa una forma di maleducazione, se non proprio di insubordinazione. <b>Staccare dal lavoro durante le ferie <\/b>\u00e8 diventato sempre pi\u00f9 complicato. Viene chiamata out of office anxiety: ansia da disconnessione. \u00c8 una forma malsana di attaccamento al lavoro che si traduce in reperibilit\u00e0 quasi completa anche nei giorni di vacanza. Secondo <b>una ricerca dell\u2019American psychological association<\/b>, il 21% dei lavoratori resta stressato anche in vacanza, il 28% continua a lavorare e il 42% prova ansia per il rientro. \u00abLo stress in s\u00e9 non \u00e8 un fenomeno negativo\u00bb spiega <b>Nicola Magnavita, ex direttore della Scuola di specializzazione in Medicina del lavoro dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica<\/b>. \u00abTutte le cose che affrontiamo ci sottopongono a pressione, la vita stessa \u00e8 stress. Di conseguenza le variazioni incidono sul livello di tensione, vacanze comprese\u00bb.<\/p>\n<p><b>Lo stress in forma patologica<\/b> si verifica quando non avviene una decompressione: se non c\u2019\u00e8 il riposo le tensioni si accumulano. Il distacco \u00e8 difficile perch\u00e9 il lavoro \u00e8 sempre, letteralmente, a portata di mano. Tra email, chat aziendali, piattaforme di lavoro condiviso, ogni notifica permette di rimanere aggiornati sugli sviluppi delle attivit\u00e0 e di intervenire in caso di necessit\u00e0 presunte o reali. Secondo <b>un\u2019indagine di Censuswide <\/b>solo tre persone su dieci riescono a staccare durante le ferie. Questo comportamento viene chiamato<b> digital presenteeism<\/b> e spesso non \u00e8 innescato da una richiesta specifica, ma da una cultura del lavoro che richiede assoluta dedizione e devozione. Uscire all\u2019orario stabilito dall\u2019ufficio, non essere disponibili nel fine settimana, avere dei momenti di distacco viene valutato negativamente.<\/p>\n<p>\u00abQuesto atteggiamento \u00e8 incoraggiato dai manager che praticano la cosiddetta leadership invasiva, che non rispetta le esigenze delle persone. A maggior ragione si utilizza il lavoro da remoto per chiedere a chiunque, in ogni momento, qualunque compito. Si tratta di <b>una vera epidemia<\/b> che possiamo constatare tutti i giorni\u00bb aggiunge Magnavita. La leadership invasiva instilla la paura nei dipendenti di apparire poco impegnati o non abbastanza produttivi, stimolando un contesto sempre pi\u00f9 competitivo. E cos\u00ec anche chiedere le ferie e andare in vacanza si traduce in un segnale di poco impegno, pigrizia e disinteresse. In questi casi si parla di vacation shaming, la stigmatizzazione del riposo e dell\u2019allontanamento dal lavoro. <b>La completa reperibilit\u00e0<\/b> in ferie viene considerata un\u2019opzione imprescindibile per non risultare inattivi e mettere a tacere il senso di colpa e la paura di sentirsi esclusi dalle attivit\u00e0 lavorative.<\/p>\n<p>\u00abQueste dinamiche determinano<b> il workaholism<\/b>, cio\u00e8 il drogarsi con il lavoro. Tutti vogliono dei lavoratori che lavorano, che non si lamentano e che producono sempre di pi\u00f9, iperproduttivi, andando di fatto a creare delle situazioni insostenibili dove la produttivit\u00e0 si riduce e il lavoro diventa un\u2019ossessione\u00bb sottolinea Magnavita. Da questo dipende anche <b>la moda della workation<\/b>, che consiste nell\u2019aggiungere un paio di giorni di lavoro da remoto prima di un weekend o dell\u2019inizio effettivo delle ferie e lavorare da luoghi di vacanza. Sembra una soluzione orientata alla flessibilit\u00e0 e all\u2019ottimizzazione, ma nei fatti \u00e8 l\u2019ennesima, volontaria, abolizione della separazione tra lavoro e riposo. La lontananza fisica e non mentale riduce ancora di pi\u00f9<b> l\u2019efficacia rigenerativa<\/b> dei giorni di ferie. Inoltre, trasformare il riposo in una scrivania con vista mare va a consolidare l\u2019iper-reperibilit\u00e0, che prolunga la situazione di stress lavorativo. Le soluzioni possibili sono diverse. Alcune aziende hanno introdotto politiche interne radicali che vanno dallo spegnimento automatico dei server delle email dopo le 18 al blocco nelle settimane delle ferie, fino al reindirizzamento automatico al sostituto del lavoratore.<\/p>\n<p><b>Sul piano individuale si stanno diffondendo le quiet-cation<\/b>, vacanze mirate alla disintossicazione digitale e al recupero di energie mentali. <b>Rifugi in montagna, agriturismi isolati<\/b>, piccole isole poco frequentate, spesso con programmi di digital detox, sono le nuove mete di chi cerca di recuperare la propria vita nelle pieghe della digitalizzazione.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni alcuni Paesi europei, con la <b>Francia<\/b> capofila dal 2017, hanno introdotto per via legislativa <b>il diritto alla disconnessione<\/b>. In Italia, pur non essendoci una norma esplicita, la disconnessione \u00e8 prevista nella regolamentazione del lavoro agile contenuta <b>nel Jobs Act<\/b>, rimettendo le specifiche condizioni agli accordi collettivi. Sulla carta, nessun lavoratore dovrebbe essere obbligato a rispondere a email o chat aziendali fuori dal proprio orario di lavoro. \u00abServe coraggio non solo per scrivere leggi, ma anche per applicarle\u00bb afferma Magnavita, \u00abse un capo ignora il diritto alla disconnessione chi lo denuncia? Nessuno\u00bb.<\/p>\n<p><b>Le alternative pi\u00f9 temute sono perdere il lavoro o rendere l\u2019ambiente ancora pi\u00f9 tossico<\/b> e negativo. Ed \u00e8 in queste condizioni che si genera il burnout, l\u2019esaurimento delle risorse fisiche e mentali. \u00abNon bisogna mai asservirsi al lavoro. Va cercata la soddisfazione di aver fatto bene qualcosa, magari anche di utile per gli altri, ma soprattutto qualcosa che sia piacevole per chi lo fa\u00bb conclude Magnavita. Quello che serve, probabilmente, \u00e8 <b>il diritto alla leggerezza e alla distanza<\/b>, la capacit\u00e0 di concepirsi individui anche senza un ruolo, avere conversazioni alternative alle chat, riuscire a stare in un posto nuovo senza conoscere la password del wifi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pu\u00f2 succedere ovunque: in spiaggia, sul divano, allacciandosi gli scarponi. 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