{"id":387684,"date":"2026-03-09T10:00:15","date_gmt":"2026-03-09T10:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/387684\/"},"modified":"2026-03-09T10:00:15","modified_gmt":"2026-03-09T10:00:15","slug":"niscemi-il-rapporto-degli-esperti-la-scarpata-cedera-ancora-la-citta-dovra-convivere-con-la-frana-gli-interventi-da-fare-gli-stessi-consigliati-nel-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/387684\/","title":{"rendered":"Niscemi, il rapporto degli esperti: \u00abLa scarpata ceder\u00e0 ancora. La citt\u00e0 dovr\u00e0 convivere con la frana\u00bb. Gli interventi da fare? Gli stessi consigliati nel 2000"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Andrea Pasqualetto<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il rapporto di sei professori dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze per la Protezione civile: \u00abIl rischio rimane alto, necessari interventi per ridurlo\u00bb. Sono gli stessi che consigliavano trent&#8217;anni fa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl quadro delineato dai sopralluoghi e dai dati satellitari indica che il rischio rimane elevato per la frana nel suo complesso e che il fenomeno \u00e8 destinato a evolvere ulteriormente\u00bb. <br \/><b>Non c\u2019\u00e8 pace <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_febbraio_25\/niscemi-documento-prevede-disastro-e7029d77-9bda-49a1-8af4-4767d410bxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">per Niscemi<\/a><\/b>. Lo scrivono i professori dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze incaricati dal Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del consiglio di redigere <b>un rapporto sul disastro<\/b> che in gennaio ha sconvolto la<b> cittadina siciliana<\/b>. Sono pagine dense di analisi tecniche, ricostruzioni storiche, elaborazioni satellitari e valutazioni del rischio che radiografano il territorio per capire cos\u2019\u00e8 successo, cosa sta succedendo e <b>cosa potrebbe succedere<\/b> in quest\u2019angolo d\u2019Italia dove la terra si muove e inquieta. Le conclusioni degli esperti (6 professori e 12 ricercatori), guidati da Nicola Casagli che insegna geologia all\u2019ateneo fiorentino ed \u00e8 fra i massimi conoscitori di frane al mondo, sono grigie: \u00ab<b>La scarpata principale che borda il paese \u00e8 suscettibile di un\u2019evoluzione<\/b> che potrebbe coinvolgere ulteriori edifici posti in prossimit\u00e0 del margine instabile e compromettere in modo permanente tratti di viabilit\u00e0 strategica\u00bb. Ma una luce c\u2019\u00e8: \u00abIl centro presenta condizioni di sostanziale stabilit\u00e0\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"\u00abNiscemi, la scarpata ceder\u00e0 ancora. La citt\u00e0 dovr\u00e0 convivere con la frana\u00bb\" src=\"https:\/\/dimages2.corriereobjects.it\/files\/image_572_856_h\/uploads\/2026\/03\/08\/69add9b6a2325.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/69add9b6a2325.png\"\/><\/p>\n<p>    La causa: erosione fluviale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La fascia interdetta, ridotta di recente da 150 a 100 metri rispetto al ciglio della frana consentendo a <b>700 persone di rientrare nelle abitazioni<\/b>, varia a seconda di un coefficiente di sicurezza. Se si prendesse inconsiderazione quello fissato dalla normativa (1.25) la zona rossa si ridurrebbe a 58 metri. Ma l\u2019approccio \u00e8 di tipo prudenziale e quindi al momento il confine rimane quello. <br \/>Il rapporto affronta le cause del disastro, oggetto anche dell\u2019<b>indagine penale della procura di Gela<\/b> (nei giorni scorsi \u00e8 stato sentito il capo della Protezione Civile regionale Salvatore Cocina). Prima fra tutte l\u2019erosione dal basso della collina su cui poggia Niscemi, provocata soprattutto dall\u2019acqua che scende dalla citt\u00e0 e viene convogliata in buona parte nel torrente Benefizio per poi disperdersi nei terreni sottostanti. Come se un gigante di sabbia e argilla perdesse lentamente i piedi. \u00abL\u2019erosione ha progressivamente ridotto il coefficiente di sicurezza&#8230; ha innescato lo scivolamento delle porzioni pi\u00f9 basse del versante&#8230; le piogge antecedenti gli eventi  hanno poi probabilmente contribuito&#8230; \u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Le origini storiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono state analizzate le origini storiche del dissesto: \u00abSi tratta di un sistema profondo che interessa i margini del terrazzo sui cui sorge l\u2019abitato ed \u00e8 inserito in una dinamica di instabilit\u00e0 di lungo periodo. A partire dall\u2019evento del 1790, caratterizzato da movimenti di eccezionale entit\u00e0 e da manifestazioni di vulcanismo, per passare a quello del 1997, che riattiv\u00f2 un corpo di frana. I due eventi costituiscono i precedenti diretti di quello del 2026 che, pertanto, si innesta in un\u2019evoluzione plurisecolare del versante\u00bb. <br \/>Le frane del 16 e 25 gennaio scorsi hanno provocato <b>uno smottamento di dimensioni eccezionali, mai visto in Italia<\/b>: \u00abIl fronte instabile si sviluppa complessivamente per circa 4,7 chilometri con un volume totale di oltre 80 milioni di metri cubi, le scarpate presentano altezze mediamente comprese tra 25 e 30 metri, con valori massimi che superano i 40 metri\u00bb. Non si \u00e8 trattato di un crollo improvviso ma di un movimento che, nella fase pi\u00f9 attiva, si \u00e8 protratto per una giornata: \u00abLa velocit\u00e0 \u00e8 stata dell\u2019ordine del metro all\u2019ora, tipica di scivolamenti composti\u00bb.<\/p>\n<p>    Gli interventi necessari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa fare, dunque? Per risolvere d\u2019embl\u00e9e i problemi di Niscemi servirebbe una bacchetta magica. \u00ab\u00c8 impossibile una stabilizzazione definitiva dell\u2019intero sistema mediante interventi strutturali estensivi \u2014 aggiungono \u2014 Non solo per valutazioni di natura economica, di rapporto costi-benefici, ma anche e soprattutto perch\u00e9 il fenomeno coinvolge volumi molto estesi e superfici di scivolamento profonde. E per gli effetti incerti di eventuali interventi di stabilizzazione\u00bb. <br \/>No, <b>l\u2019approccio di medio periodo dev\u2019essere graduale e di convivenza con la frana<\/b>. Come? \u00abRiducendo l\u2019infiltrazione proveniente da monte, intercettando i flussi idrici prima che penetrino nella massa destabilizzata, eseguendo interventi di protezione al piede dei versanti per contrastare l\u2019erosione fluviale, elemento motore della riattivazione del fenomeno&#8230; intervenendo sulle aree critiche, quali l\u2019alveo del torrente Benefizio&#8230; Mediante interventi di ingegneria naturalistica (piantumazioni)\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Le stesse raccomandazioni di 30 anni fa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma, un insieme coordinato di opere con una raccomandazione: \u00abDi potenziare il sistema di monitoraggio in loco mediante inclinometri profondi per il controllo delle pressioni\u00bb. I professori ritengono infine necessario \u00abprevedere la delocalizzazione degli edifici ubicati entro una fascia di 50 metri dal margine della scarpata\u00bb. Valutazioni e raccomandazioni che assomigliano molto a quelli, rimasti lettera morta, della Commissione tecnico scientifica della Protezione civile che analizz\u00f2 la vecchia frana. Correva l&#8217;anno 2000.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-08T20:56:37+01:00\">9 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Andrea Pasqualetto Il rapporto di sei professori dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze per la Protezione civile: \u00abIl rischio rimane&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":387685,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[79],"tags":[4925,222531,425,24118,222532,14,93,94,10150,449,51790,222533,5056,626,19830,3074,1973,2266,52123,19225,436,2614,58031,1893,1537,90,89,3739,77556,3203,49635,7,190115,15,13409,222534,1667,22295,222535,222536,428,150,31482,899,902,2441,222537,22365,211242,222538,12917,863,2099,337,21258,140516,46333,222539,11,84,91,12,85,92,4316,222540,47180],"class_list":["post-387684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","tag-approccio","tag-benefizio","tag-civile","tag-coefficiente","tag-coefficiente-sicurezza","tag-cronaca","tag-cronaca-italiana","tag-cronacaitaliana","tag-disastro","tag-edifici","tag-erosione","tag-erosione-fluviale","tag-esperti","tag-eventi","tag-evoluzione","tag-fascia","tag-fenomeno","tag-firenze","tag-fluviale","tag-frana","tag-frane","tag-gennaio","tag-instabile","tag-interventi","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-margine","tag-massimi","tag-metri","tag-necessari","tag-news","tag-niscemi","tag-notizie","tag-origini","tag-origini-storiche","tag-periodo","tag-professori","tag-professori-universita","tag-professori-universita-firenze","tag-protezione","tag-protezione-civile","tag-raccomandazioni","tag-rapporto","tag-rimane","tag-rischio","tag-rischio-rimane","tag-satellitari","tag-scarpata","tag-scivolamento","tag-scorsi","tag-sicurezza","tag-sistema","tag-soprattutto","tag-stabilizzazione","tag-storiche","tag-torrente","tag-torrente-benefizio","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","tag-ultime-notizie-italia","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotizieenewsdioggi","tag-ultimenotizieitalia","tag-universita","tag-universita-firenze","tag-valutazioni"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/387684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=387684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/387684\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/387685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=387684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=387684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=387684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}