{"id":389124,"date":"2026-03-10T09:24:16","date_gmt":"2026-03-10T09:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/389124\/"},"modified":"2026-03-10T09:24:16","modified_gmt":"2026-03-10T09:24:16","slug":"francesco-giambrone-sono-stato-il-cardiologo-di-troisi-nel-postino-soffriva-e-scherzava-abbado-mi-parlava-di-auto-green-con-i-tir-porto-la-lirica-in-periferia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/389124\/","title":{"rendered":"Francesco Giambrone: \u00abSono stato il cardiologo di Troisi, nel Postino soffriva e scherzava. Abbado mi parlava di auto green. Con i tir porto la lirica in periferia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Valerio Cappelli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il Sovrintendente del Teatro dell\u2019Opera di Roma: \u00abA Palermo mi spedirono dei proiettili. E mio padre \u00e8 stato il capo di Gabinetto di Piersanti Mattarella\u00bb. \u00abQuando Troisi gir\u00f2 il suo ultimo film organizzammo un&#8217;unit\u00e0 di rianimazione all&#8217;isola di Salina. Mor\u00ec poco dopo la fine delle riprese\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sar\u00e0 che la musica \u00e8 un fatto di cuore. Ecco le quattro vite di Francesco Giambrone: cardiologo, assessore alla Cultura a Palermo negli anni di Leoluca Orlando; sovrintendente nei teatri d\u2019Opera, a Palermo, al Maggio Musicale e dal 2021 all\u2019Opera di Roma, dove rester\u00e0 fino al 2030. Ma \u00e8 anche docente universitario alla Luiss e alla Iulm, ed \u00e8 presidente dell\u2019Agis, il governo dello spettacolo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8 entrata la musica nella sua vita?<\/b><br \/>\u00abCon un vecchio pianoforte verticale che era a casa, a Palermo. Mia madre, che lo suonava, durante la guerra ripar\u00f2 a Roma come sfollata. Tornata a Palermo, trov\u00f2 la casa vuota, c\u2019era solo quel pianoforte che i ladri non riuscirono a portar via, ma ci provarono, sullo strumento restarono i segni della carrucola\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa facevano i suoi?<\/b><br \/>\u00abMamma casalinga, pap\u00e0, che mor\u00ec a soli 54 anni, era capo di Gabinetto di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_ottobre_24\/chi-era-piersanti-mattarella-e-come-e-stato-ucciso-il-sogno-spezzato-del-presidente-dc-della-regione-siciliana-che-governava-con-cd84f825-206d-4459-8ebe-be6f1202cxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Piersanti Mattarella<\/a> che era presidente della Regione Sicilia, fratello del presidente della Repubblica, per la delega ai Lavori pubblici. Il giorno della sua uccisione, il 6 gennaio 1980, tornavamo dalle vacanze di Natale, in stazione ad attenderci c\u2019erano tre stretti collaboratori di pap\u00e0 con l\u2019espressione corrucciata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa accadde?<\/b><br \/>\u00abNoi non capivamo, non c\u2019erano i cellulari, ancora non sapevamo nulla&#8230; Ero ragazzo, la mafia la vivevo come una dimensione di sopraffazione, e con la paura che mio padre potesse essere ucciso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha un passato come cardiologo.<\/b><br \/>\u00abDur\u00f2 una decina d\u2019anni. Mi avevano bocciato al quinto anno di Conservatorio, la presi malissimo, ero a un bivio: diventare un cattivo pianista o studiare medicina? Cos\u00ec optai per ci\u00f2 che fanno i musicisti non bravi, diventai critico musicale al Giornale di Sicilia, mentre studiavo all\u2019universit\u00e0. La musica come malattia non mi passava\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dunque?<\/b><br \/>\u00abPrima del liceo organizzavo concerti nei salotti delle nostre case, mia e dei miei amici. Pi\u00f9 tardi nella cantina di un compagno di classe creammo un teatrino con dodici posti, lo chiamammo Teatro Instabile. Il palco era una predella, le poltrone le comprammo dismesse da un Teatro Tenda. Io recitavo con gli altri studenti Pirandello o il teatro dialettale siciliano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La medicina, un ripiego?<\/b><br \/>\u00abNo, l\u2019avevo scelta. Ho fatto il cardiologo in ospedale negli Anni 80\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un giorno le capit\u00f2 come paziente <a href=\"\">Massimo Troisi<\/a>.<\/b><br \/>\u00abAveva un serio deficit cardiaco. Siccome doveva girare per tre settimane Il postino sull\u2019isola di Salina, aveva bisogno di un\u2019assistenza che lo seguisse h 24. La produzione del film organizz\u00f2 l\u2019unit\u00e0 di rianimazione, con tutta l\u2019attrezzatura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019era il paziente Troisi?<\/b><br \/>\u00abSofferente ma dolcissimo. Aveva la stessa ironia del suo cinema. Stavo sempre con lui, tranne nel suo riposino del pomeriggio. Gli dissi che poteva chiamarmi a qualunque ora della notte. Una volta ebbe l\u2019affanno, erano le tre del mattino, mi disse che era mortificato. Ma ero sveglio, lo rassicurai. Troisi disse la stessa cosa all\u2019infermiere, che gli rispose come me: tranquillo, ero sveglio. E Massimo comment\u00f2 con una battuta che sembra uscita da uno dei suoi film: ma siete tutti svegli, in quest\u2019isola!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come furono quei suoi ultimi giorni con lui?<\/b><br \/>\u00abRicordo il ticchettio della valvola meccanica sul cuore, le controfigure nelle scene in cui, di spalle, pedalava, l\u2019ambulanza fuori del set, l\u2019elicottero pronto a decollare che poi lo port\u00f2 a Roma, dove mor\u00ec pochi giorni dopo. Era un paziente meraviglioso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei fu nominato assessore alla Cultura a Palermo, dopo le stragi di Falcone e Borsellino.<\/b><br \/>\u00abLa citt\u00e0 era sul crinale del cambiamento. Se non ci fosse stata la seconda strage, l\u2019omicidio di Falcone sarebbe passato quasi come quelli di dalla Chiesa, Mattarella, Cassar\u00e0. Da citt\u00e0 silente, complice, distratta, improvvisamente la gente si ribell\u00f2 alle stesse cose nei confronti delle quali era stata silente, complice, distratta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi si reag\u00ec alla mafia.<\/b><br \/>\u00abLe lenzuola bianche alle finestre, le catene umane, il digiuno delle donne borghesi e intellettuali. Si volt\u00f2 pagina, la politica and\u00f2 al traino della societ\u00e0 civile. In questo clima diventai assessore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 il tempo in cui riapre uno dei simboli di Palermo, il Teatro Massimo.<\/b><br \/>\u00abDopo 23 anni di restauro, al tempo in cui la mafia governava una citt\u00e0 che rispondeva nell\u2019indifferenza. Il Massimo fu chiuso per un\u2019eternit\u00e0 senza un perch\u00e9, infatti riapr\u00ec senza che fosse stati necessari interventi strutturali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei fu minacciato.<\/b><br \/>\u00abNel mio secondo mandato come assessore, cinque proiettili vennero trovati nella mia stanza al Conservatorio, in una fase di passaggio in cui ero ancora presidente. Trovai i bossoli. Era subito dopo Capodanno, pensai ai fuochi d\u2019artificio. Gli inquirenti mi aprirono gli occhi: uno o due proiettili ci possono stare per Capodanno: ma cinque? Mi chiesero se avessi sospetti.\u00a0Non ne avevo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 colpire chi rappresenta la cultura?<\/b><br \/>\u00abLe politiche culturali incidono sulle comunit\u00e0, penso al controllo della legalit\u00e0 sul territorio. Nel primo mandato mi ero occupato dei cantieri culturali alla Zisa, la grande area di archeologia industriale di 55 mila metri quadrati, in pieno centro, che avevo destinato a teatro, cinema, museo. La nuova giunta  abbandon\u00f2 il progetto. Poi tornai io e tolsi tonnellate di immondizia e rifiuti. In quell\u2019incuria, mi fecero notare le forze dell\u2019ordine, si poteva spacciare e nascondere latitanti. Ecco spiegati quei proiettili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei si batte da sempre per un teatro sociale immerso nella citt\u00e0.<\/b><br \/>\u00abIn due Fondazioni liriche, a Palermo e a Roma, l\u2019ho declinato in modo diverso. In Sicilia abbiamo creato cori multietnici e contribuito alla riqualificazione di un quartiere degradato come Danisinni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E nella Capitale?<\/b><br \/>\u00abAttraverso i bus con a bordo una guida che spiega l\u2019opera, partono dalle periferie e raggiungono il teatro; oppure con 120 bambini che vivono il teatro per 24 ore, li accogliamo con una caccia al tesoro musicale, poi fanno laboratori musicali, di sartoria o di trucco. Di notte dormono nei sacchi a pelo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019Opera camion.<\/b><br \/>\u00abSia a Palermo che a Roma abbiamo organizzato un tir che si apre nelle zone pi\u00f9 lontane, e si rappresentano Tosca o Il barbiere di Siviglia. La gente porta la sedia da casa. A Palermo la prima volta il pubblico era formato da soli dieci bambini. Le madri restarono fuori dalle transenne. Poi vennero i mariti e le donne entrarono. Per la prima volta, in quelle ore si ferm\u00f2 lo spaccio della zona. Un teatro pu\u00f2 essere la casa dove andare \u00e8 bello, in una comunit\u00e0 di cui fai parte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I sindacati sono ancora cos\u00ec potenti?<\/b><br \/>\u00abSono sempre forti ma rispetto al passato sono maturi sul fronte delle condizioni di sostenibilit\u00e0, consapevoli che bisogna tenere i conti a posto. All\u2019Opera di Roma devono convivere due anime: quella istituzionale, perch\u00e9 siamo teatro di rappresentanza, come dice la legge, e poi siamo il teatro di comunit\u00e0 che si apre a progetti sociali, per essere riconosciuto da tutti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli incontri con grandi artisti?<\/b><br \/>\u00abRicordo l\u2019abbraccio di Zubin Mehta al quale riuscii a far cambiare l\u2019apertura del Maggio insistendo su Il Sopravvissuto di Varsavia di Schoenberg, il regista  Greenaway aveva avuto le foto dei lager dalla Shoah Foundation e Zubin si commosse; ricordo i discorsi di  Abbado su alberi da piantare e auto elettriche mentre lo persuadevo a tornare a Firenze; ricordo le lunghe lettere scambiate col regista Graham Vick che convinsi a non fare Parsifal in italiano ma nell\u2019originale tedesco\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E all\u2019Opera di Roma?<\/b><br \/>\u00abPenso all\u2019umanit\u00e0 e sensibilit\u00e0 del nostro direttore Michele Mariotti che si dedica al teatro al di l\u00e0 delle sue produzioni, o alla tenacia invincibile di Eleonora Abbagnato, che conosco da bambina, con cui il corpo di ballo ha fatto progressi incredibili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La riforma dei teatri lirici incoragger\u00e0 solo repertorio italiano, e si temono allestimenti convenzionali.<\/b><br \/>\u00abSe si offre solo la comfort zone, alla fine ci si annoia. Io continuo sulla linea della curiosit\u00e0, il teatro come scoperta. Ma esiste un pericolo globale, penso alle parole proibite da Trump negli Stati Uniti per le istituzioni culturali, alle minacce su diritti e accoglienza, che da sempre nutrono la cultura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-09T22:05:09+01:00\">9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 22:05)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Valerio Cappelli Il Sovrintendente del Teatro dell\u2019Opera di Roma: \u00abA Palermo mi spedirono dei proiettili. 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