{"id":38968,"date":"2025-08-10T09:11:11","date_gmt":"2025-08-10T09:11:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38968\/"},"modified":"2025-08-10T09:11:11","modified_gmt":"2025-08-10T09:11:11","slug":"un-focolaio-nel-vicentino-di-anoplophora-glabripennis-il-tarlo-asiatico-che-minaccia-gli-alberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38968\/","title":{"rendered":"Un focolaio nel Vicentino di &#8220;Anoplophora glabripennis&#8221;, il tarlo asiatico che minaccia gli alberi"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei campi e giardini<\/p>\n<p>Emergenza fitosanitaria anche in provincia di Vicenza. Il Servizio regionale conferma la presenza del tarlo asiatico del fusto. Ecco come riconoscerlo<\/p>\n<p>Emergenza fitosanitaria,<a href=\"https:\/\/www.ilgiornaledivicenza.it\/territorio-vicentino\/thiene\/strade-bloccate-e-infissi-chiusi-per-il-tarlo-asiatico-disinfestazione-villaverla-caldogno-1.12757202\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> un focolaio di\u00a0<strong>Anoplophora glabripennis<\/strong> \u00e8 arrivato <strong>in provincia di Vicenza<\/strong><\/a>, con conferma diagnostica di secondo livello attesa dal laboratorio di riferimento nazionale (Crea). Il Servizio Fitosanitario Regionale del Veneto conferma la presenza nel Vicentino del<strong>\u00a0tarlo asiatico del fusto:\u00a0<\/strong>un coleottero cerambicide estremamente nocivo per molte specie di piante ornamentali, arboree e arbustive sia in ambito forestale che urbano.<\/p>\n<p>    &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n                 &#13;<br \/>\n  &#13;<\/p>\n<p>        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1754817071_30_image.jpg\" data-format=\"16x9\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"421\"\/><br \/>\n      &#13;<\/p>\n<p>ll monitoraggio<\/p>\n<p><strong>L\u2019infestazione di un albero<\/strong> pu\u00f2 essere determinata andando alla<strong> ricerca dei fori di uscita<\/strong>\u00a0(del diametro di 1-2 cm), sui rami pi\u00f9 grandi delle corone degli alberi infetti. Altri segnali di infestazione sono la<strong> presenza di segatura grossolana<\/strong>, o \u201cfrass\u201d, sul terreno, <strong>attorno agli alberi<\/strong>, o sui <strong>rami pi\u00f9 bassi<\/strong>. Non solo, la presenza di alberi morti o morenti, foglie ingiallite, il tutto in assenza di siccit\u00e0, sono indici di infestazione da Anoplophora glabripennis.<br \/>&#13;<br \/>\nPer avere la certezza di infestazione ci si pu\u00f2 avvalere di apposite trappole allestite sia con ormoni tipici dell\u2019insetto, come con un \u201ckairomone\u201d vegetale, il tutto per attivare i maschi della specie eventualmente presenti nella prossimit\u00e0 della trappola stessa.<\/p>\n<p>Tre, invece, i focolai di\u00a0Popillia japonica\u00a0nei territori di Treviso e Verona<\/p>\n<p>Tre, invece, i focolai di\u00a0<strong>Popillia japonica\u00a0nei territori di Treviso e Verona<\/strong>, accertata dagli ispettori fitosanitari e dalle analisi del laboratorio ufficiale regionale. Per i due focolai di Verona \u00e8 in corso l\u2019identificazione definitiva presso il laboratorio di riferimento nazionale.<\/p>\n<p>    &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n                 &#13;<br \/>\n  &#13;<\/p>\n<p>        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1754817071_191_image.jpg\" data-format=\"16x9\" alt=\"La Popillia Japonica o coleottero giapponese si nutre di quasi trecento specie vegetali\" width=\"750\" height=\"421\"\/><br \/>\n      &#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n      La Popillia Japonica o coleottero giapponese si nutre di quasi trecento specie vegetali&#13;\n          <\/p>\n<p>Questi ritrovamenti richiedono un impegno straordinario, sia in termini di risorse economiche sia di personale, per <strong>potenziare i controlli ufficiali nei vivai<\/strong>\u00a0(al fine di garantire la continuit\u00e0 della commercializzazione) e per rafforzare il monitoraggio sul territorio.<\/p>\n<p>Misure di eradicazione<\/p>\n<p>\u00abSituazioni come questa, che<strong> un tempo consideravamo eccezionali, oggi rappresentano una sfida costante<\/strong>\u00a0&#8211; sottolinea <strong>l\u2019assessore regionale all\u2019Agricoltura<\/strong>, Federico Caner \u2013. Voglio rassicurare vivaisti, operatori e cittadini che la Regione \u00e8 pronta a mettere in campo tutte le misure necessarie per contenere i focolai e salvaguardare il comparto agricolo. Stiamo gi\u00e0<strong> potenziando il Servizio Fitosanitario<\/strong> con nuove risorse e una sezione specializzata per la<strong> gestione delle emergenze<\/strong>, cos\u00ec da garantire un presidio costante e un punto di riferimento tecnico-scientifico per il territorio. Nessuna azienda sar\u00e0 lasciata sola\u201d.<\/p>\n<p>Il Servizio Fitosanitario Regionale, in linea con le normative europee, ha gi\u00e0 avviato le operazioni di eradicazione e sta organizzando incontri di sensibilizzazione. L\u2019obiettivo \u00e8 intervenire in tempi rapidi per contenere la diffusione di questi organismi nocivi e proteggere l\u2019agricoltura veneta.<\/p>\n<p>Quarantena per la\u00a0Popillia japonica<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>Popillia japonica\u00a0<\/strong>\u00absi tratta del<strong> primo insetto alieno da quarantena <\/strong>di cui sia mai stata verificata la presenza nella <strong>nostra regione<\/strong>\u00bb, avverte Nicola Mori, entomologo che insegna all\u2019Universit\u00e0 di Verona. Il professor Mori spiega: \u00abGli insetti da quarantena sono oggetto di una speciale regolamentazione, dettata dall\u2019Unione europea ed applicata in Italia, che prevede la lotta obbligatoria alla loro presenza, perch\u00e9 causano ingenti danni economici e sociali\u00bb.<br \/>&#13;<br \/>\nLa Popillia Japonica \u00e8 considerata molto pi\u00f9 pericolosa di insetti come la cimice asiatica o la Drosophila suzukii, che pure negli ultimi anni tanti danni hanno causato alle coltivazioni della nostra provincia. Originario dell\u2019Asia, questo coleottero \u00e8 stato segnalato per la prima volta in Europa nel 2014. Allora era stato trovato vicino all\u2019aeroporto milanese di Malpensa, dove \u00e8 probabilmente arrivato perch\u00e9 portatovi da qualche <strong>aereo<\/strong>. Per qualche anno \u00e8 rimasto l\u00ec, di suo si muove solo pochi chilometri all\u2019anno, finch\u00e9 non \u00e8 stato scoperto in altre zone della Lombardia, in Piemonte, Val d\u2019Aosta, Emilia Romagna e anche in Svizzera, nel Canton Ticino. Nelle ultime settimane \u00e8 stato rinvenuto nel Trevigiano ed ora \u00e8 arrivato, ed in forze, anche nel Veronese\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nei campi e giardini Emergenza fitosanitaria anche in provincia di Vicenza. 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