{"id":38970,"date":"2025-08-10T09:12:10","date_gmt":"2025-08-10T09:12:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38970\/"},"modified":"2025-08-10T09:12:10","modified_gmt":"2025-08-10T09:12:10","slug":"i-consumi-di-vino-calano-pero-resto-ottimista-litalia-impari-a-produrre-meno-ma-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38970\/","title":{"rendered":"\u00abI consumi di vino calano per\u00f2 resto ottimista. L\u2019Italia impari a produrre meno ma meglio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luciano Ferraro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Angelo Gaja: \u00abTogliere vigne? No, bisogna governare il limite. Abbassiamo la soglia per i vini da tavola da 400 a 250 quintali di uva per ettaro\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Angelo Gaja indica in due parole il futuro del vino italiano. La prima \u00e8 governo, la seconda \u00e8 limite. Il periodo d\u2019oro del settore sembra lontano: europei e americani bevono sempre meno, e nelle cantine italiane ci sono quasi 50 milioni di ettolitri (un oceano alcolico invenduto pari a 6,5 miliardi di bottiglie). Sull\u2019Occidente spira un vento salutista anti-alcol, mentre il cambiamento climatico porta grandinate e favorisce malattie delle piante. Per completare l\u2019annus horribilis, Trump ha imposto dazi del 15% che frenano l\u2019export di bianchi e rossi negli Usa, nostro primo mercato. Per questo i produttori, nel vertice del 4 agosto a Palazzo Chigi, hanno infranto un tab\u00f9, proponendo di estirpare parte del Vigneto Italia (come in Francia, dove spariranno entro l\u2019anno quasi 30 mila ettari). La ricetta di Gaja \u00e8 chiara, un\u2019inversione di rotta dopo anni di crescita che ha portato l\u2019Italia al primato mondiale della produzione: \u00abBisogna governare il limite\u00bb. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo hanno chiamato il Mozart del vino, l\u2019Hegel del vino, il Re (o il Signore) del Barbaresco. Preferisce il Principe della zolla, la definizione che gli regal\u00f2 Gianni Brera. A 85 anni, dall\u2019alto del suo castello a Barbaresco e di vini mitici che hanno conquistato il mondo, come il Sor\u00ec San Lorenzo, Gaja resta fuori dal coro dei lamenti dei suoi colleghi. \u00abSono un imprenditore, ho l\u2019obbligo di essere ottimista\u00bb, sorride.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"\u00abI consumi di vino calano per\u00f2 resto ottimista. L\u2019Italia impari a produrre meno ma meglio\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/689837cc20826.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/689837cc20826.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pensa sia l\u2019ora di togliere le vigne?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLe misure invocate per porre rimedio alla sovraproduzione sono da sempre le stesse: l\u2019espianto e la distillazione. Misure estreme sulle quali si continua a dibattere. Mi chiedo invece se non siano auspicabili pratiche coerenti con il governo del limite\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In quale modo? L\u2019anno scorso sono stati prodotti 48 milioni di ettolitri, quest\u2019anno forse aumenteranno.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSarebbe ottimale una produzione annuale tra i 35 ed i 42 milioni di ettolitri. Anche per gli effetti del cambiamento climatico, oltre che del calo dei consumi. Produrre meno, ma meglio. Possiamo farcela\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPrimo: abbassare il limite per i vini da tavola da 400 a 250 quintali di uva per ettaro. Ridando dignit\u00e0 a questi vini, che non sono il Far west. Secondo: impedire di produrre vini da tavola con uve da tavola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un riequilibrio tra mercato e produzione.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn limite, appunto. La madre di tutte le riforme comunque sarebbe la riduzione della burocrazia per le cantine\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAspettiamo, la trattativa \u00e8 in corso. Speriamo in una soglia meno punitiva. Bisogna avere pazienza, fasciarsi la testa prima del tempo non serve\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non tutti i produttori per\u00f2 saranno colpiti allo stesso modo.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon sono d\u2019accordo con quelli che dicono che chi vende a prezzi pi\u00f9 alti \u00e8 favorito rispetto ad altri: il danno che pu\u00f2 arrivare a causa dei dazi di Trump colpir\u00e0 tutto il comparto. I dazi sono un rischio d\u2019impresa. Avevamo molto goduto quando Trump impose nel 2020 e in parte del 2021 una sovrattassa del 25% sui vini francesi, spagnoli e tedeschi e zero sugli italiani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si affronta la riduzione del consumo di vino?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl vino si beve anche per festeggiare, ma in Europa come si pu\u00f2 festeggiare, con due guerre vicine? Se arriver\u00e0 la tregua, lo spirito cambier\u00e0 subito\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi \u00e8 solo congiuntura, non una crisi strutturale.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abS\u00ec, poi ci sta che il gusto cambi, e dobbiamo accettarlo. I produttori devono essere capaci, per quanto possibile, di operare come sempre nei mercati occidentali. Ma devono anche esplorare i mercati asiatici e africani, dove i consumatori sono spesso abituati a bere bevande molto alcoliche. Quei consumatori vanno educati ad abbassare il livello dell\u2019alcol, bevendo il vino, che contiene cultura\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I produttori chiedono fondi e ristori pubblici per superare la crisi.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 giusto chiedere aiuti pubblici, ma chi eroga denaro deve fare attenzione, i fondi servano a favorire l\u2019intero settore e non gli individui. Altrimenti c\u2019\u00e8 chi succhia di pi\u00f9, e altri che restano a secco. E poi non si sa mai dove finiscono i soldi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Intanto \u00e8 nato il vino dealcolato.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCi sar\u00e0 una fioritura dei senza alcol, ma non riusciranno a competere col vino re della tavola. Non sono entusiasta di questa nuova categoria, l\u2019alcol \u00e8 un elemento prezioso del vino. La tecnologia consente di arricchire i dealcolati, siamo solo all\u2019inizio. Serve per\u00f2 una legge europea che permetta al consumatore di distinguerli nell\u2019etichetta dai vini con gradazione alcolica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 finita l\u2019era magica iniziata negli anni 80 con il Rinascimento del vino italiano dopo lo scandalo metanolo?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl fattore umano \u00e8 la nostra forza. In Italia le cantine sono pi\u00f9 di 30 mila, almeno 10 mila produttori esportano vino, italianit\u00e0 e poesia, muovono la curiosit\u00e0 che spinge i turisti a venire in Italia. I consumi di vino diminuiscono da molti decenni, ma nonostante questo siamo sempre andati avanti. Continueremo a farlo. Con realismo, perch\u00e9 il mondo cambia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-10T08:11:42+02:00\">10 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luciano Ferraro Angelo Gaja: \u00abTogliere vigne? No, bisogna governare il limite. 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