{"id":389861,"date":"2026-03-10T20:09:18","date_gmt":"2026-03-10T20:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/389861\/"},"modified":"2026-03-10T20:09:18","modified_gmt":"2026-03-10T20:09:18","slug":"torino-identidad-il-doc-sul-figlio-ritrovato-dei-desaparecidos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/389861\/","title":{"rendered":"Torino, &#8220;Identidad&#8221;: il doc sul figlio ritrovato dei desaparecidos"},"content":{"rendered":"<p>\u00abVolevano seppellirci ma non sapevano che eravamo semi\u00bb. \u00c8 il proverbio che apre Identidad, il documentario, opera prima, di Florencia Santucho, attivista nata a Torino nel 1980 da genitori fuggiti dall\u2019Argentina a causa della dittatura del generale Videla. Un modo per dire che c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di risollevare le coscienze delle persone, ma soprattutto di fare emergere la verit\u00e0. E il concime in questo caso \u00e8 il cinema.<\/p>\n<p> Una storia drammatica <\/p>\n<p>Al centro dell\u2019opera una storia vera e drammatica che non tutti ancora conoscono e che molti, troppi, ancora negano, soprattutto in Argentina. Quella dei bambini strappati alle famiglie dei desaparecidos e dati in adozione durante l&#8217;instaurazione del regime avvenuta con il golpe di 50 anni fa. Un\u2019operazione condotta tra il 1976 e il 1983 che consisteva nell\u2019affidare ai militari bimbi appena nati dopo aver ucciso le madri. Il film sar\u00e0 proiettato questa sera \u2013 luned\u00ec 9 marzo \u2013 alle 20.30 al Cinema Massimo e domani alle 20 al circolo Arci Babelica.<\/p>\n<p> I dubbi sull\u2019identit\u00e0 <\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 Daniel Santucho-Navajas, fratello biologico della stessa regista. Daniel inizia a nutrire dubbi sulla propria reale identit\u00e0 gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di vent\u2019anni. \u00abLa prima differenza che sentivo da quei genitori era nei pensieri. Ho sentito la distanza quando loro rivendicavano la dittatura e chiedevano il ritorno dei militari e la pena di morte. Fin dall&#8217;adolescenza mi sentivo lontano da quelle idee\u00bb, racconta. Comincia cos\u00ec un lungo percorso di maturazione che lo porta alle Abuelas (Nonne) di Plaza de Mayo, che custodiscono le informazioni genetiche delle vittime della dittatura e che trovano una corrispondenza del DNA nel 2023. Daniel scopre cos\u00ec di essere nato in un centro di detenzione, dopo essere stato rapito da un poliziotto. Una verit\u00e0 che emerge definitivamente quando ha 46 anni.<\/p>\n<p> Il bisogno di verit\u00e0 <\/p>\n<p>\u00abPer i 20 anni in cui ho avuto dubbi sulla mia identit\u00e0 ero attraversato dalla colpa. Quando ho scoperto la verit\u00e0 ho avuto una sensazione di pace e di serenit\u00e0 perch\u00e9 ho messo a tacere i dubbi che portavo dentro. Per 20 anni ho sentito la colpa verso chi credevo essere mio padre pensando che finisse in carcere se io recuperavo la mia identit\u00e0. Poi lui stesso, dopo aver negato per anni, alla fine ha ammesso che non era il mio vero genitore\u00bb continua il protagonista. \u00abL\u2019attesa dei 3 mesi per i risultati del Dna \u00e8 stata difficile perch\u00e9 non sapevo chi fosse la mia famiglia di origine, se mi stavano aspettando o mi stavano cercando. Sentivo il bisogno di trovare la verit\u00e0, anche per le mie due figlie che dovevano conoscere la loro vera storia\u00bb, aggiunge ricordando che altri invece hanno reagito alla scoperta della verit\u00e0 rinnegandola o addirittura togliendosi la vita.<\/p>\n<p> Il governo Miley <\/p>\n<p>Una verit\u00e0 che in Argentina si continua a cercare ancora di nascondere, soprattutto con il governo Miley. \u00abGeneralmente il pubblico che si avvicina a vedere il film \u00e8 interessato al tema, al di l\u00e0 di avere dei parenti desaparecidos\u00bb sottolinea Daniel. \u00abIl negazionismo del governo Miley rappresenta quella stessa porzione della societ\u00e0 che a suo tempo ha appoggiato la dittatura. Ma il film permette di arrivare a un pubblico che non ha una idea cos\u00ec precisa a riguardo e che \u00e8 ancora numeroso soprattutto tra i giovani che si fanno influenzare dalla propaganda di Miley ma che in realt\u00e0 nel racconto diretto quando incontro le scuole e universit\u00e0 empatizzano tantissimo e si emozionano\u00bb.<\/p>\n<p> Regista e sorella <\/p>\n<p>\u00abNon avrei potuto fare il film senza il co-regista Rodrigo V\u00e1zquez-Salessi che \u00e8 anche produttore. Mi \u00e8 stato accanto nei momenti in cui piangevo e mi emozionavo\u00bb,  spiega invece Florencia Santucho nella doppia veste di regista e di sorella di Daniel. Lei stessa prova a dare una definizione di identit\u00e0. \u00abPer i latinoamericani \u00e8 una conquista. Un recuperare quei pezzetti di storia di anima e di appartenenza che ti identificano. Popoli originari sfollati che poi ritrovano la loro cultura, o le persone che hanno un colore della pelle diverso e non sanno che le loro origini sono di un\u2019altra localit\u00e0. L\u2019idea di identit\u00e0 che si percepisce in Argentina \u00e8 una ricomposizione di quelle storie che spesso sono state silenziate e che ti sollevano nel riscoprirle\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del documentario e della testimonianza di Daniel \u00e8 sensibilizzare anche l\u2019opinione pubblica dell\u2019Europa dove potrebbero trovarsi altri inconsapevoli figli di desaparecidos emigrati successivamente con le famiglie adottive. E ricordare allo stesso tempo, a cinquant\u2019anni di distanza, i crimini commessi da quella che fu una delle pi\u00f9 brutali e feroci dittature sudamericane.<\/p>\n<p>Entrambi saranno presenti stasera e domani alle proiezioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abVolevano seppellirci ma non sapevano che eravamo semi\u00bb. \u00c8 il proverbio che apre Identidad, il documentario, opera prima,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":389862,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[68642,640,203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-389861","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-alessandro-colombo","9":"tag-cinema","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116206696359419028","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/389861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=389861"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/389861\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/389862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=389861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=389861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=389861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}