{"id":38992,"date":"2025-08-10T09:30:10","date_gmt":"2025-08-10T09:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38992\/"},"modified":"2025-08-10T09:30:10","modified_gmt":"2025-08-10T09:30:10","slug":"il-rinascimento-in-abruzzo-e-i-suoi-maestri-alla-riscoperta-di-sebastiano-di-cola-da-casentino-notizie-di-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/38992\/","title":{"rendered":"IL RINASCIMENTO IN ABRUZZO E I SUOI MAESTRI: ALLA RISCOPERTA DI SEBASTIANO DI COLA DA CASENTINO | Notizie di cronaca"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019AQUILA \u2013 \u201cI tre artisti novellavano per certo di luce e di colori, discorrevano degli ideali e dei maestri prediletti delle citt\u00e0 lontane, dove trionfava tanta gloria d\u2019arte e non doveva esser loro di piccola soddisfazione pensare che per essi l\u2019arte del Rinascimento fiorentino ed umbro, trionfava anche fra i monti impervi dell\u2019Abruzzo\u201d.<\/p>\n<p>Protagonisti di questo suggestivo passaggio di \u201cPittori Aquilani del \u2018400\u201d del grande intellettuale della prima met\u00e0 del \u2018900, <strong>Mario Chini<\/strong>, sono <strong>Saturnino Gatti<\/strong>,<strong> Silvestro di<\/strong> <strong>Giacomo da Sulmona<\/strong> e <strong>Sebastiano di Cola di Casentino.<\/strong><\/p>\n<p>Ricostruzione storica preziosa, perch\u00e9 in effetti alla parola Rinascimento il pensiero va quasi automaticamente alla Firenze dei Medici o la Roma di papi mecenati, a Milano e a Venezia.<\/p>\n<p>Eppure quello spirito universale creatore di storia e bellezza, per dirla alla <strong>Benedetto Croce<\/strong>, si materializz\u00f2 anche nelle terre d\u2019Abruzzo.<\/p>\n<p>Un esempio forse non conosciuto come meriterebbe, \u00e8 rappresentato proprio da<strong> Sebastiano di Cola da Casentino<\/strong>, vissuto nella seconda met\u00e0 del \u2018400, e che ebbe a L\u2019Aquila una importante bottega.<\/p>\n<p>Per comprenderlo basta ammirare il volto di Maria, dalla bellezza sensuale, tra il terreno e il divino, assorta e velata di malinconia, nel suo affresco nella chiesa di Santa Maria ad Cryptas\u00a0\u00a0a pochi chilometri da L\u2019Aquila, a Fossa.<\/p>\n<p>O lo splendido Polittico di Pianella, a lui attribuito, conservato nel Munda dell\u2019Aquila, dove in un trionfo di luce e colore, di grazia e armonia, dentro una cornice in stile gotico veneziano, compaiono in in rassegna la Madonna in trono con Bambino, San Bonaventura e l\u2019Arcangelo Gabriele, San Sebastiano e l\u2019Arcangelo Michele, un angelo regge la corona di Maria, angeli musicanti e con cesti\u00a0 di frutta, insieme al Redentore in compagnia degli apostoli.<\/p>\n<p>A Sebastiano di Cola da Casentino \u00e8 stato dedicato un incontro a cura del Munda, proprio nel suo paese natale, frazione di Sant\u2019Eusanio Forconese, con <strong>Federica Antonini<\/strong>, storica dell\u2019arte del Munda ed<strong> Elpidio Valeri<\/strong>, storico dell\u2019arte, con la partecipazione di <strong>Deborah Visconti<\/strong>, sindaco di Sant\u2019Eusanio Forconese, di <strong>Raffaello Fico<\/strong>, titolare Ufficio speciale ricostruzione Comuni del cratere 2009 di <strong>Innocenzo Cacchio<\/strong>, presidente associazione Casuentum onlus, e di <strong>Silvia di Gregorio<\/strong>, direttrice del progetto Arca.<\/p>\n<p>L\u2019incontro \u00e8 infatti proprio nell\u2019ambito del progetto Arca, che vedr\u00e0 protagonisti 14 artisti da pi\u00f9 Paesi del mondo fino al 1 dicembre, in 11 comuni del cratere sismico 2009, per creare connessioni, favorire fecondi incontri per far germinare talenti dal territorio.<\/p>\n<p>E il nesso profondo con questo intendimento \u00e8 la figura di Sebastiano di Cola da Casentino, lo ha ben colto Antonini, quello cio\u00e8 della necessit\u00e0 di andare oltre gli orizzonti, contaminarsi con culture e conoscenze altre.<\/p>\n<p>\u201cPossiamo dire che questo territorio era particolarmente attivo e non secondario. Noi siamo propensi a pensare che oltre Roma, Firenze, Venezia non ci fosse nulla, per\u00f2 in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. La figura di Sebastiano di Cola da Casentino, conferma una fecondit\u00e0 sia da un punto di vista artistico che culturale. Del resto, su queste famose vie degli Abruzzi, in cui si spostavano le greggi, le merci, arrivavano anche idee nuove, le avanguardie dell\u2019epoca in campo artistico. Ed accadeva\u00a0 dunque che artisti locali, anche in un piccolo paesino come Casentino, sono riusciti a portare le novit\u00e0 del Rinascimento e interpretarle con non secondario talento\u201d.<\/p>\n<p>A seguire invece la riflessione del sindaco Deborah Visconti.<\/p>\n<p>\u201cQuesta bella iniziativa vuole sottolineare che la recente rivalutazione di Sebastiano di Cola non \u00e8 un semplice gesto di scoperta storiografica ma un riconoscimento al suo ruolo attivo nel rinnovamento dell\u2019arte abruzzese. Certo, Sebastiano non \u00e8 un maestro nel senso delle grandi firme rinascimentali, ma \u00e8 stato un mediatore, un artigiano colto, capace interpretare il nuovo spirito del tempo e adattarlo alle esigenze spirituali e culturali della committenza. E soprattutto il suo contributo testimonia come il Rinascimento non sia stato un fenomeno elitario, ma un processo articolato e diffuso fatto anche di piccoli centri, di chiese minori, di pittori come lui che con la propria produzione artistica si confrontavano con quanto avveniva nel resto la penisola agganciandosi e trasformandosi\u201d.<\/p>\n<p>Altra opera certa di Sebastiano da Cola, oltre alla citata Annunciazione nella chiesa di Santa Maria ad Criptas, \u00e8 la scultura in terracotta policroma che proviene da Arquata del Tronto e che raffigura una madonna con il bambino e che attualmente \u00e8 in deposito ad Ascoli Piceno. Potrebbe essere suo quel che resta di una decorazione nell\u2019abside destro della chiesa Sant\u2019Eusanio Forconese.<\/p>\n<p>Sempre al Munda c\u2019\u00e8 poi un altro capolavoro: l\u2019Annunciazione con l\u2019Eterno, angeli, San Ludovico da Tolosa.<\/p>\n<p>Come ben illustra il catalogo dei beni culturali, in questa opera, \u201cil cielo si congiunge all\u2019orizzonte con uno specchio d\u2019acqua con delle barche in lontananza. Fanno da quinte alla scena elementi naturali: sulla sinistra rocce appuntite diradano verso gli argini di un corso d\u2019acqua, sulla destra una collina dolcemente si innalza, coperta di vegetazione. Le chiome degli alberi sono rigogliose, i cespugli ricchi di fogliame, decorati con fiorellini chiari. Animali selvatici popolano questo luogo arcadico. In primo piano, sulla sinistra, San Ludovico da Tolosa \u00e8 raffigurato con il manto azzurro dai gigli dorati della casata reale di Francia, e la corona ai suoi piedi. Nelle mani regge un pastorale ed un cartiglio dorato. Al centro un piccolo gruppo di fedeli in preghiera, raffigurati di dimensioni ridotte rispetto alle proporzioni del contesto, si raccolgono in cerchio innalzando lo sguardo verso l\u2019alto, dove \u00e8 raffigurato il Cristo nella mandorla che, circondato da angeli musicanti dalle vesti svolazzanti, si rivolge, irraggiandola con linee sottili dorate, verso la Madonna posta alla destra dell\u2019opera. La Vergine \u00e8 inginocchiata, avvolta da un pesante e bellissimo manto blu\u201d.<\/p>\n<p>Ma torniamo all\u2019affresco di Santa Maria ad Cryptas: una particolarit\u00e0 disvelante \u00e8 che Maria \u00e8 bionda,\u00a0 non mora, come una ebrea di 15 anni in terra di Palestina. Ed anche qui emerge lo spirito del rinascimento, epoca in cui il simbolo della bellezza bellezza femminile era l\u2019essere bionda, come Santa Chiara, nobile e santa. Le mani per\u00f2 sono quelle di una contadina, di qualit\u00e0 inferiore, e si ipotizza che in realt\u00e0 Sebastiano abbia dipinto solo il volto, lasciando il resto del lavoro ai pittori della sua bottega, evidentemente di inferiore talento.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato fatto osservare nel corso dell\u2019incontro dietro quest\u2019opera e le altre di Sebastiano da Cola, c\u2019\u00e8 la lezione di <strong>Simone Martini<\/strong>, maestro della scuola senese e tra i maggiori e pi\u00f9 influenti artisti del Trecento italiano, e ancora del <strong>Verrocchio<\/strong>, di <strong>Piero Della Francesca<\/strong>, di <strong>Antoniazzo Romano<\/strong> e della sua celebre Madonna del Pantheon, e ancora di\u00a0 <strong>Melozzo da Forl\u00ec<\/strong>, del <strong>Perugino<\/strong> e del<strong> Pinturicchio<\/strong>.<\/p>\n<p>Non resta che concludere riportando l\u2019intero passaggio del testo citato in attacco di Mario Chini, toscano che si innamor\u00f2 dell\u2019Abruzzo dell\u2019Aquila, dove fu insegnante del liceo ginnasio, e dove fond\u00f2 intorno al 1910 il Museo civico, antesignano dell\u2019attuale Museo nazionale d\u2019Abruzzo, in una parte di Palazzo Margherita, oggi sede del Comune, svolgendo un importante studio degli artisti aquilani del Quattrocento.<\/p>\n<p>\u201cUna bella mattina di primavera tre artisti cavalcavano alla volta di Tornimparte, un paesello, o meglio un aggruppamento di ville che si trova nelle vicinanze dell\u2019Aquila. Il 15 febbraio del 1495 Saturnino di Giovanni Gatti, dopo aver preso dipingere il 1489 l\u2019abside della chiesa di San Panfilo di Tornimparte, condotto a termine il 1494 il lavoro, aveva fatto un compromesso coi sindaci e i massari di San Panfilo. Per venire all\u2019accertamento del prezzo che avrebbero dovuto corrispondere si erano nominati per arbitri Sebastiano di Cola da Casentino e Silvestro di Giacomo da Sulmona, due vecchi ed esperti pittori. Costoro certamente insieme con Saturnino una bella mattina di primavera si avviarono alla volta di Tornimparte. Magnifico lo spettacolo delle prossime alture, bianche ancora di neve, spiccati sul purissimo cielo azzurrino; bellissime le strette vallecole gi\u00e0 lievemente verdeggianti e solcate da piccole acque; interessanti i gruppi di case e villaggetti raccolti intorno alle loro chiese. \u201cI tre artisti novellavano per certo di luce e di colori, discorrevano degli ideali e dei maestri prediletti delle citt\u00e0 lontane, dove trionfava tanta gloria d\u2019arte e non doveva esser loro di piccola soddisfazione pensare che per essi l\u2019arte del Rinascimento fiorentino ed umbro, trionfava anche fra i monti impervi dell\u2019Abruzzo\u201d. <strong>Filippo Tronca<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong> RIPRODUZIONE RISERVATA<\/strong><\/p>\n<p><a style=\"border: 1px solid; border-radius: 8px; padding: 3px; margin:3px;\" href=\"https:\/\/abruzzoweb.it\/wp-content\/plugins\/mqf_dynamic_pdf_tcpdf\/TCPDF\/examples\/download.php?data=3906277&amp;nonce=7d21c471ef\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\nDownload in PDF\u00a9<\/a><\/p>\n<ol class=\"img-list-parent\">\n<li class=\"img-list-item\"\/><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019AQUILA \u2013 \u201cI tre artisti novellavano per certo di luce e di colori, discorrevano degli ideali e dei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":38993,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-38992","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38992"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38992\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}