{"id":39049,"date":"2025-08-10T10:12:14","date_gmt":"2025-08-10T10:12:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39049\/"},"modified":"2025-08-10T10:12:14","modified_gmt":"2025-08-10T10:12:14","slug":"epidemia-di-colera-tra-i-rifugiati-sudanesi-del-darfur-servono-fondi-urgenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39049\/","title":{"rendered":"Epidemia di colera tra i rifugiati sudanesi del Darfur: servono fondi urgenti"},"content":{"rendered":"<p>Advertisement<\/p>\n<p>\u00a9 UNHCR\/Bockarie Kallon<br \/>8 agosto 2025<br \/>Epidemia di colera tra i rifugiati sudanesi del Darfur: servono fondi urgenti<br \/>Questa \u00e8 una sintesi di quanto affermato da Jocelyn Elizabeth Knight, protection officer dell\u2019UNHCR in Darfur, e Dossou Patrice Ahouansou, coordinatore dell\u2019UNHCR per la situazione nel Ciad orientale \u2013 a cui il testo citato pu\u00f2 essere attribuito \u2013 durante la conferenza stampa odierna al Palais des Nations di Ginevra.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Advertisement<\/p>\n<p>Un\u2019epidemia letale di colera ha colpito un insediamento di rifugiati nel Ciad orientale che ospita rifugiati sudanesi provenienti dal Darfur, destando allarme per il peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie e l\u2019esaurirsi degli aiuti umanitari.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>All\u2019inizio di agosto, nell\u2019insediamento di rifugiati di Dougui e nei villaggi circostanti sono stati segnalati 264 casi di colera e 12 decessi. Casi sospetti sono emersi anche nell\u2019insediamento di Treguine, che ospita anch\u2019esso rifugiati sudanesi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Anche le zone di confine, che ospitano un terzo dei rifugiati appena arrivati, sono a serio rischio di contagio, poich\u00e9 continuano ad arrivare altre persone dal Darfur. Ad Adre, il pi\u00f9 grande insediamento spontaneo che ospita oltre 235.000 persone, sono attualmente al vaglio tre casi sospetti, che fanno temere una diffusione pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del confine, nel Darfur, la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 critica, con oltre 4.300 casi e 113 decessi segnalati.<\/p>\n<p>L\u2019UNHCR, l\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede un immediato stanziamento di fondi per potenziare l\u2019assistenza sanitaria, igienico-sanitaria, idrica, abitativa e alimentare, al fine di evitare una catastrofe sanitaria.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il sovraffollamento nelle aree che ospitano gli sfollati, la mancanza di acqua potabile e le limitate strutture sanitarie e igienico-sanitarie stanno accelerando il processo di trasmissione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In Darfur, molte persone vivono in \u201cluoghi di raccolta\u201d, spesso in edifici pubblici in disuso con un limitato accesso ai beni di prima necessit\u00e0 come acqua e servizi igienici. Nel frattempo, gli attacchi continuano all\u2019interno del Darfur e nella vicina regione del Kordofan spingendo le persone a fuggire e facendo sprofondare ancora di pi\u00f9 in un incubo le comunit\u00e0 gi\u00e0 devastate e sottoposte ad atrocit\u00e0 indicibili.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Da oltre due anni i combattimenti in corso hanno anche gravemente limitato l\u2019accesso dell\u2019intervento umanitario e interrotto la consegna degli aiuti. Con l\u2019inizio delle piogge stagionali, molte strade saranno impraticabili per mesi, complicando ulteriormente la consegna degli aiuti. La persistente insicurezza ha ostacolato l\u2019agricoltura, aggravando la situazione nelle zone a rischio di carestia o gi\u00e0 colpite dalla fame.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In Ciad, l\u2019UNHCR ha sospeso il trasferimento dei rifugiati dal confine a Dougui per prevenire nuovi casi di colera.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Stiamo inoltre collaborando con i nostri partner per allestire postazioni per lavarsi le mani, distribuire sapone e disinfettare le latrine. Abbiamo consegnato forniture mediche e dispositivi di protezione alle strutture sanitarie e stiamo formando gli operatori sanitari per migliorare l\u2019identificazione e la sorveglianza dei casi. Stiamo inoltre fornendo informazioni sulla prevenzione e sul trattamento precoce in tutti gli insediamenti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019aumento dei bisogni, la carenza di fondi sta ostacolando gli sforzi per rispondere a questa crisi sia in Darfur che nel Ciad orientale.<\/p>\n<p>L\u2019UNHCR sta cercando di raccogliere\u00a0130 milioni di dollari\u00a0in finanziamenti flessibili per fornire aiuti salvavita a circa 800.000 persone nel Darfur, rispondere all\u2019epidemia di colera in corso, trasferire 239.000 rifugiati sudanesi dal confine tra Ciad e Sudan e colmare le principali lacune nella fornitura di servizi entro la fine del 2025.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In Darfur, i fondi necessari contribuiranno a fornire aiuti essenziali e protezione agli sfollati interni, nonch\u00e9 servizi igienico-sanitari e infrastrutture sanitarie nei campi rifugiati.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In Ciad, decongestionare i campi spontanei \u00e8 una priorit\u00e0 per prevenire la diffusione del colera. L\u2019UNHCR intensificher\u00e0 gli sforzi per trasferire i rifugiati che si trovano attualmente al confine in insediamenti e villaggi dove sono disponibili servizi essenziali, fornendo ogni giorno trasporto sicuro a 2.000 persone.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019UNHCR dar\u00e0 inoltre priorit\u00e0 all\u2019assistenza sanitaria, all\u2019accesso all\u2019acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, agli alloggi e ai servizi per la protezione.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio della guerra nell\u2019aprile 2023, sono oltre 5 milioni gli sfollati ospitati in tutta la regione del Darfur, tra cui 1,5 milioni di sfollati interni prima dell\u2019attuale conflitto e oltre 82.000 rifugiati provenienti principalmente dal Sud Sudan.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Oltre 873.000 rifugiati sudanesi sono stati costretti a fuggire dal Darfur e hanno attraversato il confine con il Ciad, che ora ospita il maggior numero di rifugiati sudanesi registrati dall\u2019inizio del conflitto. Una persona su tre nel Ciad orientale \u00e8 ora un rifugiato.<\/p>\n<p><a style=\"color: #555555;\" href=\"https:\/\/www.politicamentecorretto.com\/author\/giornale\/\" title=\"All posts by giornale\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">giornale<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/LogoGiornaleRosso-3-300x200.jpg\"  class=\"avatar avatar-70 photo lazy\" height=\"70\" width=\"70\"\/><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/www.politicamentecorretto.com\" class=\"bio-icon bio-icon-website\"><\/p>\n<p class=\"bio-description\">Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione<\/p>\n<p>Advertisement<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Advertisement \u00a9 UNHCR\/Bockarie Kallon8 agosto 2025Epidemia di colera tra i rifugiati sudanesi del Darfur: servono fondi urgentiQuesta \u00e8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":39050,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-39049","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39049","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39049"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39049\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}