{"id":390951,"date":"2026-03-11T13:21:14","date_gmt":"2026-03-11T13:21:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/390951\/"},"modified":"2026-03-11T13:21:14","modified_gmt":"2026-03-11T13:21:14","slug":"la-guerra-in-mano-a-guitti-e-affaristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/390951\/","title":{"rendered":"La guerra in mano a guitti e affaristi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/contropiano.org\/img\/2026\/03\/guerra-guitti-aaffaristi.webp\" title=\"Ingrandisci la foto La guerra in mano a guitti e affaristi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/guerra-guitti-aaffaristi-720x300.webp.webp\" alt=\"\" decoding=\"async\"\/><\/a>           <\/p>\n<p>Dodicesimo giorno di guerra, come quella del giugno scorso. Ma non sar\u00e0 di certo l\u2019ultimo. Il ministro della guerra statunitense, l\u2019esponente del Ku Klux, Klan Pete Hegseth, spiega tutto esaltato che quella di ieri \u00e8 stata la giornata di attacchi pi\u00f9 pesante. E che l\u2019obiettivo \u00e8 \u201cvincere\u201d. Che cosa e perch\u00e9, ormai non \u00e8 pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Ma la misura dello scarto infinito tra gravit\u00e0 della situazione e irresponsabilit\u00e0 adolescenziale dei vertici dell\u2019amministrazione Usa sta chiaramente nella grottesca notizia che ha dominato i media ieri sera. <\/p>\n<p>Il segretario all\u2019energia Usa (il ministro, nel nostro sistema), Chris Wright, ad un certo punto ha postato su X questo messaggio: \u201cIl presidente Trump sta mantenendo la stabilit\u00e0 energetica globale durante le operazioni militari contro l\u2019Iran. La Marina statunitense ha scortato con successo una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz per garantire che il petrolio continuasse a fluire verso i mercati globali\u201c.<\/p>\n<p>I mercati finanziari erano in quel momento aperti e hanno reagito com\u2019era ampiamente prevedibile: crollo del prezzo del petrolio (intorno agli 80 dollari al barile, comunque), ondata di acquisti su quasi tutti i titoli azionari. Quella notizia significava infatti che il traffico di greggio e gas (e altro) attraverso lo Stretto di Hormuz era di fatto di nuovo libero, seppure condizionato da una \u201cscorta statunitense\u201d in qualit\u00e0 di polizza assicurativa. A pagamento, ovvio.<\/p>\n<p>Nemmeno trenta minuti minuti dopo un povero funzionario della stessa amministrazione era costretto a dire, ai giornalisti, che non era vero niente. Punto. L\u2019ufficio del segretario Wright provvedeva alla cancellazione del post, senza alcuna spiegazione. Cos\u00ec come prima \u2013 a quel punto se ne sono ricordati tutti \u2013 non veniva neanche indicato il nome o la nazionalit\u00e0 della presunta petroliera \u201cliberata\u201d.<\/p>\n<p>Il prezzo del greggio qualit\u00e0 Brent a quel punto ricominciava a veleggiare tra gli 87 e i 90 dollari, per pura prudenza da investitori.<\/p>\n<p>In pratica c\u2019\u00e8 stata una purissima operazione di aggiottaggio su scala mondiale, in cui \u201cchi sapeva\u201d ha potuto operare in borsa in modo da massimizzare i guadagni di giornata (vendendo per qualche ora ad un prezzo molto pi\u00f9 alto di quello che aveva comprato poco prima).<\/p>\n<p>Per coprire il ridicolo (e il reato, in qualsiasi codice penale nazionale) Trump si lanciava in una serie di dichiarazione una pi\u00f9 fasulla dell\u2019altra. Veniva ricordato che era stato promesso di scortare le navi attraverso lo Stretto, anche se non era ancora stato fatto. Ma solo perch\u00e9 il pericolo stava nelle mine seminate in acqua dalla marina iraniana prima ancora della guerra (ci sono <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mina_navale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mine <\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mina_navale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">navali<\/a> che possono essere ormeggiate sul fondo e fatte poi risalire in superficie). <\/p>\n<p>Ragion per cui ordinava minacciosamente a Tehran \u2013 che ovviamente nemmeno ha risposto \u2013 di toglierle immediatamente altrimenti avrebbe scatenato un inferno megagalattico. Poi marcia indietro: \u201cLe abbiamo distrutte noi\u201d. Senza far arrivare neanche una nave sul punto pi\u00f9 stretto, quello in cui la fascia navigabile dalle petroliere \u00e8 larga appena tre chilometri. Con la pura forza del pensiero, insomma\u2026<\/p>\n<p>Solo dopo la penosa marcia indietro il comandante navale del Corpo delle Guardie rivoluzionarie dell\u2019Iran (Irgc) ha diramato una nota in cui ribadiva che qualunque nave militare statunitense o dei suoi alleati che attraversi lo stretto di Hormuz verr\u00e0 colpita. \u201cL\u2019affermazione di una petroliera che attraversa lo Stretto di Hormuz con una scorta militare statunitense \u00e8 completamente falsa. Qualsiasi passaggio della flotta statunitense e dei suoi alleati sar\u00e0 bloccato da missili iraniani e droni kamikaze\u201d. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 seriamente commercianti e responsabili delle politiche energetiche sono nervosi perch\u00e9 gli attacchi hanno chiuso la produzione di energia e le rotte di navigazione vitali. \u201cCi sarebbero conseguenze catastrofiche per i mercati petroliferi del mondo pi\u00f9 a lungo va avanti l\u2019interruzione, e pi\u00f9 drastiche sono le conseguenze per l\u2019economia globale\u201d, ha detto ai giornalisti il presidente e CEO del gigante petrolifero saudita Aramco, Amin H Nasser. \u201c\u00c8 assolutamente fondamentale che la spedizione riprenda nello stretto di Hormuz\u201d. <\/p>\n<p>Basta fermare la guerra, no? Peccato che sia in mano a pagliacci, affaristi e genocidi. Totalmente refrattari a considerazione morali o semplicemente logiche, ma invasati di sogni suprematisti.<\/p>\n<p>Intanto l\u2019aviazione Usa e quella israeliana martellavano molte citt\u00e0 dell\u2019Iran, mentre raffiche di missili partivano andando a colpire le basi Usa nei paesi arabi del Golfo e Israele. <\/p>\n<p>Qui, in particolare, tutte le scarne cronache relativamente indipendenti \u2013 la censura blocca tutto, e si pu\u00f2 essere arrestati per aver fatto una foto dei danni provocati dai proiettili iraniani \u2013 descrivevano una societ\u00e0 completamente bloccata nei rifugi durante tutto il giorno ed esplosioni pi\u00f9 numerose del solito. Segno certo che lo \u201cscudo\u201d protettivo \u00e8 ormai a corto di missili anti-missile e diversi radar sono stati effettivamente messi fuori uso dai colpi di Tehran.<\/p>\n<p>Anche il Pentagono faceva filtrare per la prima volta una cifra ufficiale relativa ai soldati rimasti fin qui feriti: 140\/150. Un numero \u201cstrano\u201d, visto che la media di ogni guerra moderna viaggia intorno ai tre feriti per ogni soldato morto, ma gli Usa ammettono fin qui perdite per sole otto unit\u00e0. Poi diverse fonti si sono ricordate la strana moria di soldati Usa per \u201cincidente stradale\u201d o \u201carresto cardiaco\u201d (due diagnosi che non fanno conteggiare quei morti come caduti di guerra), e tutto \u00e8 apparso pi\u00f9 logico e comprensibile.<\/p>\n<p>In aggiornamento<\/p>\n<p>Pesanti bombardamenti su Tehran<\/p>\n<p>La capitale iraniana ha vissuto una delle sue notti pi\u00f9 intense di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele dall\u2019inizio della guerra 10 giorni fa, poich\u00e9 numerose aree della citt\u00e0 tentacolare sono state colpite da effetti devastanti.<\/p>\n<p>Gli aerei da guerra hanno volato a basse quote su Teheran durante la notte di marted\u00ec, facendo cadere decine di proiettili esplosivi pesanti che hanno scosso i quartieri in tutta la citt\u00e0 di oltre 10 milioni di persone e spaventato i residenti che sono <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/3\/5\/iranians-get-by-as-us-israeli-bombs-rain-down-internet-blocked\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">rimasti nelle loro case<\/a> nonostante il pericolo. <\/p>\n<p>Sima, una 38enne che vive con la sua famiglia nella parte occidentale di Teheran, ha detto degli attacchi durante la notte: \u201cSembrava che decine di aerei da combattimento volassero proprio sopra le nostre teste per 15 minuti di fila in un primo momento, poi qualche minuto di pausa prima che arrivassero i prossimi colpi\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019Iran risponder\u00e0 ai recenti attacchi USA-Israele sulle aree residenziali, ha detto il portavoce delle forze armate del paese Abolfazl Shekarchi citato dall\u2019agenzia di stampa Defapress. <\/p>\n<p>Pioggia di missili su Israele<\/p>\n<p>La telecronaca della Bbc: Cinque attacchi missilistici iraniani in sette ore. I missili di Hezbollah \u201csono passati attraverso lo scudo di difesa aerea di Israele\u201d e hanno colpito Tel Aviv e Gerusalemme.<\/p>\n<p>\u201cQuando questi due missili sono stati lanciati, non abbiamo ricevuto alcun avvertimento sui nostri telefoni cellulari e non abbiamo sentito alcuna sirena.\u201d<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Quella che segue non \u00e8 una notizia, ma l\u2019analisi di uno dei pochi generali italiani \u2013 ora \u201ca riposo\u201d \u2013 che abbia sviluppato il pensiero teorico in campo militare. E che ci sembra confermi alcune delle notizie che da giorni stiamo dando.<\/p>\n<p>Usa-Israele nei guai. e sono gi\u00e0 pentiti.<\/p>\n<p>Fabio Mini \u2013 <strong>Il Fatto Quotidiano<\/strong><\/p>\n<p>Fuoco su Teheran L\u2019attacco di Usa e Israele all\u2019Iran \u00e8 iniziato il 28 febbraio.<\/p>\n<p>Mentre la natura dell\u2019aggressione israelo-americana all\u2019iran \u00e8 abbastanza chiara, gli scopi e la strategia della risposta iraniana sono ancora nebulosi.<\/p>\n<p>Stati Uniti e Israele hanno scatenato questa guerra con l\u2019intenzione dichiarata di cancellare l\u2019iran dalla carta delle Nazioni attraverso l\u2019eliminazione fisica di tutti i suoi leader e gli abitanti in grado di pensare e procreare, la distruzione di tutte le sue strutture statali di governo centrale e periferico, degli apparati militari e civili, delle infrastrutture energetiche, industriali e produttive e l\u2019appropriazione di tutte le risorse a partire dall\u2019uranio arricchito gi\u00e0 processato a quello naturale e all\u2019immancabile petrolio. <\/p>\n<p>Come diceva Morgenthau della Germania nazista da sconfiggere, l\u2019Iran deve ritornare alla pastorizia e alla pesca dello storione, generoso dispensatore di caviale. <\/p>\n<p>Lo volevano dall\u2019inizio: la storia del nucleare era un pretesto, i negoziati un pretesto, la liberazione delle donne un pretesto, il cambio di regime un pretesto. <\/p>\n<p>L\u2019opera di distruzione sul modello Gaza-libano \u00e8 in atto da decenni e la costituzione del cosiddetto Board of Peace \u00e8 la formale sanzione della nuova speculazione economica basata sui danni. E quindi sulla guerra, che ha il massimo potenziale di produrli, sul genocidio e la distruzione strutturale. <\/p>\n<p>Non importa se poi gli obiettivi dichiarati non vengono raggiunti, come non \u00e8 stata raggiunta la dispersione e smilitarizzazione di Hamas, l\u2019annientamento di Hezbollah, degli Houthi e dei palestinesi. <\/p>\n<p>La potenza militare spiegata da entrambi i paesi per questa guerra non ha precedenti e tuttavia l\u2019Iran sorprende non solo per la capacit\u00e0 di resistere e controbattere, ma anche per il sostegno che raccoglie nella galassia dell\u2019informazione digitale. Un sostegno doppiamente significativo perch\u00e9 alimentato non dalla simpatia per l\u2019Iran ma dall\u2019avversione verso Israele e gli Usa. L\u2019Iran sta subendo delle perdite enormi e degli attacchi fuori da ogni giustificazione e legalit\u00e0 e comunque ha appena rimpiazzato tutta la struttura di vertice che, decapitata, avrebbe dovuto far implodere il paese.<\/p>\n<p>\u00c8 perlomeno singolare che gli apparati dei servizi d\u2019intelligence dei due Paesi si siano concentrati sulla decapitazione delle strutture di governo e che per rovesciare il regime abbiano puntato sul sostegno alla dissidenza interna e alla diaspora, sull\u2019addestramento, l\u2019armamento e il finanziamento di decine di migliaia di curdi a partire da quelli gi\u00e0 impiegati in Iraq e in Siria per provocare una rivolta interna, un attacco dall\u2019esterno e la guerra civile.<\/p>\n<p>Gli israeliani avrebbero dovuto conoscere le caratteristiche del sistema iraniano anche perch\u00e9 \u00e8 da tempo che hanno costituito una rete di sovversione interna, una rete di assassini mirati e sabotatori vari. Avrebbero dovuto dirlo agli americani che per costituzione fanno sempre i finti esperti di tutto e invece non conoscono i loro alleati e tanto meno i loro nemici. <\/p>\n<p>Israele avrebbe dovuto spiegare che la rivoluzione iraniana che si \u00e8 imposta a furor di popolo sul regime dello Sci\u00e0 ha impiegato i primi anni della sua esistenza a consolidare la struttura rivoluzionaria, a difenderla dai nemici interni, che sono sempre esistiti, e da quelli esterni. <\/p>\n<p>I Guardiani della rivoluzione sono esattamente ci\u00f2 che dichiarano e il loro primo avversario non \u00e8 esterno, ma quella struttura interna delle forze armate e dell\u2019intelligence che al tempo della rivoluzione sosteneva il regime monarchico e la sua rete corruttiva. <\/p>\n<p>Le forze armate ci hanno messo anni a essere parzialmente sdoganate dai Guardiani e dal clero. Ci sono riuscite inserendosi nella struttura come garanti dello Stato iraniano, della sua indipendenza, della Costituzione e della sua integrit\u00e0 territoriale. <\/p>\n<p>Israele avrebbe dovuto spiegare che se l\u2019esercito non \u00e8 intervenuto nella repressione dei disordini orchestrati dal Mossad e dalla Cia non era perch\u00e9 non amassero il regime, ma perch\u00e9 non era loro compito. Anzi, era sempre vivo il sospetto che con la scusa della repressione si sarebbero schierati contro lo stesso governo. <\/p>\n<p>Avrebbe dovuto avvertire gli alleati che l\u2019iran, come dice l\u2019ottimo Trita Parsi del Quincy Institute (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_3tvxgh-r-c&amp;fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExNzFPNlc5YVNMZFJlUGlVMnNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5Wdqt8hW0qMjgJDrSnMO4VkTe8lEzOPvlNAQ59okNLNzr-oxhwKg2ob6_5SQ_aem_EoJSdOWE-qlQ6qmbf3DDXw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_3tvxgh-r-c<\/a>) \u201cnon teme la guerra, ma teme la resa\u201d di una parte delle proprie forze istituzionali. Adescare e corrompere ufficiali delle forze armate nella speranza che al momento opportuno reagissero contro il regime significava esporli alle \u201cattenzioni\u201d dei sospettosi lealisti. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una questione di geometria elementare: il modello di potere iraniano non \u00e8 una piramide, ma una serie di strutture parallelepipede con compiti complementari, ma in grado di agire in maniera indipendente e, in caso di decapitazione, perfino in modo automatico, senza attendere ordini e battendo obiettivi preselezionati. <\/p>\n<p>Quando Trump enumera le navi e gli aerei iraniani abbattuti ragiona riflettendo il suo modello, non quello iraniano. L\u2019Iran non ha mai avuto una forza navale spedizionaria e nemmeno che si potesse allontanare dalle proprie coste, l\u2019aeronautica a malapena poteva intervenire in appoggio alle forze di terra. Queste invece sono state sviluppate per la difesa del territorio mentre l\u2019aliquota strategica \u00e8 stata riservata alla parte missilistica e dei velivoli senza pilota o a pilotaggio remoto, anche tramite satellite. <\/p>\n<p>Per questo l\u2019attacco congiunto Usa-Israele ha privilegiato gli interessi d\u2019Israele a danno di quelli statunitensi che adesso si trovano criminalizzati, osteggiati dai propri ex-alleati, sbilanciati strategicamente in un teatro distante dalle sfide esistenziali dove mantengono le loro poche forze d\u2019intervento sparse tra Giappone, Guam, Corea, sotto gli occhi vigili ma non amichevoli della Russia, della Cina e dell\u2019India con scorte depauperate e costi eccezionali. <\/p>\n<p>La prosecuzione del piano di distruzione sistematica dell\u2019Iran non dipende dall\u2019immaginazione di Netanyahu e Trump (in questo ordine) ma dalla capacit\u00e0 delle loro forze di sostenere un attacco prolungato contro un regime che comunque ha rinnovato la propria dirigenza e risponde agli attacchi. <\/p>\n<p>Da una parte la resistenza iraniana si appoggia sulla propria sopravvivenza fisica, dall\u2019altra la volont\u00e0 Israelo-americana \u00e8 condizionata dai costi materiali e politici. <\/p>\n<p>Questi ultimi sono gi\u00e0 enormi e penalizzanti sul piano internazionale e interno. I costi materiali sono esorbitanti. I due gruppi portaerei schierati a debita distanza costano 13 milioni di dollari al giorno soltanto per stare in moto, senza contare i costi delle munizioni, dei velivoli e dei loro rifornimenti. Nelle prime 100 ore della guerra contro l\u2019Iran sono stati lanciati 180 missili intercettori del costo di 2,4 milioni di dollari ciascuno, 90 missili Patriot e 40 intercettori Thaad dal costo singolo variabile tra i 3,7 ai 12 milioni di dollari. <\/p>\n<p>I sistemi automatici d\u2019intercettazione sono scattati per droni del costo di 30 mila dollari. Per intercettare un missile da 250 mila dollari sono stati impiegati missili da 12 milioni: un vero affare. <\/p>\n<p>I missili Tomahawk sono stati l\u2019arma primaria per gli obiettivi a terra. Nel 2025 gli Usa hanno prodotto 72 missili. In tre giorni di combattimento hanno consumato la produzione di cinque anni. Le scorte di Patriot sono gi\u00e0 ridotte al 25% di quanto necessario a livello globale. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che se le scorte potevano garantire 20 giorni di combattimento ora sono ridotte a soli cinque giorni. La realt\u00e0 \u00e8 che Israele e Stati Uniti si sono invischiati in una guerra che potranno senz\u2019altro vincere ammazzando milioni di persone per pentirsene il giorno dopo. <\/p>\n<p>O quello prima.<\/p>\n<p class=\"firma-redazione\">\n11 Marzo 2026 &#8211; \u00a9 Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO\n<\/p>\n<p>Ultima modifica: 11 Marzo 2026, ore 10:05<\/p>\n<p><a href=\"#\" onclick=\"window.print()\" id=\"stampaarticolo\">stampa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dodicesimo giorno di guerra, come quella del giugno scorso. Ma non sar\u00e0 di certo l\u2019ultimo. 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