{"id":391079,"date":"2026-03-11T15:05:26","date_gmt":"2026-03-11T15:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/391079\/"},"modified":"2026-03-11T15:05:26","modified_gmt":"2026-03-11T15:05:26","slug":"medicina-e-chatbot-perche-milioni-di-persone-chiedono-consigli-sanitari-allia-e-perche-puo-essere-rischioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/391079\/","title":{"rendered":"Medicina e chatbot: perch\u00e9 milioni di persone chiedono consigli sanitari all\u2019IA (e perch\u00e9 pu\u00f2 essere rischioso)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Ruggiero Corcella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Sempre pi\u00f9 cittadini e professionisti sanitari utilizzano i modelli linguistici di intelligenza artificiale per interpretare sintomi, analizzare referti o decidere se rivolgersi al Pronto Soccorso. Ma studi recenti mostrano che questi strumenti, pur eccellendo nei test teorici, possono fallire proprio nelle situazioni cliniche pi\u00f9 critiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli ultimi anni,\u00a0 <b>i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) <\/b>sono diventati uno dei principali punti di accesso alle informazioni sanitarie. <b>Milioni di persone utilizzano chatbot con IA generativa, come ChatGPT,\u00a0<\/b>per interpretare sintomi, capire il significato di esami medici o decidere se rivolgersi al <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/pronto-soccorso\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pronto Soccorso<\/a>. Anzi OpenAI sta lanciando ChatGPT Salute \u00abun\u2019esperienza dedicata che integra in modo sicuro le informazioni sanitarie con l\u2019intelligenza di ChatGPT, per aiutare a sentirsi pi\u00f9 informati, preparati e sicuri nella gestione della propria salute\u00bb, come recita il claim online.<br \/>Questa tendenza \u00e8 favorita da due fattori: <b>la disponibilit\u00e0 immediata delle risposte e la difficolt\u00e0 di accesso ai servizi sanitari in molti Paesi<\/b>. Per molti utenti, parlare con un chatbot rappresenta ormai il primo passo prima di contattare un medico in carne e ossa.<\/p>\n<p>    <b>\u00a0La fiducia nell\u2019IA cresce in tutto il mondo<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un segnale di questa trasformazione arriva dallo studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s00146-026-02858-5\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">AI &amp; Society\u00a0\u00a0<\/a>(\u00abWho lets AI take over? Cross-national variations in willingness to delegate socially important roles to artificial intelligence\u00bb). La ricerca, condotta dalla Bournemouth University su circa <b>31.000 adulti in 35 paesi<\/b>, ha analizzato quanto le persone siano disposte a delegare all\u2019intelligenza artificiale ruoli socialmente importanti.<br \/>I risultati mostrano un livello sorprendentemente alto di fiducia: <b>il 45% degli intervistati a livello globale<\/b> ha dichiarato che si affiderebbe all\u2019IA per svolgere il ruolo del proprio medico; nel Regno Unito <b>il 41%<\/b> sarebbe disposto a utilizzare l\u2019intelligenza artificiale per servizi di consulenza psicologica; oltre <b>tre quarti degli intervistati<\/b> parlerebbero con un chatbot come se fosse un compagno o un amico; circa <b>un quarto degli adulti britannici<\/b> affiderebbe all\u2019IA il compito di insegnare ai propri figli.<br \/>Secondo la psicologa <b>Ala Yankouskaya<\/b>, responsabile dello studio, \u00abcon il rapido sviluppo e la massiccia diffusione dell\u2019intelligenza artificiale sempre pi\u00f9 persone ripongono fiducia in questi strumenti e iniziano a considerarli in ruoli sempre pi\u00f9 importanti della vita quotidiana\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Perch\u00e9 sempre pi\u00f9 persone si rivolgono ai chatbot<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La crescente fiducia nell\u2019IA \u00e8 legata anche a<b> problemi strutturali dei sistemi sanitari.<\/b> In molti paesi ottenere un appuntamento con uno specialista o con uno psicologo pu\u00f2 richiedere settimane o mesi.<br \/>In questo contesto <b>la possibilit\u00e0 di ottenere risposte immediate da un chatbot diventa estremamente attraente<\/b>. \u00abSe qualcuno soffre di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/depressione\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">depressione<\/a>, non vuole aspettare mesi per un appuntamento, quindi pu\u00f2 rivolgersi all\u2019intelligenza artificiale\u00bb, ha osservato Yankouskaya. Tuttavia, ha aggiunto, \u00ab<b>quando ho testato personalmente alcuni strumenti ho trovato il linguaggio molto vago e confuso<\/b>. Gli sviluppatori evitano di entrare nei dettagli delle diagnosi, quindi questi sistemi non possono sostituire il colloquio con un professionista sanitario\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Quando la fiducia diventa un boomerang<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli strumenti di IA generativa sono inoltre<b> progettati per adattare il tono delle risposte a quello dell\u2019utente,<\/b> creando una conversazione empatica e non giudicante. Questa caratteristica pu\u00f2 aumentare il senso di fiducia e di sicurezza percepita.<br \/>Fin troppo, anche. <b>I genitori di Adam Raine, 16 anni,<\/b> hanno intentato la prima causa per omicidio colposo contro OpenAI, sostenendo che ChatGPT abbia rafforzato i pensieri suicidari del figlio e fornito informazioni utili alla pianificazione del gesto.<b> Per la famiglia di Jonathan Gavalas, 36 anni,<\/b>   l&#8217;uomo si sarebbe tolto la vita su istigazione di Gemini, il chatbot di Google, per non essere riuscito a portare a termine una serie di missioni reali assegnate dal chatbot. Cos\u00ec ha denunciato Google per omicidio colposo. In Florida, nel 2024,<b> i genitori di un quattordicenne<\/b> hanno citato in giudizio Character.AI accusando la piattaforma di aver favorito il suicidio del figlio dopo settimane di conversazioni digitali. Gi\u00e0 nel 2022, <b>in Belgio, un uomo aveva perso la vita dopo lunghe interazioni con l\u2019app Chai,<\/b> basata sul modello \u00abEliza\u00bb, che secondo la moglie aveva alimentato pensieri deliranti e autolesivi.<\/p>\n<p>    <b>Il test clinico su ChatGPT Health<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre cresce la fiducia del pubblico, <b>gli studi scientifici iniziano a valutare la sicurezza di questi strumenti<\/b>. Uno dei primi lavori indipendenti su questo tema \u00e8 stato da poco pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-026-04297-7\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Nature Medicine<\/a>\u00a0(\u00abChatGPT Health performance in a structured test of triage recommendations\u00bb) .<br \/>Si tratta di un vero \u00abcrash test\u00bb. I ricercatori della Icahn School of Medicine at Mount Sinai hanno creato <b>60 scenari clinici realistici<\/b> che coprivano <b>21 specialit\u00e0 mediche<\/b>, dalle condizioni lievi alle emergenze. Tre medici indipendenti hanno stabilito il livello corretto di urgenza per ogni caso utilizzando le linee guida di <b>56 societ\u00e0 scientifiche<\/b>.<br \/>Gli scenari sono stati poi testati in <b>16 varianti diverse<\/b>, per un totale di <b>960 interazioni con il sistema di IA<\/b>. L\u2019obiettivo era verificare se un chatbot sanitario fosse in grado di dire chiaramente agli utenti quando era necessario recarsi al Pronto Soccorso.<\/p>\n<p>    <b>Emergenze mancate e segnali ignorati<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I risultati dello studio hanno mostrato un quadro contrastante. <b>Il sistema riconosceva correttamente molte emergenze \u00abda manuale\u00bb<\/b>, come<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> ictus<\/a> o gravi reazioni allergiche. Tuttavia nelle situazioni pi\u00f9 ambigue \u2014 che nella pratica clinica sono molto comuni \u2014 le prestazioni peggioravano.<br \/>In <b>oltre la met\u00e0 dei casi che richiedevano cure di emergenza<\/b>, il sistema suggeriva di restare a casa o di prenotare una visita medica.<br \/>Secondo l\u2019autore principale dello studio, <b>Ashwin Ramaswamy<\/b>, questo era proprio il punto centrale della ricerca: \u00abVolevamo rispondere a una domanda molto semplice ma fondamentale: se qualcuno sta vivendo una vera emergenza medica e si rivolge a ChatGPT Health per chiedere aiuto, il sistema gli dir\u00e0 chiaramente di andare al pronto soccorso?\u00bb.<br \/>I ricercatori hanno anche osservato che il chatbot spesso <b>riconosceva i segnali di pericolo nelle proprie spiegazioni<\/b>, ma continuava comunque a rassicurare l\u2019utente.<br \/>\u00abIl sistema funzionava bene nelle emergenze pi\u00f9 evidenti, come ictus o gravi reazioni allergiche\u00bb, ha spiegato Ramaswamy. \u00abMa <b>aveva difficolt\u00e0 nelle situazioni pi\u00f9 sfumate<\/b>, dove il rischio non \u00e8 immediatamente evidente. E sono proprio questi i casi in cui il giudizio clinico \u00e8 pi\u00f9 importante\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Il rischio anche per i medici<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La crescente diffusione degli LLM nella pratica clinica solleva quindi un problema meno discusso: <b>il rischio che anche i professionisti sanitari sviluppino una fiducia eccessiva<\/b> nelle risposte generate dall\u2019intelligenza artificiale.<br \/>Secondo <b>Girish Nadkarni<\/b>, direttore del Windreich Department of Artificial Intelligence and Human Health del Mount Sinai, uno dei risultati pi\u00f9 preoccupanti dello studio riguarda proprio <b>il modo in cui il sistema gestisce le situazioni di rischio suicidario<\/b>.<br \/>\u00abCi aspettavamo una certa variabilit\u00e0\u00bb, ha spiegato Nadkarni. \u00abMa ci\u00f2 che abbiamo osservato andava oltre una semplice incoerenza. <b>Gli avvisi del sistema erano quasi invertiti rispetto al rischio clinico,<\/b> comparendo pi\u00f9 spesso negli scenari a rischio minore che nei casi in cui una persona spiegava esattamente come intendeva farsi del male\u00bb.\u00a0<br \/>Secondo il ricercatore, nella pratica clinica reale questo tipo di errore potrebbe avere conseguenze molto gravi.<\/p>\n<p>    <b>Le difficolt\u00e0 dell\u2019interazione tra utenti e IA<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ulteriori elementi di complessit\u00e0 emergono dallo studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-025-04074-y\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Nature Medicine<\/a> (\u00abReliability of LLMs as medical assistants for the general public: a randomized preregistered study\u00bb).\u00a0\u00a0I ricercatori hanno analizzato <b>come le persone utilizzano concretamente i modelli linguistici per interpretare sintomi e decidere se cercare assistenza medica<\/b>. Nel trial randomizzato, che ha coinvolto oltre 1.200 partecipanti, i volontari dovevano valutare una serie di vignette cliniche utilizzando diversi strumenti informativi, tra cui modelli linguistici e ricerche online tradizionali. I risultati hanno mostrato un fenomeno inatteso: mentre <b>i modelli linguistici valutati da soli <\/b>mostravano una buona capacit\u00e0 di identificare correttamente le condizioni cliniche, <b>gli utenti che utilizzavano l\u2019IA non prendevano decisioni pi\u00f9 accurate<\/b> rispetto a chi utilizzava una normale ricerca su Internet. Secondo gli autori, il problema non \u00e8 tanto la conoscenza medica dei modelli quanto <b>la difficolt\u00e0 degli utenti nel formulare le domande corrette e interpretare le risposte generate dall\u2019IA<\/b>, un limite che pu\u00f2 ridurre significativamente il potenziale beneficio di questi strumenti nella pratica quotidiana.<\/p>\n<p>    <b>L\u2019accuratezza dei modelli ChatGPT nel triage sanitario<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019altra analisi, pubblicata su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43856-026-01466-0\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Communications Medicine\u00a0<\/a> (\u00abEvaluating the accuracy of ChatGPT model versions for giving care-seeking advice\u00bb), ha esaminato in modo sistematico <b>22 versioni diverse di ChatGPT<\/b> utilizzando <b>45 casi clinici realistici<\/b>. Ogni caso \u00e8 stato testato <b>dieci volte<\/b>, per un totale di <b>9.900 valutazioni<\/b>.\u00a0 I risultati mostrano che l\u2019accuratezza complessiva dei modelli rimane <b>intorno al 70%<\/b>, con il modello pi\u00f9 performante che raggiunge <b>il 74% di raccomandazioni corrette<\/b>. Tuttavia i ricercatori non hanno osservato miglioramenti significativi nelle versioni pi\u00f9 recenti dei modelli. <br \/>Lo studio evidenzia inoltre una tendenza sistematica dei chatbot a <b>raccomandare cure pi\u00f9 urgenti del necessario<\/b>, un fenomeno noto come overtriage. Questo comportamento <b>riduce il rischio di sottovalutare emergenze<\/b>, <b>ma pu\u00f2 anche portare a un aumento delle visite inutili in ospedale.<\/b> I modelli hanno mostrato le maggiori difficolt\u00e0 nell\u2019identificare correttamente i casi in cui <b>l\u2019autogestione dei sintomi (self-care)<\/b> sarebbe stata sufficiente. <br \/>Un altro aspetto rilevante riguarda la <b>variabilit\u00e0 delle risposte<\/b>: lo stesso modello pu\u00f2 fornire raccomandazioni diverse quando viene interrogato pi\u00f9 volte con lo stesso caso clinico, segno che le risposte generate non sono sempre stabili.<\/p>\n<p>    <b>Il confronto con medici e pazienti<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/landig\/article\/PIIS2589-7500(24)00097-9\/fulltext\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">The Lancet Digital Health<\/a>\u00a0(\u00abThe diagnostic and triage accuracy of the GPT-3 artificial intelligence model: an observational study\u00bb) <b>ha confrontato direttamente le prestazioni dell\u2019intelligenza artificiale con quelle di medici e cittadini.<\/b> Il modello GPT-3 ha dimostrato una buona capacit\u00e0 di identificare le possibili diagnosi e di suggerire quando cercare assistenza medica. Tuttavia le sue prestazioni restavano inferiori a quelle dei medici, che continuavano a mostrare una maggiore accuratezza sia nella diagnosi sia nelle decisioni di triage.<\/p>\n<p>    <b>Una tecnologia potente ma da usare con cautela<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In conclusione: l\u2019intelligenza artificiale potrebbe diventare uno strumento prezioso per la medicina del futuro, ma solo se utilizzata con consapevolezza dei suoi limiti. Il medico e informatico <b>Isaac Kohane<\/b>, della Harvard Medical School, ha osservato che l\u2019uso crescente di questi strumenti da parte dei pazienti rende necessario un controllo molto pi\u00f9 rigoroso.<br \/>\u00abGli LLM sono diventati il primo punto di riferimento dei pazienti per i consigli medici\u00bb, ha dichiarato. \u00abMa sono meno sicuri proprio agli estremi clinici, dove il giudizio distingue tra emergenze mancate e allarmi inutili\u00bb.<br \/>Per questo motivo, ha aggiunto, \u00abquando milioni di persone utilizzano un sistema di intelligenza artificiale per decidere se hanno bisogno di cure di emergenza, <b>la posta in gioco \u00e8 estremamente alta. Le valutazioni indipendenti dovrebbero essere la norma, non un\u2019eccezione<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p>Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti<br \/>di eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-10T06:47:04+01:00\">10 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Ruggiero Corcella Sempre pi\u00f9 cittadini e professionisti sanitari utilizzano i modelli linguistici di intelligenza artificiale per 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