{"id":39237,"date":"2025-08-10T12:21:09","date_gmt":"2025-08-10T12:21:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39237\/"},"modified":"2025-08-10T12:21:09","modified_gmt":"2025-08-10T12:21:09","slug":"la-pubblica-amministrazione-ha-8-miliardi-di-debiti-verso-le-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39237\/","title":{"rendered":"La Pubblica Amministrazione ha 8 miliardi di debiti verso le imprese"},"content":{"rendered":"<p>Otto miliardi di euro. \u00c8 quanto le<strong> imprese italiane<\/strong> devono ancora incassare dalla Pubblica Amministrazione per lavori e servizi gi\u00e0 svolti nel 2024. Su 198 miliardi di euro fatturati, a marzo 2025 ne risultavano pagati 189,85, secondo l\u2019elaborazione della Cgia di Mestre su dati Mef.<\/p>\n<p>Un conto salato lasciato in sospeso che, per molte piccole aziende, significa anticipare di tasca propria quello che lo Stato tarda a onorare.\n<\/p>\n<p>Debiti commerciali Pa: Italia ultima in Europa<\/p>\n<p>I dati pi\u00f9 recenti confermano l\u2019<strong>Italia<\/strong> come fanalino di coda in Europa per l\u2019ammontare dei debiti commerciali correnti della Pa, che raggiungono i 58,7 miliardi di euro, pari al 2,7% del Pil.<\/p>\n<p>Si tratta di un valore in lieve calo rispetto ai 59 miliardi del 2023, ma ancora ben al di sopra della media Ue (1,6%).<\/p>\n<p>Il<strong> confronto con gli altri stati europei \u00e8 infatti impietoso<\/strong>: in Germania il peso dei debiti commerciali \u00e8 all\u20191,8%, in Francia all\u20191,5% e in Spagna appena allo 0,7%. Questi numeri fotografano con chiarezza quanto l\u2019Italia resti distante dai suoi principali partner europei.<\/p>\n<p>Tempi di pagamento Pa: i progressi del 2024<\/p>\n<p>Lo scorso marzo i <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/debiti-pa-imprese-2025\/886491\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">miliardi di debito nei confronti delle pmi<\/a> erano 15, e infatti poteva andare peggio. Negli ultimi anni la Pa <strong>ha accorciato<\/strong> sensibilmente<strong> i tempi medi per saldare le fatture<\/strong>, complice la normativa europea del 2013 che impone un tetto di 30 giorni e 60 per alcune forniture sanitarie.<\/p>\n<p>Nel 2024, per la prima volta, la media ponderata \u00e8 scesa sotto questa soglia: un traguardo favorito non solo dalle regole imposte dall\u2019Ue, ma anche dalla Piattaforma dei crediti commerciali (Pcc) e dai vincoli del PNRR, che hanno spinto gli uffici a essere pi\u00f9 rapidi nel pagare.<\/p>\n<p>Le tattiche della Pa per sembrare puntuale<\/p>\n<p>La Cgia denuncia due pratiche diffuse che permettono alle amministrazioni di mantenere un Indice di tempestivit\u00e0 dei pagamenti <strong>formalmente regolare<\/strong>. La prima consiste nel saldare in tempi brevi le fatture pi\u00f9 consistenti, rimandando quelle di valore inferiore, con effetti penalizzanti per le microimprese.<\/p>\n<p>La seconda riguarda il controllo sul momento di emissione della fattura: molti dirigenti autorizzano le aziende a fatturare solo quando le risorse sono gi\u00e0 disponibili, <strong>evitando cos\u00ec di risultare in ritardo<\/strong> ma costringendo i fornitori a rinviare la data di emissione.<\/p>\n<p>Compensazione crediti Pa e debiti fiscali: la proposta della Cgia<\/p>\n<p>Per affrontare questa criticit\u00e0, la Cgia propone un sistema semplice, ossia <strong>permettere alle imprese di scalare automaticamente<\/strong> dai propri debiti fiscali e contributivi i crediti gi\u00e0 maturati e certificati nei confronti della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>Per fare un esempio, se un\u2019azienda deve incassare dalla Pa e contemporaneamente versare imposte o contributi, i due importi si compenserebbero subito, senza attendere mesi o anni per ricevere i pagamenti. Secondo l\u2019associazione, questa soluzione toglierebbe di mezzo un nodo che da decenni soffoca la liquidit\u00e0 delle Pmi e ne compromette la stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli enti pubblici con i peggiori ritardi di pagamento<\/p>\n<p>Nonostante i progressi medi, ci sono ancora <strong>enti pubblici che pagano con mesi di ritardo<\/strong>. Ecco i casi pi\u00f9 eclatanti nel 2024:<\/p>\n<ul>\n<li>Rap di Palermo e Azienda sanitaria provinciale di Crotone \u2013 circa 88 giorni oltre i termini di legge;<\/li>\n<li>Comune di Cosenza,\u00a0+57 giorni;<\/li>\n<li>Atac di Roma, +48 giorni;<\/li>\n<li>Amat di Palermo, +45 giorni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche le grandi stazioni appaltanti non sono esenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Anas, +15 giorni nel primo trimestre 2025;<\/li>\n<li>Gse, +16 giorni nello stesso periodo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel comparto ministeriale:<\/p>\n<ul>\n<li>Ministero del Lavoro\u00a0e\u00a0Ministero della Salute \u2013\u00a0in media +13 giorni oltre le scadenze.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Otto miliardi di euro. \u00c8 quanto le imprese italiane devono ancora incassare dalla Pubblica Amministrazione per lavori e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":39238,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,32918,184,1537,90,89,35779,21930],"class_list":{"0":"post-39237","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-conti-pubblici","11":"tag-economia","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-mef","16":"tag-pubblica-amministrazione"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39237\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}