{"id":3926,"date":"2025-07-23T20:12:32","date_gmt":"2025-07-23T20:12:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3926\/"},"modified":"2025-07-23T20:12:32","modified_gmt":"2025-07-23T20:12:32","slug":"il-sistema-che-non-lascia-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3926\/","title":{"rendered":"il sistema che non lascia scelta"},"content":{"rendered":"<p>In un sistema sanitario in cui le donne rappresentano oltre il 75% del personale infermieristico, la maternit\u00e0 continua a essere vissuta come un ostacolo organizzativo pi\u00f9 che come una dimensione naturale della vita lavorativa. Tra turni rigidi, part-time negati e flessibilit\u00e0 promessa ma non applicata, molte madri si trovano davanti a un bivio: restare nel proprio reparto sacrificando la famiglia, oppure lasciare, rinunciando a competenze e identit\u00e0 professionale costruite in anni di servizio. La testimonianza di Francesca, infermiera con 17 anni di esperienza, \u00e8 solo una delle tante voci che raccontano una realt\u00e0 diffusa ma ancora poco ascoltata.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nBuongiorno mi chiamo Francesca e sono fiera di essere un\u2019infermiera&#13;<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/maternita-turni.jpg\" itemprop=\"image\" alt=\"maternit\u00e0 turni\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nel 2022, in Italia, circa 1 donna su 5 (20%) ha lasciato il lavoro dopo il primo figlio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00c8 con queste parole che Francesca, un\u2019infermiera con oltre 17 anni di servizio presso l\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, apre la sua testimonianza.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Ha iniziato la sua carriera nel gennaio del 2006, lavorando per dieci anni in Chirurgia Pancreatica, poi tra il reparto di Medicina, quello Covid e due maternit\u00e0. Sempre presente, a tempo pieno, tra giorni scanditi dal \u201cturnetto\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Poi, nel settembre del 2022, la sua vita ha subito una svolta. L\u2019aggravarsi della malattia incurabile della madre ha reso impossibile continuare con la stessa disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>La rete familiare, che fino ad allora aveva sostenuto la gestione dei suoi due figli piccoli, si \u00e8 improvvisamente allentata.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Una decisione difficile, presa non per mancanza di motivazione o di appartenenza, ma per necessit\u00e0. E se \u00e8 vero che l\u2019assistenza richiede presenza, \u00e8 altrettanto vero che <strong>conciliare il lavoro con la genitorialit\u00e0 resta<\/strong>, per molte professioniste sanitarie, un equilibrio instabile e spesso insostenibile.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>A fronte di ritmi serrati, turni imprevedibili e scarsa flessibilit\u00e0 organizzativa, <strong>le madri infermiere si trovano a reggere un doppio carico<\/strong>: la cura professionale, che richiede lucidit\u00e0 e disponibilit\u00e0 costante, e la cura domestica, altrettanto impegnativa e continua, spesso senza il supporto di reti familiari o servizi dedicati.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nIl nodo degli orari: la realt\u00e0 dopo la maternit\u00e0&#13;<\/p>\n<p>I turni ospedalieri, articolati in mattina, pomeriggio e notte, rappresentano uno dei principali ostacoli per chi diventa genitore, in particolare per le madri. Le esigenze assistenziali non conoscono pause, ma la vita familiare, soprattutto nei primi anni di un bambino, richiede una presenza quotidiana costante, spesso non compatibile con la turnazione.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Francesca ha provato a restare. Ha cercato alternative, chiesto un part-time mattutino. Aveva il supporto di colleghi e dirigenti. Ma la macchina organizzativa si \u00e8 fermata davanti a regole generali, senza spazio per adattamenti individuali. Il rientro in ospedale le \u00e8 stato proposto a tempo pieno e su tre turni. Nessuna possibilit\u00e0 diversa.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Oggi Francesca lavora in una RSA. Ha ottenuto un part-time, \u00e8 stata valorizzata fino a ricoprire un ruolo di coordinamento. Eppure, il legame con l\u2019ospedale resta. Non solo per affezione, ma perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che ha costruito la sua identit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nUn\u2019organizzazione che fa fatica ad evolvere&#13;<\/p>\n<p>In Italia, nell\u2019anno 2021 il personale dipendente del SSN ammontava a 670.566 unita\u0300 di cui 68,7% donne e 31,3% uomini. Inoltre, in base i dati ufficiali Fnopi aggiornati a marzo 2024, <strong>le donne rappresentano circa il 76-77% del personale infermieristico<\/strong>. Una realt\u00e0 che interroga l\u2019organizzazione del lavoro, perch\u00e9 la sanit\u00e0, pur essendo al femminile nei numeri, fatica ancora a diventarlo nella struttura.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Le richieste di part-time, previste dal <strong\/><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/attualita-infermieri\/sanita-firmato-il-nuovo-contratto-aumenti-fino-a-2-100-euro-di-arretrati.html\" title=\"Firmato Contratto Sanit\u00e0: in arrivo aumenti e arretrati\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Ccnl comparto sanit\u00e0<\/strong>,<\/a> sono soggette alla valutazione delle esigenze organizzative delle singole aziende. Nella pratica, non sempre si traducono in soluzioni pienamente compatibili con le necessit\u00e0 familiari: in molti casi, il part-time prevede comunque la rotazione su pi\u00f9 fasce orarie, limitando l\u2019impatto positivo sulla conciliazione vita-lavoro.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Le richieste di turni esclusivamente mattutini, sebbene spesso motivate da situazioni complesse o carichi di cura, non risultano sempre facilmente attuabili all\u2019interno dei modelli organizzativi attuali.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Nel 2022, <strong>in Italia, circa 1 donna su 5 (20%) ha lasciato il lavoro dopo il primo figlio<\/strong>. Il dato nazionale conferma una tendenza diffusa anche nell\u2019ambito sanitario, dove le difficolt\u00e0 nella gestione dei turni e di orari non flessibili possono spingere le madri a lasciare il lavoro.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L\u2019abbandono non \u00e8 motivato da mancanza di voglia o competenza: nella maggior parte dei casi, \u00e8 una conseguenza alle condizioni strutturali, tra cui la scarsit\u00e0 di servizi di conciliazione e l\u2019assenza di modelli organizzativi pensati per la genitorialit\u00e0.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Ma non sempre alle madri infermiere accade questo. Spesso cambiano direzione: ambulatori, RSA, libera professione, servizi di prevenzione. Sono ambienti che offrono maggiore prevedibilit\u00e0 e orari compatibili con la cura dei figli. Al tempo stesso questo significa che le strutture ospedaliere rischiano di perdere risorse preziose, formate, con anni di esperienza alle spalle.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Quando una professionista esperta \u00e8 costretta a lasciare l\u2019ospedale, si perdono anni di esperienza in setting complessi, conoscenze implicite e capacit\u00e0 relazionali fondamentali. L\u2019ospedale forma, ma spesso non trattiene.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCosa accade altrove: modelli flessibili e sostenibili&#13;<\/p>\n<p>In Canada e Australia, la conciliazione tra vita e lavoro \u00e8 parte integrante dei contratti del personale sanitario. In Canada, il Canada Labour Code garantisce il diritto a richiedere orari flessibili dopo sei mesi di servizio, e in Quebec i contratti collettivi prevedono orari adattabili dopo la maternit\u00e0. In Victoria, in Australia, gli infermieri possono gestire autonomamente i propri turni grazie a piattaforme di self-scheduling.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>In Europa, paesi come Svezia, Olanda e Danimarca hanno adottato modelli organizzativi flessibili: orari prevedibili, job sharing, rientri post-maternit\u00e0 guidati e possibilit\u00e0 di carriera anche per chi lavora part-time. In Olanda, oltre il 60% dei professionisti sanitari lavora part-time per scelta, senza ripercussioni sulla crescita professionale.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>A livello complessivo, emerge come la conciliazione tra lavoro e vita familiare non sia un obiettivo irrealistico, ma una possibilit\u00e0 concreta laddove inserita all\u2019interno di una visione organizzativa orientata al benessere del personale, alla sostenibilit\u00e0 dei turni e alla valorizzazione delle competenze, indipendentemente dalla fascia oraria o dalla presenza genitoriale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nDirezioni e sindacati: la corresponsabilit\u00e0 del cambiamento&#13;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la conciliazione tra maternit\u00e0 e lavoro diventi una possibilit\u00e0 concreta, \u00e8 indispensabile un cambiamento culturale e strutturale che coinvolga tanto le direzioni sanitarie quanto le organizzazioni sindacali. Nessun cambiamento reale pu\u00f2 avvenire senza l\u2019impegno congiunto di chi guida le scelte strategiche e di chi rappresenta le lavoratrici.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nLe direzioni sanitarie: vincoli reali, ma anche opportunit\u00e0&#13;<\/p>\n<p>Le aziende sanitarie operano in un contesto complesso, segnato da carenze croniche di personale, difficolt\u00e0 nella copertura dei turni notturni e vincoli economico-finanziari sempre pi\u00f9 stringenti. In questo scenario, garantire la flessibilit\u00e0 ai singoli lavoratori, specie nei reparti ad alta intensit\u00e0 assistenziale, pu\u00f2 sembrare una missione impossibile.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 proprio la scarsit\u00e0 di risorse che dovrebbe spingere verso modelli pi\u00f9 lungimiranti, capaci di valorizzare la fidelizzazione e ridurre il turnover. La perdita di una professionista formata, come accade nel caso di molte madri infermiere, comporta un costo implicito elevato in termini di know-how disperso, tempo di reinserimento e impatto sulla continuit\u00e0 assistenziale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIl ruolo dei sindacati&#13;<\/p>\n<p>Anche le organizzazioni sindacali possono giocare un ruolo strategico nel promuovere modelli di flessibilit\u00e0 pi\u00f9 aggiornati e aderenti alle esigenze attuali. Per farlo, \u00e8 necessario superare logiche statiche e puntare su strumenti dinamici, basati su criteri chiari, verificabili e periodicamente rivalutabili.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento prudente, talvolta pi\u00f9 orientato alla conservazione che al cambiamento, lascia inascoltate le esigenze delle nuove generazioni professionali. Giovani madri con carichi familiari elevati vengono escluse, mentre il sistema resta ingessato in logiche rigide, scarsamente eque. Il rischio \u00e8 quello di difendere un modello statico e diseguale, che protegge chi c\u2019\u00e8 gi\u00e0 ma non accoglie chi ha pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>In una prospettiva realmente inclusiva, la gestione del personale deve evolvere: non pi\u00f9 solo una questione di copertura dei turni, ma un sistema orientato al benessere organizzativo, alla soddisfazione lavorativa e alla prevenzione dell\u2019abbandono professionale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nProposte operative per una sanit\u00e0 pi\u00f9 inclusiva&#13;<\/p>\n<p>Senza ideologie n\u00e9 contrapposizioni, \u00e8 possibile immaginare un sistema pi\u00f9 equo e flessibile, che tenga conto della vita reale delle persone. Alcune proposte:<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li><strong>Criteri chiari e trasparenti per l\u2019assegnazione del part-time<\/strong>, con graduatorie consultabili e priorit\u00e0 per chi ha figli piccoli.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Creazione di sportelli di conciliazione aziendali<\/strong>, con personale formato per supportare le scelte lavorative post-maternit\u00e0.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Revisione dei turni in servizi a bassa intensit\u00e0<\/strong>, per garantire la possibilit\u00e0 di orari pi\u00f9 stabili.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Welfare aziendale dedicato<\/strong>, con asili nido interni, convenzioni familiari, e supporto psicologico al rientro dalla maternit\u00e0.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li><strong>Inclusione del benessere lavorativo nei sistemi di valutazione organizzativa<\/strong>, per misurare anche la sostenibilit\u00e0 sociale del lavoro.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>La storia di Francesca ci ricorda che non \u00e8 sempre la motivazione a mancare, ma le condizioni per poter restare. Le madri non chiedono trattamenti di favore, ma possibilit\u00e0 di conciliazione reali. E quando queste mancano, il sistema si priva da solo di competenze, esperienza e continuit\u00e0. Nel 2025, parlare di maternit\u00e0 e lavoro infermieristico non \u00e8 retorica, ma attualit\u00e0. La testimonianza di Francesca apre una finestra su una realt\u00e0 quotidiana che riguarda molte colleghe. Dare spazio a questi racconti e ascoltarli, \u00e8 il primo passo per costruire una sanit\u00e0 che sia davvero per tutti. Anche per le madri.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nBibliografia&#13;<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. (2023, marzo 21). Il personale del Servizio Sanitario Nazionale: approfondimento marzo 2023. AGENAS.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>CCNL Comparto Sanit\u00e0 2019\u20132021. (2021). Articolo 39 \u2013 Lavoro a tempo parziale. Agenzia ARAN.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>European Institute for Gender Equality. (2023). Gender equality in care professions. https:\/\/eige.europa.eu<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI). (2023). Indagine interna sulla conciliazione lavoro-famiglia nel personale infermieristico. FNOPI.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI). (2024). Dati statistici sul personale infermieristico in Italia. https:\/\/www.fnopi.it<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Hung, R. (2014). Does self-scheduling increase nurses\u2019 job satisfaction? Journal of Nursing Management, 22(7), 830\u2013841.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Norton Rose Fulbright. (2019). Amendments to the Canada Labour Code: Work-life balance provisions for employees.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>OECD. (2021). Promoting work-life balance for working parents in the health workforce. https:\/\/www.oecd.org\/health<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Professional Institute of the Public Service of Canada. (2020). SH Group Collective Agreement.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Safer Care Victoria. (2023). Victorian rostering toolkit: A guide to safer, more sustainable rosters. Department of Health, State Government of Victoria.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>WHO. (2019). Burn-out an &#8220;occupational phenomenon&#8221;: International Classification of Diseases.<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Wyser. (2022). Donne, lavoro e maternit\u00e0: qual \u00e8 la situazione in Italia?<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un sistema sanitario in cui le donne rappresentano oltre il 75% del personale infermieristico, la maternit\u00e0 continua&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3927,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,1909,239,2063,2064,2866,1537,90,89,190,6959,240],"class_list":{"0":"post-3926","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-famiglia","11":"tag-health","12":"tag-health-care","13":"tag-healthcare","14":"tag-infermiera","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-lavoro","19":"tag-maternita","20":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}