{"id":393566,"date":"2026-03-13T04:58:14","date_gmt":"2026-03-13T04:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/393566\/"},"modified":"2026-03-13T04:58:14","modified_gmt":"2026-03-13T04:58:14","slug":"trump-guerra-iran-uscita-rincari-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/393566\/","title":{"rendered":"trump guerra iran uscita rincari petrolio"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 in tal senso che ieri, parlando con Axios, l\u2019inquilino della Casa Bianca \u00e8 tornato ad affermare che il conflitto terminer\u00e0 \u00abpresto\u00bb, sostenendo che \u00abnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 praticamente nulla da colpire\u00bb in Iran. D\u2019altronde, sempre ieri, Centcom rendeva noto di aver finora colpito 5.500 obiettivi nel Paese, tra cui oltre 60 navi.<\/p>\n<p>Eppure, mentre l\u2019Fbi teme attacchi di droni iraniani in California, questa exit strategy potrebbe incorrere in uno scoglio: lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti d\u2019intelligence statunitense sentite dalla Cnn, il regime khomeinista avrebbe infatti iniziato a piazzare mine nell\u2019area. Una notizia, che, nella serata di marted\u00ec, aveva innescato la dura reazione di <strong>Trump<\/strong>. \u00abSe l\u2019Iran ha posizionato delle mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo notizie in merito, vogliamo che vengano rimosse immediatamente! Se per qualsiasi motivo sono state posizionate delle mine e non vengono rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l\u2019Iran saranno a un livello mai visto prima\u00bb, aveva tuonato su Truth, per poi proseguire: \u00abStiamo utilizzando la stessa tecnologia e le stesse capacit\u00e0 missilistiche impiegate contro i trafficanti di droga per eliminare definitivamente qualsiasi imbarcazione o nave che tenti di minare lo Stretto di Hormuz\u00bb. \u00abSono lieto di annunciare che nelle ultime ore abbiamo colpito e completamente distrutto dieci imbarcazioni e\/o navi posamine inattive, e ne seguiranno altre\u00bb, aveva aggiunto, sempre marted\u00ec, poco dopo.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo quadro che, ieri, <strong>Trump <\/strong>ha esortato le petroliere a usare lo Stretto. \u00abPenso che dovrebbero usarlo, abbiamo distrutto quasi tutte le loro navi posamine in una notte\u00bb, ha detto, riferendosi agli iraniani, per poi tornare a minacciare di interrompere i rapporti commerciali con Madrid, da lui accusata di \u00abnon collaborare affatto\u00bb. Sempre ieri, Centcom ha esortato i civili a evitare i porti situati nello Stretto di Hormuz, che vengono usati dal regime khomeinista per \u00abcondurre operazioni militari che minacciano la navigazione internazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, non \u00e8 un mistero che da Hormuz passi circa il 20% del greggio a livello mondiale. In tal senso, i pasdaran puntano a rendere la vita dura alle imbarcazioni americane nell\u2019area proprio per mettere in difficolt\u00e0 <strong>Trump<\/strong> sul fronte interno. Il presidente si trova quindi davanti a un dilemma. Da una parte, vuole affrettare la fine delle ostilit\u00e0 per portare il prezzo del petrolio a scendere. Dall\u2019altra, non pu\u00f2 escludere interventi armati ad Hormuz, per neutralizzare i tentativi iraniani di tenere alto il costo del greggio. \u00c8 del resto in quest\u2019ottica che l\u2019amministrazione statunitense sta valutando da giorni la possibilit\u00e0 di scortare le petroliere che transitano nello Stretto. \u00abSe ci verr\u00e0 assegnato il compito di scortare, valuteremo la gamma di opzioni per definire le condizioni militari necessarie per poterlo fare\u00bb, ha affermato, l\u2019altro ieri, il capo di Stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, <strong>Dan Caine<\/strong>, mentre il segretario dell\u2019Interno americano, <strong>Doug Burgum<\/strong>, ha annunciato che le compagnie petrolifere Usa aumenteranno presto la produzione.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la questione del greggio \u00e8 stata anche al centro di attriti tra Washington e Gerusalemme. Gli attacchi israeliani alle infrastrutture petrolifere iraniane avevano infatti irritato l\u2019amministrazione Trump che, secondo Axios, ha chiesto luned\u00ec alla Stato ebraico di astenersi da simili operazioni in futuro. Stando alla testata, una delle motivazioni che hanno spinto Washington a lamentarsi con Gerusalemme sarebbe da ricercarsi nel fatto che \u00ab<strong>Trump<\/strong> intende cooperare con il settore petrolifero iraniano dopo la guerra, in modo simile all\u2019approccio adottato con il Venezuela\u00bb. Sotto questo aspetto, l\u2019obiettivo della Casa Bianca \u00e8 chiaro: abbassare il prezzo del greggio e colpire la Cina sotto due aspetti, vale a dire l\u2019approvvigionamento petrolifero e la tutela del predominio del dollaro nelle transazioni energetiche.<\/p>\n<p>\u00c8 anche in questo senso che <strong>Trump<\/strong> sta cercando di arrivare a una soluzione venezuelana per il futuro politico-istituzionale dell\u2019Iran. Il presidente americano vuole evitare un regime change alla <strong>Bush jr<\/strong> sia per non rimanere impelagato in costose operazioni di nation building sia per avere un interlocutore \u00abinterno\u00bb che, adeguatamente \u00abaddomesticato\u00bb, garantisca la stabilit\u00e0 e, quindi, la cooperazione con Washington sul dossier petrolifero. Quello che <strong>Trump<\/strong> sta cercando \u00e8, in altre parole, una <strong>Delcy Rodriguez<\/strong> in salsa iraniana. Lo stesso Israele, che originariamente era pi\u00f9 propenso per un cambio di regime in senso classico, sembrerebbe ultimamente essersi allineato alla posizione della Casa Bianca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 in tal senso che ieri, parlando con Axios, l\u2019inquilino della Casa Bianca \u00e8 tornato ad affermare che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":393567,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,164,165,206,225364,7716,77,764,29217,166,7,15,9864,30391,25750,182962,11,167,12,168,12099,161,162,163],"class_list":["post-393566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-donald-trump","tag-exit-strategy","tag-geopolitica","tag-guerra","tag-iran","tag-midterm","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-petrolio","tag-repubblicani","tag-rincari","tag-trump-iran","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uscita","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116220100982580603","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/393566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=393566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/393566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/393567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=393566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=393566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=393566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}