{"id":39459,"date":"2025-08-10T14:55:24","date_gmt":"2025-08-10T14:55:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39459\/"},"modified":"2025-08-10T14:55:24","modified_gmt":"2025-08-10T14:55:24","slug":"restanza-riconoscere-un-sentimento-per-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39459\/","title":{"rendered":"\u201cRestanza\u201d: riconoscere un sentimento per il territorio"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t<b>Un sentimento riconoscibile<\/b>\u00a0<\/p>\n<p>Ma il fenomeno non \u00e8 solo locale e riguarda un dato strutturale espresso da due bocchi di questioni, distinte, ma tra loro strettamente intrecciate:\u00a0<\/p>\n<p><b>La prima<\/b>: nel nostro Paese vi sono circa<strong> 5.500<\/strong> centri con meno di<strong> 5 mila<\/strong> abitanti. Di questi circa <strong>4 mila<\/strong> sono ubicati in aree interne, quelle segnate da difficolt\u00e0 nei collegamenti e da mancanza di scuole, pres\u00ecdi sanitari, uffici postali, esercizi commerciali, reti telematiche, biblioteche, impianti sportivi, spazi ricreativi, ovvero di tutto ci\u00f2 che rende accettabile abitare in un luogo.\u00a0<\/p>\n<p>In termini di superficie questi paesi coprono quasi il <strong>60%<\/strong> del territorio nazionale e la loro popolazione ammonta a circa <strong>13 milioni<\/strong>, quasi il<strong> 23 %<\/strong> del totale.\u00a0<\/p>\n<p><b>La seconda<\/b>: per restituire questi paesi a nuova vita non \u00e8 sufficiente un\u2019agricoltura di prossimit\u00e0. La <strong>mappa<\/strong> della distribuzione della popolazione sul territorio se osservata nelle sue trasformazioni progressive nell\u2019ultimo mezzo secolo propone sempre pi\u00f9 macchie dense intercalate da territori abbandonati, spopolati, comunque vuoti, l\u2019effetto \u00e8 anche la formazione del nostro sguardo che perde progressivamente la visione di continuit\u00e0 di spazi organizzati, tutelati, salvaguardati per incrementare la porzione di spazi tornati selvaggi. <\/p>\n<p>La<strong> geografia dell\u2019insediamento<\/strong> come desertificazione e sovraffollamento che rende simile il paesaggio italiano al paesaggio umano delle <strong>aree metropolitane<\/strong> delle capitali dei paesi ex-coloniali o delle metropoli del sud del mondo. In mezzo, altro elemento che scompare, \u00e8 la connessione resa possibile dalla distribuzione dei servizi. Si eclissa la continuit\u00e0 di territorio, si fa sempre pi\u00f9 spazio un insediamento a macchia di leopardo che non vuol dire solo la desertificazione dei territori di mezzo, ma anche la trasformazione di quegli stessi territori in luoghi di esilio, in territori disconnessi e dunque candidabili a luoghi deposito di oggetti, di scorie, infine di \u201c<strong>umani indesiderati<\/strong>\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>In questo scenario <strong>Vito Teti<\/strong> comprende che \u00e8 arrivato il momento. Si tratta di trasformare quella parola \u2013 \u201c<strong>restanza<\/strong>\u201d \u2013 in un sentimento riconoscibile. Per farlo quella parola non pu\u00f2 essere un capitolo di un libro. Deve diventare un hashtag.\u00a0<\/p>\n<p>Nominare un sentimento, descriverlo, vuol dire dargli cittadinanza nei percorsi che gli umani da sempre intraprendono quando devono dare forma a una cosa. Questo fa Vito Teti con <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/la-restanza-vito-teti-9788806251222\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Restanza<\/b> (Einaudi)<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ecco aver coniato la parola \u00ab<strong>restanza<\/strong>\u00bb ha voluto dire, iniziare a prendere la misura delle cose. Non subire la realt\u00e0. Al contrario impegnarsi per essere, almeno in parte, costruttori, attori. Non pupazzi. N\u00e9, soprattutto, maschere.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un sentimento riconoscibile\u00a0 Ma il fenomeno non \u00e8 solo locale e riguarda un dato strutturale espresso da due&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":39460,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-39459","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39459\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}