{"id":39521,"date":"2025-08-10T15:40:10","date_gmt":"2025-08-10T15:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39521\/"},"modified":"2025-08-10T15:40:10","modified_gmt":"2025-08-10T15:40:10","slug":"lhaka-dei-tall-blacks-dal-rugby-al-basket","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/39521\/","title":{"rendered":"L&#8217;haka dei &#8220;Tall Blacks&#8221;, dal rugby al basket"},"content":{"rendered":"<p>Tutti conoscono l&#8217;haka, la tradizionale danza maori che gli All Blacks &#8211; riconosciuta potenza nel mondo del rugby &#8211; hanno portato in giro per il mondo, ma non tutti sanno che c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra squadra che prima di ogni partita canta e danza di fronte agli avversari. Sono i &#8220;Tall Blacks&#8221;. Il nome, a primo avviso fa sorridere ma non \u00e8 un errore n\u00e9 una presa in giro. Si tratta \u00ecdi un gioco di parole per indicare la nazionale di pallacanestro della Nuova Zelanda: &#8220;Tall Blacks&#8221; con la lettera &#8220;T&#8221; davanti alla &#8220;A&#8221; perch\u00e9 &#8220;Tall&#8221; in inglese significa alto mentre &#8220;black&#8221; \u00e8 il colore della divisa. L&#8217;identificazione della squadra col nomignolo \u00e8 totale, al punto che una delle divise da gioco della nazionale ha appunto la scritta &#8216;Tall Blacks&#8217; al posto della tradizionale &#8216;New Zealand&#8217;. In ogni caso, anche i cestisti neozelandesi indossano rigorosamente le maglie nere e, come i pi\u00f9 celebri rugbisti, prima degli incontri danno vita alla loro tradizionale haka per chiedere rispetto e incutere timore agli avversari. A differenza degli All Blacks, i giocatori di basket della Nuova Zelanda non sono famosi e non hanno un palmares cos\u00ec ricco: in circa 70 anni tre Campionati di Oceania, sette partecipazioni ai Mondiali e due ai Giochi Olimpici. Dal 2017, poi, hanno collezionato due presenze alla Coppa d&#8217;Asia, conquistando anche una medaglia di bronzo nel 2022. La squadra, molto rinnovata per le defezioni o mancate convocazioni dei vari Reuben Te Rangi, Izayah Le&#8217;afa, Walter Brown, Sam Waardenburg, Tom Vodanovich, Shea Ili, Hyrum Harris, Tyrell Harrison e Finn Delany, e sotto la guida del nuovo coach Judd Flavell, \u00e8 ora a Gedda, in Arabia, dove \u00e8 impegnata per la Coppa d&#8217;Asia. Ha vinto il Gruppo D a punteggio pieno e si \u00e8 qualificata per i quarti. Ma oltre che per le prestazioni, il pubblico del King Abdullah Sports City ha mostrato interesse e curiosit\u00e0 per la loro haka. La haka \u00e8 una danza cerimoniale della tradizione maori, divenuta celebre nel mondo grazie alla squadra nazionale neozelandese di rugby che la esegue, fin dal 1905, prima delle gare. Prima delle partite, anche i Tall Blacks eseguono la propria haka. Quella attuale si chiama &#8220;&#8221;Pango Te Kahikatea&#8221; ed \u00e8 stata composta e creata soltanto nel 2006 dall&#8217;ex giocatore Paora Winitana. Il testo racconta come i Tall Blacks hanno superato grandi avversit\u00e0 e sfide. Cita l&#8217;epopea della divinit\u00e0 Tane per recuperare dagli inferi i tre cesti (baskets) della conoscenza. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 nulla di violento&#8221;, ha spiegato lo stesso Winitana. Di certo, nella danza dei &#8220;Tall Blacks&#8221; non si mostra la lingua come avviene invece (a volte anche con il gesto del taglio della gola) per quella del rugby. Nel 2023 fecero il giro del mondo le immagini dei neozelandesi che affrontavano gli Usa in una partita dei Mondiali: la squadra a stelle e strisce rimase immobile a guardare gli avversari che sul parquet inscenavano la loro haka. La partita fin\u00ec ovviamente con una vittoria degli statunitensi, per 99-72 e con Paolo Banchero miglior marcatore con 21 punti, ma la danza maori dei Tall Blacks impression\u00f2 pubblico e avversari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutti conoscono l&#8217;haka, la tradizionale danza maori che gli All Blacks &#8211; riconosciuta potenza nel mondo del rugby&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3278,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-39521","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rugby","12":"tag-sport","13":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}