{"id":395233,"date":"2026-03-14T08:29:11","date_gmt":"2026-03-14T08:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/395233\/"},"modified":"2026-03-14T08:29:11","modified_gmt":"2026-03-14T08:29:11","slug":"ictus-la-ricerca-conferma-che-abusare-di-queste-droghe-aumenta-il-rischio-i-segnali-di-pericolo-meno-noti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/395233\/","title":{"rendered":"Ictus, la ricerca conferma che abusare di queste droghe aumenta il rischio. I segnali di pericolo meno noti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Meli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Secondo uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge sui dati di oltre 100milioni di persone, cannabis, cocaina e amfetamine aumentano fino oltre il doppio il rischio di ictus, anche nei pi\u00f9 giovani. Gli elementi di rischio poco conosciuti da non sottovalutare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le droghe d\u2019abuso fanno male al cervello<\/b>. Non soltanto perch\u00e9 possono alterarne il funzionamento, ma anche perch\u00e9 <b>aumentano il rischio di ictus con un impatto evidente specialmente nei pi\u00f9 giovani<\/b>: usando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/amfetamine\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">amfetamine<\/a> per esempio la probabilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 che doppia, ma negli under 55 quasi triplica.<\/p>\n<p>    Amfetamine, cocaina e cannabis<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/10.1177\/17474930261418926\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">L\u2019allarme arriva da una ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge<\/a>, che ha rianalizzato i <b>dati di oltre 100 milioni di persone coinvolte in pi\u00f9 di 30 studi<\/b> per capire se l\u2019uso di droghe abbia effetti sulla probabilit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus-ischemico\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ictus cerebrale<\/a>. La risposta parrebbe affermativa, perch\u00e9 <b>in chi utilizza amfetamine il rischio aumenta del 122 per cento, con punte del 174 per cento in chi ha meno di 55 anni<\/b>; <b>la cocaina<\/b>, di cui \u00e8 gi\u00e0 noto un effetto negativo sul pericolo di infarti, <b>aumenta il rischio di circa il 96 per cento<\/b>  in tutte le classi di et\u00e0 allo stesso modo; <b>la cannabis si associa a una probabilit\u00e0 pi\u00f9 alta del 37 per cento<\/b>. Gli autori sottolineano che non sembra trattarsi di una semplice associazione, ma ci sarebbe un <b>legame causale fra l\u2019uso di queste sostanze e l\u2019ictus<\/b>: l\u2019analisi supplementare con la cosiddetta randomizzazione Mendeliana, che utilizza le varianti genetiche per capire i rapporti di causa-effetto, ha dimostrato per esempio che l\u2019uso di cannabis si associa a ictus ischemici nei vasi sanguigni pi\u00f9 ampi, quello di cocaina a ictus emorragico e cardioembolico.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Causa-effetto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Queste associazioni specifiche suggeriscono che ci sia un rapporto causale e per spiegarlo gli autori sottolineano come per esempio queste droghe possano dare <b>picchi di pressione arteriosa, spasmi delle arterie, disturbi del ritmo cardiaco, un aumento dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ricerca\/?s=aterosclerosi&amp;type_search=buca_ricerca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aterosclerosi<\/a><\/b> (la cocaina principalmente), <b>una maggiore coagulazione del sangue<\/b> (soprattutto la cannabis) e <b>infiammazione dei vasi sanguigni <\/b>(specialmente le amfetamine). \u00abLa nostra analisi suggerisce che queste droghe d\u2019abuso aumentino di per s\u00e9 il rischio di ictus, a prescindere dagli altri fattori di rischio presenti\u00bb, hanno dichiarato i ricercatori. Juliet Bouverie, della Stroke Association inglese, ha sottolineato che<b> <\/b>\u00ab<b>queste sostanze mettono sotto stress il sistema cardiovascolare favorendo la formazione di trombi, la riduzione del calibro dei vasi sanguigni e danni cardiovascolari<\/b>. L\u2019utilizzo regolare di cocaina, per esempio, pu\u00f2 portare all\u2019ipertensione, che \u00e8 causa di circa la met\u00e0 dei casi di ictus\u00bb.<\/p>\n<p>    Segnali di pericolo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ictus peraltro \u00e8 un evento acuto, ma che si \u00abprepara\u00bb pian piano nel tempo: lo sottolinea l\u2019Associazione Italiana per la Lotta all\u2019Ictus Cerebrale (<a href=\"https:\/\/www.aliceitalia.org\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">A.L.I.Ce. Italia Odv<\/a>) in occasione della Settimana del Cervello, specificando che <b>esistono segnali di pericolo precoci insoliti, e soprattutto poco noti e sottovalutati, che per\u00f2 potrebbero aiutare a capire di essere a rischio<\/b>. Lo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ricerca\/?s=stress&amp;type_search=buca_ricerca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stress<\/a> \u00e8 un elemento, perch\u00e9 aumenta la pressione arteriosa, irrigidisce i vasi sanguigni e facilita uno stato infiammatorio di basso grado, tutti elementi che favoriscono la formazione di trombi che possono provocare un ictus. \u00ab<b>Lo stress cronico non \u00e8 solo un problema emotivo o psicologico, \u00e8 uno stimolo biologico persistente che nel tempo modifica profondamente l\u2019equilibrio cardiovascolare favorendo l\u2019ictus<\/b>\u00bb, spiega Valeria Caso, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 di Neurologia \u2013 Stroke Unit del Polo Ospedaliero di Saronno.<\/p>\n<p>    Occhio al sonno<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche <b>valutare come si dorme pu\u00f2 aiutare a capire se si \u00e8 a maggior rischio<\/b>: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sonno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il sonno <\/a>notturno \u00e8 una fase di regolazione e recupero fondamentale, perci\u00f2 deve essere sufficiente sia come quantit\u00e0 che come qualit\u00e0. <b>Dormire meno di cinque o sei ore a notte o pi\u00f9 di otto, nove ore aumenta il rischio di ictus, chi ha il sonno disturbato perch\u00e9 soffre di apnee ostruttive notturne ha un pericolo circa doppio<\/b>. Anche le pennichelle lunghe e involontarie durante il giorno devono far drizzare le antenne: uno studio segnalato dagli esperti di A.L.I.Ce. Indica che i <b>sonnellini diurni brevi, fino a 30 minuti, non hanno alcun impatto ma se si dorme pi\u00f9 di un\u2019ora e mezza il rischio cresce dell\u201980 per cento, se i sonnellini sono involontari il rischio \u00e8 ancora maggiore<\/b>. \u00abLa sonnolenza diurna frequente e non voluta pu\u00f2 essere un segnale di un sonno notturno non ristoratore o di disturbi come l\u2019apnea ostruttiva del sonno, che sappiamo aumentare il rischio di ictus\u00bb, spiega Massimo Del Sette,\u00a0direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Neurologia del Policlinico San Martino di Genova.\u00a0\u00abIl rischio aumentato \u00e8 stato osservato\u00a0per tutte le principali tipologie di ictus, ischemico, emorragico e subaracnoideo\u00bb. L\u2019invito dell\u2019Associazione \u00e8 quindi a\u00a0<b>non sottovalutare pennichelle frequenti, prolungate o involontarie, soprattutto se recenti o in aumento<\/b>, e a parlarne con il medico per valutare il rischio cardiovascolare e i disturbi del sonno. Perch\u00e9 <b>il cervello, spesso, lancia segnali molto prima che l\u2019ictus si manifest<\/b>i.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-14T06:20:02+01:00\">14 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elena Meli Secondo uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge sui dati di oltre 100milioni di persone, cannabis, cocaina&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":395234,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[11269,4240,226201,226202,226198,5143,58934,226203,2332,2973,126054,20345,737,7461,226204,27162,30201,226205,6880,226206,15342,226207,1048,226208,85013,6969,1887,2094,9564,728,20533,1906,62464,9549,226209,3880,3592,108362,127602,239,4282,1537,90,89,2972,14185,2441,226199,240,154854,11753,226200,1718,337,2105,2129,20308,219733],"class_list":["post-395233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-abuso","tag-aiutare","tag-aiutare-capire","tag-aiutare-capire-rischio","tag-amfetamine","tag-analisi","tag-arteriosa","tag-associa","tag-associazione","tag-aumenta","tag-aumenta-rischio","tag-aumentano","tag-aumento","tag-autori","tag-autori-sottolineano","tag-cambridge","tag-cannabis","tag-cannabis-associa","tag-capire","tag-capire-rischio","tag-cardiovascolare","tag-cardiovascolare-favorendo","tag-causa","tag-causa-effetto","tag-causale","tag-ce","tag-cerebrale","tag-cervello","tag-cocaina","tag-dati","tag-disturbi","tag-doppio","tag-dorme","tag-droghe","tag-droghe-abuso","tag-effetto","tag-elementi","tag-emorragico","tag-favorendo","tag-health","tag-ictus","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pericolo","tag-probabilita","tag-rischio","tag-rischio-ictus","tag-salute","tag-sanguigni","tag-segnali","tag-segnali-pericolo","tag-sonno","tag-soprattutto","tag-stress","tag-uso","tag-vasi","tag-vasi-sanguigni"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/395233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=395233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/395233\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/395234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=395233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=395233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=395233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}