{"id":396541,"date":"2026-03-15T04:22:19","date_gmt":"2026-03-15T04:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/396541\/"},"modified":"2026-03-15T04:22:19","modified_gmt":"2026-03-15T04:22:19","slug":"dei-ricercatori-sono-riusciti-a-coltivare-ceci-su-un-simulacro-della-luna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/396541\/","title":{"rendered":"Dei ricercatori sono riusciti a coltivare ceci su un simulacro della Luna"},"content":{"rendered":"<p class=\"font-claude-response-body\">Immaginate un pugno di <strong>polvere<\/strong>. Non quella morbida e arruffata che si accumula sui nostri pavimenti: questa \u00e8 diversa, tagliente come vetro, sterile, satura di metalli pesanti, priva di qualunque traccia di vita. \u00c8 <strong>regolite lunare<\/strong> e da miliardi di anni ricopre la superficie della Luna come una coltre ostile, mai toccata da una radice. Eppure, in quella polvere, un cece ha germogliato, radicato, \u00e8 cresciuto e ha prodotto semi. Per la prima volta nella storia. Questo racconto \u00e8 racchiuso in uno studio <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-026-35759-0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pubblicato<\/a> su Scientific Reports, frutto di una collaborazione tra l\u2019Universit\u00e0 del Texas ad Austin e la Texas A&amp;M University. A guidarlo Jessica Atkin, dottoranda in Scienze del suolo, e Sara Oliveira Santos, ricercatrice della University of Texas Institute for Geophysics. Due donne, un laboratorio, una domanda che sembrava fantascienza: si pu\u00f2 coltivare cibo sulla Luna?<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body\">Per capire la portata di quello che \u00e8 successo, bisogna sapere cosa rende la regolite cos\u00ec ostile. Non \u00e8 solo questione di composizione chimica. Il problema \u00e8 pi\u00f9 profondo: a differenza del suolo terrestre, la regolite <b>non contiene microorganismi<\/b> n\u00e9 materia organica. \u00c8 roccia frantumata. Inoltre le particelle <b>non trattengono l\u2019acqua<\/b>, che viene drenata senza lasciare traccia, privando la pianta di ogni idratazione.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body\">Per aggirare questi ostacoli, le ricercatrici hanno costruito la loro ricetta dell\u2019impossibile con tre ingredienti. Il primo: il <b>vermicompost<\/b>, i rifiuti digeriti dai lombrichi della specie Eisenia fetida, che \u00e8 un fertilizzante ricchissimo ricavabile dagli scarti organici di una missione spaziale. Un ciclo virtuoso: i rifiuti degli astronauti diventano nutrimento per le piante che li sfamano. Il secondo: le <b>micorrize arbuscolari<\/b>, funghi simbiotici con cui le radici formano un\u2019alleanza antichissima. Sono stati loro, miliardi di anni fa, a permettere alle prime piante di colonizzare la terraferma. Ora, forse, toccher\u00e0 a un altro mondo. I funghi aiutano ad assorbire i nutrienti e fungono da scudo contro i metalli pesanti. Il terzo: un <b>sistema di irrigazione<\/b> a stoppino di cotone, per portare l\u2019acqua direttamente alle radici senza affidarsi al suolo.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body\">I risultati hanno confermato insieme la speranza e i suoi limiti. Miscele fino al 75% di simulante lunare hanno consentito la produzione di ceci raccoglibili. Oltre quella soglia, le piante cedevano: foglie ingiallite, crescita stentata, fioritura mancata. Nel 100% di regolite, i semi sono morti. Ma le piante trattate con i funghi sono sopravvissute molto pi\u00f9 a lungo. E i funghi si sono insediati nel substrato, aprendo la strada a un ecosistema potenzialmente autosufficiente.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body\">Una domanda per\u00f2 resta aperta, e non \u00e8 secondaria: <b>quei ceci si possono mangiare<\/b>? I chicchi sono in fase di analisi per verificare l\u2019accumulo di metalli pesanti. Finch\u00e9 i test non saranno completati, nessuno li assagger\u00e0. Tutto questo accade mentre la NASA prepara la missione Artemis e mentre Stati Uniti e Cina <strong>progettano basi permanenti sulla Luna<\/strong>. Nutrire chi ci vivr\u00e0 \u00e8 urgente quanto sapere come respirare, anche perch\u00e9 ogni chilo di cibo lanciato dalla Terra costa migliaia di dollari. Una <strong>fattoria lunare<\/strong> che rappresenta una infrastruttura vitale per i futuri piani di inviare nuove missioni umane sul satellite terrestre, che questa volta potrebbero avere l\u2019obiettivo di avviarne la colonizzazione e lo sfruttamento estrattivo.<\/p>\n<p>*Foto della University of Texas Institute for Geophysics<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1773548539_586_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Mario Catania<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Giornalista professionista freelance, specializzato in cannabis, ambiente e sostenibilit\u00e0, alterna la scrittura a lunghe camminate nella natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Immaginate un pugno di polvere. 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