{"id":396680,"date":"2026-03-15T07:27:12","date_gmt":"2026-03-15T07:27:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/396680\/"},"modified":"2026-03-15T07:27:12","modified_gmt":"2026-03-15T07:27:12","slug":"il-conte-rosso-e-la-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/396680\/","title":{"rendered":"Il Conte Rosso e la bellezza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa scena in cui Livia corre per le strade come una folle gridando \u201cFanz!\u201d mi \u00e8 costata quattro corde vocali&#8230; Ho gridato \u201cFranz!\u201d per quattro notti di seguito e, dopo di allora, non ho pi\u00f9 potuto portare la voce agli acuti&#8230;\u00bb. Cos\u00ec Alida Valli ha risposto a una domanda sul perfezionismo di Luchino Visconti, in un\u2019intervista rilasciato allo storico, nonch\u00e9 compianto collaboratore di questo giornale, Giorgio Cavalleri.<\/p>\n<p> Potrebbe essere \u201clibert\u00e0, uguaglianza e bellezza\u201d il motto del grande regista, rimasticando quello della Rivoluzione francese. La sua esperienza partigiana da sola meriterebbe un film. La sua militanza nel Pci, tra alti e bassi, \u00e8 durata fino alla morte e gli \u00e8 valsa il soprannome di Conte Rosso. Port\u00f2 nel mondo degli ultimi l\u2019estetica decadente che aveva assorbito dai genitori &#8211; il padre Giuseppe Visconti di Modrone e la mamma Carla Erba, ereditiera di una famiglia di industriali farmaceutici &#8211; creando un unicum che emerge in tanti film: da \u201cLa terra Trema\u201d (1948) a \u201cRocco e i suoi fratelli\u201d (1960), cui abbiamo dedicato la foto di copertina. Una rappresentazione decadente della \u201clotta di classe\u201d \u00e8 anche quando, a Bellagio, gli squattrinati Annie Girardot e Renato Salvatori si fermano davanti a un hotel di lusso, il Grande Bretagne, e vengono allontanati da un cameriere. Lei gli dice che l\u00ec ti chiedono addirittura 10mila lire per una stanza e lui le promette che ve la porter\u00e0 prima della fine dell\u2019anno. Ma il finale sar\u00e0 ben altro (non per i due attori, per\u00f2, visto che sul set si innamorarono e in seguito di sposarono).<\/p>\n<p>Quest\u2019anno cadono ben due ricorrenze importanti di Luchino Visconti: il cinquantesimo della morte (in 17 marzo) e i centodieci anni dalla nascita (2 novembre). Se non bastassero questi anniversari, il legame con il territorio lombardo, e lariano in particolare, ci offre un motivo ulteriore per dedicargli il numero odierno de \u201cL\u2019Ordine\u201d. Abbiamo aperto con la citazione di Alida Valli, perch\u00e9 con un articolo in presa diretta su \u201cSenso\u201d si chiude questo numero, ma anche perch\u00e9 la \u201cdiva controvoglia\u201d, pure legata al Lago di Como dove era cresciuta, \u00e8 anche colei che ha fatto scoprire a Visconti la villa di Ischia, dove \u00e8 sepolto e di cui ha scritto per noi Michelangelo Messina. Una vita racchiusa, dunque, anche tra due ville: quella degli Erba affacciata sul Lario a Cernobbio e La Colombaia, che invece guarda dall\u2019alto il Mar Mediterraneo. Entrambe simbolicamente orientate verso il tramonto. <\/p>\n<p>Sebbene a Cernobbio Visconti abbia passato le estati solo fino al 1929, \u00e8 l\u00ec che lo immagina Giovanni Testori nelle pagine centrali di questo nostro inserto. Perch\u00e9 se in quell\u2019immenso parco con i fratelli \u00e8 stato educato alla bellezza e ha inventato i primi colpi di teatro &#8211; i ragazzini si cospargevano di borotalco e salivano sulla balaustra fingendosi statue, per poi gettarsi improvvisamente nel lago quando i natanti erano vicini &#8211; il gusto ricercato con cui il padre aveva rinnovato Villa Erba si ritrova nei suoi film , come il \u201cGattopardo\u201d, in cui ha voluto seta alle pareti, anzich\u00e9 carta. <\/p>\n<p>In un numero incentrato sull\u2019eredit\u00e0 culturale che Visconti ha lasciato a tutti noi, chiudiamo l\u2019introduzione con un ricordo di quella che ha trasmesso ai pi\u00f9 diretti discendenti.Nel 1972 il regista fece ritorno a Cernobbio. Dimesso da una clinica di Zurigo, dove era stato ricoverato in seguito a un ictus, fu ospite della sorella Ida Pace per la convalescenza. Luchino non si limit\u00f2 a rieducare il suo corpo nel parco disseminato di ricordi, muovendosi con un bastone e una sedia a rotelle, ma volle riprendere il lavoro, perch\u00e9 prima del malore aveva terminato le riprese del film \u201cLudwig\u201d e gli restava il montaggio. La sorella fece abbattere un muro tra le scuderie e la palestra, creando uno spazio per lo studio di moviola. \u00abLa nostra casa\u00bb ricorder\u00e0 anni dopo la nipote Anna Gastel \u00abfu aperta a tutti i suoi amici e colleghi\u00bb: da Franco Zeffirelli a Helmut Berger, da Claudia Cardinale ad Alain Delon. \u00abFu un periodo di grande interesse per noi, che avemmo la possibilit\u00e0 di conoscere tutto il cinema e il teatro italiano e non solo\u00bb. Non a caso Anna, tra il Fai e il \u202fFestival MiTo SettembreMusica, e il fratello Giovanni Gastel, fotografo e poeta, hanno dedicato la vita alla bellezza. <br \/>Pietro Berra <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abLa scena in cui Livia corre per le strade come una folle gridando \u201cFanz!\u201d mi \u00e8 costata quattro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":396681,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[226841,226843,1615,640,1644,203,454,226842,6874,204,1537,90,89,45297,964,1521,18984,30572,66150,477,2258,1567],"class_list":["post-396680","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-alida-valli","tag-annie-girardot","tag-arte","tag-cinema","tag-cultura","tag-entertainment","tag-film","tag-giorgio-cavalleri","tag-gran-bretagna","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-luchino-visconti","tag-morte","tag-movies","tag-movimenti","tag-partiti","tag-pci","tag-politica","tag-sociale","tag-storia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116232011423832054","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/396680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=396680"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/396680\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/396681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=396680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=396680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=396680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}