{"id":397041,"date":"2026-03-15T12:56:14","date_gmt":"2026-03-15T12:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/397041\/"},"modified":"2026-03-15T12:56:14","modified_gmt":"2026-03-15T12:56:14","slug":"quelle-custodie-per-cellulari-sul-tavolo-del-consiglio-supremo-di-difesa-che-cosa-sono-e-a-che-cosa-servono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/397041\/","title":{"rendered":"Quelle custodie per cellulari sul tavolo del Consiglio Supremo di Difesa: che cosa sono e a che cosa servono"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Nelle immagini dell\u2019ultima riunione presieduta dal Presidente della Repubblica i partecipanti ripongono il telefono in speciali custodie schermate. Si tratta delle \u00abFaraday bag\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle immagini <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_marzo_13\/mattarella-consiglio-supremo-difesa-italia-no-guerra-iran-c6dc9f74-b47c-4d68-94f9-ed83b8bd6xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dell\u2019ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa<\/a> si nota un dettaglio che dice molto pi\u00f9 di quanto sembri. Sul tavolo, accanto ai dossier, compaiono piccole custodie scure nelle quali i partecipanti ripongono il telefono prima dell\u2019inizio dei lavori. Non sono accessori qualsiasi. Sono custodie schermanti, note come \u00abFaraday bag\u00bb, usate per isolare completamente smartphone e altri dispositivi elettronici da ogni segnale esterno.<br \/>La scena colpisce perch\u00e9 mostra in modo concreto come sia cambiata l\u2019idea stessa di sicurezza. Una volta la minaccia era la microspia nascosta in una stanza, il registratore infilato in una borsa, il telefono fisso sotto controllo. Oggi il primo oggetto sospetto \u00e8 spesso quello che ciascuno porta in tasca. Lo smartphone \u00e8 ormai indispensabile, ma in un luogo dove si discutono sicurezza nazionale, crisi internazionali, capacit\u00e0 militari e assetti strategici, <b>\u00e8 anche un potenziale punto di vulnerabilit\u00e0.<\/b><br \/>Del resto il <b>Consiglio Supremo di Difesa<\/b> \u00e8 uno degli organi pi\u00f9 sensibili dell\u2019architettura istituzionale italiana. \u00c8 presieduto dal Presidente della Repubblica, che lo convoca e ne definisce l\u2019ordine del giorno, e riunisce il Presidente del Consiglio, alcuni ministri e i vertici politico-militari dello Stato. Almeno due volte l\u2019anno affronta le questioni generali politiche e tecniche attinenti alla difesa e determina i criteri e fissa gli indirizzi per l\u2019organizzazione e il coordinamento delle attivit\u00e0 che la riguardano. \u00c8 il luogo in cui si incrociano vertice costituzionale, governo, forze armate e apparati di sicurezza. Non \u00e8 difficile capire perch\u00e9, in quella stanza, anche un telefono appoggiato sul tavolo venga trattato come un problema.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 gli smartphone rappresentano un rischio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto da cui partire \u00e8 semplice: uno smartphone non \u00e8 soltanto un telefono. \u00c8 un computer permanentemente connesso, dotato di microfoni, fotocamere, sensori, antenna cellulare, Wi Fi, Bluetooth, localizzazione satellitare e una quantit\u00e0 enorme di dati personali e professionali. Sa dove siamo stati, con chi parliamo, quali file apriamo, quali reti usiamo. In molti casi ascolta parole chiave, mantiene attive funzioni di sistema, comunica in background con server e applicazioni.<br \/>Questo vale nella vita normale. In una riunione ad alta sensibilit\u00e0 il problema si allarga. Se il dispositivo fosse compromesso, potrebbe captare audio ambientale, tracciare la presenza dei partecipanti, segnalare la posizione, raccogliere metadati, aprire un canale di comunicazione invisibile con l\u2019esterno. Non serve immaginare scenari da romanzo, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/25_febbraio_14\/spyrtacus-lo-spyware-che-per-anni-ha-infettato-gli-smartphone-degli-italiani-a0863d1c-cbb3-4b73-9bfb-ee5dddd55xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">basta prendere sul serio ci\u00f2 che da anni la sicurezza informatica ripete. <\/a>Il telefono \u00e8 un terminale sofisticato, quindi \u00e8 anche una possibile superficie di attacco.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui entra in gioco la differenza decisiva tra la prudenza ordinaria e l&#8217;elevato livello di sicurezza che determinati ambiti richiedono. Una persona comune, entrando in una riunione riservata, pensa di fare la cosa giusta spegnendo il telefono. In un contesto istituzionale di alto livello questo non \u00e8 considerato sufficiente. Spegnere \u00e8 un comando software, mentre la schermatura \u00e8 una barriera fisica. Il primo metodo dipende dal dispositivo. Il secondo dipende dalle leggi dell\u2019elettromagnetismo.<\/p>\n<p>    Come funzionano davvero le \u00abFaraday bag\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le <b>\u00abFaraday bag\u00bb<\/b> si basano sul principio della <b>gabbia di Faraday<\/b>, il sistema con cui un involucro conduttivo blocca i campi elettromagnetici e impedisce ai segnali radio di entrare o uscire. Applicato a uno smartphone, questo significa che una volta chiuso nella custodia, il dispositivo non aggancia pi\u00f9 la rete cellulare, non comunica via Wi Fi, non vede il Bluetooth, non riceve il GPS. In pratica scompare dalle reti.<br \/>\u00c8 questo il punto che interessa agli apparati di sicurezza. Non si tratta di spegnere una funzione, bens\u00ec di tagliare ogni comunicazione. Il telefono pu\u00f2 anche restare acceso, ma se la custodia \u00e8 costruita bene e chiusa correttamente non riceve n\u00e9 trasmette nulla: dal punto di vista operativo \u00e8 isolato. Se esiste dunque il sospetto che un dispositivo possa essere raggiunto, comandato, localizzato o sfruttato, lo si mette in una condizione in cui nessun segnale pu\u00f2 attraversare l\u2019involucro.\u00a0<br \/>Il principio scientifico \u00e8 noto da quasi due secoli. <b>Michael Faraday<\/b> dimostr\u00f2 che una struttura conduttrice distribuisce le cariche elettriche sulla sua superficie e protegge l\u2019interno dall\u2019azione dei campi elettromagnetici esterni. \u00c8 la ragione per cui l\u2019idea viene usata in una grande quantit\u00e0 di applicazioni, dai laboratori ai sistemi di protezione elettronica. Nel caso delle custodie per smartphone, la fisica diventa protocollo di sicurezza.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 spegnere lo smartphone non basta pi\u00f9<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019idea che basti spegnere uno smartphone per renderlo innocuo appartiene a un\u2019altra fase della tecnologia. Oggi i dispositivi mobili sono sistemi complessi, costruiti attorno a pi\u00f9 livelli di hardware e software che non sempre dipendono direttamente dal comando dell\u2019utente. Quando si preme il pulsante di spegnimento si arresta il sistema operativo principale, ma alcune componenti continuano a essere alimentate. I telefoni moderni integrano diversi chip dedicati alle comunicazioni, come il modem cellulare, i <b>moduli Wi-Fi<\/b> e <b>Bluetooth<\/b> e il <b>sistema di localizzazione satellitare<\/b>. Questi sottosistemi funzionano in parte in modo autonomo rispetto al sistema operativo. Sono progettati per mantenere la connettivit\u00e0 e gestire il traffico radio anche quando il telefono \u00e8 in modalit\u00e0 di risparmio energetico o apparentemente inattivo. Questo significa che il controllo totale del dispositivo non \u00e8 sempre nelle mani dell\u2019utente. In ambito di sicurezza informatica si parla spesso di firmware e componenti a basso livello, software che operano sotto il sistema operativo e che non sono visibili nelle normali impostazioni del telefono. In teoria, se un dispositivo fosse stato compromesso attraverso un attacco sofisticato, alcune funzioni potrebbero restare operative anche quando il telefono sembra spento.<br \/>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra questione. I telefoni moderni sono progettati per non spegnersi mai completamente nel senso tradizionale del termine. Molte funzioni restano in <b>uno stato di \u00absleep profondo\u00bb<\/b>, pronte a riattivarsi rapidamente. \u00c8 la ragione per cui l\u2019accensione di uno smartphone richiede pochi secondi. Alcuni circuiti restano alimentati per mantenere la memoria, i sensori e determinati moduli radio in condizione di riattivarsi immediatamente. In un contesto quotidiano questo non rappresenta un problema, ma in una riunione in cui si discutono informazioni sensibili, invece, anche una possibilit\u00e0 remota diventa un rischio che va eliminato. Il punto non \u00e8 dimostrare che un telefono sia effettivamente compromesso, bens\u00ec\u00a0 impedire in modo assoluto che possa comunicare con l\u2019esterno. Per questo si ricorre alle custodie schermanti.\u00a0<\/p>\n<p>    Il concetto di audio ambientale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i rischi pi\u00f9 discussi c\u2019\u00e8 quello <b>dell\u2019ascolto ambientale<\/b>. Lo smartphone contiene microfoni potenti, pensati per distinguere la voce anche in ambienti rumorosi. Proprio questa funzione, se alterata o sfruttata, lo rende potenzialmente adatto a captare conversazioni. Chi lavora sulla sicurezza ragiona per livelli. Ci\u00f2 che in un ufficio qualsiasi \u00e8 improbabile, in un luogo dove circolano informazioni strategiche deve essere trattato come possibile.\u00a0 Le custodie schermanti rispondono esattamente a questa logica: mettono fuori gioco il telefono senza bisogno di analizzare eventuali compromissioni. Del resto l&#8217;aspetto pi\u00f9 considerevole di queste custodie \u00e8 proprio quello di rappresentare una tecnologia della sottrazione. Sono strumenti costruiti per limitare, praticamente il contrario della forma mentale dominante nel mercato digitale,\u00a0dove ogni innovazione promette pi\u00f9 integrazione, pi\u00f9 velocit\u00e0, pi\u00f9 continuit\u00e0.\u00a0 Anche perch\u00e9 le societ\u00e0 pi\u00f9 dipendenti dal digitale sono anche quelle che devono difendersi con maggiore rigore dai suoi effetti collaterali.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-15T12:40:22+01:00\">15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 12:40)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nelle immagini dell\u2019ultima riunione presieduta dal Presidente della Repubblica i partecipanti ripongono il telefono in speciali custodie schermate.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":397042,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[3960,2537,4912,183684,227164,53814,765,12731,227165,122066,31219,53798,2008,227166,227167,12206,483,701,1073,3857,34272,47103,11693,2490,879,2575,49180,25515,23305,227162,86403,767,4916,6928,221471,2147,4934,227168,227169,3073,227160,227161,32629,103069,1713,23308,2612,484,2024,128,12272,227170,227171,27165,1173,227172,50205,1537,90,89,14707,6110,191150,227173,16557,27259,135,1885,494,4061,4575,227163,195,198,199,197,200,201,863,2099,51151,8970,49130,64770,131656,131657,8695,194,196,5485,103057,103058],"class_list":["post-397041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-alcune","tag-altra","tag-ambientale","tag-apparati","tag-apparati-sicurezza","tag-applicazioni","tag-attacco","tag-audio","tag-audio-ambientale","tag-bag","tag-bensi","tag-bluetooth","tag-campi","tag-campi-elettromagnetici","tag-captare","tag-cellulare","tag-cio","tag-comando","tag-completamente","tag-componenti","tag-compromesso","tag-comunica","tag-comunicazione","tag-condizione","tag-contesto","tag-controllo","tag-costruiti","tag-custodia","tag-custodie","tag-custodie-schermanti","tag-determinati","tag-difesa","tag-digitale","tag-dipende","tag-discutono","tag-dispositivi","tag-dispositivo","tag-dispositivo-compromesso","tag-elettromagnetici","tag-esterno","tag-faraday","tag-faraday-bag","tag-fi","tag-fi-bluetooth","tag-fisica","tag-funzionano","tag-funzione","tag-funzioni","tag-gioco","tag-idea","tag-immagini","tag-immagini-ultima","tag-immagini-ultima-riunione","tag-informatica","tag-informazioni","tag-involucro","tag-istituzionale","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-livelli","tag-livello","tag-localizzazione","tag-localizzazione-satellitare","tag-operativo","tag-partecipanti","tag-presidente","tag-problema","tag-punto","tag-radio","tag-riunione","tag-schermanti","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-sicurezza","tag-sistema","tag-sistema-operativo","tag-smartphone","tag-software","tag-spegnere","tag-supremo","tag-supremo-difesa","tag-tavolo","tag-technology","tag-tecnologia","tag-telefono","tag-wi","tag-wi-fi"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/397041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=397041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/397041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/397042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=397041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=397041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=397041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}