{"id":40079,"date":"2025-08-10T22:10:10","date_gmt":"2025-08-10T22:10:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40079\/"},"modified":"2025-08-10T22:10:10","modified_gmt":"2025-08-10T22:10:10","slug":"svelato-il-drappellone-dipinto-da-francesco-de-grandi-sfida-intensa-e-coinvolgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40079\/","title":{"rendered":"Svelato il Drappellone dipinto da Francesco De Grandi. &#8220;Sfida intensa e coinvolgente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il Cencio realizzato da Francesco De Grandi \u00e8 stato svelato alla citt\u00e0. All\u2019interno del Cortile del Podest\u00e0 di Palazzo Pubblico, accompagnato dallo squillo delle chiarine, il Drappellone \u00e8 stato introdotto dal Sindaco di Siena Nicoletta Fabio. L\u2019opera che andr\u00e0 ad arricchire il museo della Contrada vincitrice della Carriera del 16 agosto \u00e8 stata illustrata da Helga Marsala, critica d\u2019arte, editorialista culturale e curatrice. Quindi \u00e8 stata la volta dello stesso artista, Francesco De Grandi.<\/p>\n<p><strong>L<\/strong><strong>\u2019opera. <\/strong>La composizione \u00e8 organizzata in modo regolare, secondo una scansione per finestre, rinunciando all\u2019unit\u00e0 narrativa ed evocando i polittici costruiti per pannelli, le predelle delle pale d\u2019altare, i dittici e i trittici su tavola. La scelta di raccordare le varie parti con una preziosa passamaneria dorata, e poi di chiudere l\u2019estremit\u00e0 inferiore con un tessuto damascato, anch\u2019esso color oro, \u00e8 una dichiarazione di aderenza alla tradizione, pensando all\u2019antica arte tessile e alla sua straordinaria applicazione in ambito civile e religioso. Allo stesso modo simboli e animali che identificano le Contrade sono riproposti fedelmente all\u2019interno degli stemmi, perfettamente riprodotti: l\u2019artista ha giusto aggiunto i nomi, scritti di suo pugno. In alto domina la scena la figura di Maria, la cui resa realistica chiama in causa l\u2019iconografia sacra e la figurazione classica, al contempo modificandola, proiettandola altrove, in un processo raffinato di attualizzazione e insieme di proiezione onirica. Lo scialle di Maria diventa un lembo di cielo ricamato di stelle, che lei dischiude appena, generando una pioggia siderale. Ed \u00e8 proprio da quel manto che sembra provenire lo sciame volante di cavalli e cavalieri, in picchiata verso il suolo di Siena, che appare sullo sfondo, a sinistra, un miraggio dorato in lontananza.<\/p>\n<p>\u201cUn artista \u2013 ha commentato <strong>Nicoletta Fabio, Sindaco di Siena<\/strong> \u2013 da me fortemente voluto e stimato. Al centro di tutto, la forza evocativa di due immagini che si incontrano e si completano. La figura della Madonna Assunta in cielo, iconica, sembra arrivare leggiadra e solenne a un appuntamento importante, che sapeva di avere, e per il quale ha voluto indossare la sua veste pi\u00f9 bella e preziosa: \u00e8 il giorno dell\u2019Assunzione. Una Vergine moderna, giovane e raffinata nei suoi abiti e nei suoi accessori. Le sfumature di un blu intenso, quello della sua veste, si riversano in un\u2019alba cittadina, con uno skyline di Siena dorata sullo sfondo. Dorata come i cavalieri che compongono la seconda immagine e parte del Drappellone, in corsa, sopra gli stemmi delle 10 Contrade. Cavalieri dorati, come lo sono le cuciture del cencio realizzate dalle nostre sarte e non dipinte, protagonisti di una corsa mitologica, pagana. Forte e potente il parallelismo creato da De Grandi tra la nostra corsa e il culto dionisiaco. L\u2019esperienza religiosa del culto dionisiaco portava i fedeli a perdersi completamente per entrare in una dimensione che trascendeva la ragione. Un po\u2019 come sono raffigurati questi cavalieri dorati, tra cielo e terra, che gareggiano a nerbo alzato verso la vittoria. Una dimensione che noi senesi conosciamo bene, che si manifesta durante la Carriera ma non solo, in maniera sfrenata, travolgente, a tratti anche folle. Pensando a quei momenti mi \u00e8 tornata alla mente la descrizione fatta da Nietzsche proprio su Dioniso \u2018Ma questa volta vengo come Dioniso il vittorioso che far\u00e0 della Terra una giornata di festa\u2019. Una festa che dunque ci fa perdere e ritrovare in noi stessi, che ci travolge, ci trasforma e ci costringe ad una corsa sfrenata, senza tempo. Una forza sovrannaturale che entra nelle nostre vene e che ci esalta, ci inebria. Questo racconta per me il cencio di Francesco De Grandi. Una follia consapevole che spero ci guidi sempre nel vivo delle nostre tradizioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFrancesco De Grandi \u2013 ha spiegato <strong>Helga Marsala, critica d\u2019arte, che ha presentato l\u2019opera<\/strong> \u2013 \u00e8 un artista capace di fondere, alla sua maniera, tradizione e attualit\u00e0 della grande pittura figurativa europea d\u2019ambito mediterraneo, ma anche nordico: una pittura, la sua, nata e coltivata in Sicilia, non a caso. Negli anni De Grandi ha attraversato e sviscerato prevalentemente i temi del sacro e della natura, facendone occasione di riflessione teorica, di indagine estetica, di meditazione. Una \u2018forma di preghiera\u2019, in senso laico ma anche spirituale, ovvero un lento strumento di conoscenza e di compenetrazione nelle cose. L\u2019eco di epoche lontane e il tratto assimilato dei grandi maestri del passato tornano di continuo: tra paesaggi sontuosi e luoghi senza tempo, le sue tele negli anni hanno messo in scena uno stuolo di Santi, Cristi, martiri, eremiti, figure tragiche ed epiche, naufraghi, peccatori, creature precipitate nell\u2019inferno dei margini e della sofferenza o nella luce di un Eden immaginario. Donne e uomini toccati dalla grazia, oppure smarriti nel cuore della notte. Il sentimento dell\u2019antico, per\u00f2, lontano da stucchevoli ricalchi, nel suo immaginario si declina e si ancora al presente, tanto da consentirci di percepire come prossimi personaggi e scene dal sapore visionario, letterario. \u00c8 l\u2019attitudine pittorica a restare contemporanea: il segno, la pennellata, l\u2019intenzione, le logiche della rappresentazione. E non perch\u00e9 i riferimenti biblici, mitologici o storici vengano stravolti. Anzi. Lo slittamento \u00e8 sottile, provocato da minime alterazioni, tali da non disinnescare il cortocircuito, la leggera ambiguit\u00e0: c\u2019\u00e8 sempre qualcosa che non quadra, che non torna, un oggetto, un dettaglio, un volto che arrivano da un tempo presente e concreto, disallineato\u201d. Helga Marsala ha insegnato all\u2019Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma ed \u00e8 collaboratrice di testate nazionali di settore; nel 2011 \u00e8 stata nel gruppo che ha progettato e lanciato la rivista culturale Artribune.<\/p>\n<p>\u201cHo vissuto l\u2019esperienza di dipingere il Drappellone del Palio di Siena con profonda emozione e rispetto \u2013 ha aggiunto <strong>il pittore Francesco De Grandi<\/strong> \u2013, sentendomi parte di una tradizione secolare. \u00c8 stata una sfida intensa e coinvolgente, in cui ho cercato di fondere la mia visione artistica con la sacralit\u00e0 e la passione del Palio, lasciandomi guidare dall\u2019energia unica della citt\u00e0 dove l\u2019aspetto pi\u00f9 sacrale, la devozione alla Madonna dell\u2019Assunta, si contamina alle energie dionisiache della Carriera e al delirio del pubblico\u201d. Francesco De Grandi nasce a Palermo nel 1968; dopo gli studi presso l\u2019Accademia di Belle Arti della sua citt\u00e0, nel 1994 si trasferisce a Milano, dove rester\u00e0 fino al 2008. Dal 2009 al 2012 lavora a Shanghai, poi decide di tornare a Palermo dove trova un luogo pi\u00f9 adatto per continuare la sua ricerca. Dal 1994 a oggi partecipa a mostre collettive e personali in spazi pubblici, musei e gallerie private in Italia e all\u2019estero. Dal 2017 \u00e8 docente di pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Palermo. Interessato alla matrice ontologica della pittura come percorso di conoscenza, Francesco De Grandi trova nei motivi archetipici della storia una via per l\u2019elevazione spirituale in una forma del dipingere quasi meditativa. Fra studio della natura e sentimento del sacro, dopo anni trascorsi a restituire la sontuosit\u00e0 del paesaggio, nella produzione pi\u00f9 recente De Grandi si pone oltre il perimetro del \u201cgenere\u201d e fa della natura il luogo di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Cencio realizzato da Francesco De Grandi \u00e8 stato svelato alla citt\u00e0. 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