{"id":401223,"date":"2026-03-18T08:10:15","date_gmt":"2026-03-18T08:10:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/401223\/"},"modified":"2026-03-18T08:10:15","modified_gmt":"2026-03-18T08:10:15","slug":"carenza-di-proteine-negli-anziani-meglio-riscoprire-i-legumi-che-affidarsi-alle-novita-come-gli-insetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/401223\/","title":{"rendered":"Carenza di proteine negli anziani: meglio riscoprire i legumi che affidarsi alle \u00abnovit\u00e0\u00bb come gli insetti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Anna Fregonara<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Spesso con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 rischia di instaurarsi una penuria di proteine. La soluzione non \u00e8 ricorrere alla carne. Sono preziose anche le alternative, ma gli anziani non amano le novit\u00e0 \u00abestreme\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Invecchiare meglio, mangiando<\/b> in modo diverso. \u00c8 una delle sfide che si pone all\u2019Italia, tra i Paesi pi\u00f9 longevi al mondo: negli ultimi 20 anni l\u2019et\u00e0 media \u00e8 passata da 42,3 a 46,6 anni, portando con s\u00e9 anche nuove fragilit\u00e0, spesso sottovalutate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra queste, la <b>malnutrizione proteico-energetica che colpisce molti anziani<\/b>, compromettendo <b>forza muscolare, autonomia<\/b> e, pi\u00f9 in generale, qualit\u00e0 della vita.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I problemi legati alla carne<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per contrastarla servirebbe un maggiore apporto di <b>proteine<\/b>. Tuttavia, le fonti tradizionali, come la <b>carne rossa<\/b>, pongono oggi diverse <b>criticit\u00e0<\/b>. Da un lato per i potenziali effetti sulla salute: un consumo elevato \u00e8 associato a un aumento del rischio di malattie tipiche dell\u2019et\u00e0 avanzata, come <b>cardiopatie, diabete di tipo 2 e alcuni tipi di tumore<\/b>.\u00a0Dall\u2019altro per l\u2019<b>impatto ambientale<\/b>, legato all\u2019uso intensivo di suolo e acqua e all\u2019elevato livello di emissioni. A tutto questo si aggiunge un ostacolo pratico: molti alimenti di origine animale sono <b>difficili da masticare<\/b> o da <b>deglutire<\/b> per chi ha problemi dentali o disfagia.\u00a0<\/p>\n<p>    Lo studio\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da qui l\u2019interesse crescente verso fonti proteiche alternative. Per capire quanto gli anziani siano disposti a provarle, un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha condotto uno studio, pubblicato su Frontiers in Nutrition, su un campione di oltre 300 italiani tra i 65 e i 75 anni, uomini e donne con dieta onnivora o flessitariana, cio\u00e8 non strettamente vegetariana o vegana.\u00a0<br \/><b>Ai partecipanti \u00e8 stato chiesto di valutare tre categorie di alimenti alternativi<\/b>:\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>prodotti a base vegetale, come tofu, seitan o burger di soia;\u00a0<\/li>\n<li>carne coltivata in laboratorio;\u00a0<\/li>\n<li>cibi a base di insetti, come cracker o farine di grillo. <\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutte le opzioni hanno mostrato un <b>basso livello di accettazione<\/b>: su una scala da 1 a 10, l\u2019intenzione media di consumo si ferma a 3,9 per i vegetali, scende a 3,5 per la carne coltivata e a 2,6 per gli insetti.\u00a0Questi ultimi risultano i meno graditi, penalizzati soprattutto da una reazione emotiva di disgusto.\u00a0<\/p>\n<p>    La carne coltivata\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure, se si passa dal piano delle opinioni consapevoli a quello delle reazioni pi\u00f9 istintive, misurate attraverso un test psicologico che rileva le associazioni automatiche tra cibo ed emozioni, emerge un dato inatteso: <b>la carne coltivata suscita pi\u00f9 fiducia<\/b> dei prodotti vegetali. \u00abViene percepita come pericolosa e disgustosa perch\u00e9 associata a tecniche artificiali di laboratorio, mentre i prodotti vegetali vengono descritti come pi\u00f9 sani e sicuri. Tuttavia, <b>sul piano pi\u00f9 emotivo, risulta pi\u00f9 compatibile <\/b>con una dieta tradizionale, forse perch\u00e9 non comporta la rinuncia a un alimento simbolico come la carne stessa\u00bb, spiega <b>Patrizia Steca<\/b>, docente di Psicologia all\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca e coautrice dello studio.\u00a0<\/p>\n<p>    Riscoprire la tradizione\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDetto questo, non \u00e8 necessario eliminare del tutto i prodotti tradizionali. Un cambiamento drastico rischia di generare resistenze. \u00c8 pi\u00f9 efficace favorire una graduale apertura verso alimenti nuovi o oggi poco valorizzati. Considerando che la carne coltivata non \u00e8 attualmente disponibile in Italia e che i prodotti a base di insetti suscitano forte disgusto, <b>una via concreta \u00e8 gi\u00e0 tracciata dalla dieta mediterranea: affiancare pi\u00f9 fonti vegetali <\/b>alla dieta quotidiana, soprattutto <b>legumi<\/b>. L\u2019importante \u00e8 che siano proposte in forme familiari alla nostra tradizione: quindi meno tofu o seitan e pi\u00f9 ceci, lenticchie, fagioli, piselli, cicerchie, preparati come zuppe, polpette o pur\u00e8, integrabili nei pasti di ogni giorno con facilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>    I pregiudizi\u00a0\u00abdi genere\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Uno studio, pubblicato su Nutrients, mostra che<b> anche tra i 18-45enni<\/b>, soprattutto sportivi,<b> il passaggio<\/b> da una dieta onnivora <b>a una vegetale<\/b>\u00a0(si potrebbe ridurre del 53% le emissioni globali) incontra <b>resistenze<\/b>.\u00a0<br \/><b>Tra gli onnivori \u00e8 ancora forte l\u2019idea che la carne sia indispensabile per la performance<\/b>, perch\u00e9 \u00abnutre i muscoli\u00bb. I cibi vegetali, al contrario, sono percepiti come meno sazianti e a volte associati a stereotipi di genere, come \u00ab<b>cibo da donne<\/b>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPer superare le resistenze bisogna ripensare il modo in cui comunichiamo\u00bb, dice <b>Maria Elide Vanutelli<\/b>, psicologa, ricercatrice all\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca e coautrice dello studio. \u00abParlare di prodotti \u201cpi\u00f9 sani\u201d o \u201cleggeri\u201d rischia di <b>evocare un immaginario femminile legato alla dieta <\/b>e al controllo del peso. Presentarli, invece, come ricchi di proteine e fibre, o funzionali alla salute o alla forza pu\u00f2 favorire una maggiore apertura, anche tra gli sportivi pi\u00f9 scettici\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p>Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti<br \/>di eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-18T06:40:04+01:00\">18 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Anna Fregonara Spesso con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 rischia di instaurarsi una penuria di proteine. 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