{"id":401513,"date":"2026-03-18T12:17:11","date_gmt":"2026-03-18T12:17:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/401513\/"},"modified":"2026-03-18T12:17:11","modified_gmt":"2026-03-18T12:17:11","slug":"chi-sta-vincendo-la-guerra-in-iran-le-finte-certezze-di-trump-i-veri-dubbi-degli-esperti-e-limpossibile-che-diventa-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/401513\/","title":{"rendered":"Chi sta vincendo la guerra in Iran? Le (finte) certezze di Trump, i (veri) dubbi degli esperti e l\u2019impossibile che diventa possibile"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianluca Mercuri<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Trump continua a ripetere che gli Stati Uniti stanno \u00abstravincendo\u00bb: e dal punto di vista degli obiettivi militari, l&#8217;efficacia degli strike statunitensi e israeliani \u00e8 fuori discussione. Ma ora che la prima fase volge al termine, cosa accadr\u00e0? Le analisi (e i dubbi)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo articolo \u00e8 apparso su La Rassegna, la newsletter del Corriere: per riceverla basta iscriversi a Il Punto, e lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAndiamo alla grande nella guerra. <b>Stiamo stravincendo<\/b>\u00bb. E la richiesta di aiuto agli europei perch\u00e9 collaborino alla riapertura dello Stretto di Hormuz, richiesta peraltro respinta?  \u00abFrancamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere<b>, e non ci vorr\u00e0 molto tempo<\/b>\u00bb. Il solito <b>Donald Trump<\/b> baldanzoso ha risposto cos\u00ec marted\u00ec mattina alle domande della nostra <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_marzo_17\/donald-trump-corriere-stiamo-stravincendo-la-guerra-non-ci-vorra-molto-e8d19355-0e3b-457a-a9fc-0748124caxlk.shtml\" title=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_marzo_17\/donald-trump-corriere-stiamo-stravincendo-la-guerra-non-ci-vorra-molto-e8d19355-0e3b-457a-a9fc-0748124caxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Viviana Mazza<\/a>. Difficile aspettarsi dal presidente americano un\u2019analisi problematica di una guerra su cui ha detto molte cose confuse e contraddittorie.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure nessuno dovrebbe avere le idee pi\u00f9 chiare di lui, se non altro perch\u00e9 nessuno dovrebbe conoscere la situazione oggettiva meglio di lui:\u00a0\u00ab<b>L&#8217;uomo che ha accesso alle migliori informazioni di intelligence disponibili<\/b>, Donald Trump, insiste nel dire che gli Stati Uniti e Israele stanno chiaramente vincendo, prima di lamentarsi del fatto che la Repubblica Islamica non si sta arrendendo &#8211; evidenzia un osservatore qualificato come Emile Hokayem -. Ma a quanto pare, i semplici dati statistici e la supremazia tecnologica non raccontano tutta la storia sull&#8217;andamento di una guerra\u00bb.<\/p>\n<p>Hokayem \u00e8 il direttore dell\u2019International Institute for Strategic Studies, e la sua ultima analisi ha un titolo &#8211; Chi sta vincendo la guerra? \u2013 che mette in luce contemporaneamente <b>la difficolt\u00e0 di chi asserisce di averla gi\u00e0 vinta e i dubbi degli esperti<\/b>, che devono distinguere tra obiettivi tattici e strategici, tra dinamiche di medio e lungo periodo, tra evidenze e apparenze.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_marzo_18\/iran-usa-news-diretta.shtml\" title=\"Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Colpita Tel Aviv, 2 morti. Raid Usa sullo stretto di Hormuz, super bombe sui siti missilistici. Katz: \u00abUcciso il ministro dell&#039;intelligence Khatib\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iran, le ultime notizie sulla guerra, in diretta<\/a><\/p>\n<p>    La prima fase sta finendo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quello che sembra abbastanza chiaro \u00e8 che, <b>se non sta finendo la guerra, sta finendo la prima fase della guerra<\/b>. Si pu\u00f2 aggiungere che i comandi militari americani e israeliani l\u2019avevano pianificata nei dettagli, e che il loro martellamento metodico &#8211; 13 mila attacchi in due settimane &#8211; ha prodotto <b>risultati ragguardevoli: superiorit\u00e0 aerea indiscutibile, leadership nemica decimata, infrastrutture in gran parte distrutte<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abA giudicare dai dati, <b>il successo operativo della campagna \u00e8 davvero sbalorditivo\u00bb<\/b>, \u00e8 il commento di Hokayem. Che per\u00f2 non pu\u00f2 fermarsi ai dati. I dati vanno analizzati e contemperati con l\u2019analisi politica, le considerazioni sugli effetti economici. Perch\u00e9 \u00able mere metriche e la supremazia tecnologica <b>non raccontano tutta la storia sulla traiettoria di una guerra\u00bb<\/b>. Ci sono infatti altre mosse dei presunti vincitori che dimostrano le loro incertezze, e <b>dunque la distanza dall\u2019obiettivo finale<\/b>, qualunque sia, o qualunque sia diventato: \u00abSpedire in fretta un\u2019unit\u00e0 di marines da Okinawa, spostare sistemi di difesa aerea dalla penisola coreana e sollecitare le marine di Paesi ambivalenti, se non ostili, a schierarsi nella regione del Golfo non sono segni di panico, date le enormi capacit\u00e0 di Washington. <b>Ma non sono nemmeno indicatori di previsioni fondate e di una pianificazione ben ponderata\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E allora ecco che l\u2019analisi si allarga, e spiega perch\u00e9 i presunti sconfitti, nelle presunte certezze trumpiane, <b>sembrano lontanissimi dalla resa senza condizioni <\/b>che il presidente ha preteso fin dai primi giorni. La ragione \u00e8 puramente logica:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna buona strategia consiste nell\u2019<b>allineamento di fini e mezzi<\/b>. Secondo questo criterio, <b>gli iraniani non se la sono cavata male\u00bb<\/b>.<br \/>Vediamo come. Gli iraniani, che come si scrive puntualmente si preparavano da decenni a questa guerra esistenziale per il regime, erano ben consci di non avere difese aeree in grado di parare l\u2019attacco congiunto della massima potenza mondiale e della massima potenza regionale. E allora hanno scelto di imporre <b>il costo pi\u00f9 alto possibile all\u2019avversario militarmente pi\u00f9 forte ma politicamente pi\u00f9 vulnerabile<\/b>. Perch\u00e9 Trump deve affrontare i dubbi dei suoi generali e funzionari (clamoroso l\u2019abbandono del capo dell\u2019antiterrorismo <b>Joe Kent<\/b>, con la motivazione che l\u2019Iran non era una minaccia imminente e che Trump ha fatto quello che voleva Israele), i malumori della sua base elettorale, le preoccupazioni di deputati e senatori repubblicani, l\u2019indifferenza ostile degli (ex) alleati europei e un\u2019opposizione che si sente per la prima volta abbastanza sicura da non sottostare al ricatto patriottico e dunque contesta la guerra. <b>Tutto il contrario di Israele<\/b>, che alla guerra \u00e8 affezionato (il governo), abituato (i militari) o temprato\/rassegnato (la popolazione). E infatti l\u2019Iran <b>ha scelto di colpire relativamente poco lo Stato ebraico e di concentrare la sua rappresaglia sui Paesi vicini<\/b> e in modo calibratissimo, mettendo nel mirino le infrastrutture energetiche in tutte le fasi e componenti, dalla produzione alla raffinazione, dal carico al trasporto. <b>Fino alla paralisi del traffico nello Stretto di Hormuz<\/b>, ottenuta semplicemente terrorizzando governi, armatori e assicuratori, una mossa che era stata messa abbondantemente in preventivo dagli analisti ma, evidentemente, <b>non dagli Stati Uniti<\/b>.<\/p>\n<p>    <b>La fase 2 della guerra e il mistero di Teheran<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si pu\u00f2 prevedere che Israele continui a uccidere pi\u00f9 gente possibile negli alti ranghi \u2013 ieri \u00e8 toccato al vero stratega del regime, <b>Ali Larijani<\/b> \u2013 e in particolare tra le Guardie rivoluzionarie e la milizia Basij. Quanto all\u2019Iran, sempre Hokayem solleva un interrogativo inquietante: \u00ab<b>Uno dei misteri della guerra \u00e8 perch\u00e9 non abbia lanciato un maggior numero dei suoi missili da crociera<\/b>. La risposta ottimistica \u00e8 che siano stati in gran parte distrutti; quella pi\u00f9 probabile \u00e8 che l\u2019Iran <b>ne abbia tenuti da parte molti<\/b>, poich\u00e9 costituiscono una capacit\u00e0 particolarmente utile <b>per i combattimenti ravvicinati nello Stretto di Hormuz\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quanto agli americani, il loro obiettivo nella prossima fase diventa chiaramente <b>la riapertura di Hormuz<\/b>, e questo rappresenta di per s\u00e9 <b>un paradosso colossale<\/b>, descritto sapientemente da Gideon Rachman: \u00abUn conflitto con l\u2019Iran iniziato con vaghi obiettivi bellici, ha ora un unico obiettivo chiaro e prioritario: riaprire lo Stretto di Hormuz. \u00c8 ironico e irritante che <b>l\u2019unico motivo per cui lo stretto \u00e8 chiuso sia proprio il fatto che gli Stati Uniti e Israele abbiano dichiarato guerra\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che, nonostante gli avvertimenti di generazioni di analisti negli ultimi decenni, <b>Trump ha consegnato all\u2019Iran un\u2019arma di deterrenza molto meno costosa e molto pi\u00f9 efficace del nucleare<\/b>: la chiusura dello stretto, infatti, \u00abcrea sia una crisi immediata sia <b>un dilemma strategico a lungo termine<\/b>. Il problema attuale \u00e8 che pi\u00f9 a lungo rimane chiuso, maggiore \u00e8 la minaccia di una recessione globale. Il dilemma futuro \u00e8 che l\u2019Iran ora sa che il controllo dello Stretto di Hormuz gli conferisce una morsa sull\u2019economia mondiale. Anche se allentasse la presa nel breve termine, <b>potrebbe stringerla nuovamente in futuro<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>E allora, quali opzioni ha Trump?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nate Swanson, direttore dell\u2019Iran Strategy Project dell\u2019Atlantic Council, risponde a Le Grand Continent in un modo per niente scontato. L\u2019esperto intravede <b>tre opzioni<\/b>, e la seconda comprende <b>uno scenario clamoroso<\/b>, fin qui escluso dalla maggior parte degli osservatori e soprattutto dal massimo attore del conflitto: \u00abLa prima opzione consisterebbe nel <b>ritiro degli Stati Uniti con una dichiarazione di vittoria<\/b>, accompagnata da misure volte a limitare gli altri attori della regione, tenendo presente che nessun presidente degli Stati Uniti ha mai cercato di limitare la libert\u00e0 di movimento di Israele, fatta eccezione per un breve periodo dopo la guerra dei dodici giorni nel giugno 2025. Tali concessioni potrebbero tuttavia non essere sufficienti per la Repubblica Islamica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ed ecco lo scenario che cambia tutto, ma proprio tutto:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna seconda opzione vedrebbe gli Stati Uniti raddoppiare la posta in gioco <b>schierando truppe sul campo<\/b>, nell\u2019ambito di missioni speciali o operazioni di mantenimento della sicurezza su un periodo pi\u00f9 lungo. Un simile scenario sarebbe stato impensabile poche settimane fa: \u00e8 proprio ci\u00f2 contro cui Trump ha condotto la sua campagna elettorale. Tuttavia, di fronte alla situazione, questa opzione sembra ogni giorno pi\u00f9 probabile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine, la terza opzione, la trasformazione della guerra in <b>un conflitto etnico<\/b>:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 lo scenario in cui gli Stati Uniti e Israele alimentano le tensioni tra il regime e altri gruppi di opposizione armata prima di ritirarsi. L\u2019Iran non avrebbe altra scelta che concentrarsi sulle proprie fratture interne, impedendogli di proiettare la propria potenza all\u2019esterno\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Il cessate il fuoco (che riaccenderebbe il fuoco prima o poi)<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 Ali Vaez dell\u2019International Crisis Group a spiegare perch\u00e9 il rischio a lungo termine \u00e8 di una fine solo apparente del conflitto, una boccata d\u2019ossigeno solo provvisoria per l\u2019economia globale prima di una riesplosione:<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 evidente che, se la Repubblica Islamica dovesse sopravvivere<b>, tutti i problemi di fondo che hanno dato origine a questo conflitto rimarrebbero irrisolti<\/b>. Le scorte di uranio sono ancora l\u00ec e, se Mojtaba Khamenei decidesse di revocare la fatwa di suo padre sull\u2019arricchimento, gli iraniani potrebbero decidere di riprendere le attivit\u00e0, il che costituirebbe un motivo sufficiente per una nuova guerra. Per quanto gli Stati Uniti abbiano bloccato alcuni degli accessi ai silos missilistici, le scorte sono ancora l\u00ec. Gli iraniani potrebbero decidere di ricostruire i lanciatori. Ancora una volta, anche questo sarebbe motivo di guerra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche sul piano interno si riproporrebbe un circolo vizioso: \u00abSenza un alleggerimento delle sanzioni, il regime non pu\u00f2 affrontare le cause profonde del malcontento nella societ\u00e0 iraniana<b>. La repressione continuer\u00e0 a essere l\u2019unica risposta ai problemi interni\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Conclusione dell\u2019analista:\u00a0\u00ab<b>Un cessate il fuoco servirebbe solo a guadagnare tempo fino al prossimo conflitto\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Ma, dolorosamente, potrebbe essere il male minore rispetto a una resistenza iraniana protratta.\u00a0\u00c8 il cerchio che chiude Hokayem: \u00abL\u2019Iran conserva diversi vantaggi: <b>la posizione geografica, il tempo e l&#8217;asimmetria<\/b>. Pu\u00f2 colpire pi\u00f9 Paesi e aree da pi\u00f9 posizioni. Pi\u00f9 la guerra si protrae, maggiori sono i costi per tutti gli altri, e <b>il regime iraniano ha una maggiore resistenza al dolore\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Da qualunque parte la si veda, insomma, per gli americani e per Trump non si mette bene. Per noi tutti neppure.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-18T12:52:56+01:00\">18 marzo 2026 ( modifica il 18 marzo 2026 | 12:52)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gianluca Mercuri Trump continua a ripetere che gli Stati Uniti stanno \u00abstravincendo\u00bb: e dal punto di vista&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":401514,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[1002,5649,9558,2017,5143,4600,391,2553,39,1039,17555,803,804,8751,928,2206,17923,9789,394,14,164,165,728,16480,2581,54671,1109,1113,206,6018,7757,229568,184,27,5056,1727,313,229569,14328,783,4183,3336,77,229567,194354,1174,884,764,956,849,229570,229571,885,72,281,1914,72412,775,1219,229572,1981,888,10703,1353,166,10819,7,15,854,809,18155,30192,1429,857,19537,1667,4565,6715,10422,229573,135,24308,5527,3277,494,37633,229574,4309,111,981,982,14412,58358,5641,4172,1702,2743,4207,2521,8910,786,1567,229575,18380,202235,146460,229576,229577,12629,379,11,167,12,168,3414,111406,86123,161,162,163],"class_list":["post-401513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-aerea","tag-affrontare","tag-ali","tag-americani","tag-analisi","tag-analisti","tag-ben","tag-breve","tag-campagna","tag-capacita","tag-certezze","tag-cessate","tag-cessate-fuoco","tag-chiaramente","tag-chiaro","tag-chiuso","tag-clamoroso","tag-colpire","tag-conflitto","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-dati","tag-decenni","tag-decidere","tag-dilemma","tag-direttore","tag-donald","tag-donald-trump","tag-dovrebbe","tag-dubbi","tag-dubbi-esperti","tag-economia","tag-elettorale","tag-esperti","tag-europei","tag-fase","tag-fase-guerra","tag-finendo","tag-fuoco","tag-globale","tag-gran","tag-guerra","tag-hokayem","tag-hormuz","tag-infrastrutture","tag-international","tag-iran","tag-iraniana","tag-iraniani","tag-iraniani-potrebbero","tag-iraniani-potrebbero-decidere","tag-islamica","tag-israele","tag-israeliani","tag-li","tag-limitare","tag-maggiore","tag-massima","tag-massima-potenza","tag-mette","tag-militari","tag-minaccia","tag-mondiale","tag-mondo","tag-motivo","tag-news","tag-notizie","tag-obiettivi","tag-obiettivo","tag-opposizione","tag-opzione","tag-opzioni","tag-paesi","tag-paradosso","tag-periodo","tag-possibile","tag-potenza","tag-potrebbero","tag-potrebbero-decidere","tag-presidente","tag-presunti","tag-probabile","tag-problemi","tag-punto","tag-raccontano","tag-raccontano-storia","tag-regime","tag-regione","tag-repubblica","tag-repubblica-islamica","tag-resistenza","tag-riapertura","tag-richiesta","tag-risposta","tag-scelto","tag-scenario","tag-scorte","tag-seconda","tag-settimane","tag-situazione","tag-storia","tag-stravincendo","tag-stretto","tag-stretto-hormuz","tag-supremazia","tag-supremazia-tecnologica","tag-supremazia-tecnologica-raccontano","tag-termine","tag-trump","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-uniti-israele","tag-vincendo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/401513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=401513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/401513\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/401514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=401513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=401513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=401513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}