{"id":402932,"date":"2026-03-19T10:12:39","date_gmt":"2026-03-19T10:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/402932\/"},"modified":"2026-03-19T10:12:39","modified_gmt":"2026-03-19T10:12:39","slug":"recensione-mostra-barocco-forli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/402932\/","title":{"rendered":"Recensione mostra Barocco Forl\u00ec"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2870p_marta-santacatterina.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marta Santacatterina<\/a>, pubblicato il 18\/03\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-barocca.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arte barocca<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-contemporanea.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte contemporanea<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/barocco.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Barocco<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>Il Barocco non \u00e8 solo un\u2019epoca ma una visione che attraversa i secoli. La grande mostra di Forl\u00ec mette in dialogo capolavori del Seicento e opere moderne, da Caravaggio a Fontana, per raccontare un\u2019estetica fatta di meraviglia, eccesso e inquietudine. Ecco com\u2019\u00e8 la mostra: la recensione di Marta Santacatterina.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 il Barocco? \u00c8 un\u2019attitudine, e in quanto tale trascende il tempo, diventando una categoria. Lo sostiene Cristina Acidini, una delle curatrici della mostra da poco inaugurata al Museo Civico San Domenico di Forl\u00ec. Se non si pensa pi\u00f9 al Barocco come il principale movimento del Seicento, come uno stile germinato dalle radici del Manierismo e capace di rappresentare la spiritualit\u00e0 della Controriforma, le grandi rivoluzioni del XVII secolo e le inquietudini di quel secolo, allora i suoi termini cronologici possono estendersi nel passato e nel futuro e il percorso espositivo pu\u00f2 quindi svilupparsi lungo una timeline che va dal II secolo d.C. alla nostra contemporaneit\u00e0. Il Persiano morto e le altre sculture di et\u00e0 ellenistica provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed esposti nella sala introduttiva non possono ovviamente essere definiti barocchi, n\u00e9 possono esserlo le ceramiche di Fausto Melotti e le sculture di Lucio Fontana, tuttavia queste opere condividono con Barocco la tensione verso la meraviglia, l\u2019eccesso, l\u2019illusione, la teatralit\u00e0.<\/p>\n<p>Decidiamo di raccontarvi la mostra di Forl\u00ec (il cui obiettivo \u00e8 sostanzialmente restituire la Weltanschauung, lo \u201cspirito del tempo\u201d del Seicento) cominciando proprio dalle sale finali, visto che sulla carta l\u2019accostamento tra l\u2019arte del Novecento e gli esiti del Barocco poteva suscitare non poche perplessit\u00e0. E invece\u2026 Fernando Mazzocca, curatore di questa sezione, ricorda come il Barocco fu riscoperto nel mondo tedesco a inizio Novecento (soprattutto con Nietzsche e W\u00f6lfflin) e che alla riconsiderazione in Italia dell\u2019arte seicentesca (fino ad allora disprezzata perch\u00e9 irregolare, bizzarra, stravagante) ha fortemente contribuito una \u201cmastodontica rassegna\u201d, promossa da Ugo Ojetti che, nel 1922, raccolse pi\u00f9 di mille opere a Palazzo Pitti a Firenze, in un percorso che vedeva il suo fulcro nella sala dedicata a Caravaggio. Nello stesso anno fu allestita, sempre nel capoluogo toscano, un\u2019esposizione che metteva a fuoco la scena figurativa di quegli anni: erano presenti Baccio Maria Bacci, con le sue suggestioni caravaggesche, e Armando Spadini, con la sua sintesi tra impressionismo e Seicento italiano. Ancora nel 1922 sulle pagine della rivista Valori Plastici si deline\u00f2 una sorta di \u201cinchiesta sul Seicento\u201d e la critica cominci\u00f2 a rintracciare le componenti barocche nei linguaggi allora contemporanei: Massimo Bontempelli \u201cvedeva nel Futurismo l\u2019ultima manifestazione di una vocazione sperimentale iniziata con il Barocco\u201d (lo scrive Mazzocca in catalogo, a pagina 139), per Venturi Caravaggio \u201clasci\u00f2 un\u2019eredit\u00e0 artistica per un futuro non prossimo\u201d, mentre per Longhi il dinamismo spaziale di Boccioni derivava da Bernini. De Chirico, dopo un iniziale rifiuto del Barocco, dal 1938 si ispir\u00f2 palesemente a Vel\u00e1zquez, Van Dyck, Rembrandt, autoritraendosi addirittura in costume seicentesco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-2.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-3.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-4.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-5.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-6.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-7.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-8.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" title=\"Allestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/allestimenti-mostra-barocco-9.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee. Foto: Emanuele Rambaldi&#13;<\/p>\n<p>Sulla base di questa vicenda critica consolidata, a Forl\u00ec \u00e8 stata fatta una selezione di opere novecentesche particolarmente convincente: il Bozzetto per Aurora di Ettore Tito del 1921 sembra un Lanfranco acceso di cromie vivaci, la Santa Lucia di Wildt (1925-1927) non pu\u00f2 non far pensare alle sante in estasi tipicamente barocche, a cui \u00e8 dedicata una sezione della mostra, la Natura morta di Afro del 1937 ricorda i dipinti di Evaristo Baschenis (suo un dipinto collocato al piano terra), i Trofei di Leoncillo del 1941 non potrebbero essere pi\u00f9 barocchi di cos\u00ec. Ma le corrispondenze tra il Barocco e l\u2019arte del Novecento valicano la met\u00e0 del secolo: lo si percepisce osservando le ceramiche di Fausto Melotti e ancor di pi\u00f9 i gessi di Lucio Fontana per il concorso del 1950 per la porta del duomo di Milano, che sembrano percorsi dallo stesso \u201cfurore plastico e dinamico di Bernini\u201d, scrive Mazzocca. \u00c8 lo stesso fondatore dello Spazialismo a dichiarare il debito con il passato: \u201cLo spazio viene rappresentato con ampiezza ogni volta maggiore durante diversi secoli. I barocchi hanno fatto un salto in questo senso: lo rappresentano con una grandiosit\u00e0 non ancora superata e aggiungono alla plastica la nozione del tempo\u201d (lo scrisse in Manifesto Bianco del 1946). In mostra fa la sua comparsa anche un artista a noi contemporaneo, Giuseppe Ducrot, ma il gran finale \u00e8 opportunamente riservato a Pope (Studio del ritratto di Innocenzo X di Vel\u00e1zquez) di Francis Bacon (Argan vede nell\u2019artista un \u201cpittore barocco\u201d): ossessionato dalla figura del pontefice, l\u2019artista nella sua serie trasfigur\u00f2 pian piano le sembianze fino a sovrapporvi quelle di Pio XII, rendendo quindi un ritratto del presente, come sottolinea Elena Lissoni nell\u2019introduzione alla sala Visioni ultime. Sar\u00e0 interessante il confronto tra questa sezione forlivese e la mostra in programma a Francavilla Fontana (Brindisi), con il titolo Barocco e Neobarocco da Rubens a Fontana.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 il momento di tornare al principio, di percorrere l\u2019ambiente dell\u2019ex chiesa di San Domenico dove, come sempre capita nei progetti di Forl\u00ec, ci si trova di fronte ai dipinti \u201chero\u201d della mostra: ad esempio l\u2019Incoronazione di spine di Caravaggio dalla Banca Popolare di Vicenza, il Cristo in gloria, i santi e Odoardo Farnese di Annibale Carracci da Palazzo Pitti, il San Sebastiano liberato dagli angeli di Rubens (dalle Gallerie Nazionali d\u2019arte antica di Roma), lo straordinario Elemosina di san Lorenzo di Giovanni Serodine dall\u2019abbazia di Casamari, e poi la Consegna delle chiavi a Pietro di Guercino, l\u2019Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona e la tela con il medesimo soggetto del Baciccio. Spunta anche un\u2019opera digitale di Quayola, che tuttavia tra lo stordimento di capolavori seicenteschi passa un po\u2019 inosservata e rischia di essere presa con un apparato didattico.<\/p>\n<p>Il percorso entra quindi nel vivo con una panoramica sull\u2019arte e l\u2019architettura nella Roma dei papi, vale a dire nella culla del Barocco: i progetti di Borromini e Bernini sono, ovviamente, evocati tramite i loro studi (si scopre il Bernini pittore), i bozzetti e i disegni, cui si aggiungono quelli di un altro imprescindibile esponente del Barocco, Guarino Guarini. Si richiamano quindi i progetti per gli apparati effimeri (ne era maestro Johann Paul Schor) con cui le capitali venivano sfarzosamente abbellite in occasione di incoronazioni, matrimoni, funerali, mentre lato pittura si presentano i bozzetti dei soffitti vertiginosi e illusionistici, come quelli di Andrea Pozzo. Assai interessante la sezione sui ritratti dei protagonisti dell\u2019epoca barocca e sul rapporto tra gli uomini di potere e gli artisti incaricati di restituirne le effigi (anche a Forl\u00ec, come accade in termini esclusivi nell\u2019esposizione in corso a Palazzo Barberini a Roma, si sottolinea la relazione di Bernini con Barberini e con papa Urbano VIII, ma anche quello di Vel\u00e1zquez con Innocenzo X). Peccato che manchi un\u2019opera originale del maggior ritrattista dell\u2019epoca, Antoon Van Dyck, di cui \u00e8 esposta la copia del Ritratto di Quentin Simons: forse la monografica di Genova che sta per aprire i battenti ha concentrato in quel progetto tutte le opere \u201cprestabili\u201d. Assai scenografica la selezione di arredi e oggetti di arte applicata, funzionali per farcire di sfarzo cerimoniale le corti e le dimore aristocratiche di quel tempo.<\/p>\n<p>Ancora a piano terra si snocciola una rassegna che va sotto il titolo \u201cLa mutevole visione delle cose\u201d e che indaga il superamento dei generi e le tante e diversificate traduzioni nei linguaggi dell\u2019arte di argomenti quali il tempo, con dipinti allegorici e oggetti capaci di unire meraviglia tecnica e spettacolarit\u00e0, come l\u2019Orologio automa a forma di elefante; e poi la natura morta, le scoperte galileiane che aprono prospettive di mondi infiniti, il primo affacciarsi della scienza moderna e la musica.<\/p>\n<p>E al piano superiore, tra la prima e l\u2019ultima parte di questa mostra, cosa c\u2019\u00e8? Una grande quantit\u00e0 di tele e sculture suddivise per temi che trattano le visioni mistiche (citiamo solo due opere, il San Francesco in meditazione di Caravaggio e il Cristo in Croce di Zurbar\u00e1n) alle tracce dell\u2019eredit\u00e0 antica e dei suoi miti che il Seicento tradusse nella forma dell\u2019allegoria, facendo dell\u2019arte un testo da decifrare. Si giunge quindi a un nucleo di opere che mettono al centro i poveri e gli emarginati, gi\u00e0 protagonisti della rivoluzione caravaggesca e poi prediletti da bamboccianti. Inevitabile una sezione sulla devozione e sulla richiesta agli artisti, da parte della committenza religiosa di impronta post-tridentina, di realizzare opere capaci di persuadere, suscitando emozione e immedesimazione. Conclude la parte propriamente seicentesca della mostra un focus sulla diffusione dei modelli italiani tra gli artisti di altri paesi europei.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giuseppe Ducrot, Busto di Vescovo (2024; terracotta invetriata, propriet\u00e0 dell\u2019artista)\" title=\"Giuseppe Ducrot, Busto di Vescovo (2024; terracotta invetriata, propriet\u00e0 dell\u2019artista)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giuseppe-ducrot-busto-vescovo.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiuseppe Ducrot, Busto di Vescovo (2024; terracotta invetriata, 30 x 80 x 73 cm; Propriet\u00e0 dell\u2019artista)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Caravaggio, Incoronazione di spine (1602; olio su tela, 125 x 178 cm; Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA)\" title=\"Caravaggio, Incoronazione di spine (1602; olio su tela, 125 x 178 cm; Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/caravaggio-incoronazione-spine-prato.jpg\" width=\"750\" height=\"1035\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nCaravaggio, Incoronazione di spine (1602; olio su tela, 125 x 178 cm; Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Annibale Carracci, Cristo in Gloria, Angeli e Odoardo Farnese (1600 circa; olio su tela, 194,2 \u00d7 142,4 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina)\" title=\"Annibale Carracci, Cristo in Gloria, Angeli e Odoardo Farnese (1600 circa; olio su tela, 194,2 \u00d7 142,4 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/annibale-carracci-cristo-in-gloria.jpg\" width=\"750\" height=\"1014\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAnnibale Carracci, Cristo in Gloria, Angeli e Odoardo Farnese (1600 circa; olio su tela, 194,2 \u00d7 142,4 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Pieter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli (1604 circa; olio su tela, 155,5 x 119,5 cm; Roma, Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica, Galleria Corsini)\" title=\"Pieter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli (1604 circa; olio su tela, 155,5 x 119,5 cm; Roma, Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica, Galleria Corsini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pieter-paul-rubens-san-sebastiano-corsini.jpg\" width=\"750\" height=\"938\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nPieter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli (1604 circa; olio su tela, 155,5 x 119,5 cm; Roma, Gallerie Nazionali d\u2019Arte Antica, Galleria Corsini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Serodine, Elemosina di san Lorenzo (1620-1625 circa; olio su tela, 303 \u00d7 171 cm; Veroli, Museo dell\u2019Abbazia di Casamari)\" title=\"Giovanni Serodine, Elemosina di san Lorenzo (1620-1625 circa; olio su tela, 303 \u00d7 171 cm; Veroli, Museo dell\u2019Abbazia di Casamari)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giovanni-serodine-elemosina-lorenzo-casamari.jpg\" width=\"750\" height=\"1326\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Serodine, Elemosina di san Lorenzo (1620-1625 circa; olio su tela, 303 \u00d7 171 cm; Veroli, Museo dell\u2019Abbazia di Casamari)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Guercino, Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di San Pietro) (1618; olio su tela; Cento, Civica Pinacoteca Il Guercino)\" title=\"Guercino, Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di San Pietro) (1618; olio su tela; Cento, Civica Pinacoteca Il Guercino)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/guercino-cristo-consegna-chiavi-san-pietro.jpg\" width=\"750\" height=\"1282\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGuercino, Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di San Pietro) (1618; olio su tela; Cento, Civica Pinacoteca Il Guercino)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Caravaggio, San Francesco in meditazione (post 1604, 1606?; olio su tela, 128 x 90 cm; Cremona; Museo Civico \u201cAla Ponzone\u201d)\" title=\"Caravaggio, San Francesco in meditazione (post 1604, 1606?; olio su tela, 128 x 90 cm; Cremona; Museo Civico \u201cAla Ponzone\u201d)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/caravaggio-san-francesco-cremona.jpg\" width=\"750\" height=\"1066\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nCaravaggio, San Francesco in meditazione (post 1604, 1606?; olio su tela, 128 x 90 cm; Cremona; Museo Civico \u201cAla Ponzone\u201d)&#13;<\/p>\n<p>Osservando questo vasto insieme si potrebbe notare che alcuni autori sarebbero pi\u00f9 a loro agio nella categoria del \u201cseicentesco\u201d che del \u201cbarocco\u201d: pensiamo ad esempio ai \u201cbamboccianti\u201d o allo stesso Caravaggio e ai suoi seguaci caravaggisti. Ma \u00e8 Gianfranco Brunelli a spiegare una scelta progettuale dal raggio cos\u00ec ampio grazie un discorso profondo e incisivo, che trascriviamo: \u201cServiva una prova impossibile, quella di una sintesi. Prova davvero ardua fare sintesi di ci\u00f2 che non ha sintesi, portare a lettura sintetica, possibilmente omogenea, ci\u00f2 che \u00e8 contraddittorio, ci\u00f2 che ha al proprio interno anime diverse. Questa \u00e8 stata la cifra sulla quale ci siamo mossi, non per ambizione, ma perch\u00e9 solo la sintesi faceva vedere la contraddizione interna. Soltanto l\u2019idea della sintesi portava con s\u00e9 l\u2019elemento della multiformit\u00e0. Questo \u00e8 il gioco barocco, il gioco dell\u2019allegoria, che \u00e8 la cifra del Barocco. Esistono una definizione, un luogo, uno spazio, un\u2019immagine, ma l\u2019interpretazione di quell\u2019immagine non \u00e8 univoca, apre a un discorso retorico molto pi\u00f9 raffinato, tendenzialmente infinito\u201d. Ed \u00e8 ci\u00f2 che la contemporaneit\u00e0 fa con il passato, perch\u00e9 ogni presente rilegge un proprio passato, lo seleziona, lo sceglie. \u201cAllora il Barocco \u00e8 anche la cifra della contemporaneit\u00e0, \u00e8 la cifra della coscienza, \u00e8 la cifra dell\u2019epifania del divino nel tempo in cui il divino sembra non esserci pi\u00f9\u2026 ecco ancora un\u2019allegoria. Per questo volevamo il Barocco, perch\u00e9 abbiamo cercato la sintesi di ci\u00f2 che non \u00e8 sintetizzabile. Li vedete come sono diversi [nda: i capolavori radunati nella prima sezione], e come sono tutti interni a questo movimento. L\u2019inquietudine della forma, questo \u00e8 il Barocco. Che \u00e8 l\u2019inquietudine dell\u2019arte, della vita, dell\u2019artista\u201d. Multiformit\u00e0, allegoria, infinito, inquietudine: talvolta bastano quattro parole e due minuti e mezzo di spiegazione per comprendere una mostra.<\/p>\n<p>Una rassegna cos\u00ec vasta, d\u2019altra parte, porta inevitabilmente a pensare a \u201cquel che manca\u201d: ad esempio \u00e8 pressoch\u00e9 assente la pittura di paesaggio, quella di Domenichino, di Paul Bril e di altri artisti che intrecciavano le loro opere con la nuova idea di cosmo nata dopo le scoperte di Galileo. Sono poco rappresentate alcune aree geografiche, ad esempio Venezia, probabilmente troppo \u201cantiromana\u201d, mentre si privilegiano Roma (ovviamente), la Toscana e l\u2019Emilia Romagna, anche grazie a curatori specialisti di quei territori. A proposito di Veneto, manca ad esempio Giambattista Tiepolo, spesso definito \u201cl\u2019ultimo dei grandi pittori barocchi\u201d, ma in questo caso pesa forse la stroncatura di Roberto Longhi in merito alla presenza del pittore settecentesco nella rassegna del 1922; in ogni caso quello di Forl\u00ec \u00e8 un progetto sul Seicento, seppur con l\u2019affondo nel Novecento. Le opere sono tante, c\u2019\u00e8 chi dice troppe, ma il percorso risulta comunque godibile, a differenza di alcune altre mostre allestite nella stessa sede che, nonostante la loro qualit\u00e0 intrinseca, avevano lo svantaggio di essere assai faticose da visitare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.danaeproject.com\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Danae Project\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Danae Project&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/danae728x90.gif\" alt=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Danae Project', 1);\" title=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/marta-santacatterina.jpg\" title=\"Marta Santacatterina\" alt=\"Marta Santacatterina\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autrice di questo articolo: <strong>Marta Santacatterina<\/strong><\/p>\n<p>Marta Santacatterina (Schio, 1974, vive e lavora a Parma) ha conseguito nel 2007 il Dottorato di ricerca in Storia dell\u2019Arte, con indirizzo medievale, all\u2019Universit\u00e0 di Parma. \u00c8 iscritta all\u2019Ordine dei giornalisti dal 2016 e attualmente collabora con diverse riviste specializzate in arte e cultura, privilegiando le epoche antica e moderna. Ha svolto e svolge ancora incarichi di coordinamento per diversi magazine e si occupa inoltre di approfondimenti e inchieste relativi alle tematiche del food e della sostenibilit\u00e0. \t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marta Santacatterina, pubblicato il 18\/03\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte antica &#8211; arte barocca &#8211; Arte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":402933,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,60157,20357,1613,11183,1614,1611,1610,21700,1612,203,204,1537,90,89,6052],"class_list":["post-402932","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-barocca","tag-arte-contemporanea","tag-arte-e-design","tag-arte-moderna","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-barocco","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-seicento"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116255310050092523","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/402932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=402932"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/402932\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/402933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=402932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=402932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=402932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}