{"id":402972,"date":"2026-03-19T10:43:13","date_gmt":"2026-03-19T10:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/402972\/"},"modified":"2026-03-19T10:43:13","modified_gmt":"2026-03-19T10:43:13","slug":"il-filo-del-ricatto-la-violenza-in-diretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/402972\/","title":{"rendered":"Il filo del ricatto. La violenza in diretta"},"content":{"rendered":"<p>Indianapolis (U.S.A.), 8 febbraio 1977. Anthony \u201cTony\u201d Kiritsis \u00e8 convinto di aver subito delle ingiustizie da parte dall\u2019agenzia di mutui di cui \u00e8 cliente, la Meridian Morgage Company. Decide quindi di sequestrare Richard Hall, il figlio del presidente della societ\u00e0, e di liberarlo in cambio di una forte somma di denaro e delle scuse a mezzo stampa per i soprusi ricevuti.<\/p>\n<p>Sette anni dopo Don\u2019t Worry (2018), Gus Van Sant torna al cinema con un film che, pur ambientato negli anni Settanta e basato su una storia vera, parla del nostro presente realizzando una riflessione riguardante le storture e le ingiustizie del capitalismo odierno. Tony non pu\u00f2 non ricordare Luigi Mangione, che nel 2024 ha assassinato l\u2019amministratore delegato di una compagnia assicurativa sanitaria: entrambi, oggi come ieri, sono semplici e anonimi cittadini che hanno scelto di farsi giustizia da soli, essendosi convinti che la violenza individuale sia l\u2019unica possibile soluzione ai soprusi determinati da un sistema sociale ingiusto. Oggi questa iniquit\u00e0 \u00e8 tanto pi\u00f9 accentuata a causa della progressiva finanziarizzazione del capitalismo contemporaneo: i fondi speculativi sono infatti I padroni del mondo, come recita il titolo di un libro di Alessandro Volpi recentemente pubblicato da Einaudi, riguardante lo strapotere di questi ultimi, in particolare dei tre pi\u00f9 grandi. Black Rock, Vanguard e State Street non solo manovrano attivi per un valore pari addirittura ad un terzo del Pil del pianeta, ma anche e soprattutto hanno operato al fine di privatizzare i servizi essenziali (come la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione) di intere nazioni, smantellandone lo Stato sociale e, cos\u00ec facendo, creando ulteriore iniquit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"5aa4c963-cc21-41ec-8561-716fa6d40bc7\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/fig 1_87.jpg\" width=\"780\" height=\"520\" alt=\"j\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Van Sant non si interessa alla vicenda di Tony unicamente per le ovvie somiglianze con il presente, ma anche e soprattutto per i rapporti che questo evento ha intessuto con i media dell\u2019epoca. In questo modo il regista evita di realizzare un semplicistico film a tesi caratterizzato da una vicenda contenente in se stessa una denuncia dei soprusi del capitalismo contemporaneo, ma estende il proprio pensiero all\u2019analisi delle componenti interne a tale sistema, prima fra le quali quella mediale. Ci\u00f2 avviene dando luogo ad una riflessione che si pone su pi\u00f9 livelli: tematizzando esplicitamente il rapporto che radio e televisione intrattengono con la struttura sociale, esponendo e replicando i meccanismi che questi intrattengono con gli eventi, in modo da mostrare le modalit\u00e0 attraverso cui avviene la rappresentazione della realt\u00e0, e, infine, dando luogo ad un\u2019analisi dei media tramite il mezzo cinematografico.<\/p>\n<p>Iniziamo dal primo aspetto: i personaggi del film rappresentano ognuno un tassello della struttura sociale. Tony \u00e8 il semplice cittadino, le grandi aziende che ricercano unicamente il profitto anche a discapito del bene comune sono rappresentate dal presidente della Meridian Mortgage Company, i poliziotti e l\u2019agente dell\u2019FBI incarnano le forze dell\u2019ordine, mentre i media vengono personificati dal dj radiofonico Fred Temple e dalla reporter televisiva Linda Page. La tematizzazione della connivenza di radio e tv al sistema sociale (perch\u00e9 parti di esso ed espressione della medesima struttura) avviene raccontando la collaborazione fra il dj e la polizia, insieme alla caccia allo scoop da parte della reporter, finalizzato ad un avanzamento di carriera invece che alla ricerca della verit\u00e0 giornalistica.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il film racconta il ruolo cruciale dei media nell\u2019esporre gli avvenimenti orientando e determinando la lettura della realt\u00e0: Tony, infatti, chiede al dj di riferire la sua versione dei fatti e pretende che la Meridian Mortgage Company si scusi pubblicamente ammettendo quelle che il protagonista ritiene siano le loro malefatte. Al contempo, Van Sant replica le modalit\u00e0 attraverso cui i media rappresentano gli eventi finendo col disinnescarne la potenziale carica eversiva e critica verso le strutture sociali. Le richieste del protagonista relative alla diffusione mediale delle sue motivazioni sono infatti destinate a perdersi nel coacervo delle piccole opinioni personali che nel film vengono trasmesse via radio e televisione: si tratta di una somma infinita di singoli giudizi che si riducono a minuscoli frammenti testimonianti la perdita sia di un\u2019univoca lettura della realt\u00e0 che di una bussola morale capace di illuminarne l\u2019interpretazione. La struttura stessa del film riproduce questa dinamica, dato che Il filo del ricatto non parteggia per nessuna delle parti in causa e il regista non individua n\u00e9 una vera e propria vittima n\u00e9 un carnefice.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"d18f71b1-284e-405e-ab17-748e304bd353\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/fig 2_74.jpg\" width=\"780\" height=\"520\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Van Sant, inoltre, ricalca la spettacolarizzazione del conflitto e della violenza in esso contenuta operata dai media al fine di banalizzarne la carica eversiva: il film si caratterizza non solo per una marcata comicit\u00e0, ma anche per il fatto di collocarsi in un ambito di genere che appartiene maggiormente alla commedia invece che al dramma, come si potrebbe pensare basandosi unicamente sulla vicenda raccontata. Il primo aspetto \u00e8 evidente non solo nell\u2019assurdit\u00e0 paradossale della vicenda, ma anche nei tempi comici perfettamente congegnati di alcune scene e nella caratterizzazione grottesca di personaggi come quello del presidente della societ\u00e0 di prestiti, interpretato da un sempre bravissimo Al Pacino, o dallo stesso protagonista, magistralmente interpretato da Bill Skarsg\u00e5rd, capace di realizzare una performance straordinaria tutta giocata sulla sua fisicit\u00e0 incombente, tale da renderlo al contempo minaccioso e goffo, oltre che sui suoi grandi occhi, tanto sgranati per manifestare una rabbia folle quanto aperti sul vuoto ad identificare una drammatica e commovente ingenuit\u00e0. Inoltre, Il filo del ricatto tende a collocarsi nell\u2019ambito della commedia grazie al ritmo brillante della sceneggiatura e al lieto fine che comprende tanto l\u2019esito giudiziario del processo a Tony quanto il fallimento dell\u2019agenzia di mutui.<\/p>\n<p>In terzo luogo, Van Sant sviluppa nel film anche una parallela analisi dei media, avvicinandosi e al contempo distanziandosi da questi ultimi. Nel primo caso, il regista inquadra frequentemente degli oggetti iconici che rimandano alla radio e alla televisione, come il microfono del dj e quello della reporter, il giradischi della radio e le telecamere portatili dei giornalisti. Inoltre, si focalizza spesso sull\u2019immagine televisiva riprendendo i vecchi apparecchi a tubo catodico come anche il flusso delle immagini che emettono. L\u2019avvicinamento procede pian piano all\u2019interno del film fino alla progressiva sostituzione della realt\u00e0 con la sua rappresentazione: ci\u00f2 avviene nel finale, quando una cerimonia dedicata alla premiazione di John Wayne viene interrotta per trasmettere la conclusione della vicenda di Tony. Quest\u2019ultimo viene poco prima ripreso nel proprio salotto di fronte alla TV: mentre assume una posizione da tiro e finge di sparare, la televisione trasmette la scena di un conflitto a fuoco di un film western. In seguito, Van Sant realizza un montaggio alternato fra la cerimonia dedicata a Wayne, spezzoni di western in cui ha recitato e la vicenda di Tony, che si dirige in una sala piena di poliziotti e telecamere per liberare il proprio ostaggio, fino a quando la cerimonia del grande attore viene interrotta per trasmettere la diretta del rapimento. Dunque Il filo del ricatto avvicina progressivamente la vicenda reale ai media e alla rappresentazione a cui danno luogo, inizialmente accostando la finzione del film in onda a quella di Tony, intento a fingere di sparare, per poi dare luogo alla sovrapposizione fra i due ambiti (il montaggio alternato) e, infine, alla sostituzione della finzione filmica con la spettacolarizzazione della vicenda reale trasmessa in diretta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"4ab798ac-b7fd-4c8a-bd58-571b03aadcd6\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/fig 3_53.jpg\" width=\"780\" height=\"520\" alt=\"i\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Invece, la distanza avviene tramite l\u2019inserimento nel tessuto del film di frammenti appartenenti a formati diversi: fermo immagini su cui la macchina da presa zooma e che poi si animano permettendo alla trama di ripartire, stralci di riprese televisive a bassa risoluzione e inserti di fotografie in bianco e nero. Questi frammenti rimarcano la natura finzionale del lungometraggio, creando una distanza brechtiana fra lo spettatore e la vicenda rappresentata, e, al contempo, collegano i due periodi storici che lo caratterizzano (l\u2019oggi della fruizione e della realizzazione accanto allo ieri in cui \u00e8 ambientata la storia) in modo da evidenziare lo iato che li separa, cos\u00ec da dare luogo a una dialettica composita e costituita dall\u2019associazione di vari elementi eterogenei, riguardante non solo le epoche (storiche e cinematografiche) ma anche le immagini e i loro formati. Ne consegue l\u2019emersione di una brusca discontinuit\u00e0 finalizzata non a inceppare il film ma a far emergere al suo interno una differenza, in particolare tramite il raddoppiamento di alcuni suoi elementi: dai formati (ad esempio l\u2019accostamento del film alle riprese televisive che simulano l\u2019estetica del periodo in cui \u00e8 ambientata la trama) a intere scene (si pensi agli inserti dei titoli di coda, relativi alla fine della vicenda con i personaggi reali ripresi dalle televisioni dell\u2019epoca), fino al doppio determinato dalla sovrapposizione fra finzione filmica e spettacolo della realt\u00e0 trasmessa in diretta.<\/p>\n<p>Il filo del ricatto \u00e8 dunque un\u2019affascinante riflessione sulla societ\u00e0 contemporanea effettuata tramite il racconto del conflitto sociale e la tematizzazione della necessit\u00e0, difficile ma imprescindibile, di rappresentarlo. Van Sant ricorre a un\u2019estetica del frammento costituita dalla parcellizzazione e dall\u2019associazione dialettica di varie tipologie di elementi: le varie opinioni sulla vicenda, le diverse prospettive attraverso cui interpretarla (in particolare la versione di Tony opposta a quella dell\u2019agenzia di mutui), le componenti della societ\u00e0 personificate nel film dai vari personaggi e le immagini appartenenti a supporti differenti. In questo modo, viene espresso sia il tentativo che il fallimento di rappresentare la complessit\u00e0 del presente a causa della sua inafferrabilit\u00e0 e della difficolt\u00e0 di pensarlo nella sua totalit\u00e0 invece che nei suoi singoli componenti. \u00c8 questo il senso del \u201cfilo\u201d del titolo del film: un espediente, disperato e brutale proprio perch\u00e9 espressione di un bisogno profondo e insopprimibile, finalizzato a unire i vari frammenti che costituiscono il nostro presente frastagliato e a costringerli al dialogo. Resta la speranza che questo sia possibile evitando la violenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Indianapolis (U.S.A.), 8 febbraio 1977. 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