{"id":403907,"date":"2026-03-20T00:12:13","date_gmt":"2026-03-20T00:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/403907\/"},"modified":"2026-03-20T00:12:13","modified_gmt":"2026-03-20T00:12:13","slug":"van-dyck-leuropeo-al-via-a-palazzo-ducale-la-mostra-del-genio-del-ritratto-primocanale-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/403907\/","title":{"rendered":"Van Dyck l&#8217;europeo, al via a Palazzo Ducale la mostra del genio del ritratto &#8211; Primocanale.it"},"content":{"rendered":"<dl class=\"fields-container\">\n<dd class=\"field-entry ovhvideo \">\n<\/dd>\n<\/dl>\n<p>Tra i grandi protagonisti della pittura barocca europea, <strong>Anthon van Dyck<\/strong> emerge come una figura di straordinaria eleganza, capace di fondere raffinatezza aristocratica e sensibilit\u00e0 psicologica in un linguaggio pittorico unico. La sua arte non \u00e8 soltanto un riflesso del proprio tempo ma una vera e propria rivoluzione nella ritrattistica, destinata a influenzare secoli di artisti. Se <strong>Rubens<\/strong> celebrava il movimento e la potenza, <strong>Van Dyck<\/strong> cercava l\u2019anima dei suoi soggetti. Una differenza sottile ma decisiva che lo port\u00f2 a distinguersi come ritrattista d\u2019eccezione.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande retrospettiva degli ultimi venticinque anni<\/p>\n<p>Su questo straordinario artista Palazzo Ducale ospita la pi\u00f9 grande retrospettiva a lui dedicata negli ultimi venticinque anni, &#8216;<strong>Van Dyck l&#8217;europeo, Il viaggio di un genio da Anversa a Genova a Londra<\/strong>&#8216;, evento che non \u00e8 soltanto un\u2019esposizione ma un vero racconto visivo della nascita dell\u2019artista moderno. <strong>Fino al 19 luglio<\/strong>, le sale dell\u2019<strong>Appartamento<\/strong> e della <strong>Cappella del Doge<\/strong> ospitano sessanta capolavori provenienti da trentadue musei di ventidue citt\u00e0 europee \u2014 tra cui istituzioni prestigiose come il <strong>Louvre<\/strong>, il <strong>Prado<\/strong> e la <strong>National Gallery<\/strong> \u2014 a comporre un percorso unico, capace di restituire tutta la complessit\u00e0 e la grandezza del maestro fiammingo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"'Re Carlo I e sua moglie' di Anton Van Dyck\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/id45vandyckkingcharlesiandhiswifeolomoucp47734.jpg\" alt=\"\" itemprop=\"image\" class=\"img-fluid jch-lazyload\" width=\"1163\" height=\"637\"\/>&#8216;Re Carlo I e sua moglie&#8217; di Anton Van DyckUno degli artisti pi\u00f9 iconici e amati<\/p>\n<p>\u201cPalazzo Ducale torna a esplorare con questa mostra un periodo storico che aveva proiettato Genova verso un ruolo internazionale e l\u2019aveva portata ad essere una delle capitali artistiche d\u2019Europa \u2013 sottolinea la <strong>presidente di Palazzo Ducale Sara Armella<\/strong> -. Un ruolo che ribadiamo con un\u2019esposizione dedicata ad uno degli artisti pi\u00f9 iconici e pi\u00f9 amati e per la quale abbiamo tessuto una rete di collaborazioni con le pi\u00f9 grandi istituzioni museali d\u2019Europa. Un\u2019occasione unica, dunque, di promozione dell\u2019immagine della nostra citt\u00e0 a livello internazionale\u201d. \u201cCon questa mostra\u00a0&#8211; le fa eco <strong>la direttrice Ilaria Bonacossa<\/strong> &#8211; rinnoviamo il nostro impegno nella promozione della ricerca storico-artistica operando un confronto sistematico tra opere provenienti da musei e collezioni internazionali e definendo il ruolo di Van Dyck nella costruzione di un linguaggio condiviso dell\u2019identit\u00e0 aristocratica nell\u2019Europa della prima et\u00e0 moderna\u201d.<\/p>\n<p>Ripercorre l&#8217;intero arco della sua carriera<\/p>\n<p>Curata da <strong>Anna Orlando<\/strong> e <strong>Katlijne Van der Stighelen<\/strong>, la mostra ripercorre l\u2019intero arco della carriera dell&#8217;artista. Il percorso si sviluppa come il viaggio intrapreso dalla sua patria, le <strong>Fiandre<\/strong>, fino alla corte di <strong>Carlo I re d\u2019Inghilterra<\/strong>, attraverso numerosi spostamenti e, soprattutto, dopo un lungo soggiorno in Italia, durato sei anni. Un viaggio tematico che mette in luce come Van Dyck sia stato capace di adattarsi a contesti sociali e culturali diversi, reinventando continuamente il proprio linguaggio pittorico da Anversa, culla della sua formazione, a Genova, laboratorio della sua eleganza aristocratica, fino a Londra, palcoscenico della consacrazione.<\/p>\n<p>Dodici sale espositive<\/p>\n<p>Il percorso espositivo non segue una rigorosa sequenza cronologica: le opere, distribuite nelle dodici sale, sono accostate per temi e ambiti della sua attivit\u00e0, cos\u00ec da stimolare un confronto diretto tra la maniera del <strong>Van Dyck<\/strong> giovane nella terra d\u2019origine, quella del periodo italiano e quella della maturit\u00e0 inglese. Il confronto coinvolge anche opere con soggetti analoghi: sar\u00e0 infatti possibile, ad esempio, accostare il ritratto di una dama genovese a quello di una dama di <strong>Anversa<\/strong> o di <strong>Bruxelles<\/strong> e a quello di una dama inglese. Ritratti realizzati in momenti diversi, ma soprattutto per committenze caratterizzate da sensibilit\u00e0 e gusti profondamente differenti. Un percorso che testimonia come la sua arte abbia saputo adattarsi, maturare e conquistare il favore di tutti, allora come\u00a0oggi.<\/p>\n<p>Un uomo moderno<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che emerge con forza \u00e8 l\u2019immagine di un uomo moderno, capace di muoversi tra corti e committenze con intelligenza diplomatica e sensibilit\u00e0 culturale la cui influenza si estese ben oltre il suo tempo dal momento che artisti come <strong>Reynolds<\/strong> e <strong>Gainsborough<\/strong> hanno costruito la loro arte proprio sulle sue innovazioni. Perch\u00e9 Van Dyck non \u00e8 stato solo un pittore ma un interprete dell\u2019identit\u00e0, un regista silenzioso dell\u2019immagine sociale. Nei suoi dipinti, la bellezza non \u00e8 mai superficiale: \u00e8 uno strumento per rivelare ci\u00f2 che si nasconde dietro l\u2019apparenza. Ed \u00e8 proprio questa capacit\u00e0 di vedere oltre che lo rende, ancora oggi, un genio senza tempo.<\/p>\n<p>Orari Luned\u00ec: 14-19; marted\u00ec\/domenica: 10-19; venerd\u00ec: apertura fino alle 20<\/p>\n<p>Prezzi intero 15\u20ac &#8211; ridotto 13\u20ac &#8211; ridotto 14\u20ac over65 ridotto 9\u20ac, under25 ridotto 6\u20ac, dai 6 ai 18 anni compiuti<\/p>\n<p>Per riduzioni e agevolazioni consultare il sito <a href=\"http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">www.palazzoducale.genova.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra i grandi protagonisti della pittura barocca europea, Anthon van Dyck emerge come una figura di straordinaria eleganza,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":403908,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,11439,1612,203,14162,169782,204,1537,90,89,632,7366,71228,4734,230651],"class_list":["post-403907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-biglietti","tag-design","tag-entertainment","tag-genova","tag-giorni","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mostra","tag-orari","tag-palazzo-ducale","tag-prezzo","tag-van-dyck"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116258612542867576","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/403907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=403907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/403907\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/403908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=403907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=403907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=403907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}