{"id":404003,"date":"2026-03-20T01:37:15","date_gmt":"2026-03-20T01:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404003\/"},"modified":"2026-03-20T01:37:15","modified_gmt":"2026-03-20T01:37:15","slug":"non-volevamo-diventare-star-essere-sottovalutati-oggi-e-un-vantaggio-i-finley-20-anni-dopo-tutto-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404003\/","title":{"rendered":"\u00abNon volevamo diventare star, essere sottovalutati oggi \u00e8 un vantaggio\u00bb. I Finley 20 anni dopo Tutto \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n<p>Per una generazione, \u201c<strong>Diventerai una star<\/strong>\u201d non era solo una canzone: era un passaggio obbligato. Nel 2006 i <strong>Finley<\/strong> erano ovunque. Vent\u2019anni dopo, sono ancora qui. E non \u00e8 scontato. Una delle icone della <strong>generazione MTV<\/strong> \u00e8 riuscita ad attraversare l\u2019epoca dello streaming senza perdersi. Con\u00a0<strong>Tutto \u00e8 possibile<\/strong>, prodotto da <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/claudio-cecchetto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Claudio Cecchetto<\/a>, <strong>Pedro, Ka, Dani e Ivan<\/strong> portano nel mainstream italiano un suono che fino a quel momento sembrava lontano: figlio del pop-punk americano alla Blink-182, accompagnato da un\u2019estetica riconoscibile fatta di ciuffi e creste.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n    APPROFONDIMENTI&#13;<br \/>\n    &#13;<\/p>\n<p>Il successo \u00e8 immediato: dagli <strong>MTV Europe Music Awards,\u00a0<\/strong>dove vincono il premio come Best Italian Act, fino ai palchi europei e a <strong>Sanremo<\/strong> con\u00a0Ricordi, che li consacra al grande pubblico. A distanza di vent\u2019anni, per\u00f2, la loro storia non si \u00e8 fermata a quell\u2019immagine. I <strong>Finley<\/strong> sono una band che ha attraversato le epoche discografiche, ha cambiato pelle e ha ricostruito il proprio percorso anche lontano dai riflettori, senza mai perdere identit\u00e0. Dai piccoli club al ritorno sui grandi palchi, sempre con la stessa idea di musica suonata e condivisa. Oggi celebrano i vent\u2019anni di\u00a0Tutto \u00e8 possibile\u00a0con un nuovo tour: dopo le date di Bassano del Grappa e Bologna, il 20 marzo arrivano all\u2019Atlantico di Roma, per poi proseguire a Torino, Milano e Brescia.<\/p>\n<p><strong>Vent\u2019anni dopo \u201cDiventerai una star\u201d, vi sentite davvero diventati quello che raccontavate o quella canzone vi \u00e8 rimasta addosso pi\u00f9 di tutto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon era nemmeno nei nostri sogni pi\u00f9 nascosti. Quella canzone ci si \u00e8 appiccicata addosso, nel bene e nel male, ma noi volevamo solo esprimerci attraverso la wave del pop punk che ci faceva battere il cuore. Abbiamo formato una band perch\u00e9 ci sembrava la cosa pi\u00f9 bella da fare per vivere gli anni migliori della nostra vita. Con il tempo siamo diventati molto di pi\u00f9: una squadra, con difetti e pregi, ma con un legame inossidabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In un Paese in cui le band spesso si sfaldano presto, come avete fatto a restare insieme per vent\u2019anni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo sempre messo da parte l\u2019ego. <\/p>\n<p>Poi, come in ogni famiglia, ci sono state zone d\u2019ombra, difetti, frizioni. Ma a tenerci uniti sono stati l\u2019idea di fare musica, l\u2019ingenuit\u00e0 e l\u2019entusiasmo che ci hanno portato a vivere cose insperate. E poi la voglia di dimostrare che c\u2019era molto di pi\u00f9 rispetto alla prima immagine che il pubblico si era fatto di noi. Abbiamo trasformato la nostra passione in un lavoro. E non credete a chi dice che cos\u00ec non lavorerai neanche un minuto: anzi, diventa qualcosa di totalizzante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto vi ha pesato, agli inizi, l\u2019etichetta di boy band?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando \u00e8 finita la Finley mania iniziale, l\u2019attenzione intorno a noi \u00e8 calata. Abbiamo risposto lavorando sul suono, rendendolo pi\u00f9 muscolare, e cercando un\u2019indipendenza manageriale che ci permettesse anche di fare i nostri errori. Era giusto cos\u00ec: eravamo ragazzi che volevano ribellarsi, uscire di casa e provarci con le proprie gambe. Ci siamo sporcati le mani e abbiamo lavorato tantissimo sui live. Portavamo magari un centinaio di persone, che si aspettavano le hit e si trovavano davanti una band solida, con un repertorio vero. In parte abbiamo pagato i pregiudizi che si erano creati su di noi. Oggi per\u00f2 essere sottovalutati \u00e8 un vantaggio: ci permette di riproporci anche a una generazione diversa, di stupire e spiazzare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se vi fermate oggi a guardarvi indietro, il bilancio \u00e8 quello che vi aspettavate?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente positivo. Anzi, direi straordinario, perch\u00e9 all\u2019inizio non c\u2019era nessun tipo di aspettativa e invece abbiamo ancora molto da dire. Le nostre canzoni hanno superato l\u2019esame del tempo, che \u00e8 il pi\u00f9 difficile. Oggi, in questo momento discografico, vent\u2019anni rappresentano un\u2019eternit\u00e0. La carriera di un artista, rispetto a quella di un calciatore, pu\u00f2 essere pi\u00f9 longeva, ma \u00e8 anche meno remunerativa. \u00c8 una grande maratona e solo ogni tanto ti fermi a giudicare il momento. Nei periodi di silenzio discografico noi abbiamo ripulito il suono, seguendo sempre i nostri gusti e la nostra identit\u00e0. Abbiamo lavorato tanto a livello tecnico e sul palco. Ci sono momenti in cui torni a suonare con meno applausi e riparti dai piccoli club, ma da esperienze del genere impari davvero tanto. Abbiamo fatto una gavetta intermedia, perch\u00e9 quella iniziale, nei tempi, \u00e8 stata breve. Sembrava quasi dovessimo espiare il demerito di essere stati baciati dalla sorte. Oggi, invece, siamo tornati ad avere anche una struttura di persone che lavora con noi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che fotografia danno questi concerti dei Finley di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono stati due concerti stupendi, corposi: abbiamo suonato quasi due ore, con 25 canzoni in scaletta. Ci sono stati momenti emozionanti, di delirio, di grande energia. \u00c8 uno show che ha pi\u00f9 dimensioni. Dentro ci sono spensieratezza, grinta, intensit\u00e0. \u00c8 un bel viaggio. In questo spettacolo abbiamo lasciato grande spazio al nostro primo disco, portandone in scena la scaletta completa. Anche fuori dal palco il legame resta forte, pur con vite diverse e oggi anche con famiglie e figli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando scrivi oggi, stai parlando ai ragazzi che siete stati o a quelli che avete davanti sotto il palco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo penso prima di tutto a me. Ho un\u2019esigenza personale di raccontare la nostra storia e di scrivere canzoni che mi facciano godere. Non penso a chi le ascolter\u00e0, anche se chiaramente il discorso \u00e8 pi\u00f9 rivolto ai miei coetanei, perch\u00e9 riesco a capire meglio i loro sentimenti. Per\u00f2 trovo delle analogie anche con i pi\u00f9 piccoli. I ragazzi di oggi sono pi\u00f9 misteriosi, ma le nostre analisi su di loro sono spesso troppo parziali. \u00c8 giusto che non ci parlino, che rifuggano il nostro sguardo. Io mi sento di essere stato pi\u00f9 fortunato di loro. Oggi c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 cinismo e tanti smettono di sognare. Il mio obiettivo \u00e8 cercare di lasciare la cosa migliore possibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il pop-punk in Italia sta vivendo davvero una nuova fase?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon l\u2019esplosione del genere oltre oceano mi sarei aspettato che pi\u00f9 ragazzi si avvicinassero a questa musica, ma non siamo un Paese per chitarre e band. Restano delle eccezioni, per parlare davvero di scena servono pi\u00f9 esempi. <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/la-sad\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La Sad<\/a> \u00e8 stato un progetto importante. <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/le-bambole-di-pezza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le Bambole di Pezza<\/a> sono nate nel 2002 e poi qualche anno fa sono ripartite. Sono contento che abbiano fatto un grande Sanremo. Sono felice anche per la vittoria di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/rob\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rob<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/x-factor\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">X Factor<\/a>, ma il vero lavoro inizia fuori dal talent. Diego\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/naska\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Naska<\/a>, ndr) ha fatto un lavoro straordinario da indipendente, restando coerente senza farsi ammaliare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 in Italia c\u2019\u00e8 cos\u00ec poco spazio mainstream per le band?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 complesso, ci sono molte variabili. Una band costa tre o quattro volte un artista solo, che \u00e8 una testa sola ed \u00e8 pi\u00f9 facile da controllare. Poi ci sono questioni culturali: spesso si finisce per considerare solo il cantante. Succede con <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/stash\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stash<\/a> per i <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/the-kolors\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Kolors<\/a>, con <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/riccardo-zanotti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Riccardo Zanotti<\/a> per i <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/pinguini-tattici-nucleari\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pinguini Tattici Nucleari<\/a>, con <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/francesco-sarcina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francesco Sarcina<\/a> per <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/le-vibrazioni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le Vibrazioni<\/a>. Ma la band \u00e8 una somma, non un\u2019addizione di singoli elementi. Pensa a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/giuliano-sangiorgi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giuliano Sangiorgi<\/a>: \u00e8 un frontman straordinario, ma dietro ha anche musicisti straordinari\u00bb.<\/p>\n<p>Come vi spiegate questa ondata di revival degli anni Duemila? <\/p>\n<p>\u00abSi tende a riabilitare e incensare cose che fino a poco tempo fa venivano demonizzate. Per anni il nostro progetto non ha goduto di grande reputazione presso gli addetti ai lavori. Adesso c\u2019\u00e8 una sorta di revisionismo storico e quella roba diventa cultura. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che non eravamo i pi\u00f9 stronzi prima e non siamo i pi\u00f9 fighi adesso. <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/max-pezzali\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Max Pezzali<\/a>, da questo punto di vista, \u00e8 una mosca bianca: era gi\u00e0 leggendario prima, ha raccontato la vita di milioni di ragazzi e la sua forza \u00e8 stata non perdere mai l\u2019umilt\u00e0. Eppure anche lui, per un periodo, \u00e8 stato screditato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In un mercato sempre pi\u00f9 veloce e guidato dall\u2019algoritmo, cosa salvi davvero della musica di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tende sempre a dire che la musica di ieri fosse migliore, ma non \u00e8 cos\u00ec. Negli anni \u201970 e \u201980 c\u2019erano brani straordinari, ma non tutto lo era. Oggi c\u2019\u00e8 la trap, c\u2019\u00e8 l\u2019autotune, ma non tutto \u00e8 da buttare. Il problema \u00e8 che l\u2019isteria \u00e8 diventata la regola e l\u2019algoritmo non porta a sviluppare la qualit\u00e0. Si pensa che una certa musica non abbia velleit\u00e0 solo perch\u00e9 non fa determinate cifre. Per esempio, ho visto Madame uscire con un pezzo gigantesco dopo essersi fermata. Non tutti possono permetterselo, ma tanti che potrebbero non lo fanno. Invece dovrebbero fermarsi, fare altro, uscire con una livrea nuova. Il silenzio dovremmo imparare a viverlo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sanremo oggi \u00e8 ancora un obiettivo o solo una grande occasione da cogliere se capita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSarei scemo a dire di no. Potrebbe essere un moltiplicatore straordinario rispetto al lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni. In passato ci abbiamo provato alcune volte, ma col senno di poi dico: meglio cos\u00ec. Se dobbiamo ripresentarci, dobbiamo farlo nella maniera che vogliamo noi, perch\u00e9 \u00e8 una vetrina troppo importante. Magari il prossimo anno andremo, magari no: sappiamo che la concorrenza \u00e8 forte e ampia, e se non succede va bene lo stesso. L\u2019ultima volta ci abbiamo provato due anni fa, nel primo biennio Conti. Devi avere gli argomenti, e poi puoi anche avere una canzone carina. Negli anni passati, da indipendenti, era pi\u00f9 difficile. Poi pu\u00f2 essere anche il direttore artistico, che ha i suoi pallini, a venirti a cercare. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec, perch\u00e9 alla fine ci mette la faccia\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email Per una generazione, \u201cDiventerai&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":404004,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1443],"tags":[359,36838,203,209764,230690,204,1537,90,89,30911,1538,1539,230691,987,9143,3555,230692],"class_list":["post-404003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-musica","tag-atlantico","tag-claudio-cecchetto","tag-entertainment","tag-finley","tag-i-finley","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mtv","tag-music","tag-musica","tag-pedro-finley","tag-roma","tag-sanremo","tag-tour","tag-tutto-e-possibile"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116258946775188633","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=404003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404003\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/404004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=404003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=404003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=404003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}