{"id":404249,"date":"2026-03-20T06:09:15","date_gmt":"2026-03-20T06:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404249\/"},"modified":"2026-03-20T06:09:15","modified_gmt":"2026-03-20T06:09:15","slug":"i-10-film-da-vedere-per-capire-dove-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404249\/","title":{"rendered":"i 10 film da vedere per capire dove siamo"},"content":{"rendered":"<p>Il cinema \u00e8 una bussola per orientarci, non solo visivamente, ma anche mentalmente nella societ\u00e0 in cui abitiamo. Per questo motivo, ecco una breve ma significativa guida delle opere cinematografiche da vedere per capire lo stato dell\u2019arte dell\u2019industria filmica e della nostra cultura di massa<\/p>\n<p><strong>TRAIN DREAMS<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il pi\u00f9 sommesso dei candidati all\u2019<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/oscar-2026-nomination-fz2d1x87\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Oscar<\/a> Best Movie. E il pi\u00f9 imprevedibile. Anche perch\u00e9 \u00e8 insabbiato nei recessi di Netflix. Certificato per il grande schermo &#8211; praticamente da bollino rosso &#8211; \u00e8 finito dritto su piattaforma. Alleluia. The extraordinary life of an ordinary man: la tagline del film \u00e8 veritiera.<\/p>\n<p>Dal romanzo breve di Denis Johnson, Clint Bentley ripercorre la parabola esistenziale di Robert Grainier (Joel Edgerton), oscuro boscaiolo al seguito delle ferrovie che all\u2019alba del Novecento civilizzano e sventrano il Nord-ovest americano. \u00c8 nelle cinquine anche per sceneggiatura non originale e fotografia (Adolpho Veloso). Se ti immergi nei suoi orizzonti capisci perch\u00e9. Quarta nomination per la canzone: la firma Nick Cave con Bryce Dessner. Non proprio un signor Nessuno.<\/p>\n<p><strong>LA MATTINA SCRIVO (A\u2019PIED D\u2019OEUVRE)<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Far\u00e0 innamorare i proletari della letteratura, penso a Jonathan Bazzi. Premio per la sceneggiatura nella veneziana Orizzonti, quello di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/valerie-donzelli-la-mattina-scrivo-zona-grigia-precariato-lavoro-culturale-wiiyzfvv\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Val\u00e9rie Donzelli<\/a> \u00e8 un tour guidato e documentato nel precariato pi\u00f9 estremo: esperienze vissute (e narrate) da Franck Court\u00e8s (da noi ed. Playground). Paul (Bastien Bouillon) \u00e8 un fotografo che a 42 anni sceglie di scrivere. Serve un lavoro che non ti risucchi, anche se significa indigenza e i siti online della fatica a ore, con le aste al ribasso: vince chi chiede di meno. \u00c8 un incontro ravvicinato con la flessibilit\u00e0 in metastasi che deforma il lavoro as we know it e con le nuove povert\u00e0 fuori controllo. Le umiliazioni sono nel conto, ma a chi ti recluta per un trasloco puoi dire: \u201cNon la mattina. La mattina scrivo\u201d. Aldous Huxley \u00e8 ipercitato.<\/p>\n<p><strong>NO OTHER CHOICE-NON C\u2019E\u2019 ALTRA SCELTA<\/strong><\/p>\n<p>Il grande Park Chan-wook di Old Boy e Lady Vendetta rilegge il classico noir di Donald E. Westlake (titolo originale The Ax) vent\u2019anni dopo Costa-Gavras, a cui il remake \u00e8 dedicato. Nella Corea di oggi il thriller sociale diventa una sulfurea dark comedy sulle devastazioni umane e ambientali del turbo-capitalismo. Licenziato in tronco dai nuovi padroni \u2013 una multinazionale Usa \u2013\u00a0il pacifico ingegnere cartario Man-su (Lee Byung-hun), dopo infiniti colloqui falliti e nel precipizio del train de vie familiare, \u2018non ha altra scelta\u2019 che eliminare fisicamente i candidati al suo vecchio posto. Da dilettante dell\u2019omicidio seriale. Il grottesco di Park Chan-wook \u00e8 stile distillato, ma coscienza politica e humour noir camminano a braccetto.<\/p>\n<p><strong>SINNERS (I PECCATORI)<\/strong><\/p>\n<p>Le sedici nomination al B-movie autorale di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/oscar-nomination-sinners-peccatori-dobbiamo-resistere-fino-alba-hollywood-frii8kxd\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ryan Coogler<\/a> \u2013 da Guinness dei primati &#8211; sono il pi\u00f9 esplicito atto politico dell\u2019Academy nell\u2019era Trump. \u00c8 l\u2019horror usato alla maniera di Carpenter e Joe Dante. Qui come manifesto della black culture prima segregata e poi vampirizzata dai bianchi e della specifica mitologia che affonda le sue radici nel Blues. Sulla rotta della Road 61 che dai vecchi Stati schiavisti sale a Chicago, la Clarksdale del film \u00e8 quella di Robert Johnson e del suo leggendario quadrivio, di Muddy Waters e John Lee Hooker. Bessie Smith ci \u00e8 morta a 43 anni, di razzismo. I juke joint sono banche della memoria. I vampiri hanno la pelle bianca e suonano al banjo il bluegrass. Il futuro mercato della country music beve dal sangue altrui. Doppio ruolo per il Black Panther Michael B. Jordan.<\/p>\n<p><strong>SILENT FRIEND<\/strong><\/p>\n<p>Parafrasando un lacrimoso De Sica del 1943, potremmo dire in soldoni che gli alberi ci guardano. Ma il notevole film di Ildik\u00f2 Enyedi \u00e8 parecchio pi\u00f9 articolato. Un monumentale ginkgo biloba del campus tedesco di Marburg \u00e8 l\u2019essere senziente (femmina) che collega esperienze diverse ma affini. Tre personaggi e tre epoche- il 2020 di un neuroscienziato di Hong Kong (Tony Leung) che registra le vibrazioni cerebrali dei neonati, il 1908 della prima studentessa donna in una facolt\u00e0 ferocemente misogina e il post-sessantotto di un fuorisede laureando in Letteratura- si alternano anche nei formati: bianco e nero, pellicola sgranata anni \u201970 e digitale. I versi di R.M. Rilke dialogano con il Goethe botanico de La metamorfosi delle piante e con la Species Plantarum\u00a0di Carlo Linneo. Anche le piante soffrono la solitudine.<\/p>\n<p><strong>SENTIMENTAL VALUE<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il film che Ingmar Berman potrebbe fare se fosse nato nel 1974 come J<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/marty-supreme-vs-sentimental-value-il-cinema-diventa-speed-watching-h76uhck1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">oaquim Trier <\/a>e di indole fosse pi\u00f9 tipo chill guy, pi\u00f9 rilassato. Grand Prix a Cannes, ha razziato gli European Film Awards e corre per nove Oscar, un portento per un titolo norvegese. Il sublime quartetto d\u2019archi del cast &#8211; Stellan Skarsgard, Renate Reinsve, Inga Ibsdotter Lilleaas e Elle Fanning-\u00a0 \u00e8 addirittura in gara con s\u00e9 stesso nella categoria supporting role femminile. Sono funamboli dei confini porosi tra arte e vita, con Ibsen, Cechov e il bergmaniano Persona in sottotesto. La casa di puro <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/Pilotti-Sentimental-Value-Casa-Milano-mg1zf4ur\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dragestil autoctono norvegese<\/a> evolve da coagulo di rancori familiari a palcoscenico di riconciliazione. Il potere catartico dell\u2019arte \u2013 same old story &#8211; restituito a pura emozione.<\/p>\n<p><strong>HAMNET<\/strong><\/p>\n<p>Quesito: perch\u00e9 la X di Elon Musk ha scatenato una shitstorm contro il m\u00e9lo scespiriano di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/hamnet-nel-nome-del-figlio-chloe-zhao-cinema-oscar-srdhm3h8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Chlo\u00e9 Zhao<\/a>? Fa il paio con la campagna diffamatoria che l\u2019anno scorso ha impallinato Emilia P\u00e8rez di Jacques Audiard.<\/p>\n<p>Le otto nomination di Hamlet galvanizzano squadroni di hater, vai a capire perch\u00e9. La regista Oscar di Nomadland pesca dal bestseller omonimo di Maggie O\u2019Farrell (anche co-sceneggiatrice) e Will Shakespeare cede il proscenio a sua moglie Agnes, creatura primordiale in simbiosi con la Natura materica che impregna la fotografia di Lucasz Zal. Jessie Buckley (Agnes) \u00e8 da statuetta ma il Bardo di Paul Mescal (che non \u00e8 candidato) \u00e8 anche meglio. In finale il lutto per Hamnet, il figlio morto, genera Hamlet, l\u2019Amleto, cio\u00e8 arte: epifania onstage e \u2018crescendo\u2019 da brividi. Non \u00e8 vero ma hai voglia di crederci.<\/p>\n<p><strong>SORRY, BABY\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ha quel tipo di umori indie (cifra Sundance + A24 distributrice negli Usa) che ti trasmettono aria di casa: genere cinema a Km zero. \u00c8 il sorprendente esordio registico di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/sopravvivere-al-trauma-con-ironia-di-sorry-baby-film-cinema-eva-victor-dha681au\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Eva Victor<\/a>, classe 1994, qui anche sceneggiatrice e leading actor. Maglioni informi, case modeste da universit\u00e0 periferiche, libri accatastati sine die e tutti i titoli dei romanzi che amiamo. Genere traumedy, perch\u00e9 Agnes, fresca docente di Letteratura, rivanga lo stupro subito in passato dal suo venerato relatore di tesi. L\u2019antidoto a un trauma che ancora infetta comportamenti e vita sociale \u00e8 l\u2019ironia. Che non ti guarir\u00e0 mai del tutto ma aiuta a guardare avanti. Le Louboutin \u2018stiletto heels\u2019 di Sex and the City qui non hanno diritto di cittadinanza.<\/p>\n<p><strong>LA GRAZIA<\/strong><\/p>\n<p>La grazia \u00e8 la bellezza del dubbio, per <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/italia\/la-grazia-sorrentino-essenza-presidente-equilibrio-ulteriori-riflessioni-marco-damilano-iych7tje\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paolo Sorrentino<\/a> e i suoi interpreti in stato di grazia (scusate il bisticcio). Mariano De Santis (Toni Servillo, coppa Volpi a Venezia) \u00e8 un Presidente della Repubblica a fine mandato che usa il semestre bianco come un esercizio di libert\u00e0, infrangendo la gabbia &#8211; anche mentale &#8211; del protocollo. \u00c8 un\u2019occasione di tempo sospeso, di azzeramento della forza di gravit\u00e0, la condizione dell\u2019astronauta nella sua navicella spaziale che detta anche il prefinale del film.<\/p>\n<p>Nel giurista dall\u2019etica granitica (il soprannome \u2018cemento armato\u2019 vale per amici e nemici) e nel politico di democristiana cautela covano voglie di rap (quello di Gu\u00e8) e tormenti di vedovo. E c\u2019\u00e8 una figlia (Anna Ferzetti) a suggerirgli la ricerca di una verit\u00e0 \u201cda pi\u00f9 vicino\u201d, perch\u00e9 \u00abil Diritto ce la mostra solo da lontano\u00bb. Il Sorrentino visionario opera in sottrazione e guadagna in potenza.<\/p>\n<p><strong>BUEN CAMINO<\/strong><\/p>\n<p>Cio\u00e8: sono bollita? <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/quando-ridiamo-checco-zalone-di-chi-stiamo-ridendo-finzioni-nnqbs7d5\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Checco Zalone<\/a> invece di Una battaglia dopo l\u2019altra, di L\u2019Agente segreto, di Un semplice incidente? Prendetevela con Beppe Cottafavi che mi ha inchiodato alle dieci schede canoniche. Ma se non ragioni come un registratore di cassa e pi\u00f9 che agli incassi guardi agli esseri umani, 1 italiano su 6 ha visto Buen camino. Ovvero quasi nove milioni e mezzo di anime vive, non le anime morte gogoliane che sono il target di tanto prodotto nostrano. Luca Medici \u00e8 la mosca bianca che rispetta il contratto sociale della commedia: scambi un biglietto con la promessa di ridere. Il vecchio J.-J.R. sarebbe d\u2019accordo.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il cinema \u00e8 una bussola per orientarci, non solo visivamente, ma anche mentalmente nella societ\u00e0 in cui abitiamo.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":404250,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-404249","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116260016262286409","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=404249"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404249\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/404250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=404249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=404249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=404249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}