{"id":404270,"date":"2026-03-20T06:34:15","date_gmt":"2026-03-20T06:34:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404270\/"},"modified":"2026-03-20T06:34:15","modified_gmt":"2026-03-20T06:34:15","slug":"la-mia-missione-negli-usa-a-caccia-di-storie-italiane-sono-un-uomo-libero-viaggero-per-il-mondo-addio-a-masterchef-per-cacciarmi-devono-avvelenarmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/404270\/","title":{"rendered":"\u00abLa mia missione negli USA a caccia di storie italiane. Sono un uomo libero, viagger\u00f2 per il mondo. Addio a MasterChef? Per cacciarmi devono avvelenarmi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p>\u00abVoglio restituire agli altri un po&#8217; della fortuna che ho avuto io nella mia vita\u00bb. Con questo spirito <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/bruno-barbieri\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bruno Barbieri<\/a><\/strong> \u00e8 partito per la Florida lo scorso gennaio alla ricerca di storie italiane negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Storie ovviamente legate al mondo della cucina, tra i pi\u00f9 grandi patrimoni che l&#8217;Italia pu\u00f2 vantare in giro per il mondo. Lo chef giudice di <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/masterchef\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">MasterChef<\/a><\/strong> \u00e8 partito senza tv al seguito e ha raccontato sui suoi canali personali storie\u00a0\u00abdi vita vera\u00bb. Un format intitolato\u00a0Bruno in the U.S.A. con undici puntate.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nel suo racconto per\u00f2 non c&#8217;\u00e8\u00a0solo cucina, ma anche un ragionamento pi\u00f9 ampio sull\u2019identit\u00e0 italiana, sulla forza del racconto e sul bisogno di dare visibilit\u00e0 a chi, lontano da casa, sta facendo impresa con talento e sacrificio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Of Chef Barbieri, partiamo dall\u2019inizio: qual \u00e8 la missione di Bruno in the U.S.A.?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abLa mia missione \u00e8 raccontare la storia di tanti giovani che hanno lasciato il nostro Paese non per disperazione, ma per cercare qualcosa di diverso nella loro vita. Non parliamo di persone che sono partite perch\u00e9 con l\u2019acqua alla gola o perch\u00e9 in Italia non funzionava niente. Parliamo di gente arrivata negli Stati Uniti per costruire, per mettersi in gioco, per raccontare una storia importante: la storia del nostro Paese, del nostro lavoro, della nostra materia prima, ma soprattutto della nostra cultura\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ha scelto di partire proprio dalla Florida?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 in Florida vivo per un periodo dell\u2019anno. \u00c8 un posto dove vengo a ricaricarmi, a rigenerarmi. Ho molti amici italiani e molti amici americani, quindi la conosco bene. A un certo punto mi sono detto: invece di andare soltanto nei ristoranti americani, perch\u00e9 non andare a vedere che cosa fanno gli italiani qui? Da l\u00ec \u00e8 cominciato tutto. Ho iniziato a conoscere imprenditori, chef, ma anche italiani che fanno altri lavori. Poi, come sempre succede con la comunit\u00e0 italiana, da una persona passi a un\u2019altra, da una storia ne nasce un\u2019altra. E mi si \u00e8 aperto un mondo\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Che cosa ha scoperto in questo viaggio?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abHo scoperto ragazzi straordinari, persone molto brave, con una voglia enorme di emergere e di raccontare qualcosa di importante. E ho capito ancora di pi\u00f9 una cosa: l\u2019America \u00e8 uno dei pochi Paesi al mondo dove, se hai capacit\u00e0, una grande opportunit\u00e0 te la danno davvero. Certo, non \u00e8 facile fare impresa qui, ma se hai visione, se sei bravo e se capisci il contesto in cui lavori, puoi costruire qualcosa di importante\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.leggo.it\/schede\/23_febbraio_2026_bruno_barbieri_casa_dove_vive_bologna_cucina_stanze_chef_eta_stipendio_gay_figli_papa_mamma_segno_zodiacale_4_hotel-9375562.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bruno Barbieri, la casa a Bologna: l&#8217;open space illuminato, il parquet in legno e i soffitti alti. La cucina? Essenziale, ma tutta da scoprire<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Che immagine hanno gli americani degli italiani?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abCi amano in maniera folle. Tutto quello che \u00e8 italiano per loro \u00e8 figo, \u00e8 moda, \u00e8 trendy. Sono affascinati da come ti vesti, da dove vieni, dalla storia della tua famiglia, da quello che fai. Gli italiani negli Stati Uniti sono veramente amati e questa cosa mi ha colpito molto. Ti fanno sentire a casa e, soprattutto, vogliono ascoltare la tua storia. Questo ti fa capire che noi italiani abbiamo davvero una marcia in pi\u00f9: nell\u2019artigianalit\u00e0, nel modo di porci, nella capacit\u00e0 di creare relazione\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Eppure spesso l\u2019Italia fatica a raccontarsi.<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero. Noi dovremmo imparare a fare molto meglio le pubbliche relazioni del nostro Paese. Quando andiamo in giro per il mondo dovremmo raccontare davvero la nostra storia, il valore dei nostri territori, dei nostri prodotti, della nostra cultura. A volte ci rendiamo conto del valore dell\u2019Italia pi\u00f9 all\u2019estero che a casa nostra. E con questo progetto sto cercando di fare anche questo: dare visibilit\u00e0 a persone che, attraverso il loro lavoro, stanno raccontando l\u2019Italia nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quali storie l\u2019hanno colpita di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abTante. C\u2019\u00e8, per esempio, Angelo, che tra quelli che ho incontrato \u00e8 il pi\u00f9 grande d\u2019et\u00e0: \u00e8 arrivato in America con grandissime difficolt\u00e0 e oggi ha costruito un gruppo importante, con ristoranti, bar, pasticcerie, forni. Oppure i ragazzi di Manolibera, giovanissimi napoletani che hanno aperto un posto stupendo. C\u2019\u00e8 la famiglia di Ciao Amore, marito e moglie romani: erano arrivati per aprire un piccolo caseificio in Florida, poi hanno aperto un ristorante, in pieno Covid, e non si sono arresi. Lei faceva anche corsi di cucina per le signore americane e insieme hanno costruito un\u2019impresa vera\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche chi ha scelto di raccontare una cucina molto identitaria.<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec. Penso a Via Emilia 9, a Miami, aperto da una coppia giovanissima di San Giovanni in Persiceto. Loro non raccontano genericamente una cucina italiana: raccontano una cucina emiliano-romagnola. Fanno tortellini, lasagne, piatti della tradizione. Hanno perfino una sfoglina in vetrina. \u00c8 questo che mi interessa: chi non si limita a fare l\u2019italian sounding, ma porta una cultura precisa, vera, radicata\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>In questo racconto c\u2019\u00e8 anche l\u2019idea di un\u2019Italia che sa innovare senza perdere le radici?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 esattamente cos\u00ec. Questi ragazzi hanno capito che non basta rifare sempre i soliti piatti che l\u2019americano si aspetta di trovare perch\u00e9 li ha mangiati in vacanza a Roma o a Milano. Un tempo era pi\u00f9 semplice aprire un ristorante e vivere di carbonara, cacio e pepe o cotoletta milanese. Oggi tanti chef italiani stanno facendo un lavoro pi\u00f9 profondo: insegnano come si mangia davvero la pasta, come si fa un risotto, come si valorizza una materia prima. Magari all\u2019inizio perdi anche qualche coperto, ma \u00e8 cos\u00ec che costruisci cultura gastronomica\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quanto conta la comunicazione negli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abConta tantissimo. Qui bisogna essere molto bravi a comunicare e a capire che cosa vuole il cliente, perch\u00e9 hanno abitudini e un palato diversi. Per\u00f2 il cliente americano vuole sapere: vuole conoscere lo chef, la sua storia, da dove arriva il cibo, perch\u00e9 un piatto \u00e8 fatto in un certo modo. Per questo non basta il cuoco in cucina: servono anche una sala preparata, un racconto coerente, persone capaci di spiegare il valore del prodotto. E i ristoranti che ho visitato lavorano davvero tanto in questa direzione\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quindi non \u00e8 solo cucina, ma anche racconto del Made in Italy?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abCerto. Dietro questi ristoranti si sono aperti mondi enormi: quello dell\u2019importazione della materia prima, per esempio. Oggi negli Stati Uniti ci sono aziende italiane che portano qui i nostri prodotti, dagli aceti balsamici agli oli, dal parmigiano ai salumi. Si sta facendo un grandissimo lavoro. E il bello \u00e8 che la ristorazione diventa il punto di incontro tra cultura, impresa, artigianato e identit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/reel\/DUs8xw7DFNT\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\" wp_automatic_readability=\"-7.0510948905109\"><p>&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p><\/blockquote>\n<p>&#13;<br \/>\n<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ha scelto di realizzare questo progetto in maniera cos\u00ec diretta, sui suoi canali e senza tv?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 nato in modo spontaneo. <\/p>\n<p>Ero qui, avevo voglia di fare qualcosa, ho iniziato a incontrare questi chef e a conoscere le loro storie. Non c\u2019era il tempo di passare per la televisione o per un format strutturato. Allora mi sono detto: facciamolo sporco, facciamolo reale, raccontiamolo cos\u00ec com\u2019\u00e8. Con un paio di telefoni, in modo diretto, senza costruzioni. E credo che questa sia anche la sua forza: \u00e8 vero, immediato, vicino alle persone\u00bb.&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/12_19120524.jpg\"\/><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quante puntate avete realizzato?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abUndici puntate, tutte girate qui in Florida. Ci abbiamo lavorato per giorni: devi incontrare gli chef, rispettare i loro tempi, entrare nelle cucine, capire le dinamiche. \u00c8 stato impegnativo, ma molto divertente. Ho conosciuto davvero delle gran belle persone e questa per me \u00e8 stata la parte pi\u00f9 preziosa\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Continuer\u00e0 con altri Paesi?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, questa \u00e8 la mia idea. La mia missione non si ferma agli Stati Uniti. Sono gi\u00e0 stato in Australia e l\u00ec ho amici che hanno pasticcerie e attivit\u00e0 interessanti. Voglio allargare il racconto, far capire che l\u2019Italia non \u00e8 il Paese che troppo spesso viene descritto in maniera superficiale. \u00c8 un Paese con una marcia in pi\u00f9, fatto di gente capace, di persone che hanno voglia di fare impresa e di raccontarsi, anche lontano da casa\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>In queste storie si \u00e8 rivisto un po\u2019 anche lei?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec. Io sono molto tifoso di queste storie perch\u00e9, in parte, ci rivedo anche il mio percorso. Il fatto di andarmene di casa, di lasciare il mio Paese, di viaggiare, di tornare, di confrontarmi con mondi diversi: fa parte della mia vita. Io non sarei mai riuscito a stare fermo tutta la vita nello stesso posto. Credo che la cucina funzioni cos\u00ec: conoscere altra gente, entrare in altri mercati, altre culture, altre storie. \u00c8 il modo pi\u00f9 intelligente per fare questo lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Quanto conta, per lei, poter dare visibilit\u00e0 a questi chef?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abConta tantissimo. Oggi la mia fortuna \u00e8 poter usare quello che ho costruito negli anni per diventare una vetrina per altri. Io ho avuto talento, certo, ma ho avuto anche fortuna: ho incontrato grandi chef, grandi professionisti, ho viaggiato, ho imparato. Allora, se posso restituire qualcosa mettendo in luce persone brave, vere, che magari hanno fatto pi\u00f9 fatica o non hanno ancora avuto il riconoscimento che meritano, per me \u00e8 fondamentale\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Molti dei protagonisti le hanno detto perch\u00e9 hanno lasciato l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, e questo \u00e8 stato molto interessante. Quasi tutti mi hanno detto la stessa cosa: non se ne sono andati perch\u00e9 in Italia non si sentivano realizzati, ma perch\u00e9 cercavano stimoli diversi, oppure per amore, o per il desiderio di raccontarsi in un altro contesto. Questa \u00e8 una distinzione importante. Non \u00e8 una fuga: \u00e8 una scelta di vita, di crescita, di prospettiva\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualcosa della ristorazione italiana che \u00e8 difficile esportare?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 che impossibile da esportare, direi che va insegnato. In America tutto passa molto dalla comunicazione. Devi spiegare perch\u00e9 una pasta va mangiata in un certo modo, perch\u00e9 un risotto ha una certa consistenza, perch\u00e9 certe cose non si mescolano nello stesso piatto. Sono abitudini diverse, ma quando trovi chi ha voglia di ascoltare e di capire, puoi fare un lavoro enorme. E oggi gli chef italiani qui lo stanno facendo molto bene\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>La geografia gastronomica americana sta cambiando?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, molto. La Mecca della gastronomia non \u00e8 pi\u00f9 soltanto New York o Los Angeles. Si stanno muovendo tante cose anche in Florida, a Boston, a San Francisco, a New Orleans, sulla costa del Golfo. Gli italiani stanno lavorando bene in tante aree nuove e questo rende tutto ancora pi\u00f9 interessante. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un solo centro: ci sono tante citt\u00e0 e tante comunit\u00e0 dove si pu\u00f2 costruire qualcosa\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Questo progetto la allontana in qualche modo dalla televisione italiana?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abNo, assolutamente. Io ho i miei programmi di punta, MasterChef e 4 Hotel, che restano centrali. Diciamo che questo \u00e8 un lavoro che faccio nei miei momenti liberi, mentre viaggio e mi rigenero. Ma non mi allontana affatto dalla televisione italiana. Anzi, sono due mondi che convivono benissimo\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 esistere un MasterChef senza Bruno Barbieri?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abSecondo lei? Per mandarmi via di dovranno avvelenare. Voglio essere seppellito a Rogoredo (ride, ndr). Io a MasterChef mi sono sempre dedicato tantissimo. Quando lo giro, per me esiste solo quello. Mi interessa scoprire talenti, capire le persone, raccontare il valore del cibo. E credo che MasterChef abbia fatto un lavoro enorme: ha fatto capire che dietro a un piatto non c\u2019\u00e8 solo il talento di uno chef, ma anche la storia di produttori, allevatori, artigiani, persone che ogni giorno fanno sacrifici per portare qualit\u00e0 in tavola. Questo \u00e8 stato un passaggio culturale importantissimo\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Incontrer\u00e0 Sinner a Miami? Lui sta giocando il torneo ATP proprio in questi giorni e sappiamo che lei \u00e8 un grande fan&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abMagari&#8230; sarebbe un sogno. Mi piacerebbe cucinargli delle tagliatelle, sono sicuro che gli piacerebbero. Prover\u00f2 a stalkerizzarlo (ride, ndr). Lui \u00e8 tra i pi\u00f9 grandi esportatori di italianit\u00e0 nel mondo. E adesso c&#8217;\u00e8 anche Kimi Antonelli, quel ragazzo va fortissimo ed \u00e8 un orgoglio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Che cosa le manca dell\u2019Italia quando \u00e8 all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abL\u2019Italia ti manca sempre. Ti manca il vicino di casa, il bar sotto casa, il farmacista all\u2019angolo, il prete, le piccole cose quotidiane. Per\u00f2 io ho imparato a vivere molto il presente. So che poi torno, perch\u00e9 la tua terra resta sempre la tua terra. E lo vedo anche negli italiani che vivono qui da 50 o 60 anni: tutti mantengono un\u2019anima italiana, tutti tornano, una o due volte l\u2019anno. Hai bisogno della tua terra, della tua aria, delle tue radici\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>E dopo gli Stati Uniti, dove andr\u00e0 la sua missione gastronomica?<\/strong><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abDevo battere anche l\u2019Africa, perch\u00e9 \u00e8 un altro posto che conosco e dove voglio tornare. \u00c8 un mondo estremamente interessante, anche dal punto di vista gastronomico. Io sono un battitore libero: mi alzo la mattina, chiudo la porta di casa e vado. Non devo niente a nessuno, sono un uomo libero nell\u2019anima. E andare in giro per il mondo, con rispetto e curiosit\u00e0, ti apre davvero la mente in maniera incredibile\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: venerd\u00ec 20 marzo 2026, 06:46&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                    &#13;<br \/>\n                            <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; \u00abVoglio restituire agli altri un po&#8217; della fortuna che ho avuto io nella mia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":404271,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1444],"tags":[87113,65086,203,15574,204,1537,90,89,63500,120097,253],"class_list":["post-404270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tv","tag-antonino-cannavacciuolo","tag-bruno-barbieri","tag-entertainment","tag-giorgio-locatelli","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-masterchef","tag-masterchef-italia","tag-tv"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116260114652973295","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=404270"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/404271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=404270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=404270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=404270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}