{"id":40499,"date":"2025-08-11T04:11:19","date_gmt":"2025-08-11T04:11:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40499\/"},"modified":"2025-08-11T04:11:19","modified_gmt":"2025-08-11T04:11:19","slug":"distese-di-vermi-e-molluschi-la-sorpresa-della-vita-estrema-negli-abissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40499\/","title":{"rendered":"Distese di vermi e molluschi: la sorpresa della vita estrema negli abissi"},"content":{"rendered":"<p>Una effervescente distesa di vita. Come un prato fiorito, a migliaia di metri dalla superficie dell\u2019acqua. Gli ultra-abissi oceanici non smettono di stupire: stavolta <strong>arriva da una profondit\u00e0 di nove chilometri la testimonianza della vita vertebrata marina pi\u00f9 lontana dalla superficie mai \u2018certificata<\/strong>\u2019: cinque vermi tubolari che emergono dai fondali, sembrano quasi gamberetti. Si chiamano Macellicephaloides grandicirra: mai erano stato ripresi e fotografati cos\u00ec in profondit\u00e0, in una fossa dell\u2019Oceano Pacifico nord-occidentale. Per farlo, un team di ricercatori dell\u2019Institute of Deep-sea Science and Engineering, ente nazionale cinese di ricerca oceanografica che si pone tra gli obiettivi proprio lo studio delle profondit\u00e0 marine, ha viaggiato a bordo del Fendouzhe, un sommergibile in grado di operare a profondit\u00e0 superiori ai dieci chilometri anche fino a dieci ore consecutive.<\/p>\n<p>I risultati? Sorprendenti. Con foto e video che raccontano, senza bisogno di postproduzione, <strong>la meraviglia degli abissi<\/strong>. Guest star le cinque creature bianche e appuntite, <strong>vermi tubolari che possono arrivare a 30 centimetri di lunghezza<\/strong>. Ma nei 2500 chilometri percorsi dalla spedizione scientifica, che ha esplorato fosse a profondit\u00e0 comprese tra i 5.800 e 9.533 metri, sono stati fotografati pi\u00f9 ecosistemi, dominati da vermi tubicolari e banchi di molluschi bivalvi, qualcosa di apparentemente simile alle vongole: organismi abituati a vivere nel buio pesto e a pressioni particolarmente alte. Tra loro, secondo i ricercatori, anche <strong>specie mai osservate prima e che potrebbero dunque essere classificate<\/strong> in un futuro non troppo remoto. Finora la documentazione di un animale vertebrato pi\u00f9 in profondit\u00e0 risaliva al 2023, quando in una fossa oceanica al largo del Giappone fu osservato un <strong>pesce lumaca<\/strong>, 8.366 metri sotto il livello del mare. Stavolta, per ammissione dei ricercatori, che hanno riassunto alcune delle evidenze in un <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-025-09317-z\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">articolo appena pubblicato<\/a> sulla prestigiosa rivista Nature \u201cl\u2019abbondanza di animali osservata dall\u2019obl\u00f2 del sommergibile \u00e8 stata assolutamente sbalorditiva\u201d. \u201cQuello che abbiamo visto \u00e8 stato davvero sorprendente ed \u00e8 un privilegio, soprattutto per uno scienziato delle profondit\u00e0 marine, andare in un luogo che gli esseri umani non hanno mai esplorato&#8221;, sottolinea <strong>Xiaotong Peng<\/strong>, tra i ricercatori della spedizione.<\/p>\n<p>\t\t\tBiodiversit\u00e0<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2025\/06\/17\/news\/quanto_poco_conosciamo_gli_abissi_oceanici-424674098\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quanto poco conosciamo gli abissi oceanici<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/autori\/anna_lisa_bonfranceschi\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Anna Lisa Bonfranceschi<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t17 Giugno 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2025\/06\/17\/news\/quanto_poco_conosciamo_gli_abissi_oceanici-424674098\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/101033857-e9962985-6e92-4d84-968c-5fd8339903bd.jpg\" alt=\"Quanto poco conosciamo gli abissi oceanici\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Tra gli obiettivi futuri, la comprensione dei meccanismi di adattamento delle specie a condizioni apparentemente cos\u00ec ostili per la vita. \u201cDevono avere qualche trucco per adattarsi alla vita in condizioni di altissima pressione&#8221;, sottolinea <strong>Megran Du<\/strong>. Decisivo, secondo i ricercatori, il \u201ccarburante\u201d chimico che fuoriesce dai fondali marini, al punto che <strong>Andrew Sweetman<\/strong>, scienziato della Scottish Association for Marine Science, sottolinea a BBC News come questa scoperta dimostri, forse per la prima volta in modo cos\u00ec chiaro, che &#8220;interi ecosistemi alimentati dal metano potrebbero esistere nelle aree pi\u00f9 profonde dell&#8217;oceano&#8221;. Si tratta del meccanismo della <strong>chemiosintesi<\/strong>, un processo che, a differenza della fotosintesi clorofilliana (che utilizza l&#8217;energia solare) <strong>sfrutta l&#8217;energia liberata da alcune reazioni inorganiche per produrre sostanze organiche<\/strong>: trasforma, quindi, alcune sostanze inorganiche a pi\u00f9 bassa energia in alcune con pi\u00f9 alta energia. Consentendo la vita anche dove non ci si aspetterebbe una simile biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cProprio cos\u00ec. \u2013 conferma <strong>Roberto Danovaro<\/strong>, gi\u00e0 presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, oggi docente di ecologia all\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche, tra gli esperti pi\u00f9 influenti al mondo sullo studio del mare \u2013 I risultati di questo progetto confermano che il metano nelle fosse ultra-abissali \u00e8 prodotto dal riscaldamento della materia organica presente sul fondo delle fosse oceaniche, un riscaldamento che avviene per effetto della loro vicinanza alla crosta terrestre e al magma sottostante\u201d. E sugli esiti generali della ricerca: \u201c<strong>\u00c8 come aver fatto una nuova spedizione sulla luna e aver scoperto che ci sono forme di vita<\/strong>. \u2013 dice Danovaro &#8211; Si sapeva gi\u00e0 che alcune forme di vita molto specializzate potevano sopravvivere anche a diecimila metri di profondit\u00e0, ma che esistessero intere distese coperte da vermi e molluschi bivalvi giganti con habitat cos\u00ec ricchi di vita \u00e8 un\u2019autentica sorpresa. Ancora pi\u00f9 straordinaria \u2013 prosegue \u2013  se pensiamo a come vivono e si nutrono queste forme di vita, con bivalvi e altri organismi che si nutrono di metano convertito dai batteri che vivono in simbiosi in sostanze nutritive\u201d. E c\u2019\u00e8 anche un risvolto geopolitico: \u201cQuesta spedizione \u2013 spiega Danovaro &#8211; \u00e8 anche la dimostrazione della capacit\u00e0 tecnologica cinese che, anche in questo settore, ha raggiunto i livelli record precedentemente raggiunti solo dagli Stati Uniti.In un mondo che sta spostando i propri interessi scientifici ed economici sul mare, le tecnologie marine rappresenteranno un elemento chiave per competere ai massimi livelli\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una effervescente distesa di vita. Come un prato fiorito, a migliaia di metri dalla superficie dell\u2019acqua. Gli ultra-abissi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40500,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-40499","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}