{"id":405018,"date":"2026-03-20T17:53:15","date_gmt":"2026-03-20T17:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/405018\/"},"modified":"2026-03-20T17:53:15","modified_gmt":"2026-03-20T17:53:15","slug":"met-di-new-york-acquisisce-rosso-fiorentino-ritrovato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/405018\/","title":{"rendered":"Met di New York acquisisce Rosso Fiorentino ritrovato"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Redazione <\/a>, pubblicato il 20\/03\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/11c-arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Arte antica        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/cinquecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cinquecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/manierismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Manierismo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/rosso-fiorentino.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rosso Fiorentino<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/new-york.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">New York<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/metropolitan-museum.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Metropolitan Museum<\/a> <\/p>\n<p>A New York riemerge quello che secondo il Met \u00e8 il primo dipinto noto del Rosso Fiorentino: identificato dopo un restauro, il museo lo identifica col dipinto citato da Vasari che segna l\u2019esordio di Rosso Fiorentino.<\/p>\n<p>Il <strong>Metropolitan Museum of Art<\/strong> di <strong>New York<\/strong> ha annunciato l\u2019intenzione di acquisire un dipinto appena riscoperto di <strong>Rosso Fiorentino<\/strong> (Giovanni Battista di Jacopo; Firenze, 1494 \u2013 Fontainebleau, 1540), uno dei protagonisti del <strong>Manierismo<\/strong>. L\u2019opera, una Madonna col Bambino e san Giovanni Evangelista, era ritenuta <strong>perduta da secoli <\/strong>ed \u00e8 stata identificata solo di recente in una <strong>collezione privata <\/strong>a seguito di un <strong>intervento di restauro<\/strong> che ha rimosso uno strato di ridipintura, riportando alla luce la figura del santo in primo piano. L\u2019emersione di questo elemento, probabilmente occultato per secoli, ha permesso di riconoscere il dipinto come quello descritto da Giorgio Vasari nelle sue celebri Vite, considerato il <strong>lavoro che segn\u00f2 l\u2019avvio della carriera del giovane artista fiorentino<\/strong>. La scoperta, fa sapere il Met, non solo restituisce un\u2019opera ritenuta perduta, ma ridefinisce anche la comprensione delle origini del linguaggio pittorico di Rosso e, pi\u00f9 in generale, delle trasformazioni artistiche del primo Cinquecento.<\/p>\n<p>Secondo Max Hollein, direttore e amministratore delegato del museo, il dipinto rappresenta un momento fondamentale nella produzione dell\u2019artista. \u201cQuesto dipinto\u201d, dice, \u201c\u00e8 una rara e cruciale opera giovanile di uno dei pi\u00f9 importanti pittori del XVI secolo, sorprendente per la sua ambizione sperimentale e l\u2019intensit\u00e0 psicologica. Con la sua insolita disposizione delle figure e le pose audaci, Rosso trasforma un tipo devozionale familiare in un incontro carico di significato che coinvolge lo spettatore in una complessa interazione di visione, sentimento e fede. La riscoperta di quest\u2019opera ridefinisce la nostra comprensione della produzione giovanile di Rosso e dell\u2019emergere di composizioni pi\u00f9 espressive e dinamiche nella pittura fiorentina del XVI secolo\u201d.<\/p>\n<p>Anche lo storico dell\u2019arte <strong>Stephan Wolohojian<\/strong>, responsabile del Dipartimento di Pittura Europea del museo, ha sottolineato l\u2019eccezionalit\u00e0 della scoperta. \u201cI dipinti di Rosso\u201d, spiega, \u201csono estremamente rari, ne esistono solo una ventina circa, e molte delle sue opere pi\u00f9 celebri rimangono non documentate o incompiute. La discussione su questo dipinto nelle Vite, spesso descritto come il primo libro di storia dell\u2019arte, conferisce all\u2019opera l\u2019ulteriore distinzione di essere stata parte del discorso storico-artistico fin dagli albori della disciplina. Eseguito su tela e conservato in condizioni straordinariamente buone, \u00e8 il dipinto pi\u00f9 antico dell\u2019artista di cui si abbia notizia. Quest\u2019opera costituir\u00e0 il fulcro della collezione di dipinti religiosi del XVI secolo del Met, un gruppo eccezionale e complementare che chiarisce gli sviluppi chiave della pittura per la devozione privata durante il primo quarto del XVI secolo in Italia\u201d.<\/p>\n<p>Figura centrale del primo Manierismo, Rosso Fiorentino si distingue per un linguaggio innovativo che, insieme a quello di artisti come Pontormo e Parmigianino, rielabora l\u2019equilibrio armonico del Rinascimento maturo in chiave pi\u00f9 dinamica e espressiva. Le sue opere si caratterizzano per l\u2019uso sofisticato del colore, per le tensioni formali e per una forte carica emotiva, elementi che influenzeranno profondamente la pittura europea. Dopo gli inizi a Firenze, dove fu attivo nel primo decennio della sua carriera, l\u2019artista si trasfer\u00ec a Roma nel 1523, per poi fuggire in seguito al Sacco di Roma. Raggiunse quindi la Francia, dove entr\u00f2 al servizio del re Francesco I di Francia. Qui, insieme a Francesco Primaticcio, contribu\u00ec alla nascita della cosiddetta Prima Scuola di Fontainebleau, lavorando al castello reale e lasciando un segno duraturo nella cultura artistica europea. Rosso rimase in Francia fino alla morte, avvenuta nel 1540.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Rosso Fiorentino, Madonna col Bambino e san Giovanni Evangelista (1512-1513; olio su tela applicata su tavola; Collezione privata)\" title=\"Rosso Fiorentino, Madonna col Bambino e san Giovanni Evangelista (1512-1513; olio su tela applicata su tavola; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/rosso-fiorentino-madonna-con-bambino-e-san-giovanni-evangelista-met.jpg\" width=\"750\" height=\"999\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nRosso Fiorentino, Madonna col Bambino e san Giovanni Evangelista (1512-1513; olio su tela applicata su tavola; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Le notizie sulla sua <strong>formazione<\/strong> sono frammentarie. Tra i pochi dati certi figurano la nascita l\u20198 marzo 1494 e l\u2019iscrizione nel 1517 all\u2019Arte degli Speziali, la corporazione dei pittori fiorentini. Alcuni studiosi ipotizzano un apprendistato presso Andrea del Sarto, ma le prove restano incerte. Vasari, al contrario, sottolinea l\u2019indipendenza dell\u2019artista, evidenziando come egli studiasse i cartoni di Michelangelo e sviluppasse una visione personale spesso in contrasto con quella dei maestri contemporanei.<\/p>\n<p>Poco dopo l\u2019ingresso nella corporazione, Rosso realizz\u00f2 la pala d\u2019altare di Santa Maria Nuova nel 1518, considerata una svolta per la sua carriera. L\u2019opera abbandona le armonie compositive e cromatiche del Rinascimento maturo per introdurre tensione, asimmetria e intensit\u00e0 espressiva. Ancora precedente \u00e8 l\u2019affresco dell\u2019Assunzione della Vergine nel Chiostrino dei Voti alla Santissima Annunziata, commissionato nel 1513, che gi\u00e0 rivela un linguaggio indipendente e innovativo.<\/p>\n<p>Secondo Vasari, Rosso ottenne proprio quella commissione presentando a fra\u2019 Jacopo dei Serviti un dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino e San Giovanni Evangelista a mezzo busto. \u201cLavor\u00f2 sopra la porta di San Sebastiano de\u2019 Servi, essendo ancor sbarbato, quando Lorenzo Pucci fu da papa Leone fatto cardinale, l\u2019arme de\u2019 Pucci con due figure che in quel tempo fece maravigliare gli artefici, non si aspettando di lui quello che riusc\u00ec\u201d, si legge nelle Vite. \u201cOnde gli crebbe l\u2019animo talmente, che avendo egli a maestro Giacopo frate de\u2019 Servi, che attendeva alle poesie, fatto un quadro d\u2019una Nostra Donna con la testa di S. Giovanni Evangelista mezza figura, persuaso da lui fece nel cortile de\u2019 detti Servi, allato alla storia della Visitazione che lavor\u00f2 Giacopo da Pontormo, l\u2019assunzione di Nostra Donna, nella quale fece un cielo d\u2019Angeli tutti fanciulli ignudi, che ballano intorno alla Nostra Donna acerchiati, che scortano con bellissimo andare di contorni e con graziosissimo modo girati per quell\u2019aria\u201d.<\/p>\n<p>La recente identificazione della figura del santo nel dipinto oggi conservato al Met confermerebbe, fa sapere il Met, il collegamento con quell\u2019episodio, consentendo di collocare l\u2019opera immediatamente prima dell\u2019affresco del 1513 e di riconsiderare un momento cruciale nella storia artistica fiorentina.<\/p>\n<p>Dal punto di vista stilistico, il dipinto mostra gi\u00e0 le<strong> tensioni che caratterizzeranno la produzione matura dell\u2019artista<\/strong>. La Vergine appare immobile e solenne, con una grazia che richiama modelli raffaelleschi, mentre il Bambino si distingue per una fisicit\u00e0 accentuata e una posa instabile, che evoca tanto le sperimentazioni di Donatello quanto i nudi eroici di Michelangelo. A intensificare questa dinamica contribuisce la presenza di san Giovanni Evangelista, collocato in una posizione intermedia tra la scena sacra e lo spettatore.<\/p>\n<p>Il santo \u00e8 rappresentato in uno stato di visione profetica che riflette e amplifica il coinvolgimento emotivo dell\u2019osservatore, creando un ponte tra l\u2019immagine e chi la contempla. Questa soluzione compositiva, insieme all\u2019uso delle tensioni formali, anticipa gli sviluppi del Manierismo e testimonia la precoce originalit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<p>La Madonna e Bambino con san Giovanni Evangelista \u00e8 attualmente esposta nella galleria 609 della sede principale del museo sulla Fifth Avenue, e offre al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di osservare da vicino un\u2019opera che, dopo secoli di oblio, torna a occupare un posto centrale nella storia dell\u2019arte del Rinascimento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.danaeproject.com\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Danae Project\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Danae Project&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/danae728x90.gif\" alt=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Danae Project', 1);\" title=\"Danae Project - Da 20 anni strategie digitali\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a><br \/>\n            <br \/>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , pubblicato il 20\/03\/2026 Categorie: Arte antica \/ Argomenti: Cinquecento &#8211; Manierismo &#8211; Arte antica &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":405019,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,1611,1610,56366,1612,203,204,1537,90,89,78501,231030,11041,231029],"class_list":["post-405018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cinquecento","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-manierismo","tag-metropolitan-museum","tag-new-york","tag-rosso-fiorentino"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116262784625375292","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/405018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=405018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/405018\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/405019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=405018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=405018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=405018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}