{"id":40520,"date":"2025-08-11T04:34:17","date_gmt":"2025-08-11T04:34:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40520\/"},"modified":"2025-08-11T04:34:17","modified_gmt":"2025-08-11T04:34:17","slug":"come-una-fabbrica-in-vietnam-ha-trasformato-il-tempo-in-prigione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40520\/","title":{"rendered":"come una fabbrica in Vietnam ha trasformato il tempo in prigione"},"content":{"rendered":"<p>LOCARNO \u2013\u00a0Nella selezione dei film al festival di <strong>Locarno<\/strong>, uno degli appuntamenti cinematografici pi\u00f9 importanti d\u2019Europa, c\u2019\u00e8 un film che si chiama semplicemente <strong>\u201cShe\u201d<\/strong>, lei. \u00c8 un documentario \u2013 coprodotto, fra gli altri, da <strong>Luce Cinecitt\u00e0 <\/strong>\u2013 che mostra una storia abnorme, quasi disumana e nascosta. Racconta una fabbrica enorme, in <strong>Vietnam<\/strong>, un polo industriale dell\u2019elettronica in cui vivono e <strong>lavorano 100.000 persone, quasi tutte donne<\/strong>. Donne sfruttate. Ma dire \u201csfruttate\u201d \u00e8 ancora poco. Donne le cui vite vengono risucchiate via. Turni di <strong>12 ore<\/strong>, sia di giorno che di notte, una ferrea disciplina, controlli capillari. Per queste donne <strong>non c\u2019\u00e8 quasi vita al di fuori della fabbrica<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tempo di queste donne viene sacrificato sull\u2019altare di un po\u2019 di soldi. In un sistema basato sullo <strong>sfruttamento intensivo delle vite<\/strong>, cos\u00ec come si sfruttano gli animali negli allevamenti intensivi. Il racconto del film si snoda attraverso testimonianze anonime di operaie che si sottopongono a questo immane sacrificio per mandare un po\u2019 di soldi a casa.<\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/luce.lanazione.it\/economia\/tragedia-marcinelle-lavoro-migranti-ed2f046d\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quei 262 morti di Marcinelle, Satnam Singh e gli invisibili: il filo rosso dello sfruttamento parla ancora italiano<img alt=\"Quei 262 morti di Marcinelle, Satnam Singh e gli invisibili: il filo rosso dello sfruttamento parla ancora italiano\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/l-8-agosto-1956-il-bosco-del-cazier-a-marcinelle-e-stato-il-teatro-della-piu-importante-catastrofe-m.webp\"\/><\/a> <\/p>\n<p><strong>\u201cShe\u201d<\/strong> \u00e8 un racconto corale, in cui le donne si raccontano, protette dall\u2019anonimato, e in cui le operaie mettono in scena per 12 ore ci\u00f2 che accade quotidianamente nei turni di 12 ore in fabbrica. L\u2019<strong>International Labour Organisation<\/strong>\u00a0patrocina il film e la campagna di impatto sociale ad esso legata.<\/p>\n<p>Sembra, in certi tratti, di vedere un <strong>film di fantascienza<\/strong>. E invece \u00e8 il presente, un presente in cui i robot siamo noi. O meglio, sono quelle persone che lavorano l\u00ec. \u201cShe \u00e8 un film sulla resistenza nascosta, sul diritto di queste persone a esistere, non solo come forza lavoro\u201d, dice <strong>Parsifal Reparato<\/strong>, che ha diretto il film. \u201cMa \u00e8 anche una proposta: quella che le operaie mettono in scena pu\u00f2 essere l\u2019inizio di una nuova storia\u201d. Intanto, per\u00f2, c\u2019\u00e8 un modello di progresso che <strong>non \u00e8 sostenibile per nessun corpo umano<\/strong>, un modello che viene seguito, in una fabbrica che sembra il riassunto di tutto ci\u00f2 che viene fatto in nome del profitto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LOCARNO \u2013\u00a0Nella selezione dei film al festival di Locarno, uno degli appuntamenti cinematografici pi\u00f9 importanti d\u2019Europa, c\u2019\u00e8 un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40521,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[36583,203,9264,454,204,1537,90,89,1521,36584,36582,31979,15064,21630],"class_list":{"0":"post-40520","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-centomila","9":"tag-entertainment","10":"tag-fabbrica","11":"tag-film","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-movies","17":"tag-operaie","18":"tag-perdute","19":"tag-prigione","20":"tag-trasformato","21":"tag-vietnam"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}