{"id":405993,"date":"2026-03-21T08:54:17","date_gmt":"2026-03-21T08:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/405993\/"},"modified":"2026-03-21T08:54:17","modified_gmt":"2026-03-21T08:54:17","slug":"intervista-allartista-luigi-presicce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/405993\/","title":{"rendered":"Intervista all\u2019artista Luigi Presicce"},"content":{"rendered":"<p>Un po\u2019 artista, un po\u2019 stregone \u2013 ammesso che le due cose siano separabili. <strong>Luigi Presicce<\/strong> (Porto Cesareo, 1976) si muove agilmente tra pittura e scultura, ma \u00e8 il rapporto con i luoghi e con la loro storia che sembra centrale nella sua ricerca. Nonostante passi la maggior parte del tempo a Firenze, l\u2019artista \u00e8 legato alla Puglia e alla sua citt\u00e0: Porto Cesareo, da cui si \u00e8 staccato ma da cui non \u00e8 mai davvero andato via.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/luigi-presicce-deriso-2024-performance-circo-della-luna-chieti-fotografia-dario-lasagni-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Presicce, Deriso, 2024. Performance, Circo della luna, Chieti. Fotografia Dario Lasagni\" class=\"wp-image-1219432\"  \/>Luigi Presicce, Deriso, 2024. Performance, Circo della luna, Chieti. Fotografia Dario Lasagni<strong>Intervista a Luigi Presicce<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cSono un artista del mezzogiorno d\u2019Italia; mi piacciono le storie, i fatti raccontati a voce e tutto quello che \u00e8 in odore di santit\u00e0\u201d. Parto da questa tua dichiarazione per chiederti: che valore ha per te la parola \u201ctradizione\u201d? Non mi riferisco alla sua concezione universale, ma a quella territoriale, locale; al bagaglio di memorie dei luoghi da cui vieni.<\/strong><br \/>\u201cSolo nella tradizione \u00e8 il mio amore\u201d, scriveva <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/pier-paolo-pasolini\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/pier-paolo-pasolini\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Pasolini<\/a> in Scritti corsari. Ho spesso citato questo brano, a volte per intero, non perch\u00e9 ci sia ancora bisogno di nominare Pasolini, ma perch\u00e9 con queste parole si abbraccia tutta una cultura bassa, reietta, di borgata, periferica, con le pezze al culo, ma vera. L\u2019Italia \u00e8 un Paese che ha vissuto di tradizioni, di miracoli di santi, di ex voto, di favolosi artigiani, ricamatrici, ceramisti, di pesca in alto mare, di agricoltura assoggettata a Dio, di preghiera e riti magico-propiziatori, dell\u2019eleganza dei contadini, dell\u2019umilt\u00e0 dei semplici, di conservazione dei beni, materiali e immateriali, delle processioni, delle madonne, di bisogno di appartenenza alla comunit\u00e0, di protezione familiare, di gesti semplici tramandati, del benessere povero dei nostri nonni, di sangue buttato per portare il piatto a tavola, di educazione e di rispetto, di pasti condivisi, di tavole apparecchiate, di senso della bellezza, di cieli puliti e sguardi che si perdono all\u2019orizzonte. La tradizione \u00e8 saper discernere tra quello che siamo davvero e quello che le multinazionali vogliono farci diventare: dei consumatori, \u201cproduci, consuma, crepa\u201d.\u00a0 Ora tutto quello che si considera tradizione \u00e8 solo merce da dare in pasto al turismo: gente che fa la scimmia fuori di casa, prodotti tipici confezionati da grandi catene, calamite tremende da mettere sul frigo.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Sei nato in provincia di Lecce, e in queste zone hai vissuto a lungo, compiendo qui gli studi in Accademia. La provenienza geografica pu\u00f2 essere un fattore di limite (o un\u2019agevolazione) nella carriera di un artista?<\/strong><br \/>Sono nato a Porto Cesareo, non era scontato che diventassi artista; era pi\u00f9 semplice imbarcarmi sulla paranza di mio padre e passare tutte le notti al gelo, o rilevare il negozio di fiori di mia madre e aspettare la morte o il compleanno di qualcuno per vendere delle composizioni floreali. Non era previsto che facessi l\u2019artista. \u201c\u00c8 successo\u201d, come dice Lindo Ferretti.\u00a0<br \/>In realt\u00e0 non ho compiuto studi accademici. Dopo il liceo artistico (intrapreso non senza ostacoli da parte dei miei genitori) andai a Milano, a Brera, ma non superai il test d\u2019ingresso. Con la leva militare alle porte, per evitarla mi iscrissi al corso integrativo serale del liceo artistico e subito dopo entrai all\u2019Accademia di Lecce. Frequentai con piacere i primi due anni, poi iniziai a viaggiare \u2013 cercavo una galleria che si occupasse di me \u2013 e smisi quasi del tutto di seguire le lezioni. Nell\u2019aprile del 1999 mi trasferii definitivamente a Milano senza conseguire il diploma.<\/p>\n<p><strong>E poi?<\/strong><br \/>Ho abitato a Milano per circa tredici anni (ho tenuto lo studio fino al 2014). All\u2019inizio era spassoso, sebbene non conoscessi nessuno e dovetti svolgere per un anno l\u2019obiezione di coscienza sulle ambulanze della Croce Rossa. Molto formativo ma poco divertente, se si considera il numero di chiamate al 118 in quella citt\u00e0.<br \/>La cosa pi\u00f9 significativa che ho fatto a Milano, oltre a svolgere la mia attivit\u00e0 di artista, \u00e8 stata creare dal nulla il primo spazio di progetto della citt\u00e0: Brown Project Space, una realt\u00e0 gestita da artisti che esponevano altri artisti. Con Luca Francesconi e Valentina Suma (era il 2008), facemmo nascere la scena indipendente milanese che fino a quel momento era completamente assente. Milano, la grande capitale dell\u2019arte, aspettava il figlio di un pescatore per concepire tutto questo?<br \/>Sono stati anni molto belli e intensi. Abbiamo ricevuto molto affetto dalla citt\u00e0, anche dalla gente semplice, il giornalaio, la lattaia, i vicini, facendo crescere la nostra credibilit\u00e0 nel quartiere solo grazie alla qualit\u00e0 delle mostre presentate e alla disponibilit\u00e0 che abbiamo sempre avuto nell\u2019accogliere il pubblico.\u00a0<br \/>Le nostre esposizioni ospitavano artisti gi\u00e0 noti, ma anche tanti sconosciuti. Ricordo Enrico Bay, Pietro Roccasalva, Yuri Ancarani, Nico Vascellari, Francesco Arena, Davide Savorani, Andrea Kvas, Sara Cirac\u00ec, Inverno muto, Giorgio Andreatta Cal\u00f2, Jacopo Miliani, Joan Jonas (che venne alla mostra), i Gelitin, Nicola Martini, Thimoty Hull e molti naif (prima della famosa Biennale di Gioni del 2013). L\u2019ultima mostra fu una retrospettiva di inediti di Alik Cavaliere, un artista gigante.<br \/>Mi ritrasferii a Lecce per circa un anno, era l\u2019epoca di ArchiviAzioni (esercizi di indagine e discussione sul sud contemporaneo) con Giusy Checola. Poi quasi per caso, dopo aver vinto la seconda edizione del premio Talenti Emergenti della Strozzina (Palazzo Strozzi) nel 2011, e aver conosciuto in quell\u2019occasione la madre di mio figlio, mi trasferii a Firenze.<br \/>Non sarebbe comunque \u201csuccesso\u201d niente di tutto ci\u00f2 se non fossi stato un bambino prodigio: disegnavo d\u2019incanto gi\u00e0 a quattro anni, mentre tutti gli altri bambini scarabocchiavano.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/la-notte-il-sogno-di-uccello-la-madre-che-canta-la-guerra-trittico-2024-sansepolcro-castel-fiorentino-monterchi-fotografia-dario-lasagni.jpg\" data-pswp-width=\"1800\" data-pswp-height=\"1350\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/la-notte-il-sogno-di-uccello-la-madre-che-canta-la-guerra-trittico-2024-sansepolcro-castel-fiorentin.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni\"  \/>                        1 \/ 3<br \/>\n                        La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/la-notte-il-sogno-di-uccello-la-madre-che-canta-la-guerra-trittico-2024-sansepolcro-castel-fiorentino-monterchi-fotografia-dario-lasagni-1.jpg\" data-pswp-width=\"1800\" data-pswp-height=\"1350\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1774083255_385_la-notte-il-sogno-di-uccello-la-madre-che-canta-la-guerra-trittico-2024-sansepolcro-castel-fiorentin.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni\"  \/>                        2 \/ 3<br \/>\n                        La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    La notte, il sogno di Uccello, la Madre che canta la guerra (Trittico), 2024, Sansepolcro, Castel Fiorentino, Monterchi. Fotografia Dario Lasagni<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nuova-scuola-di-scilla-2024-scilla-rc-fotografia-luigi-presicce-1.jpg\" data-pswp-width=\"1800\" data-pswp-height=\"2400\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nuova-scuola-di-scilla-2024-scilla-rc-fotografia-luigi-presicce-1-768x1024.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Nuova Scuola di Scilla, 2024. Scilla (RC). Fotografia Luigi Presicce\"  \/>                        3 \/ 3<br \/>\n                        Nuova Scuola di Scilla, 2024. Scilla (RC). Fotografia Luigi Presicce<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Nuova Scuola di Scilla, 2024. Scilla (RC). Fotografia Luigi Presicce<\/p>\n<p><strong>Arte e geografia secondo Luigi Presicce<\/strong><\/p>\n<p><strong>In questo tuo racconto nord e sud si avvicendano. Allora ti chiedo: essere un artista che viene da Milano, o essere un artista di Lecce, implica delle differenze agli occhi del sistema dell\u2019arte?<\/strong><br \/>Se nasci a Milano hai i cinema, i teatri, le librerie, i concerti, tutti gli sport che vuoi, le scuole, le gallerie, i musei e il rischio di incontrare per strada persone intelligenti. Se nasci a Milano e rimani un cretino \u00e8 perch\u00e9 hai scelto di essere un cretino, non ti \u00e8 \u201csuccesso\u201d. Differentemente, se nasci in posti dove tutto questo non c\u2019\u00e8 e te lo devi andare a cercare, viaggiando, impegnando tutte le risorse e sacrificando il tuo tempo, allora vuol dire che quelle cose le vuoi davvero, vuoi leggere libri, trovare cataloghi, andare al cinema, a teatro, ai concerti, alle mostre, non ti basta essere una persona qualunque piazzata di fronte al televisore. Si sta comunque parlando di tempi senza Internet, non era tutto cos\u00ec raggiungibile. E comunque a Milano di cretini ce ne sono tanti, questo \u00e8 un dato di fatto, pura statistica.<br \/>Tornando alla domanda, no, non credo che essere di Milano o di Lecce cambi qualcosa agli occhi del sistema dell\u2019arte, ammesso che esista. In Italia siamo tutti sulla stessa barca. Il guaio \u00e8 che anche i topi sono gi\u00e0 scappati da un pezzo (e questa \u00e8 solo una metafora marinara).<\/p>\n<p><strong>Abbandonare dei territori culturalmente sfavorevoli \u00e8 una necessit\u00e0? Quanto conta il tema della partenza nella ricerca di un artista?<\/strong><br \/>Non si pu\u00f2 fare altro se nasci in provincia: partire o morire. L\u2019Italia per intero per\u00f2 \u00e8 un posto sfavorevole, non solo la provincia; per questo dal 2017 al 2019 sono stato quasi sempre a New York. In Italia noi artisti paghiamo solo tasse per vendite che lo Stato presume si faranno, ma poi questo non avviene, perch\u00e9 non siamo aziende.<\/p>\n<p><strong>E cosa siamo?<\/strong><br \/>Siamo poeti, ma siamo messi in ginocchio da quel sistema che non c\u2019\u00e8, che non fa girare le cose e si compiace nella sua stessa ridondanza. Gli artisti passano da emergenti a vecchi senza mai essere riconosciuti. Almeno in America ti vedi delle belle mostre e la gente \u00e8 rilassata (ora forse un p\u00f2 meno, in attesa che qualche proiettile vada a segno, invece di scalfire solo orecchi).<\/p>\n<p><strong>Le attivit\u00e0 di Presicce a Porto Cesareo (e non solo)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla Puglia sei andato via, ma non l\u2019hai mai davvero abbandonata. Uno dei tuoi ultimi progetti \u00e8 Thalassa Gallery, la prima galleria di arte contemporanea a Porto Cesareo, che dirigi insieme a Salvatore Baldi. Con quali presupposti \u00e8 nato lo spazio?<\/strong><br \/>Non mi piace la parola progetto, non sono un architetto, le mie idee non devono stare in piedi. Fatta questa premessa, Thalassa Gallery \u00e8 uno spazio rubato al servilismo turistico. Mi spiego meglio: lo spazio poteva essere impiegato per quello che tutti fanno nei posti dove il turismo di massa dilaga, ossia esercizi commerciali dove dar da bere agli assetati o dar da mangiare agli affamati. La famiglia Baldi ha deciso, controcorrente, di investire non in speculazione spiana-territori, ma in bellezza, affidandomi la completa gestione della programmazione della galleria. Decido gli artisti, come esporli e scrivo i testi. Salvatore (la nostra amicizia \u00e8 longeva, risale a quando frequentavamo l\u2019asilo) e la sua famiglia, compresa di genitori e famiglia di suo fratello Andrea, si occupano di prendersi cura degli artisti che invito, ospitandoli e coccolandoli nei locali adibiti a B&amp;B adiacenti la galleria (Thalassa Suit). Al momento abbiamo realizzato due mostre, di cui l\u2019ultima, Calabriselle, in inverno.<br \/>Non \u00e8 per niente facile avvezzare la gente di un posto di mare in provincia a visitare una mostra, soprattutto quando tutti sono completamente digiuni di arte e questo avviene pure fuori stagione. Invece pare che le proposte, prima Thomas Berra con Edoardo De Candia e Agnese Guido, poi Anna Capolupo, Martina Bruni, Grazia Amelia Bellitta e Carmine Pirrotta, siano davvero state gradite dai locali. La galleria non ha scopi commerciali, per cui tutti gli sforzi fatti fino a ora sono buchi nell\u2019acqua; buchi che per\u00f2 stanno lasciando un segno nella comunit\u00e0 di Porto Cesareo. Thalassa Gallery seguiter\u00e0 ad avere una programmazione di tre mostre l\u2019anno; la terza mostra \u00e8 gi\u00e0 in cantiere e pian piano si andr\u00e0 a demarcare sempre pi\u00f9 la linea guida che ci spinge ad affrontare questa ennesima sfida, per niente facile.<\/p>\n<p><strong>Non facile ma neanche vana, si spera\u2026<\/strong><br \/>Al momento sono a Castrignano Dei Greci, dove sono in residenza presso Kora Contemporary Art Center, uno spazio che nella provincia pi\u00f9 sperduta cerca di fare delle proposte culturali di altissimo livello, anche avendo un territorio ostico intorno. Non \u00e8 semplice prendersi un impegno cos\u00ec dispendioso con una comunit\u00e0 che starebbe bene anche senza arte. In fondo, qui, tutti ne hanno fatto a meno fino ad ora, per cui, battere la lingua dove il dente neanche duole \u00e8 davvero un\u2019impresa titanica. Il rischio \u00e8 di diventare dei nuovi Sisifo. Tenta che ti ritenta, per\u00f2, sto macigno dell\u2019indifferenza voler\u00e0 gi\u00f9 dall\u2019altra parte della montagna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/polka-puttana-abetone-2021-fotografia-chiara-camellina-1024x683.jpg\" alt=\"Polka Puttana, Abetone, 2021. Fotografia Chiara Camellina\" class=\"wp-image-1219439\"  \/>Polka Puttana, Abetone, 2021. Fotografia Chiara Camellina<strong>Le attivit\u00e0 con territorio e comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andando indietro nel tempo, anche la Fondazione Lac o Le Mon\u00a0(nata nel 2015 a San Cesario di\u00a0Lecce) aveva l\u2019ambizione di creare uno spazio laboratoriale dedicato a ricerca, pratica, confronto. Guardando al tuo percorso, lavorare con i territori e con le comunit\u00e0 \u00e8 una costante.<\/strong><br \/>La Fondazione Lac o le Mon \u00e8 una sorta di Torre di Babele nel deserto. Attiva da oltre dieci anni, ha accolto centinaia di artisti, pensatori e poeti da tutto il mondo, ma la Casa Cafausica (dal nome del gruppo Lu Cafausu) rimane per certi versi ancora sconosciuta alla comunit\u00e0 locale. L\u2019isolamento strategico dato dalla sua collocazione e le fitte attivit\u00e0 in tutto il periodo estivo, portano la fondazione a vivere di uno splendore che si manifesta per lo pi\u00f9 all\u2019interno delle sue mura. Ci sono pochi eventi pubblici, sono assenti i momenti condivisi; ma l\u2019armonia che quel luogo genera \u00e8 micidiale. Il Simposio di Pittura, per esempio, che curo da sette edizioni, \u00e8 un momento atteso da molti. Invito pittori di varie generazioni ai quali chiedo solamente di occuparsi della casa e degli altri ospiti durante tutto il periodo, che varia da due a tre settimane. A nessuno \u00e8 chiesto di dipingere o disegnare, eppure tra le attivit\u00e0 quotidiane nascono quasi sempre ritratti e quadri.<br \/>La pittura \u00e8 una disciplina aggregativa, come dimostra la longevit\u00e0 della Scuola di Santa Rosa, inventata con Francesco Lauretta nei bar di Firenze: tutti i marted\u00ec, da ormai otto anni, ci si incontra sui tavolini dei bar, si capisce che lo stare insieme genera non sempre competizione, ma svago e voglia di mettersi in gioco attraverso le proprie abilit\u00e0 \u2013 che possono essere anche semplicemente bere o fumare.\u00a0<br \/>Altre attivit\u00e0 che mi fanno stare bene sono Polka Puttana, progetto espositivo itinerante nato con Matteo Coluccia e poi ampliato ad altri artisti, che porta mostre in luoghi improbabili \u2013 da un traghetto sul Tirreno all\u2019Abetone innevato, fino a un\u2019area di sosta autostradale \u2013 e la Nuova Scuola di Scilla, realizzata con Anna Capolupo e la famiglia Toma, che riprende lo spirito della storica Scuola di Scilla del 1949. In una casa affacciata sulla Costa Viola si condividono tempi e rituali del mare, tra mito, quotidianit\u00e0 e una forma di apprendimento collettivo.<br \/>Non ci sarebbe nato mai nulla di tutto questo se avessi pensato esclusivamente ai miei interessi, come fa la maggior parte degli artisti pieni di ego o concentrati a far curriculum (io non lo aggiorno pi\u00f9 da anni, mi sono stufato, per non parlare della rassegna stampa con la quale ci incarto le ceramiche).<\/p>\n<p><strong>A cosa dai valore, dunque?<\/strong><br \/>La mia necessit\u00e0 \u00e8 differente, si tratta di condividere, di spartirsi le cose che si hanno, come tempo, spazio e quella beatitudine che si acquisisce solo con lo stare insieme, anche solo a non fare nulla.\u00a0Tanto, chi si occuper\u00e0 di noi e di quello che abbiamo fatto, forse ancora deve nascere.<\/p>\n<p>Alex Urso<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un po\u2019 artista, un po\u2019 stregone \u2013 ammesso che le due cose siano separabili. 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