{"id":406150,"date":"2026-03-21T11:09:17","date_gmt":"2026-03-21T11:09:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406150\/"},"modified":"2026-03-21T11:09:17","modified_gmt":"2026-03-21T11:09:17","slug":"la-fondatrice-barbara-franchini-racconta-its-arcademy-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406150\/","title":{"rendered":"La fondatrice, Barbara Franchini racconta ITS Arcademy a Trieste"},"content":{"rendered":"<p>A tre anni dalla sua apertura,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/its-arcademy-museum-of-art-in-fashion\/\" data-type=\"place\" data-id=\"1145654\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ITS\u00a0Arcademy<\/a><\/strong>\u00a0si presenta come un\u2019istituzione che mette in crisi le categorie stesse con cui siamo abituati a leggere la moda. Non un museo nel senso tradizionale, non un archivio inteso come luogo di conservazione del passato, n\u00e9 uno spazio di formazione in senso canonico. \u00c8 piuttosto\u00a0<strong>una infrastruttura culturale<\/strong>: un dispositivo che lavora sul tempo della ricerca, sulla stratificazione delle pratiche creative e sulla possibilit\u00e0 di immaginare la\u00a0<strong>moda come linguaggio critico<\/strong>\u00a0del contemporaneo. Nato a\u00a0<strong>Trieste<\/strong>, citt\u00e0 attraversata da confini, scambi e contaminazioni, il\u00a0<strong>Museum of Art in Fashion<\/strong>\u00a0assume una posizione geografica e simbolica decentrata rispetto ai poli industriali del fashion system, ma centrale nella produzione di pensiero. Qui la moda non \u00e8 raccontata come industria o filiera\u00a0produttiva, ma come campo di forze e di riflessioni che intersecano arte, design e attivit\u00e0 formative e culturali d\u2019avanguardia. E in un momento storico in cui la moda \u00e8 chiamata a ripensare radicalmente i propri linguaggi, i propri tempi e i propri sistemi di valore, ITS\u00a0Arcademy\u00a0le restituisce la sua natura di specchio dei propri tempi e strumento di riflessione sull\u2019oggi e il domani.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/its-arcademy-esterni-courtesy-its-arcademy-photo-massimo-silvano-1024x682.jpg\" alt=\"ITS Arcademy esterni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Silvano\" class=\"wp-image-1219496\"  \/>ITS Arcademy esterni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Silvano<strong>Le origini di ITS\u00a0Arcademy\u00a0a Trieste<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Le radici di questo progetto affondano nell\u2019esperienza ventennale di ITS Contest, la piattaforma fondata nel 2002 da\u00a0<strong>Barbara Franchin<\/strong>\u00a0per intercettare e sostenere i talenti emergenti della moda nazionale e internazionale. Gi\u00e0 selezionata da The Business of Fashion tra i soggetti pi\u00f9 influenti nel mondo della moda, e poi da Forbes nella lista delle donne di successo, oggi \u00e8 Presidente della Fondazione ITS e Direttrice di ITS\u00a0Arcademy, custode di \u201c<strong>un archivio del futuro<\/strong>\u201d \u2014 come ci racconta. \u201cCi sono dentro semi che matureranno molto tempo dopo\u201d. Cos\u00ec ITS Contest ha intercettato designer agli esordi che hanno poi ridefinito\u00a0i codici della moda contemporanea per il loro approccio progettuale. Figure come Matthieu Blazy, oggi direttore creativo di Chanel, e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/moda\/2017\/07\/demna-gvasalia\/\" data-type=\"post\" data-id=\"494061\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Demna<\/a>, direttore creativo di Gucci. Ma anche designer indipendenti e costumisti come Maiko\u00a0Takeda\u00a0con i suoi copricapi per Bjork, Justin Smith, creatore dell\u2019inconfondibile copricapo di Angelina Jolie in\u00a0Maleficent, o\u00a0Thomasine\u00a0Barnekow, creatrice di guanti per Beyonc\u00e9 e per la celebre serie Netflix,\u00a0Emily in Paris.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"968\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/barbara-franchin-courtesy-its-arcademy-photo-giovanni-aiello-968x1024.jpg\" alt=\"Barbara Franchin. Courtesy ITS Arcademy. Photo Giovanni Aiello\" class=\"wp-image-1219497\"  \/>Barbara Franchin. Courtesy ITS Arcademy. Photo Giovanni Aiello<strong>ITS\u00a0Arcademy\u00a0a Trieste: la nascita del primo archivio del futuro\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2022 il concorso, con i suoi vent\u2019anni di attivit\u00e0, contava migliaia di pezzi originali di designer provenienti da tutto il mondo. Un patrimonio sullo stile e i contenuti dettati oggi da chi all\u2019et\u00e0 per percepire e proporre quelli di domani. \u201cRiceviamo, ogni anno circa milletrecento\u00a0application\u00a0e la nostra filosofia curatoriale \u00e8 quella di tirar fuori il bello e il vero, non partiamo mai da chi ha un futuro commerciale\u201d.\u00a0Pu\u00f2 essercene uno di progetto cos\u00ec, ma ascoltiamo piuttosto chi ha qualcosa di urgente da dire.\u00a0\u201c<strong>Facciamo da specchio:\u00a0<\/strong>raccontiamo l\u2019evoluzione della moda e ci\u00f2 che arriver\u00e0 prima che sia presente nell\u2019industria. Siamo un<strong>\u00a0sismografo<\/strong>\u00a0che intercetta i cambiamenti prima che diventino evidenti a tutti\u201d. Cos\u00ec questo patrimonio, che per anni era stato custodito in cinquecento metri quadrati di un sottotetto della citt\u00e0 vecchia di Trieste che affacciava sul mare, sopra gli uffici di ITS, ne acquisisce duemila.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/its-arcademy-interni-courtesy-its-arcademy-photo-massimo-gardone-1024x768.jpg\" alt=\"ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone\" class=\"wp-image-1219498\"  \/>ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone<strong>La nascita del primo museo italiano dedicato alla moda contemporanea a Trieste<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Difatti, nella primavera del 2023, nello storico Palazzo della Cassa di Risparmio, nel centro di Trieste, nasce il primo museo italiano dedito alla moda contemporanea intesa come arte, cultura e disciplina creativa. Un archivio contemporaneo in continuo divenire, che attraverso ITS Contest, cresce e si rigenera ogni anno. Raccoglie un patrimonio di\u00a0quindicimila portfolio\u00a0provenienti da pi\u00f9 di ottanta paesi, oltre a capi di abbigliamento, accessori, gioielli e opere fotografiche.\u00a0<strong>\u201c<\/strong>Il database che aggiorniamo costantemente, permette una ricerca incrociata che pu\u00f2 partire da tre filoni: la persona, il portfolio e l\u2019abito o l\u2019accessorio<strong>\u201d<\/strong>, spiega Franchin. Un organismo in continuo divenire con una sfida complessa: custodire opere prime, tracciare genealogie creative e interrogarsi su ci\u00f2 che ancora potrebbe non avere nome.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>L\u2019apertura di ITS\u00a0Arcademy\u00a0nel Palazzo della Cassa di Risparmio di Trieste nel 2023<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Ad essere precisi, ITS\u00a0Arcademy\u00a0apre i battenti il 18 aprile 2023 con una mostra inaugurale che descrive la sua essenza:\u00a0<strong>The First\u00a0Exhibition\u00a0\u2013 20 Years of Contemporary Fashion\u00a0Evolution<\/strong>, solo la prima di altre esposizioni a cura dello storico della moda e direttore della Fondazione Azzedine\u00a0Ala\u00efa,\u00a0<strong>Olivier\u00a0Saillard<\/strong>. Sono circa cento le opere selezionate dall\u2019archivio per esplorare il genio creativo iniziale di quelli che sono diventati alcuni tra i pi\u00f9 noti stilisti di moda, accessori e gioielli sulla scena internazionale. \u201cL\u2019anno scorso abbiamo selezionato una ragazza che ha fatto una collezione straordinaria. Lei ha il neuroblastoma, un tumore che fin da piccola non le ha mai permesso di stare in piedi. Ci ha insegnato molto con poche parole, disegnando una collezione meravigliosa per rendere gli abiti \u2013 disegnati sempre per soddisfare la vista\u00a0da in\u00a0piedi \u2013 bellissimi anche e soprattutto da seduti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/its-arcademy-interni-courtesy-its-arcademy-photo-massimo-gardone-1-1024x768.jpg\" alt=\"ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone\" class=\"wp-image-1219499\"  \/>ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone<strong>L\u2019evoluzione del progetto triestino<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019impianto curatoriale prevede annualmente l\u2019esposizione dei talenti selezionati dall\u2019ITS Contest appena concluso, che convive e dialoga con la mostra del momento che ospita curatori internazionali. Dal 26 marzo accanto a\u00a0Rise and Shine, che esporr\u00e0 i designer vincitori della<strong>\u00a0<\/strong><strong>24\u00b0 edizione dell\u2019ITS Contest 2026,\u00a0<\/strong>sar\u00e0 allestita la mostra\u00a0<strong>Exposure\u00a0\u2013 Il\u00a0potere di essere visti, da Harry Styles a Lady Gaga<\/strong>, curata dallo stylist Tom\u00a0Eerebout. Lo stylist che ha a lungo collaborato con artisti come Lady Gaga, Kylie Minogue, Rita Ora e Austin Butler, rifletter\u00e0 sul ruolo del suo mestiere come artefice della costruzione visiva delle celebrit\u00e0 e di quello che oggi incarnano. Indagher\u00e0 lo spazio di relazione tra celebrit\u00e0, designer e stylist, da cui prendono forma le immagini contemporanee. Il catalogo raccoglier\u00e0 i dialoghi tra Tom\u00a0Eerebout, il filosofo Emanuele Coccia e Olivier\u00a0Saillard. Questi ultimi,\u00a0Saillard\u00a0e Coccia, avevano gi\u00e0 curato entrambe le mostre che la precedono:\u00a0Fashionlands\u00a0\u2013\u00a0Clothes\u00a0Beyond Borders\u00a0e\u00a0The\u00a0Many\u00a0Lives\u00a0of a\u00a0Garment.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Le mostre precedenti all\u2019ITS\u00a0Arcademy\u00a0di Trieste<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Nella prima esposizione, la serie fotografica di\u00a0<strong>Gabriele Rosati<\/strong>\u00a0catturava l\u2019essenza duratura dell\u2019abbigliamento quotidiano entrando in contrasto con i pezzi sperimentali e fuori dal comune dell\u2019archivio. La seconda, invece, rifletteva il rapporto che abbiamo con gli abiti e il valore del tutto soggettivo che gli attribuiamo nelle varie fasi del loro ciclo di vita e nei diversi contesti, esponendo gli eclettici capi dell\u2019archivio in dialogo con quelli che oggi sono di uso quotidiano e che ieri furono straordinari, prestati da muse della moda contemporanea.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"488\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/its-arcademy-interni-courtesy-its-arcademy-photo-massimo-gardone-2-1024x488.jpg\" alt=\"ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone\" class=\"wp-image-1219500\"  \/>ITS Arcademy interni. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone <strong>In anteprima su Artribune la prossima mostra all\u2019ITS\u00a0Arcademy<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>La direttrice ci\u00a0<strong>svela poi la mostra in programma<\/strong>\u00a0e non ancora pubblica:\u00a0\u201cI protagonisti saranno venticinque personaggi viventi molto conosciuti, di estrazione completamente diversa, in dialogo con il loro abito. Da una donna che lavora nello spazio con la sua tuta, all\u2019imprenditore e il suo primo paio di pantaloni su cui poi ha \u2018cresciuto\u2019 il suo impero, alla cantante che dopo una grande separazione si \u00e8 vestita solo di bianco secondo la cultura giapponese, in segno di lutto. Si \u00e8 fatta fare degli abiti che aveva disegnato lei stessa e uno di questi \u00e8 sopravvissuto ai tour e sar\u00e0 presente in questa mostra basata sul racconto del rapporto che abbiamo con i nostri abiti. Sono storie dense, non si parla della spallina particolare, il raso di seta o il plissettato. \u00c8 il valore intrinseco che noi trasmettiamo dal corpo che vive, pulsa, raggiunge la pelle, l\u2019organo pi\u00f9 esteso che abbiamo e lo trasmette poi negli abiti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>L\u2019educazione di moda secondo ITS Arcademy<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Ma ITS\u00a0Arcademy\u00a0non si limita alla dimensione di\u00a0sismografo\u00a0espositivo. La sua natura culturale emerge anche nella\u00a0<strong>progettualit\u00e0 formativa<\/strong>: programmi per le scuole, percorsi per famiglie, corsi professionalizzanti, laboratori interdisciplinari, la nuova sartoria, fino alle attivit\u00e0 di team building creativo. Qui la formazione non \u00e8 intesa come trasmissione di competenze tecniche, ma come<strong>\u00a0allenamento allo sguardo critico<\/strong>, alla collaborazione, alla capacit\u00e0 di immaginare soluzioni alternative. La moda diventa uno strumento pedagogico per leggere il mondo, trasformando il museo in uno spazio di esperienza attiva e partecipativa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/thom-browne-exposure-courtesy-its-arcademy-photo-massimo-gardone-768x1024.jpg\" alt=\"Thom Browne, Exposure. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone\" class=\"wp-image-1219502\"  \/>Thom Browne, Exposure. Courtesy ITS Arcademy. Photo Massimo Gardone<strong>I tre significati del neologismo\u00a0Arcademy\u00a0che d\u00e0 il nome al progetto\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Arcademy\u00a0\u00e8 un neologismo, ha tre significati intrinsechi: quello di accademia, archivio e arca della creativit\u00e0. \u201cQuest\u2019ultima ci rappresenta in quanto contenitore che raccoglie in giro per il mondo le idee fresche e innovative a rischio di estinzione, che recuperiamo e teniamo in vita\u201d. Oggi ITS Contest ha ridotto il numero di vincitori a 10, rispetto ai 30 originari, per poter dedicare a ciascuno pi\u00f9 tempo e attenzione. I vincitori, infatti, oltre al premio in denaro e all\u2019esposizione museale, partecipano a una residenza e programma di\u00a0mentorship\u00a0a Trieste.\u00a0<br \/>\u201cDall\u2019inizio di questo percorso ad oggi sono cambiate molte cose, a partire dall\u2019identit\u00e0 stessa dei giovani creativi con cui ci rapportiamo. Adesso non si definiscono pi\u00f9 designer o direttori creativi, ma artisti. Oggi vedo persone pi\u00f9 consapevoli rispetto a 23 anni fa, bench\u00e9 mantengano la loro ingenuit\u00e0 anagrafica, li trovo molto pi\u00f9 scaltri e consapevoli del poco spazio e della velocit\u00e0 con cui tutto si muove\u201d.\u00a0<br \/>A tre anni dalla sua apertura, ITS Arcademy appare sempre pi\u00f9 come istituzione contemporanea nata da un\u2019intuizione lungimirante, capace di generare nuove visioni e di stimolare interrogativi inediti, portandoci a riflettere su temi che toccano tanto gli abiti quanto l\u2019arte.\u00a0<\/p>\n<p>Margherita Cuccia\u00a0<br \/>contenuto di\u00a0Artribune\u00a0Moda n\u00b06\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A tre anni dalla sua apertura,\u00a0ITS\u00a0Arcademy\u00a0si presenta come un\u2019istituzione che mette in crisi le categorie stesse con cui&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":406151,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-406150","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116266858422074959","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/406150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=406150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/406150\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/406151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=406150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=406150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=406150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}