{"id":406192,"date":"2026-03-21T11:45:11","date_gmt":"2026-03-21T11:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406192\/"},"modified":"2026-03-21T11:45:11","modified_gmt":"2026-03-21T11:45:11","slug":"spread-record-a-92-punti-perche-sta-aumentando-e-cosa-cambia-per-i-btp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406192\/","title":{"rendered":"Spread record a 92 punti, perch\u00e9 sta aumentando e cosa cambia per i Btp"},"content":{"rendered":"<p>Alla chiusura di venerd\u00ec 20 marzo lo <strong>spread tra Btp italiani e Bund tedeschi<\/strong> ha chiuso in rialzo netto rispetto all\u2019apertura, a 92 punti base. Un livello che non si vedeva da giugno scorso ma soprattutto un rialzo molto pi\u00f9 marcato rispetto agli altri grandi Paesi europei che hanno mantenuto il loro differenziale attorno alla media dell\u2019ultima settimana.<\/p>\n<p>Il livello dei rialzi dei rendimenti dei Btp si capisce per\u00f2 meglio se si considera che anche i Bund, i titoli tedeschi su cui viene calcolato lo spread, sono in un momento di difficolt\u00e0. La ragione dietro a questa instabilit\u00e0 \u00e8 <strong>la guerra in Iran<\/strong>, ma \u00e8 anche necessario capire perch\u00e9 stia avendo effetto in maniera cos\u00ec diversa sui vari titoli di Stato europei.\n<\/p>\n<p>Spread a 92 punti, cosa sta succedendo ai Btp<\/p>\n<p>Nella giornata di ieri 20 marzo lo spread, la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi, \u00e8 passato <strong>da 80 a 92 punti base<\/strong>. Un balzo che, negli ultimi periodi, questa misura impiegava settimane a compiere. In una giornata, i Btp hanno annullato i progressi fatti in un anno per avvicinarsi ai Bund. Ora i rendimenti sfiorano il 4%, con le aste di fine mese che inizieranno settimana prossima.<\/p>\n<p>Il motivo di questa instabilit\u00e0 improvvisa \u00e8 la guerra in Iran. L\u2019aumento dei <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/prezzi-energia-spagna-sanchez\/962755\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prezzi dell\u2019energia<\/a> ha destabilizzato i mercati e ha peggiorato le prospettive economiche a livello internazionale. L\u2019Italia, che \u00e8 dipendente dal gas per produrre energia, ha subito questa instabilit\u00e0 pi\u00f9 di altri Paesi e quindi gli investitori hanno valutato il<strong> rischio di investire<\/strong> nel debito pubblico del nostro Paese come pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 anche ragioni strutturali. L\u2019Italia ha <strong>uno dei debiti pubblici pi\u00f9 alti al mondo<\/strong> in relazione al proprio Pil. Ogni destabilizzazione del mercato obbligazionario viene avvertita in maniera maggiore nel nostro Paese anche per questo motivo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 anche i Bund sono in crisi<\/p>\n<p>L\u2019aumento dello spread \u00e8 stato leggermente compensato da una crescita di quasi un decimo di punto percentuale dei rendimenti dei <strong>titoli di Stato della Germania<\/strong>, che fanno da metro di paragone, essendo considerati i pi\u00f9 stabili in Europa. Questa fama, per\u00f2, si sta incrinando, come hanno notato per primi gli analisti di Reuters proprio all\u2019inizio della guerra in Iran.<\/p>\n<p>Durante crisi passate, i rendimenti dei Bund erano soliti scendere. Gli investitori vedevano i titoli tedeschi come un<strong> bene rifugio<\/strong>, come l\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/bond-oro-inflazione-banche-centrali\/962708\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">oro<\/a>, e quindi ridirigevano i propri fondi verso il debito tedesco. Le ragioni di questo cambiamento sono:<\/p>\n<ul>\n<li>le difficolt\u00e0 dell\u2019economia tedesca, che hanno portato a una maggiore spesa pubblica;<\/li>\n<li>lo smantellamento, nel decennio scorso, dell\u2019infrastruttura nucleare civile e gli scarsi investimenti in rinnovabili, che hanno legato il prezzo dell\u2019energia nel Paese al gas e agli altri combustibili fossili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Francia e Spagna reagiscono meglio dell\u2019Italia<\/p>\n<p><strong>Francia e Spagna<\/strong> hanno avuto risultati relativamente migliori in questo contesto. I loro spread sono aumentati a un ritmo molto inferiore rispetto a quello italiano:<\/p>\n<ul>\n<li>gli Oat francesi sono passati da 67 a 71 punti;<\/li>\n<li>i Bonos spagnoli sono passati da 49 a 53 punti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quattro punti in una giornata rispetto ai 12 dell\u2019Italia. Una differenza che pu\u00f2 essere ricondotta alla minore esposizione alla crisi energetica di questi due Stati. Grazie al suo esteso sistema di <strong>centrali nucleari<\/strong>, la Francia non impiega molto gas nel suo mix energetico. Nel 2024 ha utilizzato 361 TWh, contro i 652 TWh dell\u2019Italia, e questo dato include il gas per il riscaldamento.<\/p>\n<p>Nel 2025, la Spagna ha prodotto il <strong>55,5% della propria energia da fonti rinnovabili<\/strong>. Questo ha permesso al Paese di utilizzare poche volte il gas come fonte di energia (il 15% delle ore di consumo, contro l\u201989% dell\u2019Italia). Per come funzionano i prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 in Europa, questo ha un impatto molto serio sul costo dell\u2019energia.<\/p>\n<p class=\"note\">Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilit\u00e0 in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alla chiusura di venerd\u00ec 20 marzo lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha chiuso in rialzo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":406193,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,3839,3840,177,11138,227915,1537,90,89,3798],"class_list":{"0":"post-406192","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-btp","10":"tag-bund","11":"tag-business","12":"tag-finanza","13":"tag-guerra-in-iran","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-spread"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116266999853810582","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/406192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=406192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/406192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/406193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=406192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=406192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=406192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}