{"id":406211,"date":"2026-03-21T12:03:13","date_gmt":"2026-03-21T12:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406211\/"},"modified":"2026-03-21T12:03:13","modified_gmt":"2026-03-21T12:03:13","slug":"il-nuovo-museo-del-territorio-a-riccione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/406211\/","title":{"rendered":"Il nuovo Museo del Territorio a Riccione"},"content":{"rendered":"<p>Per oltre mezzo secolo \u00e8 stata uno dei motori produttivi di Riccione. Oggi\u00a0<strong>l\u2019ex Fornace Piva<\/strong>, complesso industriale nato all\u2019inizio del Novecento lungo le sponde del Rio Melo, \u00e8 al centro di un importante intervento di rigenerazione urbana: il sito diventer\u00e0 il nuovo Museo del Territorio della citt\u00e0, grazie a un intervento di recupero e rifunzionalizzazione firmato da\u00a0<strong>Politecnica Building for Humans<\/strong>.\u00a0L\u2019apertura al pubblico? Prevista\u00a0<strong>per febbraio 2027<\/strong>, una volta completati gli allestimenti museali.<\/p>\n<p>La storia dell\u2019ex Fornace Piva a Riccione<\/p>\n<p>La storia della fornace inizia nel 1908, quando l\u2019imprenditore milanese Carlo Andrea Piva avvi\u00f2 qui un impianto per la produzione di laterizi. Dotato di\u00a0<strong>un forno Hoffmann<\/strong>\u00a0(una tecnologia particolarmente innovativa per l\u2019epoca, che permetteva la produzione continua) lo stabilimento divenne presto una delle realt\u00e0 industriali pi\u00f9 avanzate del territorio. Negli anni che precedettero la Seconda guerra mondiale la fornace raggiunse livelli produttivi molto elevati, mantenendo\u00a0<strong>un ruolo centrale anche durante il conflitto<\/strong>\u00a0e nei decenni successivi. Per lungo tempo rappresent\u00f2 dunque una delle principali attivit\u00e0 imprenditoriali locali, contribuendo allo sviluppo urbano della citt\u00e0. La produzione cess\u00f2 definitivamente negli Anni Settanta, lasciando dietro di s\u00e9 un importante frammento di archeologia industriale. Oggi dell\u2019antico complesso resta soprattutto il recinto murario che delimitava l\u2019impianto.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Il nuovo Museo del Territorio a Riccione<\/p>\n<p>E da qui prende avvio il progetto di trasformazione promosso dal Comune di Riccione e affidato tramite gara pubblica a\u00a0<strong>Politecnica<\/strong>. L\u2019intervento ha interessato sia il restauro e la messa in sicurezza delle strutture esistenti sia la realizzazione di una nuova architettura museale all\u2019interno del perimetro storico.\u00a0<strong>L\u2019operazione si inserisce in un pi\u00f9 ampio processo di rigenerazione urbana<\/strong>: l\u2019area della fornace \u00e8 infatti connessa a un sistema di verde pubblico e percorsi ciclopedonali e si trova in relazione diretta con l\u2019edificio scolastico adiacente. Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il restauro delle murature perimetrali: le superfici storiche sono state consolidate e conservate senza cancellare i segni del tempo tra fori, inserti lignei e tracce delle lavorazioni che restano visibili, rivelandone le stratificazioni. Questa scelta rafforza il dialogo con la nuova architettura contemporanea inserita all\u2019interno del recinto, mettendo in evidenza il contrasto tra la materia storica e le strutture pi\u00f9 recenti. Anche l\u2019illuminazione \u00e8 pensata per valorizzare questo rapporto attraverso un sistema integrato nelle strutture di sostegno che illumina le pareti dall\u2019interno verso l\u2019esterno.<\/p>\n<p>Come sar\u00e0 il nuovo Museo del Territorio a Riccione<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il nuovo edificio si sviluppa su due livelli per una superficie di circa 1.500 metri quadrati, inseriti in\u00a0<strong>un\u2019area complessiva di intervento di circa 2.500 metri quadrati<\/strong>\u00a0che include anche gli spazi esterni. Tra la nuova architettura e le murature storiche corre un deambulatorio perimetrale: uno spazio di passaggio che permette di osservare da vicino le facciate della fornace e allo stesso tempo amplia le possibilit\u00e0 di percorrenza tra museo e citt\u00e0. Tra gli elementi pi\u00f9 riconoscibili dell\u2019intervento c\u2019\u00e8 la reinterpretazione della storica ciminiera dell\u2019impianto, crollata nel tempo. Attraverso una struttura stilizzata in acciaio che ne riprende posizione, altezza e proporzioni originarie il progetto restituisce al paesaggio urbano un segno identitario della memoria industriale di Riccione. Al piano terra troveranno posto\u00a0<strong>una grande hall a doppia altezza con reception, caffetteria e bookshop, insieme a laboratori didattici<\/strong>, depositi museali visibili e una sala conferenze. Il livello superiore ospiter\u00e0 invece gli ambienti espositivi principali, progettati come spazi aperti e riconfigurabili. A collegare i due livelli \u00e8 una scala principale leggera, quasi sospesa, inserita nella hall e retroilluminata, destinata a diventare uno degli elementi architettonici pi\u00f9 caratterizzanti dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per oltre mezzo secolo \u00e8 stata uno dei motori produttivi di Riccione. 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