{"id":40627,"date":"2025-08-11T06:19:47","date_gmt":"2025-08-11T06:19:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40627\/"},"modified":"2025-08-11T06:19:47","modified_gmt":"2025-08-11T06:19:47","slug":"la-malattia-contro-il-potere-giovanna-ferrara-e-linnocenza-dei-dinosauri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40627\/","title":{"rendered":"La malattia contro il potere. Giovanna Ferrara e l\u2019innocenza dei dinosauri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/dino.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-64739\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/dino.jpg\" alt=\"\" width=\"1063\" height=\"1529\"  \/><\/a>(disegno di escif)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni vulnerabilit\u00e0 genera una dinamica di potere. Il malato \u00e8 un oppresso in questo sistema. Ogni ricovero che mi \u00e8 capitato \u00e8 stato lo scontro con la distruzione totale. Il viaggio della malattia \u00e8 terribile come quello dei migranti, come quelli dei poveri, perch\u00e9 smaschera cose della vita terribili. La prepotenza contro il debole come sistema. E le cure dovrebbero tenere conto della sapienza che soltanto il soggetto-corpo conosce intimamente. Invece il malato \u00e8 un soggetto minorato escluso dalla gestione del suo stesso destino. Si pu\u00f2 usare questa esperienza per diventare persone migliori e per comprendere che la malattia lavora contro il potere perch\u00e9 ti impone di conoscerlo. (Giovanna Ferrara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 difficile leggere un libro che sappia unire in una sola trama lucidit\u00e0 di analisi e bellezza di scrittura,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fuorilinea.it\/libri\/linnocenza-dei-dinosauri-di-giovanna-ferrara\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.fuorilinea.it\/libri\/linnocenza-dei-dinosauri-di-giovanna-ferrara\/&amp;source=gmail&amp;ust=1746865921047000&amp;usg=AOvVaw3LdNGZdt3cZnoi9du-pVKM\">L\u2019innocenza dei dinosauri<\/a>\u00a0di <strong>Giovanna Ferrara<\/strong> (edito da <strong>Fuorilinea)<\/strong> \u00e8 la dimostrazione che \u2013 a partire dal proprio dolore \u2013 \u00e8 possibile tenere insieme queste due dimensioni in un equilibrio di scrittura affascinante, lieve e delicato.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019innocenza dei dinosauri\u00a0<\/strong>\u00e8 un romanzo\/diario che racconta di desideri e di dolore, di amore e politica, di amicizia e di malattia. Un libro che \u00e8 lo specchio di un\u2019assenza, perch\u00e9 <strong>Giovanna,<\/strong> \u201cgenerosa, appassionata e danzante\u201d giornalista de\u00a0<strong>il Manifesto<\/strong><strong>,<\/strong> studiosa di storia e cultura europea, \u00e8 scomparsa a <strong>Padova<\/strong> nel 2023, qualche mese dopo un trapianto che sembrava averle ridato una prospettiva di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto il respiro che avevo era pianto<br \/><\/strong>Un\u2019 esperienza autobiografica che nasce dalla diagnosi di una rara malattia polmonare (ancora pi\u00f9 raro che colpisca una persona giovane) che compromette in modo grave la capacit\u00e0 respiratoria di <strong>Giovanna.<\/strong> Una malattia insidiosa che peggiora progressivamente, per di pi\u00f9 durante la pandemia che stravolge i fragili equilibri della vita quotidiana. Cos\u00ec i ricoveri diventano un corpo a corpo con le logiche dell\u2019emergenza e con le regole di un sistema ospedaliero in affanno, gi\u00e0 svuotato da logiche aziendali e dai tagli alla spesa pubblica. La pandemia da <strong>Covid 19<\/strong> (che G. definisce l\u2019Evento), \u00e8 solo lo scenario di fondo al racconto,\u00a0\u00a0l\u2019effetto (e non la causa) di una crisi che riusciamo a vedere davvero solo quando ci tocca in prima persona. <strong>Giovanna<\/strong> percorre uno a uno i gironi di questo inferno \u201cmalattia-cura-malattia\u201d, ne conosce gli angoli pi\u00f9 cupi, intuisce la luce che proviene dalle crepe, intravede le possibilit\u00e0 che si conquistano con una lotta personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo scomporre il testo, lungo tre nuclei di fondo. La prima \u00e8 il confronto con il sistema sanitario e i suoi attori (ospedali, medici, infermieri). La lotta contro la malattia produce un rovesciamento, diventa la lotta contro il sistema che dovrebbe prenderti in cura e non trattarti come un sintomo. L\u2019incontro col sistema sanitario si sviluppa in due luoghi. Il primo \u00e8 quello della soglia, riuscire a farsi prendere in carico, superare le burocrazie dell\u2019attesa per ottenere una visita specialistica o per un ricovero di emergenza: \u201cNell\u2019attesa del Pronto Soccorso [\u2026] si pu\u00f2 morire per le loro lentezze, le loro mancanze, le storture di fronte alle quali il personale sanitario dovrebbe allearsi con il paziente e non accanirsi contro il paziente. Perversa \u00e8 l\u2019autorit\u00e0, e allora vedi infermiere sfatte da turni inverosimili gridare all\u2019anziano che si lamenta, medici indifferenti, l\u2019abbandono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo luogo di lotta comincia quando si \u00e8 nel reparto. Qui la lotta contro la malattia \u2013 quando si \u00e8 un \u201ccorpo senza storia\u201d \u2013 \u00e8 anche un sottostare alle misere vessazioni di chi dovrebbe prendersi cura di te. Piccoli episodi che segnano doppiamente chi \u00e8 immobilizzato dalla malattia. Dopo un intervento per il drenaggio a un polmone, <strong>G.<\/strong> digiuna da un giorno, arriva in reparto alle tre di notte e chiede se pu\u00f2 avere dell\u2019acqua. L\u2019infermiere le dice che non \u00e8 possibile. Solo alle sei e trenta del mattino, un\u2019amica che abita vicino l\u2019Ospedale riesce a farle avere delle bottiglie d\u2019acqua. \u201cChiesi all\u2019infermiere [\u2026] cosa vi avrebbe messo a prendermi dell\u2019acqua almeno alle macchinette che erano l\u00ec fuori con l\u2019euro che potevo dargli. Mi disse che il servizio era sospeso. Ma disse qualcosa di pi\u00f9.\u00a0Qualcosa che ha studiato Foucault, che quando stai male nasce una gerarchia. E tu dipendi dai capricci del pi\u00f9 forte, dalle sue simpatie, dalle sue indisponibilit\u00e0. Che il gioco del potere \u00e8 mortifero perch\u00e9 degrada l\u2019umanit\u00e0 a sopraffazione e prepotenza\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento in cui si varca la soglia, la persona malata diventa un \u201ccorpo\u201d senza diritti e dignit\u00e0: \u201cLa regola degli altri ospedali \u00e8 molto diversa. \u00c8 fatta di attese senza lancette che scandiscono i controlli. Nella regola degli ospedali s\u2019insinua, sempre, qualcosa di mostruoso. Il malato vive attese interminabili nei corridoi dei reparti. Scambia numeri e aspetta di essere chiamato. Non sa con quali tempi riuscir\u00e0 a vedere un medico o a fare un controllo. Il tempo del malato non conta niente. Il malato non ha nient\u2019altro da fare che vivere la sua malattia. E in pi\u00f9 il malato \u00e8 l\u00ec non sentendosi bene. Ho pianto spesso di rabbia nelle attese all\u2019<strong>ospedale San Giovanni<\/strong> di <strong>Roma<\/strong> al suo Pronto Soccorso. Ho pianto per me e per tutti noi che aspettavamo sulle barelle un destino imprecisato. Dieci ore. Undici ore. Perdere coscienza di dove sono le tue scarpe. Il neon sempre sparato in faccia. Le porte scorrevoli che fanno entrare nuove barelle. Gli infermieri che fanno finta di non aver sentito che li chiamavi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attese a cui seguono altre attese, a brevi dialoghi con medici indaffarati e stanchi che poco tempo hanno da spendere nel dialogo con il paziente. Scrive <strong>G.<\/strong>: \u201cNon voglio e non so intessere un discorso teorico sulla necessit\u00e0 che i metodi di cura convergano. Non credo nemmeno che un paziente si debba addentrare in queste analisi, perch\u00e9 rimane uno che non ha studiato medicina. Io ho la mia conoscenza esperienziale. E banalmente mi piacerebbe che, nel rapporto medico paziente, non ci fosse nient\u2019altro che l\u2019incontro di due uomini. Uno che parla dell\u2019incarnazione di quello di cui l\u2019altro ha fatto oggetto di ricerca e studio e pratica e approfondimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">G. non\u00a0\u00a0contesta, quindi, il \u201csapere medico\u201d ma chiede di includere in quel sapere la capacit\u00e0 di parlare al malato rispettando le sue emozioni e il suo stato di vulnerabilit\u00e0. Scrive cos\u00ec G. dell\u2019incontro con un primario che al primo incontro e alla prima domanda, senza nemmeno ascoltare la risposta della paziente, guardando la Tac dice: \u201cVabb\u00e8, qui ci vuole un trapianto urgentissimo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCi si pu\u00f2 rivolgere a una donna spaventata, che ti ha cercato per chiederti [\u2026] come fare a evitare di morire in caso di pneumotorace; che sta da sola, pallida e confusa sulla sedia di fronte alla tua, alla quale non hai chiesto nemmeno il nome, dicendo \u201cma s\u00ec, facciamo un trapianto urgentissimo (sottointeso: stai per morire)?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEro scioccata. Sedevo sugli scalini di fronte al platano rovinato a terra ed eravamo una sola immagine. Mi cominci\u00f2 a uscire sangue dal naso. Non avevo fazzoletti. Mi pulivo con le mani. Non sentivo pi\u00f9 niente. Promisi a me stessa che non volevo vedere nessun nuovo medico. Che non avrei sopportato nessuna barbarie, nessuna insensibilit\u00e0 ancora [\u2026]. Cominci\u00f2 l\u00ec dentro una fase nuova per me. Qual era stato il mio ruolo nel disastro che lamentavo? Cosa raccontava tutto quell\u2019orrore della gestione di me, delle mie condotte? Che responsabilit\u00e0 avevo?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta contro la malattia, dunque, costringe il malato a una duplice fatica. Si lotta per la propria vita e contro i meccanismi di mortificazione e oggettivazione che la cura ti impone. Una lotta che appare paradossale, che ti costringe a essere vicino a ci\u00f2 che vorresti allontanare, a imparare a difendere ci\u00f2 che sei e che viene prima della malattia. Cos\u00ec <strong>G.<\/strong> riesce, non senza fatica, a ottenere che in luogo di quanto inizialmente prescritto, le diano un farmaco analogo che non comporti fotosensibilit\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 le consente, nonostante tutto, di andare al mare e di respirare il profumo dei limoni, \u201cla parte di ricchezza che spetta ai poveri, diceva <strong>Montale,<\/strong> E ai malati postillo io\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avessero almeno detto che noi, l\u2019innocenza dei dinosauri, non l\u2019avevamo mai avuta<br \/><\/strong>Il secondo nucleo del racconto \u00e8 la riflessione \u201cpolitica\u201d che a partire dall\u2019emergenza <strong>Covid<\/strong> si sviluppa nella critica al modello economico imposto dal neoliberismo. Comprendere il perch\u00e9 dell\u2019emergenza, l\u2019assenza di farmaci e dei vaccini, la sospensione della vite prigioniere del lockdown, la sospensione delle cure per le altre patologie, \u201ccapire che ruolo abbiamo nel disastro che lamentiamo\u201d, sono le domande indispensabili per poter fare della propria vicenda personale un tassello di un quadro molto pi\u00f9 grande di una singola biografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pandemia ha svelato la fragilit\u00e0 di un sistema sanitario pubblico progressivamente svuotato al suo interno, di una possibilit\u00e0 di cura che separa chi ha risorse per entrare nel sistema privato e per chi invece \u00e8 costretto a lunghe e infinite attese. La scorciatoia \u00e8 stata quella di rendere ancora pi\u00f9 complicato l\u2019accesso al servizio sanitario pubblico con regole burocratiche e incomprensibili. Tutto senza mettere in discussione la logica liberista che ha fatto a pezzi lo Stato sociale. Persino durante la crisi pi\u00f9 acuta, quando era chiaro che servivano nuovi fondi per la Sanit\u00e0 e per promuovere una ricerca pubblica separata dagli interessi delle imprese, <strong>Christine Lagarde,<\/strong> presidente della <strong>Banca centrale europea<\/strong>, non esit\u00f2 a ribadire le implacabili ragioni delle autorit\u00e0 monetarie. Scrive <strong>G.<\/strong>: \u201cNella furia dei bollettini ospedalieri, nell\u2019impossibilit\u00e0 di contenere i contagi che si allargavano sulla cartina del mondo senza controllo [\u2026] la Lagarde fece sapere al mondo di non avere alcuna intenzione di rivedere i patti fondanti del debito e del credito. Che la pandemia, nonostante il suo numero osceno di morti, non avrebbe influito minimamente sul rigore degli accordi. Non ci sarebbe stato un altro\u00a0whatever it takes.\u00a0Le regole di questa economia affamante restavano inalterate, disse quella sera di morti che cadevano senza numero\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza diretta con la malattia offre sostanza alla critica. L\u2019analisi politica \u00e8 profonda perch\u00e9 si fonda\u00a0\u00a0sulla sofferenza personale e sulla conoscenza reale. Non \u00e8 astrazione, \u00e8 la riflessione che consente di dare una dimensione pubblica al proprio dolore e di darne una ragione pi\u00f9 ampia che la semplice sventura personale. La democrazia vista dall\u2019ospedale assume un aspetto tutt\u2019altro che formale, richiede di comprendere che la condizione del malato \u00e8 una condizione umana e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019oro tra le macerie<\/strong><br \/>\u201cOra che ci penso, ora che provo a ricordare, ora che metto in fila le immagini di questi anni, ora che traccio una linea che mi separa dal prima e che voglio mi allontani dal dopo, ora che tutto quello che \u00e8 successo \u00e8 un materiale che riesco a maneggiare, che comprendo, che non mi fa paura, ora vedo l\u2019oro che ho trovato in queste macerie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo nucleo narrativo, il pi\u00f9 bello e commovente \u00e8 quello in cui <strong>Giovanna<\/strong> racconta dei legami di amicizia, storici o appena costruiti in corsia, come la sola vera risorsa per attraversare il dolore. La malattia ha un effetto inaspettato, rivela l\u2019esistenza di una rete di solidariet\u00e0 e di affetti che \u00e8 in s\u00e9 un modo di concepire la vita e la politica come un riconoscersi ed essere riconosciuti. Cos\u00ec l\u2019amicizia, la philia, mette riparo alle solitudini e ai limiti della coppia, rende sopportabili le attese, i viaggi, i ricoveri. Ci sono le alleanze solidali che nascono tra pazienti nei reparti, quando intimit\u00e0 e dolore superano i limiti del pudore, quando nel letto accanto al tuo una parola incoraggia, sostiene, accudisce. Una sorellanza che nasce da un dato di fatto, \u201csi \u00e8 esposti alle stesse intemperie, che questa sia la condizione dell\u2019uomo fuori o dentro una istituzione totale, sfugge a molti\u201d. Nascono legami insoliti e incontri inaspettati. Come con <strong>Assunta,<\/strong> compagna di stanza cos\u00ec loquace da essere definita \u201csignora-parola\u201d che in una stanza di ospedale trova l\u2019intimit\u00e0 e l\u2019accoglienza per raccontare la storia della sua vita: \u201cLei viene dimessa. Chiede di restare. Dice che non si sente ancora bene. Ma io lo so che in quel cubicolo di tre metri ha potuto parlare di s\u00e9. Del marito che la trascura da vent\u2019anni. Dell\u2019amarezza del suo sogno svanito, cucire vestiti d\u2019alta moda. Se lei mi ha regalato una finestra e dell\u2019aria, se mi ha lavato il panico dalle ossa, io le ho restituito l\u2019impressione di essere vista. Non \u00e8 stato uno scambio ragionato. \u00c8 accaduto come accadono i doni. Nessuno si aspettava niente, entrambe abbiamo avuto molto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo viaggio tra spirometrie e broncospie, scrive <strong>G.<\/strong>, \u201cho conosciuto meglio il Paese snobbato dell\u2019intellighenzia di sinistra. Quella che si lancia in grandi dissertazioni e analisi sulla perdita di soggettivit\u00e0, la sussunzione delle vite da parte del capitale, e la necessit\u00e0 di scansare le passioni tristi [\u2026] ma in fondo \u2013 ora lo sentivo come la sabbia che scorre tra le mani \u2013 il mondo non lo vuole cambiare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori e prima degli ospedali, quella rete di amicizie costruita in una vita di condivisioni, impegno politico e voglia di vivere la vita come corpo nudo al sole. Amicizie che G. definisce \u201calfabeti di profondit\u00e0\u201d, relazioni sotterranee e intime che nascono dalla philia, \u201ctraccia di oro di questo mondo faticoso\u201d. Storie di amicizie che si riconoscono nella gioia e nel dolore delle cose quotidiane, nelle attenzioni pratiche, nei viaggi della speranza, nei legami con i sogni giovanili, in uno stare insieme attento e consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha scritto <strong>Susan Sontag<\/strong> che\u00a0la malattia \u00e8 \u201cil lato notturno della vita, una cittadinanza pi\u00f9 onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci solo del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell\u2019altro paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro di <strong>Giovanna Ferrara<\/strong> ci insegna a riconoscere salute e malattia come parti di un\u2019unica dimensione, certo segnata da un prima e da un dopo. Questo ci obbliga a trovare luce anche nel luogo pi\u00f9 oscuro, a non rinunciare a ci\u00f2 che siamo e, pi\u00f9 importante ancora, a ci\u00f2 che vogliamo essere nel mondo. La malattia che ci conduce fragili di fronte al potere della morte, al sapere dei medici, alla verit\u00e0 della cura e che ci rende ancora pi\u00f9 forti nel nostro desiderio di cambiamento personale e collettivo.\u00a0Come scrive Giovanna, \u201cquanto amore e quanta felicit\u00e0, proprio l\u00e0 dove nessuno pensa possano abitare. Quanta politica\u201d. (dario stefano dell\u2019aquila)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(disegno di escif) Ogni vulnerabilit\u00e0 genera una dinamica di potere. 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