{"id":40638,"date":"2025-08-11T06:29:21","date_gmt":"2025-08-11T06:29:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40638\/"},"modified":"2025-08-11T06:29:21","modified_gmt":"2025-08-11T06:29:21","slug":"sono-state-riprodotte-le-prime-reazioni-chimiche-avvenute-dopo-il-big-bang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40638\/","title":{"rendered":"Sono state riprodotte le prime reazioni chimiche avvenute dopo il Big Bang"},"content":{"rendered":"<p>Poco dopo il Big Bang, avvenuto 13,8 miliardi di anni fa, l\u2019universo aveva gi\u00e0 innescato le prime reazioni chimiche note, ma finora nessuno era riuscito a riprodurle in laboratorio. Ora, un team di ricercatori del Max-Planck-Institut f\u00fcr Kernphysik (MPIK) di Heidelberg<strong> \u00e8 riuscito per la prima volta a ricreare la reazione che coinvolge lo ione considerato la molecola pi\u00f9 antica dell\u2019universo<\/strong> e l\u2019ha descritta all\u2019interno di un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria e pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy &amp; Astrophysics. Utilizzando un impianto unico al mondo e in grado di simulare le condizioni dello spazio profondo, gli autori hanno osservato particolari reazioni chimiche in condizioni simili a quelle dell\u2019universo primordiale, scoprendo che, <strong>al contrario di quanto si pensava in precedenza, la velocit\u00e0 di tale processo rimane costante anche a temperature estremamente basse<\/strong>. \u00abQuesto risultato ci avvicina alla soluzione del mistero riguardante la formazione delle prime stelle\u00bb, commentano i ricercatori.<\/p>\n<p>Dopo il <strong>Big Bang<\/strong>, l\u2019universo si trovava in uno stato di calore e densit\u00e0 estremi. Nei primi secondi, spiegano gli autori, si formarono i nuclei di idrogeno ed elio, ma ci vollero quasi 380.000 anni prima che questi elementi potessero legarsi a elettroni liberi formando atomi neutri in un processo chiamato ricombinazione, ovvero il processo con cui protoni ed elettroni si legano. Solo allora iniziarono le prime reazioni chimiche, i<strong>n un\u2019epoca nota come \u201cet\u00e0 oscura\u201d della cosmologia, in quanto lo spazio era trasparente ma privo di sorgenti luminose<\/strong>. Molecole semplici come HeH\u207a e l\u2019idrogeno molecolare (H\u2082) furono essenziali per il collasso delle prime nubi di gas, che avrebbe portato alla formazione stellare. Infatti, continuano, a temperature inferiori a circa 10.000 \u00b0C, gli atomi di idrogeno non riuscivano pi\u00f9 a dissipare calore in modo efficace, in quanto servivano molecole capaci di emettere energia anche attraverso rotazioni e vibrazioni. HeH\u207a, grazie al suo pronunciato momento di dipolo \u2013 una propriet\u00e0 elettrica che la rende particolarmente efficace nell\u2019emissione o assorbimento di radiazione \u2013 era quindi uno dei migliori candidati per questo ruolo, influenzando direttamente l\u2019efficienza della formazione stellare.<\/p>\n<p>Tali ipotesi sono state indagate nel nuovo <a href=\"https:\/\/www.aanda.org\/articles\/aa\/full_html\/2025\/07\/aa55316-25\/aa55316-25.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">studio<\/a>, nel quale i ricercatori del MPIK hanno utilizzato l\u2019anello di accumulo criogenico (Cryogenic Storage Ring, CSR), un impianto unico al mondo in grado di simulare le condizioni dello spazio profondo. Gli ioni HeH\u207a sono stati mantenuti a -267 \u00b0C kelvin e sono stati fatti collidere con un fascio di atomi di deuterio \u2013 isotopo dell\u2019idrogeno che contiene un protone e un neutrone nel nucleo \u2013 neutri, regolando le velocit\u00e0 relative per replicare le energie di collisione tipiche dell\u2019universo primordiale. <strong>La reazione produceva uno ione HD\u207a e un atomo di elio neutro e, contrariamente alle aspettative teoriche, la probabilit\u00e0 della reazione non diminuiva alle basse temperature<\/strong>. \u00abLe teorie precedenti prevedevano una significativa diminuzione della probabilit\u00e0 di reazione a basse temperature, ma non siamo stati in grado di verificarlo n\u00e9 nell\u2019esperimento n\u00e9 nei nuovi calcoli teorici dei nostri colleghi\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.mpi-hd.mpg.de\/mpi\/en\/public-relations\/news\/news-item\/chemistry-at-the-beginning\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">spiega<\/a> il coautore Holger Kreckel, aggiungendo che l\u2019analisi, condotta in collaborazione con il gruppo guidato da Yohann Scribano, <strong>ha identificato un errore nei modelli usati finora per descrivere questa reazione, portando a calcoli rivisti che ora concordano con i dati sperimentali.<\/strong> Poich\u00e9 la concentrazione delle molecole analizzate ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita delle prime stelle, quindi, i ricercatori ritengono che questa scoperta rappresenti un passo importante per comprendere i processi chimici che hanno reso possibile la formazione dei primi astri nell\u2019universo primordiale. \u00abPoich\u00e9 le concentrazioni di molecole come HeH\u207a e idrogeno molecolare hanno avuto un ruolo importante nella formazione delle prime stelle, questo risultato <strong>ci avvicina alla soluzione del mistero della loro formazione<\/strong>\u00bb, concludono i coautori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1754893761_145_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Roberto Demaio<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato alla facolt\u00e0 di Matematica pura ed applicata dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia. Autore del libro-inchiesta Covid. Diamo i numeri?. Per L\u2019Indipendente si occupa principalmente di scienza, ambiente e tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Poco dopo il Big Bang, avvenuto 13,8 miliardi di anni fa, l\u2019universo aveva gi\u00e0 innescato le prime reazioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40639,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12803,36704,1537,90,89,18378,195,198,199,197,200,201,36705,18379,194,196],"class_list":{"0":"post-40638","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-astronomia","9":"tag-chimica","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-nuova-scoperta","14":"tag-science","15":"tag-science-and-technology","16":"tag-scienceandtechnology","17":"tag-scienza","18":"tag-scienza-e-tecnologia","19":"tag-scienzaetecnologia","20":"tag-scoperta-astronomica","21":"tag-studio-scientifico","22":"tag-technology","23":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40638\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}