{"id":40642,"date":"2025-08-11T06:31:10","date_gmt":"2025-08-11T06:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40642\/"},"modified":"2025-08-11T06:31:10","modified_gmt":"2025-08-11T06:31:10","slug":"indispensabili-gli-aiuti-militari-a-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40642\/","title":{"rendered":"indispensabili gli aiuti militari a Kiev"},"content":{"rendered":"<p>Prima lo stop ai combattimenti, poi i negoziati che dovranno partire dall\u2019attuale linea del fronte. Niente cessioni territoriali imposte all\u2019Ucraina contro la sua volont\u00e0. E ancora, l\u2019Europa deve essere parte delle trattative.<\/p>\n<p>LA PREMIER E I NEGOZIATI  <\/p>\n<p>Dall\u2019estero, dove trascorre giorni di break dai palazzi romani, Giorgia Meloni si prepara al summit di Ferragosto in Alaska fra Vladimir Putin e Donald Trump. Insieme ai partner europei con cui \u00e8 in continuo contatto &#8211; Macron, Merz, Tusk, von der Leyen fra gli altri &#8211; pianta paletti per il negoziato che dovrebbe portare a una tregua in Ucraina. Ribaditi nel faccia a faccia degli ufficiali europei con il vicepresidente americano JD Vance sabato sera, alle porte di Londra. E ancora ieri in una riunione degli ambasciatori Ue per coordinare una linea comune. A Roma l\u2019ottimismo si pesa col bilancino.<\/p>\n<p>Dai contatti con Trump e i leader Ue la premier italiana ha tratto un quadro non esattamente roseo dei negoziati. Putin non cede di un millimetro. Zelensky neanche. Insomma ci sono tutti ipresupposti per un \u201cno-deal\u201d in Alaska venerd\u00ec prossimo. Sono gi\u00e0 partiti i contatti per una videoconferenza di von der Leyen, Meloni e dei leader europei in settimana con Trump per ribadire al Tycoon le \u201clinee rosse\u201d degli alleati. Mentre prende corpo, su spinta della presidente della Commissione europea, l\u2019idea di un secondo vertice sull\u2019Ucraina nel Vecchio Continente e a questo punto Roma potrebbe tornare in campo come sede.<\/p>\n<p>A patto che Putin accetti ovviamente. Ai piani alti del governo italiano, si diceva, la cautela \u00e8 massima. Vietato gettare il cuore oltre l\u2019ostacolo. In un report del ministero della Difesa letto dal Messaggero viene scattata una fotografia a tinte scurissime dei combattimenti in Ucraina e degli sforzi negoziali. \u00abLa situazione sul campo mostra come non ci sia nessun accenno a una tregua imminente, la guerra \u00e8 dunque tutt\u2019altro che conclusa, e l\u2019azione russa non \u00e8 assolutamente limitata dalle fin qui poco produttive attivit\u00e0 negoziali\u00bb si legge nell\u2019introduzione al bilancio consuntivo del ministero di Guido Crosetto pubblicato nei giorni scorsi.<\/p>\n<p>I tecnici della Difesa riconoscono che gli aiuti militari europei e americani stanno facendo la differenza. \u00abGrazie al supporto occidentale dell\u2019intelligence e dei sistemi di difesa aerea, l\u2019Ucraina \u00e8 riuscita sinora a sostenere una difesa capace di limitare i danni e a stabilizzare e consolidare la linea del fronte\u00bb.<\/p>\n<p>Poi sottolineano in neretto una frase: \u00abIn tale ottica, lo sforzo militare di Kiev non pu\u00f2 prescindere dall\u2019aiuto alleato\u00bb. Come a dire: gli aiuti militari non possono fermarsi, altrimenti le truppe russe avanzano. \u00c8 un punto fermo del governo italiano in questi giorni di trattative frenetiche, ribadito ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Finch\u00e9 la guerra \u00e8 in corso \u00abdobbiamo aiutare l\u2019Ucraina\u00bb. Il dodicesimo pacchetto \u00e8 stato gi\u00e0 illustrato al Copasir e le commesse sono partite alla volta di Kiev. Sforzi necessari da parte degli alleati, riconosce il governo, perch\u00e9 appunto la situazione sul campo non sorride affatto a Zelensky.<\/p>\n<p>L\u2019ALLARME  <\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi mesi, profittando dell\u2019alleggerimento del supporto Usa all\u2019Ucraina, le forze russe stanno esercitando una pressione crescente lungo il fronte, i loro attacchi hanno registrato un incremento di intensit\u00e0 e portata, colpendo sempre pi\u00f9 indiscriminatamente obiettivi militari e infrastrutture pubbliche, in particolare energetiche e riguadagnando il controllo del Kursk\u00bb spiega il documento della Difesa. E se da un lato si riconosce che \u00abl\u2019esercito ucraino, anche per il futuro, resta la prima garanzia per la sicurezza dell\u2019Europa\u00bb, dall\u2019altro vengono risuonati due allarmi.<\/p>\n<p>Il primo: Putin \u00abpunta a raggiungere un esercito da 1,5 milioni di soldati\u00bb. Il secondo: Mosca vuole \u00abprodurre oltre 1 milione di droni da combattimento all\u2019anno\u00bb per prepararsi a \u00abnuove mire espansionistiche\u00bb. In altre parole: non finir\u00e0 qui. \u00c8 il timore che percorre i Paesi nord-europei che con la Russia confinano, hanno ferite storiche aperte e ieri durante la riunione degli ambasciatori Ue hanno difeso la linea dura: a Putin non deve essere accordata alcuna cessione dei territori ucraini. Meloni media e cerca un punto di incontro con Trump. Si risentiranno nei prossimi giorni, prima di un vertice, in Alaska, ancora avvolto dalla nebbia pi\u00f9 fitta.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Commenti e retroscena del panorama politico<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima lo stop ai combattimenti, poi i negoziati che dovranno partire dall\u2019attuale linea del fronte. 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