{"id":40677,"date":"2025-08-11T06:58:09","date_gmt":"2025-08-11T06:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40677\/"},"modified":"2025-08-11T06:58:09","modified_gmt":"2025-08-11T06:58:09","slug":"i-tesori-che-lucraina-rischia-di-dover-cedere-alla-russia-ora-dalle-terre-rare-allacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40677\/","title":{"rendered":"I \u00abtesori\u00bb che l&#8217;Ucraina rischia di dover cedere alla Russia, ora: dalle terre rare all&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marta Serafini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Dal Donbass alla regione di Kherson fino alla centrale di Zaporizhzhia: le zone contese<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDal 1991, <b>la Russia ha<\/b> <b>strappato pezzi ai suoi vicini<\/b> come un macellaio: la <b>Transnistria<\/b> alla Moldavia nel \u201992, l\u2019<b>Abkhazia <\/b>e l\u2019<b>Ossezia del Sud<\/b> alla Georgia nel 2008, il <b>Donbass<\/b> e la <b>Crimea<\/b> all\u2019Ucraina nel 2014, e poi di nuovo nel 2022. Ma questa volta sar\u00e0 diverso\u00bb. A parlare \u00e8 un ex ufficiale ucraino, ora  diventato<b> analista militare<\/b> e autore di un account su X, con il nome di Tatarigami UA, tra i pi\u00f9 seguiti da chi si interessi del conflitto russo-ucraino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come lui, sono pochi gli esperti militari che ritengono <b>plausibile un accordo<\/b> che porti alla <b>cessione a Mosca del Donetsk<\/b> e al congelamento della linea del fronte senza una <b>contropartita solida per Kiev<\/b>.     &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per quanto riguarda il <b>Donbass<\/b>, la ragione, dal punto di vista di Kiev \u00e8, nell\u2019ordine, politica, militare ed economica. Mosca e Kiev <b>combattono per questo territorio da 11 anni<\/b>. Migliaia di giovani ucraini sono morti in nome della difesa dell\u2019Est e la maggior parte dei militari ora al comando si \u00e8 <b>formata nelle trincee<\/b> della cintura che corre da Slovyansk a  Kostyantynivka, passando per Kramatorsk e Druzhkivka. \u00abAnche qualora Zelensky desse<b> l\u2019ordine di ritirarsi<\/b>, \u00e8 tutto da  vedere che i militari obbediscano\u00bb, commenta ancora Tatarigami.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Russofono, culla dell\u2019ortodossia fedele a Mosca, per i nazionalisti di Kiev il Donetsk rappresenta il <b>bastione della rivoluzione di Maidan<\/b>, la porta dell\u2019Europa e il vero fianco Est della Nato, quello che nel 2014 fece gola a Washington quando decise di investire sulla <b>formazione degli apparati militari e di intelligence ucraini<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perderlo vorrebbe dire anche <b>cedere centinaia di chilometri<\/b> di trincee e linee fortificate, che renderebbero molto facile per Putin portare a termine ci\u00f2 che proclama da tempo. Ossia <b>finire il lavoro<\/b> ed entrare anche nella regione di Dnipropetrovsk.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La linea ferroviaria che collega Pokrovsk, Kramatorsk, Kostyantynivka,  diventerebbe<b> il trampolino di lancio perfetto<\/b> per spostare uomini e mezzi e lanciare l\u2019assalto a Dnipro, sede del potere finanziario ucraino, obiettivo che fin qui non \u00e8 riuscito all\u2019Armata. Il Donbass, con <b>il suo bacino minerario<\/b>, \u00e8 la pi\u00f9 grande riserva in Europa di manganese e di titanio, uranio, grafite, caolino.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli stessi <b>metalli e terre rare<\/b> che sono alla base dell\u2019<b>industria del futuro<\/b>, dell\u2019hi-tech e della green economy. E le stesse leve che sono  servite a Kiev per tenere Washington al suo fianco anche quando <b>la Casa Bianca vacillava<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Perdere la regione di Kherson, fosse anche solo la parte gi\u00e0 occupata dai russi, significherebbe invece chiudersi definitivamente alle spalle la porta della Crimea e <b>rinunciare a una buona quota del granaio <\/b>che da sempre ha costituito la forza economica del sud ucraino. Con un\u2019aggravante: <b>perdere la guerra dell\u2019acqua<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se il Donbass \u00e8 il bacino minerario per antonomasia, <b>Kherson<\/b> con la foce del Dnipro \u00e8 il <b>bacino idro-elettrico pi\u00f9 importante del Paese<\/b>. Basti pensare che <b>il collasso della centrale idroelettrica<\/b> di Kakhovka nel 2024 ha di fatto <b>lasciato senza acqua<\/b> il 94% dei sistemi di irrigazione a Kherson, il 74% a Zaporizhzhia e il 30% nella regione di Dnipropetrovsk.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E infine, come fa notare Henry Sokolski, direttore esecutivo del Nonproliferation Policy Education Center di Arlington, in tutte le proposte di pace rese pubbliche da Stati Uniti, Russia, Europa e Ucraina, un elemento emerge sempre: la <b>riapertura della centrale nucleare di Zaporizhzhia<\/b> \u2014 la pi\u00f9 grande d\u2019Europa \u2014 danneggiata e <b>dotata di sei reattori<\/b>, <b>ora sotto controllo russo<\/b>. A un primo sguardo viene da pensare che lasciarne la gestione a Mosca potrebbe essere <b>un grave danno per Kiev<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma la faccenda \u00e8 pi\u00f9 complicata. Prima della guerra, l\u2019impianto contribuiva ad <b>alimentare la rete elettrica ucraina<\/b> ed esportava l\u2019energia in eccesso in Europa. Ora le<b> linee di trasmissione devono essere ricostruite<\/b> e l\u2019impianto sminato. La domanda  \u00e8: <b>chi pagher\u00e0 tutto questo lavoro?\u00a0<\/b>I beni russi sequestrati o i fondi della Banca europea per la Ricostruzione?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In ogni caso, fa notare ancora Sokolski, se Ucraina, Stati Uniti e Russia hanno posto <b>la ristrutturazione e la gestione della centrale<\/b>  come condizione, in assenza di risposte chiare la rinascita di Zaporizhzhia  potrebbe trasformarsi pi\u00f9 in un ostacolo che in un <b>catalizzatore per la pace<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-11T07:58:37+02:00\">11 agosto 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marta Serafini Dal Donbass alla regione di Kherson fino alla centrale di Zaporizhzhia: le zone contese \u00abDal&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40678,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[412,36748,34701,36749,17295,925,28159,14,164,165,6389,7615,7624,36750,36751,4479,4726,7625,3085,3964,2615,77,35719,4554,400,35122,36752,4781,18327,794,888,36753,166,382,7,1693,3090,15,6183,402,5385,8013,98,617,111,13862,36754,171,170,4472,11,167,12,168,161,162,163,19334],"class_list":{"0":"post-40677","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-acqua","9":"tag-acqua-donbass","10":"tag-bacino","11":"tag-bacino-minerario","12":"tag-cedere","13":"tag-centrale","14":"tag-crimea","15":"tag-cronaca","16":"tag-dal-mondo","17":"tag-dalmondo","18":"tag-dnipro","19":"tag-dnipropetrovsk","20":"tag-donbass","21":"tag-donbass-bacino","22":"tag-donbass-bacino-minerario","23":"tag-donetsk","24":"tag-economica","25":"tag-est","26":"tag-europa","27":"tag-fianco","28":"tag-gestione","29":"tag-guerra","30":"tag-impianto","31":"tag-kherson","32":"tag-kiev","33":"tag-kostyantynivka","34":"tag-kramatorsk","35":"tag-linea","36":"tag-linee","37":"tag-militare","38":"tag-militari","39":"tag-minerario","40":"tag-mondo","41":"tag-mosca","42":"tag-news","43":"tag-nome","44":"tag-notare","45":"tag-notizie","46":"tag-ordine","47":"tag-pace","48":"tag-pensare","49":"tag-perdere","50":"tag-porta","51":"tag-rare","52":"tag-regione","53":"tag-regione-dnipropetrovsk","54":"tag-regione-kherson","55":"tag-russia","56":"tag-ucraina","57":"tag-ucraino","58":"tag-ultime-notizie","59":"tag-ultime-notizie-di-mondo","60":"tag-ultimenotizie","61":"tag-ultimenotiziedimondo","62":"tag-world","63":"tag-world-news","64":"tag-worldnews","65":"tag-zaporizhzhia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40677"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40677\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}