{"id":40717,"date":"2025-08-11T07:25:11","date_gmt":"2025-08-11T07:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40717\/"},"modified":"2025-08-11T07:25:11","modified_gmt":"2025-08-11T07:25:11","slug":"emigrazione-prosegue-lesodo-dei-siciliani-oltre-15mila-hanno-scelto-lestero-nel-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40717\/","title":{"rendered":"Emigrazione, prosegue l\u2019esodo dei siciliani: oltre 15mila hanno scelto l\u2019estero nel 2024"},"content":{"rendered":"<p class=\"single-excerpt\">\n\t\t\t\t\t\t\tNel 2024 circa 15mila siciliani sono emigrati, soprattutto in Europa, confermando l\u2019isola tra le regioni italiane pi\u00f9 coinvolte nella mobilit\u00e0 estera.\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Nel 2024 sono stati circa 15.000 i <strong>siciliani emigrati <\/strong>all\u2019estero, circa un decimo del totale nazionale. A fornire i dati \u00e8 l\u2019ultimo report della Fondazione Migrantes, che evidenzia un aumento costante dell\u2019emigrazione dalla Sicilia, con un trend aggravato dalla <strong>crisi economica<\/strong> e dalla difficolt\u00e0 di trovare opportunit\u00e0 nella regione.<\/p>\n<p>In totale, lo scorso anno sono stai 156.000 gli italiani emigrati, con numeri che continuano a crescere. Non \u00e8 un caso se flussi consistenti si registrino dal Sud e se proprio la <strong>Sicilia <\/strong>\u00e8 la regione italiana con il maggior numero di iscritti all\u2019<strong>AIRE<\/strong> (Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero): oltre 826.000 siciliani residenti all\u2019estero nel 2024.<\/p>\n<p>Siciliani nel mondo, numeri e volti di una diaspora<\/p>\n<p>La mappa dell\u2019<a href=\"https:\/\/qds.it\/svimez-universita-emigrazione-studenti\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">emigrazione siciliana<\/a> continua a ridisegnarsi, spinta da nuove partenze, vecchi legami e una cittadinanza che si tramanda di generazione in generazione. Secondo le stime del 31 dicembre 2024, sono oltre 6 milioni e 382mila gli italiani residenti all\u2019estero. La Sicilia, con i suoi circa 15mila espatri nel solo 2024, si conferma tra le regioni pi\u00f9 coinvolte, dietro Lombardia e Veneto ma davanti a Campania e Lazio. Per l\u2019isola, la mobilit\u00e0 verso l\u2019estero \u00e8 una storia antica, ma oggi assume forme e motivazioni diverse: meno valigie di cartone, pi\u00f9 lauree e contratti a termine in tasca.<\/p>\n<p>Il 54% degli italiani all\u2019estero vive in <strong>Europa<\/strong>, come racconta l\u2019Istat nel rapporto appena pubblicato. Germania, Svizzera, Regno Unito, Francia e Spagna sono i poli che attraggono la maggior parte dei nuovi residenti. I siciliani seguono lo stesso flusso: nel 2024, oltre 7 su 10 degli espatriati dall\u2019Isola hanno scelto un Paese europeo.<\/p>\n<p>Le motivazioni oscillano tra <strong>lavoro<\/strong> stagionale, stabilizzazione in settori come la sanit\u00e0 e l\u2019edilizia, e <strong>opportunit\u00e0 universitarie <\/strong>o di ricerca. La Germania, che nel dopoguerra fu il simbolo dell\u2019emigrazione operaia, oggi ospita anche giovani siciliani nel settore tecnologico e nel turismo.<\/p>\n<p>America Latina, il filo del sangue<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi l\u2019altra faccia della mobilit\u00e0: quella che non parte direttamente dalla Sicilia ma che ha radici siciliane profonde. <strong>Brasile<\/strong> e <strong>Argentina <\/strong>restano tra i Paesi con pi\u00f9 acquisizioni di cittadinanza italiana iure sanguinis. Nel 2023, oltre 41mila brasiliani e circa 33mila argentini hanno ottenuto il passaporto italiano grazie alla discendenza. Molti hanno antenati arrivati proprio dai porti di <strong>Palermo<\/strong> e <strong>Messina <\/strong>nella prima met\u00e0 del Novecento. A San Paolo e Buenos Aires, i consolati registrano ancora oggi numeri impressionanti: quasi 21mila acquisizioni in un anno per il primo, oltre 12mila per il secondo.<\/p>\n<p>La spinta della legge AIRE<\/p>\n<p>Il 2024 ha visto un aumento del 36,5% degli <strong>espatri<\/strong> complessivi, anche per effetto della legge che sanziona chi vive all\u2019estero per pi\u00f9 di dodici mesi senza iscriversi all\u2019AIRE. La norma ha spinto molti italiani, compresi numerosi siciliani gi\u00e0 all\u2019estero, a regolarizzare la propria posizione. In parallelo, i <strong>rimpatri <\/strong>sono calati del 14,3%, segno che la crisi del mercato del lavoro interno e il costo della vita non facilitano il ritorno.<\/p>\n<p>Nascite e decessi oltre confine<\/p>\n<p>Nello stesso arco temporale, le <strong>nascite <\/strong>da genitori italiani residenti all\u2019estero sono state oltre 27mila, due terzi delle quali in Europa. In Germania, Svizzera e Regno Unito<strong> <\/strong>si concentra la quota maggiore. Anche in questo caso, la componente siciliana \u00e8 rilevante: i registri consolari di Londra e Zurigo riportano ogni anno decine di bambini figli di emigrati di seconda generazione originari dell\u2019isola. I <strong>decessi<\/strong>, poco pi\u00f9 di 8mila, avvengono in gran parte tra residenti in Europa, con un forte squilibrio di genere: solo un quarto riguarda donne, riflesso della storica prevalenza maschile nell\u2019emigrazione.<\/p>\n<p>La migrazione non \u00e8 sempre un viaggio di sola andata dall\u2019Italia: 49mila italiani nel 2024 si sono spostati da un Paese estero a un altro. La <strong>Spagna <\/strong>\u00e8 la meta principale, seguita dagli Stati Uniti. Dall\u2019Argentina arrivano molti trasferimenti verso la penisola iberica, alimentando un corridoio migratorio culturale e linguistico simile a quello storico tra Sicilia e Sud America. Per alcuni siciliani di terza o quarta generazione, il passaporto italiano non \u00e8 un biglietto di ritorno in patria, ma un lasciapassare verso nuove mete europee.<\/p>\n<p>Le capitali dell\u2019emigrazione<\/p>\n<p>Londra, Buenos Aires e San Paolo restano le citt\u00e0 con la maggiore presenza di italiani. A Londra, quasi 386mila residenti sono iscritti all\u2019AIRE; a Buenos Aires, 335mila; a San Paolo, 271mila. Molti hanno cognomi siciliani, eredit\u00e0 di un flusso migratorio che ha lasciato segni indelebili nei quartieri, nella lingua e nella cucina. In Europa, Zurigo, Stoccarda e Parigi sono altri nodi importanti della diaspora, con migliaia di residenti di origine siciliana.<\/p>\n<p>Oggi, poco meno di un terzo degli italiani all\u2019estero \u00e8 nato in Italia. In America Latina, le percentuali scendono drasticamente: solo il 5% in Brasile e il 10% in Argentina. In Paesi come il Regno Unito o gli Stati Uniti, invece, la quota supera il 48%. Questo riflette due storie parallele: da un lato, discendenti di siciliani che vivono all\u2019estero da generazioni; dall\u2019altro, giovani partiti negli ultimi quindici anni. Tra i nati in Italia, l\u2019et\u00e0 mediana \u00e8 di 55 anni, contro i 39 di chi \u00e8 nato gi\u00e0 all\u2019estero.<\/p>\n<p>Una perdita di capitale umano per la Sicilia<\/p>\n<p>Il saldo migratorio positivo per l\u2019estero significa, per l\u2019Isola, una <strong>perdita costante<\/strong> di <strong>capitale umano<\/strong>. Le partenze pi\u00f9 consistenti avvengono dal Nord Italia, ma il peso dei 15mila siciliani espatriati nel 2024 \u00e8 notevole in proporzione alla popolazione regionale. La met\u00e0 parte dal Sud e dalle isole per raggiungere citt\u00e0 europee dove la rete di connazionali offre un primo appoggio.<\/p>\n<p>Ma la <strong>sfida <\/strong>resta quella di trasformare questi legami in un <strong>ponte stabile<\/strong> con la Sicilia, capace di riportare competenze, investimenti e storie a casa. Dietro i numeri ci sono storie personali, famiglie divise, opportunit\u00e0 colte e altre perse. La mobilit\u00e0 \u00e8 cambiata, ma la spinta a partire resta forte. Per molti, il ritorno \u00e8 solo un\u2019idea lontana; per altri, la Sicilia resta l\u2019orizzonte a cui guardare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2024 circa 15mila siciliani sono emigrati, soprattutto in Europa, confermando l\u2019isola tra le regioni italiane pi\u00f9 coinvolte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40718,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-40717","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40717"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40717\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}