{"id":407361,"date":"2026-03-22T07:24:13","date_gmt":"2026-03-22T07:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/407361\/"},"modified":"2026-03-22T07:24:13","modified_gmt":"2026-03-22T07:24:13","slug":"giuseppina-pesce-da-figlia-del-clan-a-pentita-di-ndrangheta-cosi-li-ho-fatti-arrestare-tutti-vivo-nascosta-e-nel-terrore-mio-fratello-mi-vuole-morta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/407361\/","title":{"rendered":"Giuseppina Pesce: \u00abDa figlia del clan a pentita di &#8216;ndrangheta, cos\u00ec li ho fatti arrestare tutti. Vivo nascosta e nel terrore, mio fratello mi vuole morta\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La 46enne: \u00abFui arrestata e tentai il suicidio, pesavo 44 chili. Poi incontrai la pm e le raccontai del bunker dello zio. Avevo 5 anni quando mio nonno spar\u00ec nel nulla. Fu allora che cominciai a respirare aria di morte. E la sua fu vendicata\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Giuseppina Pesce vive sotto falsa identit\u00e0, in una localit\u00e0 segreta. \u00c8 figlia, nipote, sorella, moglie di \u2018ndranghetisti. Peppe, il fratello di suo nonno, e Antonino, il fratello di suo padre Salvatore, sono stati i capi di uno dei clan pi\u00f9 importanti, i Pesce. E lei li ha fatti arrestare tutti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel computer appare via zoom un volto che dimostra meno dei suoi 46 anni, e non ha nulla dello stereotipo della donna di mafia. In mano ha le bozze del libro che ha scritto con un giornalista coraggioso, attivista anti-ndrangheta, Danilo Chirico. Si intitola \u00abLa figlia del clan\u00bb, esce dopodomani.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Signora Pesce, cosa ricorda della sua infanzia?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDa bambina non mi rendevo conto di nulla. Ricordo una famiglia numerosa, i pranzi della domenica in campagna, tavolate da 50 o 60 persone, una perenna atmosfera di festa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando ha capito che la sua era una famiglia di \u2018ndrangheta?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAvevo cinque anni quando mio nonno, il padre di mia madre Angela, spar\u00ec nel nulla. Seppi poi che aveva una storia con una donna sposata, e il marito lo uccise. Fino a quel momento eravamo, o sembravamo, una famiglia felice. Fu allora che cominciai a respirare aria di morte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa ricorda di quel lutto?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMia mamma e mia nonne vestite di nero. I detti e i non detti. La curiosit\u00e0 ti porta ad ascoltare, anche se non potresti. Intuisco che c\u2019\u00e8 qualcosa di strano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi ci fu un\u2019altra morte.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra il 1990, avevo undici anni. Una sera d\u2019estate, al mare. Arrivano in casa nostra un po\u2019 di persone, parlano con mio padre, ci riportano a Rosarno. Mia madre si mette a piangere in macchina, pap\u00e0 tenta di calmarla. La morte del nonno era stata vendicata, e mamma temeva una ritorsione sul fratello pi\u00f9 grande, che era in carcere. Invece avevano ucciso il fratello pi\u00f9 piccolo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abZio Pasquale aveva solo diciotto anni. Per me era come un fratello maggiore, dormiva con noi, giocavamo insieme. Gli spar\u00f2 il panettiere che stava rapinando, ma quello non chiam\u00f2 subito i soccorsi, forse aveva paura, rimase l\u00ec a guardarlo agonizzare, quando arriv\u00f2 l\u2019ambulanza era troppo tardi, mio zio era morto dissanguato. Mamma era caduta in depressione dopo l\u2019assassinio del padre, si era chiusa in se stessa, si era allontanata da noi figli; per\u00f2 si stava un po\u2019 riprendendo. Il colpo fu durissimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Chi le disse cosa era accaduto?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNessuno. Lo scoprii il giorno dopo. Stavo giocando per strada con i miei fratelli piccoli, vidi una persona leggere il giornale e siccome ero una bambina curiosa andai dall\u2019altra parte a leggere il titolo: \u201cUcciso Pasquale Ferraro\u201d. Piansi. E me la presi con i miei genitori, che non mi avevano dato una spiegazione. Volevo partecipare al funerale, mio padre mi consent\u00ec di guardarlo dalla finestra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A 14 anni lei fugg\u00ec di casa.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCon un ragazzo pi\u00f9 grande di sette anni, Rocco Palaia. Mamma non c\u2019era quasi pi\u00f9, era assente per la sua depressione. Volevo crearmi qualcosa di mio. Finite le medie avrei dovuto andare a scuola fuori dal paese, ma non mi fu permesso. Era il tempo dei primi amori, dei ragazzi che ti facevano la corte, e anch\u2019io mi innamorai. I miei erano contrari, quel ragazzo non piaceva a mia madre; cos\u00ec facemmo la fuitina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La fuga, con matrimonio riparatore.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAndai a vivere con lui, dai suoi. Passai dalla cameretta con le bambole alla casa di un uomo. Pareva un ragazzo normale, mi avevano messo in guardia che si drogava, ma io non ci credevo, pensavo fosse una scusa per non farmelo frequentare. Invece me ne accorgo subito. In dieci giorni viene fuori il suo carattere: gli dico che non voglio stare con sua madre, e lui offeso mi d\u00e0 uno schiaffo. Da l\u00ec in poi fu un incubo. Rimasi incinta di una femminuccia. Lui si drogava, beveva, mi picchiava. Mio padre, che non mi aveva mai sfiorata, lo prese come un affronto: gi\u00e0 mi hai portato via mia figlia, e la batti pure?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi suo padre fu arrestato.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abE mio marito non aveva pi\u00f9 nessuno che gli facesse paura. Cos\u00ec mi lascia a casa con la bambina. Poi arriva il maschietto, infine un\u2019altra bambina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei ha un\u2019altra storia d\u2019amore.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAnni dopo, quando mio marito entrava e usciva dal carcere, e io ero rimasta sola, dopo che mia madre che si era trasferita a Milano. Cos\u00ec mi avvicino a una persona matura, Domenico, pi\u00f9 grande di me di vent\u2019anni, che mi aiuta con i bambini. Nasce una storia. Zio Vincenzo, il fratello di mio padre, mi fece capire con una battuta che ero stata scoperta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei per\u00f2 nel libro racconta anche situazioni di privilegio, che le venivano dal fatto di far parte di una famiglia potente e temuta.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFeci un incidente d\u2019auto. Correvo un po\u2019 troppo, una signora anziana mi tagli\u00f2 la strada, la scaraventai a terra, avevo paura di averla uccisa; eppure la gente del paese veniva a soccorrere me, che non mi ero fatta niente. \u201cCosa fate, andate da lei!\u201d gridavo. Il giorno dopo ero al lavoro nel supermercato di famiglia quando mi dissero che stava venendo il figlio della donna. Pensai che avrei dovuto chiedergli scusa. Mi spiegarono che veniva a chiedere scusa lui a me: \u201cMia madre cammina come una pazza, stava rischiando di farti morire&#8230;\u201d. Ma no, ero io che aver rischiato di far morire lei! Per\u00f2 per il paese era un torto fatto ai Pesce. Era cos\u00ec ogni volta. Prenotavo una visita medica con un altro nome, e mi mettevano in coda; scoprivano chi ero, e mi facevano passare subito. Prenotavo un ristorante per un battesimo e non c\u2019era posto, ma all\u2019improvviso il posto spuntava fuori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nell\u2019aprile 2010 la arrestano.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIn realt\u00e0 non avevo fatto niente. Lo dico sempre, ma non ci crede nessuno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se non avesse fatto niente non l\u2019avrebbero arrestata.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDico \u201cniente\u201d nella logica di un membro di una famiglia mafiosa. Per me essere moglie e figlia, star vicino a un familiare, non era reato. Non avevo mai capito cosa significa alimentare una cosca. Andavo a trovare gli avvocati, mio fratello, mio padre, mio zio, cercavo di fargli avere soldi in carcere. Mi pareva normale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDurissimo. Non lo accettavo, non lo sentivo addosso, mi pareva qualcosa che non mi apparteneva. Combattevo contro questa cosa e mi facevo del male, sia psicologicamente sia fisicamente. Quando il tribunale del riesame conferm\u00f2 l\u2019arresto tentai di uccidermi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCon un lenzuolo feci una corda per impiccarmi in bagno, alla doccia. Salii su uno sgabello e mi lasciai andare nel vuoto. Ero disperata, non me la sentivo di affrontare quel percorso. Ma cadendo lo sgabello fece rumore, la secondina che si era appena allontanata torn\u00f2 indietro, mi scopr\u00ec, grid\u00f2. Poi non ricordo pi\u00f9 nulla. Mi sono svegliata che tutti urlavano, con la suocera di zio Antonino, il boss, che piangeva nelle sua cella. Cos\u00ec mi trasferirono a Lecce\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNo. Entro in depressione, tento il suicidio una seconda volta. Inizia il percorso di recupero. Mi portano a Milano, nel reparto psichiatrico del carcere di Opera. Un inferno vero e proprio. Un manicomio, con i matti veri. Mi allontanano dai figli. Chiedevo di vederli e non me li facevano vedere. Mi lascio andare, divento anoressica, rifiuto il cibo: se non posso pi\u00f9 tentare il suicidio, l\u2019unica cosa \u00e8 morire di fame. Pesavo 44 chili, prima ero 61. Mi imbottivo di psicofarmaci, ricordo gli agenti con i guanti, le siringhe e certe megapunture: i detenuti svenivano e dormivano per tre o quattro giorni. Una situazione disumana\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abS\u00ec. Ero accusata di 416 bis, avevo diritto a un\u2019ora d\u2019aria ma da sola, andavo in biblioteca da sola, se avevo bisogno del medico o del dentista chiudevano tutte le detenute, non potevo avere contatti con nessuno. La direttrice mi diceva: non prendertela con gli altri, la colpa \u00e8 solo tua. Un giorno mi alzo e dico: vabb\u00e9, forse \u00e8 meglio collaborare, trovare un modo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non aveva mai parlato con un magistrato?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abChiamavo il magistrato, pensavano volessi collaborare, invece chiedevo aiuto, dicevo che non avevo fatto niente; e il magistrato se ne andava. Poi per la prima volta ho incontrato la pm Alessandra Cerreti. Questa signora all\u2019inizio mi faceva tanta paura. Arriva con l\u2019aria arrabbiata e mi fa: \u201cChe vuoi? Se hai qualcosa da dire sto qui, se no me ne vado a Milano a fare shopping\u201d. Risposi: \u201cPosso pure collaborare, ma io non so niente\u201d. Era quello che pensavo: non davo peso alle cose che potevo dire. Ma per la pm gi\u00e0 il fatto che una Pesce collaborasse con la giustizia era un grande successo, tutto quello che usciva dalla mia bocca aveva un valore. Mi disse che dovevo darle una cosa concreta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLe raccontai che mio zio aveva il bunker in casa. Ma questo per me era normale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019erano gli interrogatori?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuel giorno parlammo per quattro ore. In tutto furono dodici incontri, anche di nove ore. Cocaina, armi, furti, rapine: le cose venivano fuori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Grazie alla sua testimonianza, i suoi familiari sono stati condannati.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNel processo All Inside. Poi anche grazie alla mia collaborazione sono nati altri due processi, All Inside 2 e Califfo. L\u2019ho fatto per i miei tre figli. Non stavano bene senza di me. Soffrivo io e soffrivano loro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel novembre 2011 lei esce dal carcere.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEntro nel programma di protezione, vado a vivere da sola in un posto in cui non ero mai stata, con la prima figlia che ha gi\u00e0 14 anni, il maschio nove e la piccola tre. Volevano tornare a casa, si collegavano via Facebook con i familiari a Rosarno. Io sbagliai a farmi raggiungere da Domenico, il mio nuovo compagno. \u00c8 una fase confusa, litigo con mia figlia, tutto quello che faccio va a rotoli. Cos\u00ec decido di ritrattare. Di non collaborare pi\u00f9. Pensai di tornare in Calabria. I Palaia mi trattavano bene, erano dolcissimi, mi riempivano di regali, mi assicuravano che sarei stata al sicuro. \u201cSe vogliono farti del male devono passare sul mio corpo\u201d mi diceva mio suocero\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 poi tornata davvero in Calabria?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNo. Per fortuna. Perch\u00e9 sono certa che mi avrebbero ammazzata. Fatta sparire. Magari inscenando un suicidio. Per fortuna mi arrestarono prima\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUna settimana prima di tornare in Calabria accompagno mia figlia in Toscana, a fare un week end con un\u2019amica. Siccome ero agli arresti domiciliari, mi arrestano per evasione. Cos\u00ec mi salvano la vita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come fa a essere certa che l\u2019avrebbero uccisa?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMio padre mi mand\u00f2 a dire di non fidarmi di nessuno, di non andare da nessuna parte finch\u00e9 lui fosse stato in carcere. La famiglia di mio marito avrebbe ucciso Domenico, ucciso me, lavato il tradimento e recuperato i ragazzi. Ma questo lo scoprii solo dopo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ed \u00e8 tornata a collaborare.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 stato quando ho visto mia figlia pi\u00f9 piccola denutrita. Ho capito che aveva bisogno di me. La figlia pi\u00f9 grande mi ha mandato a dire: mamma sto con te, ce la possiamo fare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro lei scrive che a un certo punto sua figlia voleva diventare carabiniere.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 vero. Eppure fin da piccola il padre l\u2019aveva educata all\u2019idea che le guardie erano i nostri nemici. La cosa si seppe, usc\u00ec in un articolo. Solo che i parenti pensarono che l\u2019aspirante carabiniere fosse il figlio maschio, e lo picchiarono, se la presero con lui, che non c\u2019entrava niente. Non potevano reggere la vergogna di avere un familiare \u201csbirro\u201d. Non \u00e8 facile crescere in queste condizioni. I ragazzi guardavano un programma tv e chiedevano: cos\u2019\u00e8 la \u2018ndrangheta? Rispondevano: \u00e8 la famiglia di vostra madre, sono loro che comandano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei li ha fatti condannare tutti.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIo ho detto solo e sempre le cose che sapevo. Cosa dovevo fare?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Com\u2019\u00e8 stata la vita dopo?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDifficile. La prima fase, terribile. Il processo, le udienze, gli spostamenti, tre figli da iscrivere a scuola, mandare in gita\u2026 Hai una nuova identit\u00e0, un nome che non \u00e8 il tuo, non conosci nessuno. Poi con il tempo impari. Impari a convivere con il peso, a muoverti, a sostenerti da sola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qualcuno dei suoi si \u00e8 mai fatto vivo?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMai. Il padre dei miei figli scriveva lettere ai ragazzi, mandava fotografie. Ora non pi\u00f9. Ho scoperto che mia sorella \u00e8 diventata mamma perch\u00e9 mio marito ha mandato ai figli le foto dei miei nipotini\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se i Pesce la trovassero adesso?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMio fratello mi ucciderebbe. Hanno intercettato lui e mia nonna che si dicevano: sono cose di famiglie, ce la dobbiamo vedere noi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Adesso che et\u00e0 hanno i suoi figli?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa grande trentuno, il maschio 24, la piccola 20. Sono anche nonna, di una bimba di tre anni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se potesse tornare indietro, cambierebbe qualcosa?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abS\u00ec. Lascerei mio marito e mi rifarei una vita. Ci ho provato a lasciarlo, con una lettera; ma lui non mi ha risposto, l\u2019ha girata a mio padre. Vivere una storia di nascosto con Domenico \u00e8 stato un errore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Collaborare \u00e8 stata la scelta giusta?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCon il senno di poi, se ero pi\u00f9 forte, forse riuscivo ad affrontare il processo da innocente e riprendevo la mia vita&#8230; Pensare che non rivedr\u00f2 mai pi\u00f9 la mia famiglia mi pesa. Un po\u2019 mi manca\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La ndrangheta sar\u00e0 mai sconfitta?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 arriva sempre una nuova generazione, che diventa sempre pi\u00f9 furba. Gi\u00e0 la famiglia Pesce era avanti. Non dovete immaginare i boss come delinquenti che vanno in giro con le armi ad ammazzare la gente. Riuscivano ad avere il potere e a fare i soldi sottraendosi sempre agli occhi dello Stato. Ne uscivano sempre puliti. Zio Nino non \u00e8 stato scoperto, ci sa fare. \u00c8 stato condannato solo grazie ai collaboratori di giustizia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMa da allora vivo con la paura di essere scoperta\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-03-21T23:00:36+01:00\">22 marzo 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo La 46enne: \u00abFui arrestata e tentai il suicidio, pesavo 44 chili. 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