{"id":408253,"date":"2026-03-22T21:25:12","date_gmt":"2026-03-22T21:25:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/408253\/"},"modified":"2026-03-22T21:25:12","modified_gmt":"2026-03-22T21:25:12","slug":"ho-un-tumore-ai-polmoni-al-quarto-stadio-ma-sono-ancora-viva-per-i-dottori-ne-avevo-per-11-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/408253\/","title":{"rendered":"\u00abHo un tumore ai polmoni al quarto stadio, ma sono ancora viva. Per i dottori ne avevo per 11 mesi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Janis Chen<\/strong> ha un <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/cancro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cancro<\/a> ai <\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/polmoni-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>polmoni<\/strong> <\/a>al quarto stadio con metastasi. Sa che non guarir\u00e0, ma la fine non \u00e8 imminente: vive sospesa tra la vita e la morte, in quella fase in cui \u00e8 la sopravvivenza a scandire il ritmo delle giornate. Il respiro, quell\u2019azione meccanica che molti danno per scontata, per lei \u00ab\u00e8 una risorsa limitata che devo spendere con la prudenza di un avaro\u00bb, anche perch\u00e9 \u00abquando si guarisce, il mondo esulta; quando si muore, si piange. Ma quando si \u00e8 semplicemente in fase di mantenimento, il mondo \u00e8 smarrito\u00bb. Senza filtri n\u00e9 edulcorazioni, lo racconta al The Guardian nella sezione \u201cDeath and Dying\u201d, che raccoglie testimonianze personali, interviste e pareri di esperti su morte, malattie terminali e lutto, con l\u2019obiettivo di sensibilizzare il lettore.<\/p>\n<p>Arrivare alla diagnosi, per Janis \u2013 psicologa interculturale con esperienza di valutazione psichiatrica \u2013 non \u00e8 stato semplice. Come riportato dal sito della Roy Castle Lung Cancer Foundation, tutto \u00e8 iniziato con un dolore al petto. Suo padre e sua nonna morirono per la stessa malattia e qualcosa dentro di lei le suggeriva di non ignorare quel sintomo: \u00abHo dovuto insistere con il mio medico di base perch\u00e9 mi prescrivesse una radiografia al torace. Ora condivido la mia storia per aiutare a fare lo stesso\u00bb. Eppure, per ben due volte, il medico attribu\u00ec tutto all\u2019ansia. La diagnosi arriv\u00f2 quando aveva 51 anni e stava preparando il matrimonio, dopo complicazioni durante una biopsia, a fine 2022, che la costrinsero a due interventi e ritardarono l\u2019accertamento definitivo. \u00abSe c&#8217;\u00e8 un messaggio che spero di condividere, \u00e8 questo: ascoltate il vostro corpo. Fidatevi del vostro istinto. Nessuno conosce la vostra esperienza di vita meglio di voi. E a volte, difendere i propri diritti potrebbe salvarvi la vita\u00bb.<\/p>\n<p>Nel limbo della sopravvivenza:\u00a0\u00abDevo decidere chi merita il mio ossigeno\u00bb <\/p>\n<p>Anni dopo, sul giornale inglese ha descritto cos\u00ec il limbo in cui vive oggi: \u00abNon sono una &#8220;sopravvissuta&#8221; nel senso trionfalistico del termine, n\u00e9 sono in punto di morte. Mi trovo in quella lunga fase intermedia \u2013 un territorio raramente esplorato dove il corpo rimane fragile, le cure costanti e la vita non tanto procede quanto persiste ostinatamente\u00bb. Un periodo che definisce \u00absottoprodotto della rivoluzione medica\u00bb. Prosegue spiegando che \u00abnel Regno Unito, appena un decennio fa, una diagnosi di cancro al polmone al quarto stadio rappresentava un precipizio desolante; quando lo standard del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) era basato sulla chemioterapia tradizionale, la sopravvivenza a lungo termine si attestava su percentuali a una sola cifra\u00bb. Oggi, grazie ai progressi scientifici, non si cade immediatamente nel vuoto, ma ci si ferma sul bordo. Da qui nasce la categoria dei cosiddetti \u201ccronicamente terminali\u201d. \u00abQuesta surreale dualit\u00e0 ci costringe a confrontarci con la nostra finitezza, mentre ci dedichiamo al compito disincantato di decidere quali relazioni meritano ancora l&#8217;ossigeno di cui hanno bisogno\u00bb.<\/p>\n<p>Le avevano dato 11 mesi di vita. \u00c8 una prognosi solitamente associata a pazienti tra i 70 e i 74 anni nel Regno Unito: la sua et\u00e0, per\u00f2, ha rappresentato un\u2019eccezione. Anche il suo buono stato fisico ha contribuito a ridimensionare il peso delle statistiche, che per lei non sono diventate una verit\u00e0 assoluta: \u00abMi sono allontanata dalle sterili percentuali \u2013 spiega &#8211; e ho rivolto lo sguardo alla realt\u00e0 vissuta dai miei coetanei: coloro che, a 10 o 12 anni dalla diagnosi, erano ancora presenti, ancora radiosi, ancora qui. Ho smesso di misurare la mia vita in frenetici intervalli di settimane e ho intrapreso l&#8217;audace compito di calibrarla in decenni\u00bb.<\/p>\n<p>Spesso chi affronta una malattia viene descritto con termini come \u201cguerriero\u201d. Janis prende le distanze anche da questa narrazione: \u00abQui, la forza raramente ha a che fare con il &#8220;combattimento&#8221;. Metafore militari come &#8220;battaglia&#8221; e &#8220;guerriero&#8221; sono un peso insopportabile per chi, come noi, non pu\u00f2 &#8220;vincere&#8221; nel senso tradizionale del termine\u00bb. Entra poi in gioco il tema dell\u2019invisibilit\u00e0, ben noto a chi convive con patologie croniche: \u00abGli amici danno per scontato che io stia &#8220;bene&#8221; perch\u00e9 sembro radiosa, ignari delle due ore di riposo orizzontale necessarie prima di poter uscire di casa, o delle negoziazioni mentali che devo affrontare per assicurarmi di avere abbastanza fiato per finire una frase\u00bb. Dopo un periodo vissuto dietro una maschera sociale, ha scelto di abbandonarla: una diagnosi cos\u00ec segna uno spartiacque, perch\u00e9 non si \u00e8 pi\u00f9 la persona di prima. \u00abMettere fine a un futuro mentre si lotta per un presente \u00e8 un atto straziante di integrit\u00e0; \u00e8 il rifiuto definitivo di sprecare le mie risorse limitate in una narrazione che ha fondamentalmente perso la sua verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza del tempo: \u00abUn luogo in cui dimorare\u00bb <\/p>\n<p>L\u2019incontro con altri pazienti l\u2019ha portata a confrontarsi ancora pi\u00f9 direttamente con la malattia. Centrale, nel suo racconto, \u00e8 l\u2019episodio del funerale di Astrid, morta per lo stesso tumore. \u00abL\u2019elogio funebre del marito conteneva un appello che ha suscitato in me una reazione improvvisa e forte: &#8220;Non lasciare che la diagnosi ti definisca&#8221;. Per anni, la diagnosi mi aveva definita; aveva condizionato i miei movimenti, la mia vita sociale, la mia stessa identit\u00e0. Eppure, mentre ero seduta, ho capito che Astrid aveva praticato una ribellione silenziosa e sovrana. Aveva usato la sua malattia come una sorta di &#8220;autorizzazione&#8221;, una licenza per smettere di recitare\u00bb. I gruppi di sostegno diventano allora fondamentali: \u00abAll&#8217;inizio eravamo degli estranei, eppure ben presto ci siamo ritrovati legati da un&#8217;intimit\u00e0 profonda che, al confronto, faceva sembrare l&#8217;amicizia convenzionale quasi superficiale\u00bb. Tuttavia, la scienza \u2013 tra biologia e genetica \u2013 determina un continuo ricambio: alcuni sopravvivono, altri no. Janis \u00e8 ancora qui e \u00abquesta resistenza porta con s\u00e9 un dolore particolare: l&#8217;eredit\u00e0 del sopravvissuto, quello di aver visto la coorte originaria dissolversi\u00bb, ma anche una responsabilit\u00e0 verso chi si sente smarrito, come lo era lei all\u2019inizio: \u00abCerco di essere il loro punto di riferimento, di offrire una mano attraverso la nebbia\u00bb.<\/p>\n<p>Nel vocabolario di chi vive una malattia cronica entrano anche espressioni come tempo quantitativo e tempo qualitativo. \u00ab\u00c8 un cambio di frequenza: passare da una vita vissuta per il prossimo traguardo a una vissuta per la luce del mattino attorno al tavolo della cucina o per la profondit\u00e0 di una singola conversazione. In questo stato, il tempo non \u00e8 pi\u00f9 una risorsa da spendere, ma un mezzo in cui dimorare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa sfida pi\u00f9 grande \u00e8 scegliere di vivere con delicatezza e attenzione verso se stessi\u00bb <\/p>\n<p>Janis ha inoltre recuperato la fede, tornando a frequentare la chiesa la domenica. Non per tutti, per\u00f2, \u00e8 cos\u00ec. Racconta di Samuel, un conoscente che l\u2019ha persa dopo la diagnosi: \u00abPerch\u00e9 proprio a me?&#8221;, mi chiese durante un pranzo, la voce rotta da un risentimento per il quale anni di catechismo non lo avevano preparato. Samuel era stato un &#8220;cristiano fin dalla nascita&#8221;, frequentando la chiesa con i genitori fin da bambino e seguendo il patto invisibile che dice: sono protetto da Dio. Ora, di fronte alla lunga fase della sua malattia, sente il dolore di una violazione divina del patto. Si rifiuta di mettere piede in chiesa dall&#8217;ultima TAC. Per lui, il silenzio di Dio non \u00e8 pace; \u00e8 un abbandono. Questa \u00e8 la magnifica, tacita scissione dei malati terminali cronici. Per alcuni, la diagnosi \u00e8 un fuoco purificatore che brucia il futile, lasciando un nucleo spirituale raffinato. Per altri, \u00e8 un acido che dissolve tutto ci\u00f2 che un tempo possedevano\u00bb.<\/p>\n<p>Infine, la sua riflessione conclusiva: \u00abVivere con un cancro ai polmoni al quarto stadio mi ha insegnato che la forza non \u00e8 una misura di produttivit\u00e0 o una narrazione di &#8220;guarigione&#8221;. Si trova invece nel rimanere presenti in una vita che non si adatta pi\u00f9 alle frenetiche storie di successo che ci vengono propinate. In una cultura che feticizza la rumorosa &#8220;ripresa&#8221;, scegliere di vivere con delicatezza, attenzione e alle proprie condizioni \u00e8 un atto di silenziosa sfida. La lunga fase intermedia non \u00e8 una sala d&#8217;attesa, n\u00e9 un preambolo al traguardo; \u00e8 un luogo impegnativo, vibrante e profondamente umano in cui vivere\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Janis Chen ha un cancro ai polmoni al quarto stadio con metastasi. 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