{"id":408702,"date":"2026-03-23T05:41:14","date_gmt":"2026-03-23T05:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/408702\/"},"modified":"2026-03-23T05:41:14","modified_gmt":"2026-03-23T05:41:14","slug":"siamo-fatti-per-essere-assunti-in-cielo-la-resurrezione-di-lazzaro-o-del-nostro-rapporto-con-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/408702\/","title":{"rendered":"Siamo fatti per essere assunti in Cielo. La resurrezione di Lazzaro o del nostro rapporto con la morte"},"content":{"rendered":"<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cGes\u00f9 parla al presente: \u00abIo sono la resurrezione e la vita\u00bb. Non si tratta allora di rimuovere la prospettiva della morte, ma di integrarla nella prospettiva della resurrezione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Luigi Pozzoli,\u00a0Dio il grande seduttore, Edizioni Paoline, 1998)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Lazzaro e il dominio della carne<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cFratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio\u201d. (Romani 8,8)<\/strong><\/p>\n<p><strong>In quel tempo, un certo Lazzaro di Bet\u00e0nia, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciug\u00f2 i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Ges\u00f9: \u00abSignore, ecco, colui che tu ami \u00e8 malato\u00bb. All\u2019udire questo, Ges\u00f9 disse: \u00abQuesta malattia non porter\u00e0 alla morte, ma \u00e8 per la gloria di Dio, affinch\u00e9 per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato\u00bb. Ges\u00f9 amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sent\u00ec che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. (Gv 11,1-8)<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cPer san Paolo \u00abla carne\u00bb designa il mondo umano segnato dal peccato, il mondo sotto il giogo della morte. \u00abLo spirito\u00bb, invece, evoca il mondo divino, nel quale l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 assunta dal Cristo e il mondo spirituale generato da Dio nella resurrezione di Ges\u00f9. \u00abLa carne\u00bb \u00e8 l\u2019uomo, corpo e anima, che si rinchiude su se stesso e il suo peccato. \u00abLo spirito\u00bb \u00e8 una forza di vita nuova data al credente dallo Spirito del Cristo Risorto\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Robert Gantoy e Romain Swaeles,\u00a0Commento delle letture domenicali, Edizioni Paoline 1993)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Lazzaro, l\u2019amico di Ges\u00f9, muore. \u00c8 solo la vita che accade, la vita che trasforma continuamente ogni nostro villaggio in una Betania, in una \u201ccasa della povert\u00e0\u201d o \u201ccasa dell\u2019afflizione\u201d. \u00c8 la vita che appare come una malattia, \u00e8 lo scorrere degli eventi che inciampano inevitabilmente nello scandalo della fine. Siamo uomini e donne a respiro limitato, a tempo definito, la malattia del vivere chiama a s\u00e9 la morte dal nostro primo vagito ma, quando si presenta, qualcosa di profondo in noi, comunque, si frantuma. Anche se l\u2019aspettavamo. E questo scandalo, questo sentimento di profonda ingiustizia non \u00e8 da sottovalutare.\u00a0<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 solo la vita che accade e che, accadendo, sfocia inevitabilmente nella disgregazione degli affetti, allontana Marta, Maria, Lazzaro e Ges\u00f9, si prende gioco dei loro tentativi patetici di fraternit\u00e0 spazzandoli via.\u00a0<strong>La vita finisce inevitabilmente in morte, morte capace di soffocare il profumo, perfino quello versato sui piedi del Maestro, il tanfo del cadavere ride delle cosmesi umane.<\/strong>\u00a0La vita che accade, da sempre, e scende a cibarsi dei resti della nostra umanit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ma Cristo interviene esattamente l\u00ec. Nel cuore dello scandalo. E la prima cosa che decide di fare davanti alla morte \u00e8: niente.<\/strong>\u00a0Rimane immobile per due giorni, quasi ad anticipare la sua di morte, quella sua attesa nel sepolcro in attesa del terzo giorno della resurrezione. Non si muove, scegliendo di mettersi in dialogo con il dramma della fine, del dolore. Ges\u00f9, inizialmente, tace, muore, perch\u00e9 sulla morte non puoi dire nulla di sensato se non la assumi, paradossalmente, se non la vivi.\u00a0<\/p>\n<p>Poi, con Lazzaro, sar\u00e0 il susseguirsi di una maestosa liturgia ad anticipare, per certi versi la sua passione, gesti e parole a sfidare la morte, a smascherarla, a mostrare che non siamo fatti per stare sotto il dominio della carne, come dice Paolo. Questa \u00e8 la sfida: lasciarsi dominare dalla morte, che pare avere sempre l\u2019ultima parola, o scegliere di inchinarsi a un altro dominio? L\u2019essere spirituale si decide qui. Siamo nati per lasciarci abitare dalla forza di una vita nuova, la forza dello Spirito del Cristo Risorto ma, forse, ne abbiamo smarrito il senso, non abbiamo la grammatica, non abbiamo la liturgia, siamo figli di celebrazioni troppo orizzontali, di attese troppo terrene, non ci sentiamo pi\u00f9 figli del Cielo in terra,\u00a0<strong>abbiamo separato un mondo che chiedeva di essere abitato nella sua trasfigurata pienezza, \u00e8 questo il vero dramma. Non la morte in s\u00e9 ma il fatto che non riusciamo pi\u00f9 ad interpretarla\u00a0\u00a0come un passaggio all\u2019interno di una comunione ininterrotta tra noi e l\u2019Eterno<\/strong>, gi\u00e0 qui, ora, adesso\u00a0e\u2026 nell\u2019ora della nostra morte.\u00a0Ci sembra impossibile che la vita proceda di nascita in nascita (e quindi di morte in morte) verso il parto definitivo. Ogni cosa conduce al Padre, tutto \u00e8 una Pasqua. Senza questa consapevolezza non resta che arrendersi al dominio della morte.<\/p>\n<p><strong>\u201cPoi disse ai discepoli: \u00abAndiamo di nuovo in Giudea!\u00bb. I discepoli gli dissero: \u00abRabb\u00ec, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abNon sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perch\u00e9 vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perch\u00e9 la luce non \u00e8 in lui\u00bb. Disse queste cose e poi soggiunse loro: \u00abLazzaro, il nostro amico, s\u2019\u00e8 addormentato; ma io vado a svegliarlo\u00bb. Gli dissero allora i discepoli: \u00abSignore, se si \u00e8 addormentato, si salver\u00e0\u00bb. Ges\u00f9 aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Ges\u00f9 disse loro apertamente: \u00abLazzaro \u00e8 morto e io sono contento per voi di non essere stato l\u00e0, affinch\u00e9 voi crediate; ma andiamo da lui!\u00bb. Allora Tommaso, chiamato D\u00ecdimo, disse agli altri discepoli: \u00abAndiamo anche noi a morire con lui!\u00bb\u201d. (Gv\u00a011,9-16)<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 si mette in cammino verso la Giudea, evidente richiamo alla morte che lo attende, Ges\u00f9 accetta il rischio mortale, sceglie di perdersi, lui il seme che non pu\u00f2 dare frutto se non nella consegna di s\u00e9, I discepoli lo comprendono subito, il rischio \u00e8 totale, hanno paura, ma in Cristo \u00e8 chiaro, per comprendere la vita la vita devi perderla, questo ripete in ogni sfumatura del suo agire tra gli uomini.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"932\" alt=\"\" class=\"wp-image-106804 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Jan_Lievens_1607\u20131674_The_Raising_of_Lazarus_1631_oil_on_canvas_107x114_cm_42.1_\u00d7_44.8_in_Art_Galler.jpeg\"  data- data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"932\"\/>Jan Lievens, La resurrezione di Lazzaro, 1631<\/p>\n<p>Questo ripete a noi, anche oggi. Il discorso sulla morte non pu\u00f2 limitarsi a un pensiero. Non si possono dire delle cose sensate sull\u2019esperienza del morire,\u00a0<strong>occorre imparare a morire da subito, morire al mondo, morire a se stessi, morire ai propri sogni e ai propri incubi, morire per comprendere.<\/strong>\u00a0Ges\u00f9 infatti non esercita un miracolo a distanza, il suo movimento dice che occorre affondare nell\u2019esperienza della morte, occorre lasciarsi coinvolgere, bisogna compromettersi per essere credibili.\u00a0<\/p>\n<p>Certo, con Lazzaro si limiter\u00e0 a svuotare una tomba, ma non siamo ancora alla fine, quello che Cristo fa \u00e8 atto simbolico, come a liberare il suo di posto tra i sepolcri, la parola definitiva emerger\u00e0 quando lui stesso entrer\u00e0 in una tomba.\u00a0<\/p>\n<p>Nessuna risposta plausibile rispetto al dolore della morte se non si accetta di morire, solo chi accetta di scendere fino agli inferi pu\u00f2 essere credibile messaggero di Resurrezione.\u00a0<strong>La\u00a0mortificazione\u00a0della vita non pu\u00f2 essere letta come la somma di atteggiamenti depressivi, come il perpetuarsi di una poco evangelica dottrina del sacrificio, non \u00e8 questo, mortificarsi in vita, qui ed ora, scegliere il deserto, la povert\u00e0, la fame, \u00e8 abitare il limite della vita perch\u00e9 in quel confine, e solo l\u00ec, posso fare esperienza dell\u2019Eterno. Beatitudini.<\/strong>\u00a0Ci si mortifica per vivere. Ci si annienta per amore. Si prende la croce per incontrarlo. Il seme muore per sbocciare in dolcezza di frutto.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cAl termine dei primi sedici versetti, il lettore ha compreso che il miracolo avverr\u00e0, non soltanto a motivo dell\u2019amore di Ges\u00f9 per i suoi amici, ma per manifestare la gloria di Dio e suscitare la fede in Colui che affronta la morte: egli ha il potere di deporre la sua vita e il potere di riprenderla per comunicarla agli uomini\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Xavier L\u00e9on-Dufour,\u00a0Lettura dell\u2019evangelo secondo Giovanni, Edizioni Paoline, 1992)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ges\u00f9 non cammina incontro alla morte, non cammina semplicemente incontro alla sua fine, da sempre e per sempre il suo sar\u00e0 un cammino verso la vita, \u201ce io sono contento per voi di non essere stato l\u00e0, affinch\u00e9 voi crediate\u201d, \u00e8 Tommaso a non avere ancora compreso nulla, \u00e8 il nostro gemello che si accontenta di credere solo nella carne,\u00a0<strong>siamo noi a pensare di essere chiamati a morire con Cristo, perch\u00e9 sarebbe una fine romantica, perch\u00e9 nel confronto con il mondo sarebbe molto pi\u00f9 semplice condividere la fede in un ideale per cui dare la vita che farsi prendere in giro su una speranza che pare ingenua e infantile.\u00a0<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cQuando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: \u00abTi sentiremo su questo un\u2019altra volta\u00bb\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Atti 17,32)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Si segue Cristo, che \u00e8 la luce, per non inciampare nella dissoluzione, si segue Cristo che \u00e8 la luce della Trasfigurazione per non scivolare sotto il dominio della morte, si segue Cristo perch\u00e9 lui ha vinto il dominio della carne, si segue Cristo per imparare a credere. Per imparare a non deridere la speranza.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Marta<\/strong><\/p>\n<p><strong>La resurrezione gi\u00e0 ora<\/strong><\/p>\n<p><strong>Voi per\u00f2 non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. (Romani 8,9)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cQuando Ges\u00f9 arriv\u00f2, trov\u00f2 Lazzaro che gi\u00e0 da quattro giorni era nel sepolcro. Bet\u00e0nia distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come ud\u00ec che veniva Ges\u00f9, gli and\u00f2 incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Ges\u00f9: \u00abSignore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la conceder\u00e0\u00bb. Ges\u00f9 le disse: \u00abTuo fratello risorger\u00e0\u00bb. Gli rispose Marta: \u00abSo che risorger\u00e0 nella risurrezione dell\u2019ultimo giorno\u00bb. Ges\u00f9 le disse: \u00abIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno. Credi questo?\u00bb. Gli rispose: \u00abS\u00ec, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo\u00bb\u201d. (Gv 11,17-27)<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cGes\u00f9 \u00e8 la resurrezione e la vita: vita nuova, vita divina, vita che si comunica. Chi crede in lui riceve, per mezzo della fede, questa vita nuova, che continua anche dopo la morte. E noi sappiamo che i nostri defunti vivono in comunione con Dio anche dopo la morte\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Albert Vanhoye,\u00a0Le letture bibliche delle domeniche, edizioni Apostolato della Preghiera, 2004)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Marta \u00e8 ancora sotto il dominio della carne, ancora non si \u00e8 lasciata attraversare dalla lama luminosa del Risorto. Lazzaro \u00e8 nel sepolcro, cattedrale inespugnabile, fortezza sacra della fede nelle evidenze della vita. Attorno alla morte la struggente danza liturgica della consolazione. Con-solare, solitudini che si aggregano e si moltiplicano, solitudini che rafforzano la domanda che la morte riporta sempre alla luce: perch\u00e9 nascere se poi bisogna morire? Perch\u00e9 amare se si deve soffrire? Marta per\u00f2, al contrario di Maria che rimane schiacciata dal lutto, si alza. Un gioco di contrasti, come tutta questa pagina di Vangelo, una danza di opposti (profumo\/odore, stare\/andare, morte\/vita\u2026).<\/p>\n<p><strong>L\u2019atteggiamento di Marta \u00e8 evocativo, \u00e8 leggera mentre si alza, mentre decide di lasciare il peso del lutto a terra, Marta \u00e8 gi\u00e0 carica di speranza quando si muove incontro a Cristo, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 in lei l\u2019indizio di come il credente sia chiamato a interpretare la vita: risollevandosi, lasciandosi risorgere. In ogni evento, in ogni situazione, anche la pi\u00f9 dolorosa, alzarsi incontro alla vita perch\u00e9 si\u00a0sente\u00a0che Cristo continua a venirci incontro.<\/strong>\u00a0Perch\u00e9 la Resurrezione \u00e8 questo, non un divino colpo di teatro a sistemare le cose, a umiliare la morte, non la rivincita a rimettere in sesto la vita ma l\u2019esperienza che la fedelt\u00e0 di Dio, la sua Alleanza giurata all\u2019uomo, non viene mai meno, mai! Nemmeno e soprattutto nel cuore della morte. La vita \u00e8 Lui che ci viene incontro dentro la vita. E ci chiama. Disperazione \u00e8 credere che le esperienze siano vuote. \u00c8 non sentire lo Spirito che abita le cose.<\/p>\n<p>Marta ha certo una speranza ma una speranza imperfetta: ipotizza una soluzione ma solo futura, una resurrezione finale, alla fine dei tempi, non qui, non ora. Lazzaro sar\u00e0 invece il segno di questa resurrezione vicina. Tornando in vita decreter\u00e0 per sempre che la Resurrezione inizia qui ed ora. E che siamo vivi solo per imparare a riconoscerla.\u00a0<strong>A riconoscere il divino nella carne, a vivere sotto il dominio dell\u2019Eterno. Cristo \u00e8 il testimone della vita abitata dallo Spirito.<\/strong>\u00a0Proprio perch\u00e9 lo Spirito gi\u00e0 abita in noi, qui, ora, adesso, come dice Paolo ai Romani, proprio per questo Spirito Eterno che \u00e8 Dio e che danza nelle nostre carni, proprio per questo anche la malattia porta, come ogni cosa, a Lui. Tutto porta all\u2019Eterno. Il credente riconosce e libera l\u2019Eterno gi\u00e0 presente nel tempo.\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cSenza sminuire dunque la suprema e incommensurabile seriet\u00e0 della morte, la esatta linea di demarcazione tra la vita e la morte non gioca quel ruolo unico ed esclusivo che spesso le accordiamo (o forse le accordavamo?). Molto pi\u00f9 importante \u00e8 invece la questione se la comunione con Dio permane in tutte le situazioni della vita e della morte\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Karl Lehmann,\u00a0Ges\u00f9 Cristo \u00e8 risorto, Queriniana 1988)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"932\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-106805 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/The_raising_of_Lazarus_-_Peter_Paul_Rubens-932x1024.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"932\" data-eio-rheight=\"1024\"\/>Peter Paul Rubens (bottega), La resurrezione di Lazzaro, 1625 ca.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>I Giudei e Maria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non poteva far s\u00ec che non morisse?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo non gli appartiene (Romani 8,9)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cDette queste parole, and\u00f2 a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: \u00abIl Maestro \u00e8 qui e ti chiama\u00bb. Udito questo, ella si alz\u00f2 subito e and\u00f2 da lui. Ges\u00f9 non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora l\u00e0 dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Ges\u00f9, appena lo vide si gett\u00f2 ai suoi piedi dicendogli: \u00abSignore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!\u00bb. Ges\u00f9 allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domand\u00f2: \u00abDove lo avete posto?\u00bb. Gli dissero: \u00abSignore, vieni a vedere!\u00bb. Ges\u00f9 scoppi\u00f2 in pianto. Dissero allora i Giudei: \u00abGuarda come lo amava!\u00bb. Ma alcuni di loro dissero: \u00abLui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far s\u00ec che costui non morisse?\u00bb\u201d. (Gv 11,28-37)<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cE invece, lui \u00e8 sempre \u201cqui\u201d. \u00c8 il Dio-con-noi per sempre. E il suo misterioso ritardo alla nostra supplica rivela un accorrere essenziale e un arrivare essenziale dentro il nostro dolore: non deve \u201cvenire\u201d, perch\u00e9 non ha mai smesso di essere presente\u2026\u201d <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Adelaide Anzani Colombo,\u00a0Per fede, per amore, Casale Monferrato, 1995)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Anche Maria si alza, chiamata, come fosse una vocazione, come per i primi discepoli in riva a lago, come sar\u00e0 per Maria davanti al sepolcro, come per noi, che se non sentiamo il nostro nome pronunciato dalle sue labbra mai potremo affidarci. Mai potremo credergli. Anche i giudei la seguono, Maria si getta ai piedi di Ges\u00f9 ma le sue parole sono abitate solo dalla morte. Diventano una sorta di accusa e sembrano iniziare quella scomposta ribellione alla nostra idea del divino: \u201cdove sei Dio quando il mondo soffre?\u201d.\u00a0\u00a0Ancora un contrasto: la morte contrapposta a Dio, la morte \u00e8 presente perch\u00e9 Dio \u00e8 assente, ancora un drammatico gioco degli opposti. Quando non riconosciamo lo Spirito di Cristo in noi accade esattamente questo, la diabolica opposizione, l\u2019incapacit\u00e0 di sentire il Suo respiro anche nel cuore della morte.\u00a0\u00a0<strong>Si crede nel potere ineluttabile dei sepolcri. Ci si lascia convincere dalle apparenze.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ma Cristo sa che del dolore occorre avere rispetto, che le lacrime sono sacre, che non serve spiegare nulla e che nulla pu\u00f2 essere spiegato quando un cuore \u00e8 affranto. Cos\u00ec mentre i giudei si limitano ad alimentare un coro che puzza di recriminazione, quasi a cercare un colpevole (\u201cnon poteva far s\u00ec che costui non morisse?\u201d) Cristo, invece, piange con Maria. Per trovare Cristo nella morte, vertice dei nostri cammini di fede, occorre averlo trovato nella gioia e nel dolore, nella fraternit\u00e0 e nelle lacrime. Si crede per frequentazione intima.\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201cSi \u00e8 quindi autorizzati a concludere che la desolazione di Maria che egli amava e l\u2019osservazione dei giudei (\u2026) pongono Ges\u00f9 di fronte alla realt\u00e0 della morte, non soltanto quella di Lazzaro, ma la sua, ormai imminente, secondo l\u2019orientamento del racconto. E Ges\u00f9 reagisce con una lotta interiore. (\u2026) le lacrime silenziose di Ges\u00f9 provengono dall\u2019amore del Padre che attraverso di lui giunge ai discepoli (15,9); sono le lacrime di Dio dinnanzi alla morte che separa gli esseri. Al tempo stesso, sono lacrime di Colui che deve acconsentire alla prova\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Xavier L\u00e9on-Dufour,\u00a0Lettura dell\u2019evangelo secondo Giovanni, Edizioni Paoline, 1992)\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>*\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cattivo odore<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ora, se Cristo \u00e8 in voi, il vostro corpo \u00e8 morto per il peccato, ma lo Spirito \u00e8 vita per la giustizia. (Romani 8,10)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Allora Ges\u00f9, ancora una volta commosso profondamente, si rec\u00f2 al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Ges\u00f9: \u00abTogliete la pietra!\u00bb. Gli rispose Marta, la sorella del morto: \u00abSignore, manda gi\u00e0 cattivo odore: \u00e8 l\u00ec da quattro giorni\u00bb. Le disse Ges\u00f9: \u00abNon ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?\u00bb. (Gv 11, 38-40)<\/strong><\/p>\n<p>Una grotta e una pietra a sigillare due mondi che non si vogliono comunicanti. La morte puzza, la morte manda cattivo odore ma Cristo, ancora commosso, non ha paura. Non ha paura di far rotolare via la pietra, gesto che sar\u00e0 divino quando il corpo da liberare sar\u00e0 il suo, un Cristo commosso che si oppone a Marta e che le indica la via per decifrare la realt\u00e0 delle cose: solo chi crede, vede. Non \u00e8 il contrario, non \u00e8 la visione a portare alla fede ma \u00e8 la fede a regalare la vera visione delle cose. Solo se credi vedrai la gloria di Dio, solo chi crede che il corpo, anche il nostro corpo, \u00e8 gi\u00e0 morto al peccato pu\u00f2 vedere lo Spirito. Spirito che \u00e8 vita.\u00a0<strong>Se crediamo in Cristo, se sentiamo che siamo creduti da lui, se la nostra vita spirituale \u00e8 davvero una relazione viva riusciremo anche noi a vedere la gloria di Dio<\/strong>, la sua luce, la sua presenza, in ogni carne, anche in quelle fasciate dalla morte. Anche in Lazzaro.<strong\/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"811\" alt=\"\" class=\"wp-image-106806 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Resurrection_of_Lazarus_by_Henry_Ossawa_Tanner-1024x811.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"811\"\/>Henry Ossawa Tanner, La resurrezione di Lazzaro, 1896<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Padre<\/strong><\/p>\n<p><strong>Liberatelo lasciatelo andare<\/strong><\/p>\n<p><strong>E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Ges\u00f9 dai morti, abita in voi, colui che ha resuscitato Cristo dai morti dar\u00e0 la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. (Romani 8,11)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cTolsero dunque la pietra. Ges\u00f9 allora alz\u00f2 gli occhi e disse: \u00abPadre, ti rendo grazie perch\u00e9 mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l\u2019ho detto per la gente che mi sta attorno, perch\u00e9 credano che tu mi hai mandato\u00bb. Detto questo, grid\u00f2 a gran voce: \u00abLazzaro, vieni fuori!\u00bb. Il morto usc\u00ec, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Ges\u00f9 disse loro: \u00abLiber\u00e0telo e lasci\u00e0telo andare\u00bb. Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ci\u00f2 che egli aveva compiuto, credettero in lui\u201d. (Gv 11, 41-45)<\/strong><\/p>\n<p>Tolsero la pietra e Ges\u00f9 alz\u00f2 gli occhi, non pi\u00f9 distanza tra vita e morte, tra cielo e terra, lo Spirito di Dio ad abitare in noi e la vita ad essere liberata e lasciata andare. Perch\u00e9 di questo abbiamo davvero bisogno, di essere liberati. Si crede per essere finalmente liberi. Liberi anche dalle bende che opprimono la nostra umanit\u00e0. Sono lacci che si sciolgono, \u00e8 Isacco non pi\u00f9 ostaggio di Abramo. \u00c8 il paralitico che trova strada, \u00e8 il cuore che ritrova la capacit\u00e0 d\u2019amare, \u00e8 il peccatore che ritrova perdono, \u00e8 la vita umana, la nostra vita, che torna a essere quello per cui \u00e8 stata creata: un passaggio, una Pasqua verso l\u2019Eterno, \u00e8 il figlio che ci credeva perduto che torna al Padre. Questa \u00e8 la libert\u00e0, passare dal dominio della carne al dominio dello Spirito. \u00c8 sentirsi abitati dallo Spirito di Dio, che proprio perch\u00e9 ha risuscitato Ges\u00f9 dai morti continua a risorgere la vita.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201cLasciatelo andare\u201d, lasciamola tornare a casa questa nostra povera vita che, per paura, per mancanza di intimit\u00e0 con il Vivente, si aggrappa al bordo del visibile, lasciamola andare dove deve andare questa nostra vita cos\u00ec impaurita da convincersi che sia nata per razzolare e non per spiccare il volo.<\/strong>\u00a0Lasciamola andare questa nostra storia che ha dimenticato di essere in Esodo e che, invece, pretende di mettere radici nella terra. Siamo fatti per essere assunti in Cielo, Lazzaro liberato \u00e8 lasciato andare ma non solo verso i suoi affetti di sempre ma, finalmente, in cammino verso il suo vero approdo. Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Cristo dai morti, abita in noi: perch\u00e9 continuare a opporre resistenza?\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\u201c\u00abPadre, ti ringrazio d\u2019avermi ascoltato\u00bb (11,41): Cristo ringrazia il Padre non soltanto per Lazzaro, ma per la vita di tutti. (\u2026) Egli vide in questo miracolo di Lazzaro un certo tipo della resurrezione universale del genere umano, e ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in un uomo soltanto stabil\u00ec che fosse una splendida immagine dell\u2019universale e del tutto. Crediamo, infatti, che quando egli verr\u00e0 giudice sar\u00e0 un forte suono della tromba a ordinare ai morti di risorgere (cfr. 1 Cor 15, 52)\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>(Cirillo di Alessandria,\u00a0Commento al Vangelo di Giovanni, 11,38-43)<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Alessandro Deho\u2019<\/strong><\/p>\n<p>*Ogni settimana, ogni volta che ci sar\u00e0 urgenza, Alessandro Deho\u2019 prender\u00e0 spunto dalla lettura evangelica per avviare una riflessione fuori via, stonata, forse inutile. Lui dice, \u201cbalbettio\u201d, dice \u201cbalbuziente\u201d, dice di una inadeguatezza che fa lava, su cui fare leva; insieme abbiamo detto, come dice la Bibbia, \u201cimpacciato di bocca\u201d: ma \u00e8 proprio l\u00ec, dove la parola depone l\u2019elmo e ogni verbo \u00e8 vergine per eccesso di senso, nudo, inappropriato, che vogliamo stare.\u00a0<\/p>\n<p>*In copertina: Giotto, La resurrezione di Lazzaro, 1303-1305, Cappella degli Scrovegni, Padova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cGes\u00f9 parla al presente: \u00abIo sono la resurrezione e la vita\u00bb. 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