{"id":40967,"date":"2025-08-11T10:24:17","date_gmt":"2025-08-11T10:24:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40967\/"},"modified":"2025-08-11T10:24:17","modified_gmt":"2025-08-11T10:24:17","slug":"morto-gianni-berengo-gardin-il-ricordo-di-alessandra-mammi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/40967\/","title":{"rendered":"Morto Gianni Berengo Gardin. Il ricordo di Alessandra Mamm\u00ec"},"content":{"rendered":"<p>Succede sempre. Se scompare una persona che ha lasciato un segno nella vita la mente trova subito i ricordi. Ed ecco che la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/fotografia\/2025\/08\/morto-gianni-berengo-gardin-fotografo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">scomparsa di Gianni Berengo Gardin<\/a>\u00a0(Santa Margherita Ligure, 1930 \u2013 Genova, 2025) mi ha riportato a Milano, in un pomeriggio di una decina di anni fa. Dovevo intervistarlo per l\u2019Espresso quando l\u2019allora sindaco di Venezia, <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/attualita\/2015\/09\/berengo-gardin-e-le-grandi-navi-se-la-politica-censura-e-scredita-i-musei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Luigi Brugnaro, censur\u00f2 la sua mostra<\/a>\u00a0sulle\u00a0Grandi Navi, rimandandone \u201csine die\u201d l\u2019inaugurazione. Peccato. Era tutto pronto: il titolo\u00a0Mostri a Venezia, le sale di Palazzo Ducale, le foto e le cornici, persino il catalogo. \u201cMa quelle fotografie fanno paura\u2026\u00bb mi disse \u00abeppure sono un semplice fotografo e non pensavo di essere cos\u00ec potente. In fondo al cuore ne sono lusingato\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Gianni Berengo Gardin nel ricordo della giornalista e critica d\u2019arte Alessandra Mamm\u00ec<\/p>\n<p>In effetti si presentava cos\u00ec: semplice, ironico, mite. Ma si capiva che era un combattente. Sapeva benissimo che certe immagini sono pallottole, che nel suo implacabile bianco e nero la minacciosa presenza di quei giganti di metallo contro la fragilit\u00e0 della bellezza veneziana, valevano pi\u00f9 di qualsiasi petizione. Sapeva anche \u201cche prima o poi la mostra si far\u00e0. Non so dove, ma sar\u00e0 un successo\u201d.<br \/>Cos\u00ec nella sua strana casa ricavata da un sottotetto di un palazzo storico, dove ci si perdeva in un labirinto di libri, oggetti, volumi, souvenir di viaggi, faldoni con migliaia di immagini che dividevano lo spazio come siepi in un giardino, l\u2019intervista si trasform\u00f2 in una lunga conversazione. E la conversazione in un bell\u2019incontro che lascia un segno.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>L\u2019antologica di Gianni Berengo Gardin a Palazzo delle Esposizioni di Roma: un omaggio da tutto il mondo della cultura<\/p>\n<p>Qualche mese dopo\u00a0<strong>Alessandra Mauro<\/strong>, sua amica e stimatissima storica della fotografia, mi chiam\u00f2 per curare insieme una vasta antologica di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/report\/2016\/06\/mostra-fotografia-gianni-berengo-gardin-palazzo-delle-esposizioni-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Berengo Gardin al Palazzo delle Esposizioni<\/a>\u00a0di Roma, divisa per i grandi temi che aveva affrontato nella sua lunga carriera e soprattutto con una sala interamente dedicata alle immagini delle Grandi Navi.\u00a0\u00a0Come lui aveva previsto: fu un successo.<br \/>Ma a caratterizzare quella mostra fu il\u00a0<strong>corale omaggio<\/strong>\u00a0che arriv\u00f2 dal mondo della cultura a sostegno del \u201csemplice fotografo\u201d. Avevamo pensato di chiedere a molti rappresentanti di diverse arti e discipline di scegliere una sua foto e commentarla. E il successo dell\u2019iniziativa super\u00f2 le nostre aspettative. Nessuno degli interpellati si tir\u00f2 indietro.<br \/><strong>Carlo Verdone<\/strong>\u00a0il giorno dell\u2019inaugurazione s\u2019inginocchi\u00f2 platealmente salutandolo;\u00a0<strong>Marco Bellocchio<\/strong>\u00a0che con lui condivise negli anni Settanta la solidariet\u00e0 con\u00a0<strong>Franco Basaglia<\/strong>, comment\u00f2 i suoi drammatici reportage sui manicomi;\u00a0<strong>Franco Maresco<\/strong>\u00a0invece si sent\u00ec attratto dall\u2019allegria dei suoi zingari. Artisti come\u00a0<strong>Mimmo Paladino<\/strong>,\u00a0<strong>Kounellis<\/strong>,\u00a0<strong>Alfredo Pirri<\/strong>\u00a0ne analizzarono la complessit\u00e0 formale; critici come\u00a0<strong>Lea Vergine<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Goffredo Fofi<\/strong>\u00a0si tuffarono nella realt\u00e0 della cronaca. E lungo fu l\u2019elenco di architetti, come\u00a0<strong>Renzo Piano<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Stefano Boeri<\/strong>; giornalisti,\u00a0<strong>Mario Calabresi<\/strong>; scrittori\u00a0<strong>Roberto Cotroneo<\/strong>; sociologi,\u00a0<strong>Domenico De Masi<\/strong>; colleghi, da\u00a0<strong>Ferdinando Scianna<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Sebasti\u00e3o Salgado<\/strong>. Ognuno sceglieva il suo Berengo, l\u2019immagine in cui riconoscersi e se ne appropriava con un pensiero, un ricordo, un aneddoto. Una piccola antologia, che fu raccolta in un prezioso cataloghino. \u201cVera Fotografia\u201d, edizioni Contrasto.<\/p>\n<p>Alcuni pensieri in omaggio a Gianni Berengo Gardin<\/p>\n<p>\u201cEravamo assieme sul cantiere dell\u2019aeroporto di Osaka, nel Kansai, e Gianni stava immobile con il dito sul pulsante della sua Leica. Dieci minuti buoni senza muoversi. Come un cacciatore. Poi improvvisamente schiaccia e scatta la fotografia, si gira e mi dice: fatto.\u00a0Fu uno dei memorabili istanti della mia vita di cantiere\u2026\u201d\u00a0<strong>Renzo Piano<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPenso davvero a lui come all\u2019italiano buono, al giusto al diverso\u201d\u00a0<strong>Goffredo Fofi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cUn fotografo dell\u2019uomo lo \u00e8 da sessant\u2019anni e sempre con la stessa determinazione\u201d\u00a0<strong>Sebasti\u00e3o Salgado<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cUn sacerdote di umana semplice bellezza\u2026Nel suo sguardo c\u2019\u00e8\u00a0un profondo affetto per l\u2019essere umano unito a un costante stupore per ci\u00f2 che lo circonda\u2026l\u2019emozione di un bianco e nero cos\u00ec particolare che sembra trasformarsi in un colore a noi sconosciuto\u201d <strong>Carlo Verdone<\/strong>.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4944.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"480\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4944.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin con Goffredo Fofi alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        1 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin con Goffredo Fofi alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4946.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"480\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4946.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin con Alfredo Pirri e Valentina Valentini alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        2 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin con Alfredo Pirri e Valentina Valentini alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4950.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"480\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4950.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin con Carlo Verdone alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        3 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin con Carlo Verdone alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4971.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"480\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4971.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin con Jannis Kounellis alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        4 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin con Jannis Kounellis alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4978.jpg\" data-pswp-width=\"1600\" data-pswp-height=\"1200\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4978-768x576.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        5 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4986-rotated.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"640\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4986-rotated.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        6 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4991.jpg\" data-pswp-width=\"640\" data-pswp-height=\"640\" data-cropped=\"true\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/img4991.jpg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch\"  \/>                        7 \/ 7<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Gianni Berengo Gardin alla mostra Vera fotografia, a cura di Alessandra Mamm\u00ec e Alessandra Mauro, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Ph Roberto Koch<\/p>\n<p>Il severo commento di Lea Vergine sul progetto \u201cGrandi Navi\u201d<\/p>\n<p>Ma tra i molti commenti \u00e8 quello di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2020\/10\/e-morta-la-curatrice-e-critica-darte-lea-vergine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Lea Vergine<\/a>\u00a0sulle\u00a0Grandi Navi\u00a0a restituire parole alle immagini e trasformarle in severo \u201cJ\u2019accuse\u201d:<br \/>\u201cGuardo le foto della serie\u00a0Venezia e le Grandi Navi, dei bastimenti che violentano gli spazi della divina citt\u00e0. Non un\u2019elaborazione virtuosistica per creare situazioni stravaganti; non scenografie inventate per trascrivere un\u2019allucinazione orrifica o una visione mostruosa e angosciante, fuori della logica come \u00e8 delle visioni; non un incubo teatralmente spaventoso: tutto questo \u00e8 accaduto veramente ed \u00e8 stato fotografato dal 2013 al 2015. Sembrerebbero progetti di un\u2019immaginazione pervertita. La nave appare immobile; capiamo che l\u2019incontro tra la staticit\u00e0\u0300 della terraferma e il moto di una nave, del silenzio sbigottito di chi guarda e del rumore della nave, d\u00e0 alle foto il senso di un accadere concreto e, tuttavia, improbabile. Ogni didascalia superflua. Il tutto \u00e8 molto spettacolare. Molto immorale in quanto realmente perpetrato. Berengo Gardin sottolinea un\u2019immobilit\u00e0 che sembrerebbe incompatibile con l\u2019inevitabile fracasso di una nave e di una citt\u00e0.<br \/>Qualcosa di funebre e di tristo in questa innaturalit\u00e0. Una gelida seduzione che parla di morte\u201d.<\/p>\n<p>Gianni Berengo Gardin un testimone del proprio tempo\u2026<\/p>\n<p>\u00a0Il \u201csemplice fotografo\u201d sapeva benissimo che di fronte alla \u201cVera Fotografia\u201d e per quel suo bianco e nero \u201cdove non c\u2019\u00e8 cielo turchino ad attutire l\u2019effetto\u201d, la didascalia era superflua. \u201cNon \u00e8 nelle mie intenzioni fare foto d\u2019arte e se mi dicono che sono un artista nego fermamente. Non per modestia, semmai per presunzione. Io sono un testimone del mio tempo, registro quel che vedo e sono convinto che una foto-documento sia pi\u00f9 importante di una foto artistica\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1065\" height=\"684\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/gianni-berengo-gardin.avif\" alt=\"Gianni Berengo Gardin\" class=\"wp-image-1175249\"  \/>Gianni Berengo Gardin\u2026ma anche un artista dalla spiccata sensibilit\u00e0<\/p>\n<p>E qui si sbagliava, perch\u00e9 il fatto di non voler far foto artistiche non significa non essere un artista. Quell\u2019artista che Kounellis riconosce quando in una sua foto di un monastero senese vede \u201cun\u2019immagine rinascimentale e metafisica: tutte e due le figure hanno la stessa altezza, quella di sinistra che sta per entrare nella porta \u00e8 vista in prospettiva mentre l\u2019altra \u00e8 all\u2019interno di un confine architettonico ed \u00e8 presente da sempre in questa posizione. Il monaco di sinistra, ancora uno o due passi, scomparir\u00e0\u0300 nella cavit\u00e0; l\u2019immagine cambier\u00e0\u0300 significato, non pi\u00f9\u0300 semplicemente un punto di vista da fotografo ma anche un\u2019involontaria regia: rimarr\u00e0 il dipinto\u201d<br \/>Berengo temeva la trappola di un facile estetismo, fuggiva dalla bellezza fine a s\u00e9 stessa cercava l\u2019essenza stessa della realt\u00e0 anche in ci\u00f2 che ci circonda quotidianamente. Per questo riesce come pochi a entrare nella mente e nella vita di Giorgio Morandi con delle immagini che valgono pi\u00f9 di un testo.<\/p>\n<p>La mostra a Perugia sul reportage di Berengo Gardin sullo studio di Morandi<\/p>\n<p>Vedere per credere. A Perugia, tra le meravigliose sale delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/08\/estateumbria-arte-da-vedere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Galleria Nazionale dell\u2019Umbria,<\/a>\u00a0c\u2019\u00e8 in una piccola stanza dedicata alla fotografia (progetto di Marina Bon Valsassina e Costanza Neve). Si chiama\u00a0Camera Oscura\u00a0ed \u00e8 uno scrigno che fino al 28 settembre raccoglie una mostra dedicata al reportage di Berengo sullo studio di Morandi (a cura di Alessandra Mauro).\u00a0\u00a0Dialogo intimo tra due visioni unite dalla stessa lucidit\u00e0 di sguardo, ricerca di una certezza che dia peso alle cose, capacit\u00e0 di riconoscere l\u2019assoluto che si rivela in una bottiglia. Berengo vede l\u2019arte e la poetica di Morandi nella disposizione delle ciotole su uno scaffale, nella presenza di un imbuto, nelle bottiglie riflesse in uno specchio appeso a un chiodo, nei ripiani usati come base delle composizioni.<\/p>\n<p>L\u2019essere umano nella fotografia di Gianni Berengo Gardin<\/p>\n<p>E poi va oltre, \u201ccerca l\u2019uomo\u201d direbbe Salgado. E lo trova nei suoi oggetti, nei suoi gesti, nella luce della sua stanza, nella finestra dischiusa della casa di campagna. Ogni cosa gli serve a comporre un ritratto dell\u2019artista: un cappello poggiato su faldoni, il letto malmesso, il vecchio pavimento in cotto sciupato dai calpestii, il tavolo da lavoro ricoperto di sdrucita carta da imballaggio fermata con le puntine. Berengo ha visto. Ha visto il pittore e ha visto l\u2019opera. E ha impresso entrambi nella realt\u00e0 della pellicola.<br \/>\u201cNon uso il digitale.\u00a0Mi dicono che ora ci sono macchine che simulano la grana della pellicola ed altre che rendono sorridenti anche le persone tristi, perch\u00e9 (e questo \u00e8 il guaio) nel digitale \u00e8 la macchina che pensa, non il fotografo al quale non resta che scattare foto a mitraglia, poi un effetto speciale lo salver\u00e0. No, non \u00e8 il mio mestiere\u201d.<\/p>\n<p>Gianni Berengo Gardin un fotografo radicato nella parte pi\u00f9 bella del Novecento<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: non \u00e8 il suo mondo. Il suo \u00e8 inciso nella parte pi\u00f9 bella del Novecento fatta di grandi speranze di cambiare e migliorare il mondo, ma anche dell\u2019umilt\u00e0 nell\u2019 osservarlo con tenerezza e sincerit\u00e0.\u00a0<br \/>Viene in mente l\u2019\u201citaliano buono\u201d di\u00a0<strong>Goffredo Fofi<\/strong>\u00a0\u201ccolui che vivendo e raccontando l\u2019Italia \u00e8 riuscito a salvaguardarne un\u2019immagine di cui non vergognarsi. Questo dipende, \u00e8 ovvio, dai\u00a0soggetti\u00a0che ha fotografato nel corso di una lunga esperienza, dal fatto di esserseli trovati davanti e non solo di averli cercati, scelti. Ma le sue foto dimostrano non solo l\u2019attenzione al presente e alle sue manifestazioni, dimostrano l\u2019adesione a quella parte del presente che egli ha inteso e intende salvare dall\u2019oblio, permettendoci il confronto tra i diversi presente e soprattutto tra il presente di ieri e il nostro oggi, quando la mutazione ha cancellato\u00a0e sfigurato tanti luoghi e volti ma per nostra fortuna, poich\u00e9 nonostante tutto la vita continua, permette ora il confronto con volti nuovi, pur se in luoghi avviliti. Berengo Gardin\u00a0ha cercato l\u2019italiano buono perch\u00e9 era lui a essere tale e lo \u00e8 ancora, e continua infatti a cercare negli altri una conferma della sua visione, la proiezione della sua speranza. La sua fotografia rassicura e d\u00e0 forza in tempi che comunicano piuttosto disperazione che fiducia\u201d.<\/p>\n<p>Una speranza in bianco e nero il pi\u00f9 possibile vicino alla verit\u00e0 e lontana dalle illusioni, dalle utopie, dalle mistificazioni, dai facili effetti, dalle trappole del virtuale e dagli spettri dei colori che distraggono con i loro cieli turchini. Che poi, come insegna Berengo, sappiamo che nella realt\u00e0 turchini non sono.<\/p>\n<p>Alessandra Mamm\u00ec\u00a0<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u202f<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Succede sempre. 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