{"id":410314,"date":"2026-03-24T08:44:11","date_gmt":"2026-03-24T08:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410314\/"},"modified":"2026-03-24T08:44:11","modified_gmt":"2026-03-24T08:44:11","slug":"netanyahu-trump-iran-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/410314\/","title":{"rendered":"netanyahu trump iran pace"},"content":{"rendered":"<p>La crisi iraniana si avvia verso una svolta diplomatica? Ieri, <strong>Donald Trump<\/strong> ha rivelato che sarebbero in corso dei colloqui tra Washington e Teheran: una circostanza che tuttavia \u00e8 stata seccamente smentita dal regime khomeinista. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>\u00abSono lieto di annunciare che gli Usa e l\u2019Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilit\u00e0 in Medio Oriente\u00bb, ha dichiarato, ieri, <strong>Trump<\/strong> su Truth, per poi aggiungere: \u00abIn base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che proseguiranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSiamo fermamente intenzionati a raggiungere un accordo con l\u2019Iran\u00bb, ha inoltre detto <strong>Trump<\/strong>, parlando con la stampa. Nell\u2019occasione, quando gli \u00e8 stato chiesto quale fosse il suo interlocutore a Teheran, il presidente americano ha risposto: \u00abStiamo parlando con l\u2019uomo che credo sia il pi\u00f9 rispettato e il leader. Abbiamo a che fare con persone che rappresentano al meglio il Paese\u00bb. <\/p>\n<p>Non solo. Oltre a rivendicare di aver raggiunto \u00abimportanti punti di accordo\u00bb, <strong>Trump<\/strong> ha rivelato che i colloqui si sarebbero svolti nella serata dell\u2019altro ieri e che il team statunitense sarebbe stato guidato da <strong>Steve Witkoff<\/strong>, oltre che da <strong>Jared Kushner<\/strong>: secondo il Times of Israel, i due avrebbero trattato con il presidente del parlamento iraniano, <strong>Mohammad Bagher Ghalibaf<\/strong>. In questo quadro, <strong>Trump<\/strong> ha detto che lo Stretto di Hormuz verr\u00e0 \u00abaperto molto presto\u00bb e che sar\u00e0 posto sotto \u00abcontrollo congiunto\u00bb tra Washington e l\u2019ayatollah, \u00abchiunque egli sia\u00bb. \u00abDirei che ci sono ottime possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo\u00bb, ha aggiunto il presidente statunitense in Tennessee, ribadendo di voler impedire a Teheran di dotarsi dell\u2019arma atomica. \u00abL\u2019America e il mondo intero saranno presto molto pi\u00f9 sicuri\u00bb, ha anche detto.<\/p>\n<p>Nel frattempo, secondo Axios, nei prossimi giorni potrebbe essere organizzato un incontro a Islamabad tra alti funzionari americani e iraniani. Sembrerebbe, in particolare, che il team negoziale di Washington possa essere guidato dal vicepresidente, <strong>JD Vance<\/strong>. Al contempo, fonti ascoltate dal Times of Israel hanno riferito che Washington avrebbe tenuto aggiornato Israele dei colloqui con Teheran e che \u00abprobabilmente\u00bb lo Stato ebraico si asterr\u00e0 da nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane. Se confermato, ci\u00f2 rappresenterebbe una svolta significativa, visto che, dopo i primi giorni di guerra, Gerusalemme, non senza irritazione, aveva chiesto conto agli americani di presunti contatti segreti con il regime khomeinista.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, se veramente dovesse essere <strong>Vance<\/strong> a guidare il team negoziale statunitense a Islamabad, ci\u00f2 significherebbe un rafforzamento politico del vicepresidente, che \u00e8 sempre stato notoriamente scettico nei confronti di un\u2019operazione militare di vasta portata contro l\u2019Iran. Tra l\u2019altro, stando a Channel 12, il numero due della Casa Bianca, ieri, avrebbe avuto una telefonata con <strong>Benjamin Netanyahu<\/strong> su un possibile accordo tra Usa e Iran. <\/p>\n<p>Sotto questo aspetto, \u00e8 interessante ricordare che, a ottobre, emerse come, all\u2019interno dell\u2019attuale amministrazione americana, il vicepresidente fosse forse la figura meno morbida nei confronti del premier israeliano. Frattanto, fonti dello Stato ebraico hanno riferito a Ynet che <strong>Trump <\/strong>avrebbe fissato al 9 aprile la data per concludere la guerra.<\/p>\n<p>Tutto questo, mentre dietro l\u2019iniziativa diplomatica americana si celerebbe anche un ruolo di Pakistan, Turchia ed Egitto. Inoltre sar\u00e0 un caso, ma, dopo la rivelazione dei colloqui da parte del presidente americano, il ministro degli Esteri iraniano, <strong>Abbas Araghchi<\/strong>, ha avuto una telefonata con l\u2019omologo russo, <strong>Sergej Lavrov<\/strong>. Nell\u2019occasione, quest\u2019ultimo, secondo Mosca, ha \u00absottolineato l\u2019urgente necessit\u00e0 di porre fine immediatamente alle ostilit\u00e0 e di avviare un percorso verso una soluzione politica e diplomatica\u00bb. Che si stia registrando una sotterranea sponda tra Casa Bianca e Cremlino per risolvere la crisi iraniana?<\/p>\n<p>Eppure, dall\u2019altra parte, il ministero degli Esteri di Teheran ha negato che l\u2019Iran abbia avuto dei colloqui con gli Stati Uniti negli ultimi 24 giorni: una posizione, questa, espressa anche da <strong>Ghalibaf<\/strong>. \u00abNon ci sono stati negoziati con gli Stati Uniti. Le notizie false hanno lo scopo di manipolare i mercati finanziari e petroliferi e di uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele\u00bb, ha affermato, mentre le Guardie della rivoluzione hanno definito il presidente americano come \u00abdisonesto\u00bb. Ha davvero ragione l\u2019Iran a dire che <strong>Trump<\/strong> si sarebbe inventato tutto per abbassare il costo dell\u2019energia? Oppure Teheran sta tergiversando in un\u2019ottica di tattica negoziale? <\/p>\n<p>Una terza possibilit\u00e0 \u00e8 che il regime khomeinista sia sempre pi\u00f9 spaccato al suo interno e che si stia consumando una lotta intestina per decidere quale linea tenere nei confronti di Washington. Come che sia, un funzionario iraniano ha ammesso ad Al Jazeera che, negli ultimi giorni, la Repubblica islamica ha trasmesso dei messaggi agli Usa tramite Turchia ed Egitto.  <strong>Trump<\/strong>, dal canto suo, sta cercando un interlocutore stabile a Teheran per riuscire a concretizzare una soluzione di tipo venezuelano. Capiremo nei prossimi giorni se riuscir\u00e0 nel suo intento.<\/p>\n<p>                Per Hormuz adesso spunta l\u2019ipotesi di controllo congiunto Usa-ayatollah<\/p>\n<p>La diplomazia torna al centro della crisi tra Stati Uniti e Iran mentre sul terreno proseguono attacchi e tensioni regionali. Secondo fonti americane e israeliane, Washington e Teheran conducono trattative articolate in pi\u00f9 fasi per ridurre l\u2019escalation e garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi allo studio prevede inizialmente la riapertura del corridoio marittimo con la sospensione degli attacchi contro alcune infrastrutture energetiche iraniane, seguita da un cessate il fuoco pi\u00f9 ampio. In questo contesto, Israele potrebbe allinearsi alla linea americana e sospendere i raid contro i siti energetici iraniani e le centrali elettriche. Secondo fonti della sicurezza, Washington avrebbe tenuto informato il governo israeliano sui contatti in corso con Teheran. Israele non ha formalmente minacciato di colpire le infrastrutture energetiche, ma il ministro della Difesa, <strong>Israel Katz,<\/strong> ha dichiarato che gli attacchi contro l\u2019Iran e contro \u00able infrastrutture da cui dipende\u00bb potrebbero aumentare significativamente, lasciando aperta la possibilit\u00e0 di un\u2019escalation.<\/p>\n<p>Le indiscrezioni indicano anche un possibile coinvolgimento del presidente del Parlamento iraniano <strong>Mohammad-Bagher Ghalibaf<\/strong>. I Paesi mediatori starebbero lavorando a un incontro in settimana a Islamabad tra delegazioni iraniane e gli inviati americani <strong>Steve Witkoff<\/strong> e <strong>Jared Kushner<\/strong>, con la possibile partecipazione del vicepresidente <strong>JD Vance<\/strong>. Tuttavia lo stesso <strong>Ghalibaf <\/strong>ha smentito pubblicamente.<\/p>\n<p>Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano <strong>Esmaeil Baqaei<\/strong> ha negato contatti diretti con Washington, ribadendo che la posizione di Teheran sullo Stretto di Hormuz e sulle condizioni per la fine della guerra non \u00e8 cambiata.  Una fonte israeliana ha inoltre sostenuto che gli Stati Uniti avrebbero indicato il 9 aprile come data obiettivo per la conclusione del conflitto, lasciando circa 21 giorni per combattimenti e negoziati. \u00abGli americani non hanno aggiornato Israele sui colloqui con <strong>Ghalibaf<\/strong>. Porre fine alla guerra il 9 aprile permetter\u00e0 a <strong>Trump<\/strong> di arrivare in Israele per il Giorno dell\u2019Indipendenza e ricevere il Premio Israele\u00bb, ha dichiarato la fonte.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Teheran valuta l\u2019introduzione di un nuovo \u00abregime legale\u00bb per lo Stretto di Hormuz, mentre continua a negare l\u2019esistenza di negoziati diretti e insiste sulla richiesta di riparazioni e garanzie contro future aggressioni. \u00abC\u2019\u00e8 una vera possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla\u00bb,  ha dichiarato <strong>Trump,<\/strong>  aprendo alla possibilit\u00e0 che lo Stretto sia controllato in modo congiunto, \u00abforse da me e da chiunque sia l\u2019ayatollah\u00bb. Il contesto resta estremamente fluido e caratterizzato da messaggi contrastanti.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, secondo  il New York Times, il Pentagono sta valutando l\u2019invio di circa 3.000 paracadutisti della 82 Divisione Aviotrasportata statunitense come forza di pronto intervento per supportare eventuali operazioni in Iran, con l\u2019obiettivo, se necessario, di occupare l\u2019isola di Kharg, principale hub per l\u2019export petrolifero iraniano. Sul piano energetico, il numero uno di Chevron <strong>Mike Wirth<\/strong> ha avvertito che i prezzi del petrolio non hanno ancora pienamente incorporato gli effetti del blocco di Hormuz. Secondo il dirigente, il mercato fisico e i livelli delle scorte indicano una situazione pi\u00f9 tesa rispetto a quanto suggeriscano i contratti futures. Gli effetti della chiusura dello Stretto si starebbero gi\u00e0 propagando a livello globale, con timori particolarmente forti in Asia per l\u2019approvvigionamento di greggio e prodotti raffinati. La tensione si \u00e8 subito vista anche nel Golfo. Diverse forti esplosioni e sirene d\u2019allarme sono state avvertite in Bahrein, le prime registrate nella regione da quando <strong>Donald Trump<\/strong> ha annunciato l\u2019avvio dei colloqui per porre fine alla guerra con l\u2019Iran. Sul piano militare, l\u2019aeronautica israeliana ha dichiarato che durante una serie di attacchi a Teheran \u00e8 stato colpito il \u00abquartier generale principale della sicurezza\u00bb dei pasdaran. Secondo le Forze di difesa israeliane, la struttura era integrata in infrastrutture civili e veniva utilizzata dalle Guardie Rivoluzionarie per coordinare le unit\u00e0 regionali incaricate del mantenimento dell\u2019ordine del regime e della sicurezza interna, comprese le milizie paramilitari Basij.<\/p>\n<p>In questo contesto, gli Emirati Arabi Uniti hanno assunto una posizione particolarmente dura. Il consigliere presidenziale <strong>Anwar Gargash<\/strong> ha dichiarato: \u00abNoi, negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l\u2019Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali? In questa assenza e impotenza, non sar\u00e0 lecito parlare in seguito del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e occidentale. Gli Stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei periodi di prosperit\u00e0,  quindi, dove siete oggi, in tempi di difficolt\u00e0?\u00bb.<\/p>\n<p>Evidente che anche in caso di accordo, le tensioni emerse nelle ultime settimane rischiano di lasciare effetti duraturi sugli equilibri del Medio Oriente e sulla sicurezza delle rotte energetiche internazionali. Un eventuale accordo non canceller\u00e0 le tensioni: gli effetti sugli equilibri regionali e sulle rotte energetiche saranno duraturi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La crisi iraniana si avvia verso una svolta diplomatica? 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